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Casarano

Un weekend e San Martino carichi di maltempo

Arriva il vero autunno. I valori si porteranno su quelli tipici di novembre ovunque…

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Domani nuovo peggioramento, il maltempo raggiungerà anche Sardegna e settori tirrenici, fino alla Campania con dei temporali, con venti in rinforzo.


Venerdì sarà una giornata instabile al Centro Sud con piogge e locali temporali con temperature in calo al Sud.


Altre piogge nel week-end.


Sabato sarà una giornata di relativa tregua: ancora fenomeni al mattino al Centro Sud in attenuazione, più sole altrove.

Domenica invece arriverà l’ennesima perturbazione con nuove piogge e rovesci. In questo frangente le temperature scenderanno ovunque per l’ingresso di aria relativamente più fredda.


I valori si porteranno su quelli tipici di novembre ovunque.


Attualità

Fedele Coluccia: “Casarano dovrà avere un ruolo da protagonista”

“Casarano bene comune non è uno slogan ma il senso più vero del lavoro che ci caratterizza e del programma che da oggi siamo impegnati a scrivere”….

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

In un post sul suo profilo fb il consigliere di opposizione, Fedele Coluccia, consigliere di opposizione con “Orgoglio Casarano”, candidato nella recente competizione regionale nella Lista Decaro Presidente (con 1517 preferenze ), in prossimità delle prossime elezioni amministrative di primavera, richiama tutte le forze politiche del centro sinistra a un lavoro comune evitando spaccatura  e arroccamenti pregiudiziali.

Restituire a Casarano un ruolo protagonista nel Salento e nel Mezzogiorno, ritrovare fiducia in noi stessi, riannodare la nostra storia, riscrivere il patto di comunità e siglare l’alleanza con le nuove generazioni. Questa è la priorità di tutte le forze politiche che si riconoscono nel centro sinistra ed è questo impegno che racconteremo in questi mesi insieme a tutti coloro che vorranno lavorare, unitariamente, per questo scopo”.

Nelle riflessioni che ci vedono al lavoro in questi giorni,  è questo il dato chiarissimo che emerge con chiarezza. Per dirlo con le parole chiave che hanno portato Antonio Decaro alla guida della Puglia: mettere al centro le persone, creare comunità, generare fiducia”.

Sappiamo bene, non siamo ingenui, che la curiosità e l’attenzione anche degli organi di informazione sono soprattutto appuntate sul nome del candidato sindaco ed è certo una priorità ineludibile e determinante il nome di chi rappresenterà e incarnerà le parole d’ordine di un progetto condiviso. Ma sappiamo altrettanto bene che limitarci a restituire esclusivamente l’immagine di un centro sinistra diviso sui nomi, o di soggetti e formazioni politiche arroccati sulle posizioni di intransigenza o, peggio, incomunicabilità e indisponibilità alla discussione comune è la trappola che dobbiamo essere capaci di evitare, direi di più: il rischio mortale che non possiamo correre.

Vogliamo farlo per amore della nostra città, perché sappiamo avere cura del suo destino, e abbiamo ben presente la lezione che arriva dalla recente competizione per le regionali.
Mentre auguriamo ottimo lavoro alle donne e agli uomini chiamati a comporre la giunta regionale dal Presidente Decaro, ricordiamo innanzitutto a noi stessi che il centro sinistra vince se è unito. Significa essere pronti a trasformare le differenze in passi avanti per un progetto politico unitario capace di parlare a tutta la nostra comunità, con l’ambizione di riportare al voto chi ha perso fiducia nella politica”.

Casarano bene comune non è uno slogan ma il senso più vero del lavoro che ci caratterizza e del programma che da oggi siamo impegnati a scrivere”.

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Attualità

FdI: “Decaro come Emiliano, nomina trombati e scontenti”

I pugliesi per 5 anni hanno pagato 21 consiglieri di Emiliano e nessuno mai ha saputo a cosa sono serviti! Ora con la stessa cifra – è bene sottolinearlo, presumiamo 130 mila (tanti sono previsti per Emiliano all’anno lordi)…

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CONSIGLIERI DEL PRESIDENTE, FDI: RIBADIAMO, NESSUNA DISCONTINUITÀ E CAMBIO DI METODO, DECARO COME EMILIANO NOMINA NEL RUOLO TROMBATI E SCONTENTI E INIZIA PROPRIO DAL SUO SUCCESSORE…IL PIÙ TROMBATO E SCONTENTO FRA I PUGLIESI

La nota che è arrivata nelle redazioni dei giornali, a proposito della nuova Giunta regionale pugliese, non lascia adito a dubbi,: stando alla dichiarazione congiunta del gruppo di Fratelli d’Italia (il capogruppo Paolo Pagliaro e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Tonia Spina e Giampaolo Vietri), è solo un gattopardismo: “Tutto deve cambiare perché tutto resti come è“.

E partendo da questa massima, dichiarano: “Tu chiamala se vuoi… discontinuità! Ma solo sulla carta, anzi solo nelle belle parole e nei like”.

In attesa della Giunta, sulla quale Antonio Decaro dichiarava di avere le idee chiare (e meno male!), il presidente sta iniziando a nominare i suoi consiglieri. L’annuncio è stato roboante: da 21 consiglieri in quota al suo predecessore Michele Emiliano, si passa a solo nove… allo stesso prezzo! Come se ai pugliesi importasse più il numero che il costo. Si tratta chiaramente di un’operazione di facciata: è vero una bella sforbiciata, ma che sulle casse regionali (vale a dire sui soldi dei pugliesi) pesa uguale, ma in cambio fa prendere tanti like sui social da parte di chi non si rende conto che Decaro è politicamente molto più furbo di quello che si possa pensare.

