Cronaca
Spaccio 2.0: dalle “darknet” al Capo di Leuca
Salve: la guardia di finanza sequestra 1,5 chili tra hashish e marijuana. Droga acquistata sulla “Rete Scura” con Bitcoin e Ripple. Arrestate due persone
Un consistente quantitativo di droga pronto a rifornire le piazze di spaccio del basso Salento è stato intercettato
dai finanzieri del Comando Provinciale di Lecce che hanno tratto in arresto due persone, di nazionalità italiana, e sequestrato un chilo e mezzo di purissima sostanza stupefacente tra hashish e marijuana, somme contanti
nonché numeroso materiale per la lavorazione ed il confezionamento.
L’attività antidroga è scattata da parte dei finanzieri della Tenenza di Leuca in servizio di controllo economico
del territorio ‘117’, lungo la S.S. 274 in località Salve, nei confronti di due persone, incensurate, alla guida
di un’autovettura.
Al momento del fermo, i militari, insospettiti dalla forte agitazione delle persone a bordo del mezzo, hanno deciso di
approfondire i controlli, rinvenendo 15 panetti di hashish, abilmente occultati all’interno del bagagliaio.
Il tempestivo intervento congiunto di due ulteriori pattuglie della Tenenza di Leuca e della Compagnia di Gallipoli, con il supporto delle unità cinofile del Gruppo di Lecce, ha consentito di estendere la perquisizione presso i rispettivi domicili, rinvenendo ulteriori dosi di marijuana e altro materiale necessario per il confezionamento in dosi, quali cartine, sacchetti, grinder e bilancini di precisione, oltre a somme in contanti, sottoposti a sequestro.
I due indiziati, su concorde parere della Procura della Repubblica di Lecce, sono stati tratti in arresto e accompagnati presso l’istituto penitenziario leccese.
Le prime indagini di polizia giudiziaria hanno consentito di raccogliere significativi elementi circa le modalità di approvvigionamento delle sostanze rinvenute.
Sono state acquistate nelle cosiddette darknet, ricorrendo al pagamento attraverso l’utilizzo di criptovalute quali BTC (Bitcoin) e XRP (Ripple), al fine di rendere difficoltosa la tracciabilità della transazione.
Sono in corso, sotto la direzione della competente A.G., accertamenti volti alla completa ricostruzione del fenomeno delittuoso.
L’operazione rientra nel più ampio dispositivo di contrasto ai traffici illeciti messo a punto dalla Guardia di Finanza di Lecce ed evidenzia il costante impegno delle Fiamme Gialle salentine nell’azione di repressione del traffico di sostanze stupefacenti, per la salvaguardia della legalità e la tutela della salute dei cittadini.
Cronaca
Lite a Tricase: uomo ferito al volto
L’episodio in corso Apulia nel pomeriggio in prossimità di un bar: sul posto i carabinieri
Momenti di tensione nel tardo pomeriggio di oggi a Tricase dove un uomo, in Corso Apulia, è rimasto ferito al volto, con tutta probabilità a margine di una lite.
L’episodio si è verificato intorno alle ore 18, in prossimità del Bar Apulia, di fronte alle scuole elementari e medie.
Ad avere la peggio è stato un uomo di 48 anni, del posto, reduce dall’accaduto con ferite sanguinanti. Al momento non sono note le cause che hanno scatenato il tutto.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale Compagnia, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti e chiarire le responsabilità.
Cronaca
«Ospedale di Scorrano, che degrado!»
Infiltrazioni d’acqua, muffe diffuse e intonaci che si distaccano. L’appello dell’assessore del comune di Melendugno Annalisa Prete alla politica e al neogovernatore Decaro
«Infiltrazioni d’acqua, muffe diffuse, intonaci distaccati e soffitti degradati in luoghi che dovrebbero garantire cura, sicurezza e dignità».
