Dai Comuni
Certificati demografici: Gallipoli abbuona i diritti di segreteria
A Gallipoli la Giunta comunale ha deliberato la soppressione dei diritti di segreteria da € 0,26 ed € 0,52 sui certificati anagrafici. Tale innovazione non solo risponde ad esigenze di celerità delle procedure e di snellimento degli adempimenti, ma favorisce il processo di modernizzazione e semplificazione della Pubblica Amministrazione e il conseguente processo di miglioramento del servizio al cittadino nel rispetto dei principi di efficienza ed efficacia dell’attività amministrativa.
Nello specifico, la soppressione dei diritti di segreteria da € 0,26 e da € 0,52 è relativa al rilascio di certificati di qualsiasi natura, atti di notorietà, nulla osta di qualunque specie ed autenticazioni di firme e documenti ed altri atti amministrativi sia in carta semplice e sia in bollo, emessi dall’Ufficio Servizi Demografici.
Tale soppressione viene compensata dall’efficienza della struttura comunale e dal miglioramento della qualità del servizio reso al cittadino, con minori tempi di attesa per l’utenza, dovuti alla riscossione e alla gestione dei resti, riduzione di possibili assembramenti, code agli sportelli e rischi legati al maneggio di denaro contante, anche nell’ottica di contenimento della diffusione dell’epidemia da Covid-19, tuttora presente.
“L’attività di incasso di tali diritti comporta un notevole dispendio di tempo da parte dei cittadini-utenti, trattandosi di somme di piccolo importo, spesso frazionate in centesimi che impongono la gestione dei resti e l’allungamento dei tempi di attesa dell’utenza – commenta il sindaco Stefano Minerva – Inoltre la gestione dell’attività di riscossione tramite il front-office comporta gravosi adempimenti da parte dei dipendenti per assolvere agli obblighi correlati al maneggio di denaro pubblico, attività il cui costo non può essere giustificato con introiti esigui. Si tratta comunque di una perdita economica per l’Ente ma ben vengano migliorie di questa tipologia per venire incontro ai cittadini. Un’amministrazione è chiamata ad operare in questo senso e noi, ancora una volta, ci schieriamo dalla parte dei cittadini”.
Questa novità apportata dalla Giunta, ai sensi dell’art 2 comma 12 della Legge 15 maggio 1997 n. 127, permette infatti di conseguire un duplice obiettivo: da una parte produrre un risparmio per i contribuenti, soprattutto in termini di tempo, e dall’altra permettere una maggiore semplificazione nell’erogazione del servizio e ottimizzazione del lavoro degli uffici. Inoltre, nella prospettiva di sviluppo del rilascio dei documenti in via telematica, tale scelta risulta ancora più favorevole, in quanto permette di eliminare transazioni di pagamento i cui costi di commissione a carico dei cittadini risultano sproporzionati rispetto alla cifra da corrispondere.
Per chiarezza, resta inalterata la corresponsione dei diritti di segreteria applicati dal Comune di Gallipoli sul rilascio dei certificati anagrafici di Stato di famiglia originario e di Stato di famiglia storico, redatti a mano, con ricerca d’archivio, in carta resa legale, per un importo pari a € 5,16 per ogni nominativo, e in carta semplice, per un importo pari a € 2,58 per ogni nominativo.
Casarano
Casarano, il bello arriva alla fine
Il gol su rigore al 90’ di Logoluso fa esultare il Capozza. Vittoria fondamentale per i padroni di casa
di Giuseppe Lagna
CASARANO-CASERTANA 3-2
Reti: pt 2′ Casarotto (CE) , 8′ Grandolfo (Ca); st 23′ Celiento (Ca), 27′ Llano (CE), 45′ Logoluso rig. (Ca)
Quando si dice “una partita vietata ai deboli di cuore”, beh questo è stato l’incontro tra Casarano e Casertana, terminato tre a due in favore delle Serpi, sotto un cielo dominato da Giove pluvio con ampio ricorso ai nuovi potenti riflettori del Capozza.
Terreno di gioco infame, tipo campo di patate, a triplicare lo sforzo dei calciatori d’ambo i fronti,
decisi a conquistare l’intera posta in palio.
Pubblico logicamente in numero ridotto per l’inclemenza meteo, ma in continuo intonare di cori all’indirizzo dei propri beniamini mai domi.
Episodi dei gol a parte, ci si è messo di mezzo più volte il supporto video con le lunghe attese del responso, ad attentare alle coronarie sugli spalti letteralmente allagati.
Al termine dei novanta minuti regolamentari l’esplosione del Capozza in ogni settore ha posto fine, con il rigore chirurgico di Logoluso, ai patemi del pubblico di casa, quando il capocannoniere Chiricò ne aveva mandato un altro sul palo minuti prima.
Calciatori a gioire sotto la curva Nord, gli spettatori sciamano inzuppati verso le auto lontane, in sala stampa si fanno un po’ di conti in attesa delle interviste.
Quanti punti mancherebbero per la matematica certezza di evitare i play-out? E per la certezza dei play-off?
Rispondere è davvero complicato, proprio come il girone C della serie C, mai come in questa stagione equilibrato e incerto.
Unica certezza la necessità di non mollare mai e non sottovalutare l’avversario di turno, fosse anche l’ultimo in classifica.

Cronaca
Caduta nel vuoto a Tricase: 42enne in ospedale
Una donna è precipitata dalla sua abitazione, al secondo piano di uno dei nuovi palazzi delle case popolari: soccorsa dal 118, è stata condotta al “Cardinale Panico”
Caduta nel vuoto e corsa in ospedale per una donna di Tricase che è tuttora ricoverata al “Cardinale Panico”.