Ma veniamo nel merito: quale criterio Decaro sta scegliendo per la scelta dei suoi consiglieri? Lo stesso utilizzato da Emiliano: nominare i trombati e gli scontenti, insomma quelli che si deve tenere buoni. E chi è in questo momento il trombato e lo scontento numero uno in Puglia? Michele Emiliano! Un mega presidente che fino a qualche giorno fa dava le carte della politica pugliese, e non solo, e ora si ritrova piazzato in un rango inferiore, in un posto da sottogoverno neppure previsto negli organigrammi della Regione Puglia. Un ruolo che lui stesso assegnava a figure di secondo piano dei quali pochi ricordano persino i nomi.

Come Fratelli d’Italia, nella passata legislatura, tentammo anche di conoscere quale fosse la loro attività e presentammo una richiesta di audizione per avere un resoconto dettagliato: non abbiamo mai ottenuto risposta. I pugliesi per 5 anni hanno pagato 21 consiglieri di Emiliano e nessuno mai ha saputo a cosa sono serviti! Ora con la stessa cifra – è bene sottolinearlo, presumiamo 130 mila (tanti sono previsti per Emiliano all’anno lordi) per 9 e quindi un miliardo e 170mila euro (aspettiamo smentita!) pagheremo altri trombati e scontenti eccellenti! Una discontinuità un corno, direbbe qualcuno.

Benvenuta era Decaro, abbiamo la sensazione di essere solo all’inizio e che altre nomine non smetteranno di sorprenderci in negativo, ma al neo presidente è evidente che interessano più i social che i pugliesi.”

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Casarano

Il prezzo della libertà di stampa

La giornalista salentina Marilù Mastrogiovanni è imputata per diffamazione a Lecce con decine di capi d’imputazione. Dovrà comparire in due processi, entrambi domani

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Si celebreranno domani presso il Tribunale di Lecce, dinanzi alla giudice onoraria Sanghez, le battute finali degli ultimi due processi che vedono Marilù Mastrogiovanni imputata per diffamazione a seguito di querele a firma dell’ex giunta del Comune di Casarano, dell’ex sindaco Gianni Stefàno e del sindaco in carica Pompeo De Nuzzo.

In oltre 20 anni di indagini giornalistiche, spesso slegate da quelle giudiziarie che, in molti casi, hanno acquisito nei fascicoli processuali i suoi articoli, ha disvelato gli inconfessabili collegamenti tra la sacra corona unita salentina e i “colletti bianchi” locali, pubblicando inchieste sempre documentate su reati ambientali, corruzione, traffico di droga e armi, business dell’immigrazione, i retroscena di omicidi e agguati mafiosi, gli affari della Sacra corona unita in tutti i comparti dell’economia del Salento e i suoi collegamenti con le mafie transnazionali.

Il paradosso è che le sue inchieste, anche quella per cui dovrà affrontare i due processi di domani, hanno avuto importanti riconoscimenti: l’ultimo è il calendario istituzionale 2026 della Direzione investigativa antimafia nazionale, che l’ha annoverata tra i “volti femminili dell’antimafia” come simbolo del giornalismo investigativo, dedicandole il mese di marzo.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione il capo della DIA di Bari, colonnello Giulio Giuseppe Leo, l’ha pubblicamente ringraziata «per gli stimoli e gli spunti d’indagine che con il suo lavoro ha dato agli inquirenti».

La pioggia di querele è iniziata nel 2017 con il sequestro del giornale che ha fondato e che dirige, “Il Tacco d’Italia” (il sequestro è vietato dalla Costituzione, se non per casi gravissimi).

L’inchiesta on line sul marketing della mafia salentina fu sequestrata dalla magistratura leccese e dissequestrata dal Tribunale del Riesame dopo 45 giorni: un lungo periodo in cui l’articolo 21 della Carta costituzionale è stato offeso e umiliato.

Successivamente, l’azienda che aveva chiesto e ottenuto il sequestro del giornale fu raggiunta da interdittiva antimafia perché assumeva pregiudicati per mafia, come aveva denunciato Mastrogiovanni e godeva di appoggi istituzionali in molte amministrazioni comunali per aggirare i bandi di evidenza pubblica per la gestione del servizio di raccolta rifiuti.

Contestualmente partiva contro la giornalista una campagna di diffamazione e intimidazione con minacce di morte, offese e linciaggio sui social, manifesti intimidatori e caricature deumanizzanti, intimidazioni telefoniche e via email, mailbombing contenenti minacce di morte, un incendio appiccato alla sua casa di notte, mentre la famiglia dormiva; i cani avvelenati.

Episodi che hanno spinto le autorità a mettere sotto protezione la giornalista e la sua famiglia.

Ma non è bastato. Ha dovuto cambiare casa e città.

L’Ordine dei giornalisti, FNSI e Assostampa, insieme a numerose organizzazioni, hanno manifestato pubblicamente solidarietà, chiedendo all’ex giunta comunale e all’attuale sindaco di Casarano di ritirare le querele e i manifesti contro Mastrogiovanni, affissi dall’amministrazione comunale su tutte le plance di proprietà pubblica.

Anche il giornalista Sigfrido Ranucci, direttore di Report (Rai3) ha preso posizione al fianco alla giornalista, che domani dovrà affrontare due processi in un giorno per difendere l’articolo 21 della Costituzione.

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