È la descrizione desolante e senza eufemismi, che l’assessore alla cultura di Melendugno, Anna Elisa Prete fa dell’ospedale di Scorrano, pubblicando un post sul suo profilo personale con foto che documentano quanto scrive.
«Richiamo l’attenzione della ASL e della politica a tutti i livelli – regionale, provinciale e locale – sulle gravissime condizioni in cui versano alcune stanze dell’Ospedale di Scorrano», scrive l’amministratrice, chiedendo che il presidente Decaro «a cui mi rivolgo con rispetto istituzionale, parta proprio dalla sanità, perché è da qui che si misura la capacità di garantire diritti fondamentali e dignità alle persone».
«Scrivo anche da figlia», prosegue Anna Elisa Prete, «perché mia madre è stata ricoverata in questa struttura e ho potuto constatare personalmente lo stato in cui versano ambienti destinati alla degenza dei pazienti».
Le immagini documentano infiltrazioni d’acqua, muffe diffuse, intonaci distaccati e soffitti degradati in luoghi che dovrebbero garantire cura, sicurezza e dignità.
«Non sono più ammissibili silenzi, scaricabarile o ritardi»
«Si tratta di una situazione vergognosa e inaccettabile», attacca, «indegna di un luogo di cura, che lede la dignità delle persone ricoverate e può mettere a rischio la salute dei pazienti e del personale sanitario».
L’amministratrice va a difesa anche di coloro che lavorano nell’ospedale, mettendo a rischio la propria salute: «In questi ultimi dieci giorni mi sono interfacciata con il personale medico e sanitario, che vive una condizione di evidente disagio e impotenza, spesso non sapendo che cosa fare e che cosa dire di fronte a criticità che non dipendono dalla loro volontà. A loro va il mio sincero ringraziamento, per la professionalità, la disponibilità e l’umanità dimostrate, nonostante carenze strutturali gravi che rendono il lavoro quotidiano ancora più difficile».
Anna Elisa Prete intende farsi portavoce «non solo di mia madre, ma di tanti pazienti e delle loro famiglie, che vivono queste condizioni in silenzio. La ASL, quale soggetto responsabile della gestione e della sicurezza delle strutture sanitarie, e la politica a ogni livello di governo, hanno il dovere di vigilare, intervenire e garantire standard minimi di igiene, sicurezza e decoro. Non sono più ammissibili silenzi, scaricabarile o ritardi».
Si chiede «un intervento immediato, con sopralluoghi urgenti, messa in sicurezza degli ambienti e risposte chiare alla cittadinanza. Il presidente Decaro, a cui mi rivolgo con rispetto istituzionale, dovrebbe partire proprio dalla sanità, perché è da qui che si misura la capacità di garantire diritti fondamentali e dignità alle persone. La sanità pubblica merita rispetto. I pazienti meritano dignità, non vergogna».
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Campi Salentina
24enne perde la vita in un tragico incidente
Il messaggio di cordoglio della rettrice di Unisalento Maria Antonietta Aiello a nome di tutta la comunità accademica…
TRAGICO INCIDENTE ALL’ALBA DI IERI
David Simone, 24enne di Salice salentino, studente di Viticoltura ed Enologia all’Università del Salento ha perso la vita in un tragico incidente avvenuto all’alba di ieri, 5 gennaio 2026, lungo la provinciale 120 che collega Salice salentino a Campi salentina.
Il messaggio di cordoglio della rettrice Maria Antonietta Aiello a nome di tutta la comunità accademica, non tarda ad arrivare: «Questo inizio d’anno, che tutti abbiamo salutato con il cuore carico di speranza, è stato funestato da tragedie cui mai avremmo voluto assistere. La notizia della morte di David Simone, l’ennesima giovane vita spezzata sull’asfalto, ci lascia sgomenti: David era uno studente serio, appassionato, che si è sempre distinto per l’impegno e la dedizione dimostrati nel suo percorso di studi. Alla famiglia, agli amici che lo piangono oggi, giungano l’abbraccio e il cordoglio di tutto l’ateneo».
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