L’episodio è avvenuto nella prima mattinata di oggi, nella zona 167 del paese. Una 42enne del posto è rimasta ferita dopo esser precipitata dalla sua abitazione, al secondo piano di uno dei nuovi palazzi delle case popolari di via Costantino.
Le cause sono in fase di ricostruzione, così come la dinamica. Una delle vicine di casa della malcapitata, poi soccorsa a sua volta per lo choc, avrebbe assistito all’accaduto: la 42enne, cadendo nel vuoto, avrebbe urtato il parapetto del balcone del piano sottostante, prima di finire al suolo a piano terra.
Una chiamata ai numeri d’emergenza ha fatto accorrere sul posto un’ambulanza del 118. I soccorsi prestati dal personale sanitario hanno permesso alla donna di raggiungere l’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase. Qui è tutt’ora sotto stretta osservazione del personale medico.
Attualità
“Gravi violazioni procedurali in Consiglio”: esposto a Nociglia
Il gruppo “In Movimento” incalza il sindaco: “Il ricorso alla massima autorità governativa nasce dal rifiuto di accettare che l’aula consiliare diventi zona franca. Il Consiglio era stato convocato su richiesta della minoranza per discutere la revoca in autotutela della delibera del 30 dicembre scorso, riguardante la garanzia fideiussoria per la quota parte del Comune di Nociglia relativa al mutuo di quasi 12 milioni di euro richiesto dalla società in house Terra d’Otranto SpA.”
Polemica a Nociglia dove il gruppo consiliare “In Movimento”, con una nota a firma di Massimo Martella, Pasquale Palma e Luigi Rossigno, incalza la maggioranza con un esposto al Prefetto.
“Le regole non sono un’opzione, né un vestito da adattare a proprio piacimento“, si legge nel documento. “Abbiamo depositato un esposto formale al Prefetto di Lecce per denunciare quelle che ritiene gravi violazioni procedurali avvenute durante la seduta consiliare del 6 febbraio scorso.
Il ricorso alla massima autorità governativa nasce dal rifiuto di accettare che l’aula consiliare diventi zona franca. Il Consiglio era stato convocato su richiesta della minoranza per discutere la revoca in autotutela della delibera del 30 dicembre scorso, riguardante la garanzia fideiussoria per la quota parte del Comune di Nociglia relativa al mutuo di quasi 12 milioni di euro richiesto dalla società in house Terra d’Otranto SpA.
Si tratta di un impegno finanziario decennale che peserà sulle casse comunali, portato in aula — secondo il gruppo — senza un piano industriale aggiornato e gestito ignorando i necessari criteri di trasparenza e prudenza.
Sotto la lente d’ingrandimento dell’esposto, i firmatati pongono “la condotta del Sindaco nella sua funzione di Presidente del Consiglio. Secondo quanto denunciato, il Sindaco avrebbe invitato il Dott. Silvano Macculi (Presidente dell’ARO LE/7) a sedere tra i banchi riservati ai consiglieri, consentendogli di intervenire nel dibattito. Tale scelta, per “In Movimento”, avrebbe scavalcato il TUEL e il Regolamento comunale, che impongono agli estranei l’obbligo del silenzio a tutela dell’indipendenza dei rappresentanti eletti.
A questo“, continua la nota, “si aggiunge la posizione del Segretario Comunale, Dott. Mario Tagliaferro. Quale figura di vertice incaricata di vigilare sulla legittimità delle sedute, il Segretario avrebbe — secondo quanto riportato dai consiglieri di minoranza — ignorato le proteste che chiedevano il ripristino dell’ordine, presentando la partecipazione del soggetto esterno come una “opportunità” per l’aula.
“La legalità”, insiste il gruppo di minoranza, “non è un’opportunità da valutare in base alla convenienza del momento, ma un obbligo tassativo per chi è chiamato a certificare la correttezza della vita democratica dell’Ente. A completare il quadro di interferenze vi sarebbe la condotta del Dott. Macculi. Pur essendo un amministratore di lungo corso, avrebbe accettato di intervenire in una discussione politica riservata ai rappresentanti dei cittadini di Nociglia, agendo di fatto come un “supplente” della società Terra d’Otranto SpA, la quale possiede già i propri organi sovrani, tra cui il Presidente Avv. Luciano Ancora. Ad aggravare il quadro è la limitata trasparenza che, secondo il gruppo, caratterizza lo svolgimento dei lavori: l’assenza di riprese audio-video e dello streaming ostacola un immediato e diretto controllo democratico da parte della cittadinanza. In attesa della pubblicazione dei verbali ufficiali, l’intervento del Prefetto è ritenuto l’unico argine possibile a tutela della regolarità dei processi decisionali e del mandato affidato dai cittadini”.
Dura la presa di posizione del Capogruppo Martella, già Sindaco del Comune di Nociglia:
“Provo un profondo disagio istituzionale. È inaccettabile che il Sindaco “apra la porta” e inviti ai banchi consiliari chi è estraneo alle dinamiche sovrane del nostro Comune. Non accettiamo che si discuta di un impegno decennale per un mutuo da 12 milioni senza un piano industriale aggiornato e sotto l’interferenza del Dott. Macculi, che parrebbe scavalcare i vertici legittimi della società, come il Presidente Avv. Luciano Ancora. Il Sindaco non ha garantito il rispetto delle procedure e il Segretario avrebbe derubricato una violazione normativa a mera opportunità. La legalità è un obbligo, non un’opzione.”
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