Attualità
Frecciarossa da Lecce? Da Trenitalia un milione di “No”
Michele Elia, amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato risponde a Confindustria Lecce: “Un eventuale prolungamento su Lecce del servizio comporterebbe una perdita di circa 1 milione di euro l’anno!”
Confindustria Lecce ha scritto al Presidente di Trenitalia Messori, all’Amministratore Delegato Elia, al Presidente del Consiglio Renzi, al Ministro dei Trasporti Del Rio, al Presidente della Regione Puglia Emiliano, alla Deputazione Parlamentare e regionale salentina, per rappresentare il grave disagio e la penalizzazione ancora una volta perpetrati a danno del Salento con il collegamento Frecciarossa Bari – Milano. Confindustria Lecce sollecitava un intervento urgente per garantire l’Alta Velocità fino a Lecce.
“È di questi giorni”, scriveva il commissario di Confindustria Lecce eliseo Zanasi, “la notizia dell’avvio del collegamento Frecciarossa sulla tratta Bari – Milano che consentirà un reale avvicinamento tra il nord e il sud, tanto auspicato per una migliore fruibilità dei trasporti e delle relazioni economiche e sociali in tutta Italia. Tuttavia, se da un lato è possibile esprimere soddisfazione per questo importante risultato, dall’altro è doveroso sottolineare che il Salento, territorio strategico per turismo, cultura, arte, ambiente, economia, ormai riconosciuto tale a livello nazionale ed internazionale, sia stato ancora una volta penalizzato e tagliato fuori dalla tratta ad alta velocità”.
Zanasi ha ricordato come “Il Salento già in passato ha dovuto subire una drastica riduzione del numero dei collegamenti con i centri nevralgici dell’economia del Paese, a vantaggio del rafforzamento delle linee in altre aree. Tale situazione ha notevolmente danneggiato sia la mobilità delle persone, sia del trasporto merci, relegando lo stesso Salento in un isolamento assolutamente immeritato”.
“Come noto”, continua il Commissario di Confindustria, “la competitività fra territori si gioca soprattutto sulle infrastrutture della mobilità e il Salento in questa situazione è condannato a gareggiare in una esclusiva corsa ad ostacoli. Auspicando che tali considerazioni possano trovare attenzione e sensibilità, nella certezza che occorra attivare una visione globale e prospettica in tutta la classe dirigente per un progetto di sviluppo infrastrutturale del Salento nella Puglia e nel Mezzogiorno”, ha concluso, “si chiede un intervento decisivo per l’allungamento della tratta Frecciarossa Bari – Milano fino a Lecce”.
Dell’argomento Confindustria Lecce ha interessato anche il Sottosegretario ai Trasporti Umberto Del Basso De Caro, il quale ha sua volta contattato Trenitalia. E la risposta non si è fatta attendere: “Un eventuale prolungamento su Lecce del servizio “Frecciarossa” Milano – Bari”, spiega Michele Elia, amministratore delegato del gruppo FS Italia, “comporterebbe una perdita di circa 1 milione di euro l’anno, senza considerare che questa ipotesi richiederebbe l’impegno di un ulteriore convoglio “Frecciarossa”(ETR 500) che dovrebbe essere distolto dal servizio commerciale svolto su altre relazioni profittevoli e sulle quali oggi si sta dispiegando la concorrenza. L’ulteriore ventilata ipotesi di istituzione di una seconda coppia aggiuntiva di “Frecciarossa” da/per Milano attestata a Lecce”, sottolinea Elia, “evidenzia un impatto negativo sul risultato netto di circa 5,6 milioni di euro l’anno”.
Unica soluzione possibile per garantire al territorio pugliese ulteriori servizi ferroviari di lunga percorrenza di elevata qualità resta dunque quella di “modificare in modo strutturale il perimetro richiesto dal MIT nella gara di prossima pubblicazione, nell’ambito della quale potrebbero essere richiesti ulteriori servizi di qualità, comprese tratte AV, piuttosto che i tradizionali servizi IC/ICN”.
I servizi in regime di mercato sull’Adriatica sono i seguenti: 14 servizi Frecciabianca su Lecce da Milano, Torino e Venezia; 2 servizi Frecciabianca su Taranto da Milano; 2 servizi Frecciabianca su Bari da Milano.
Complessivamente sono 24 i servizi Frecciabianca sull’Adriatica comprendendo Ancona-Milano e Pescara-Milano. A essi si aggiungeranno i due Frecciarossa Milano-Bari dal 20 settembre.
Trenitalia effettua in regime di mercato anche 6 servizi “Frecciargento” da e per Roma.
Attualità
Il Capozza torna a far festa
Vittoria convincente del Casarano contro il Sorrento. Si torna già in campo martedì (ore 20:30) con l’insidiosa trasferta all’Arechi di Salerno
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di Giuseppe Lagna
CASARANO-SORRENTO 2-0
Reti: st 2′ Giraudo, 26′ Versienti
Un Casarano, schierato in formazione rimaneggiata, vuoi per otto titolari assenti (fra squalifiche e infortuni) vuoi per inserimento di nuovi acquisti, offre al pubblico del Capozza una prestazione molto simile a quelle in avvio di campionato.
Ne fa le spese un Sorrento arcigno e volitivo, fresco della vittoria contro il Catania, ma del tutto a secco di azioni pericolose, se non l’unica, sventata da Bacchin nella fase del recupero al termine della gara.
Risultato che poteva senz’altro essere più congruo alla verve degli attacchi portati alla porta campana, se non fosse stato per imprecisione nelle conclusioni e per la bravura del portiere ospite.
Dagli spalti del Capozza partivano spesso cori di incitamento e scroscianti applausi alle folate di gioco mai esausto dei Rossoazzurri, sicuri e rapidi nelle manovre offensive, tempestivi e decisi in quelle a protezione della propria area.
Insomma, un dieci e lode, senza far nomi, agli uomini scesi in campo, compresi tre giovani molto promettenti per il futuro.
Non può che essere finalmente soddisfatto dei suoi il tecnico Vito Di Bari, che vede finalmente alle spalle il periodo confuso di inizio del girone di ritorno.
In classifica si resta sempre in zona play-off al nono posto, riportandosi però a ben nove punti da quella play-out.
Tempo di gioire ristretto,
perché già martedì è lì in attesa l’Arechi di Salerno, alle 20,30, per la venticinquesima giornata di un campionato degno di Hitchcock.

Attualità
Elezioni regionali, al via i primi ricorsi: contestata la legge elettorale pugliese
I giudici del Tar dovranno ora valutare la fondatezza delle istanze e decidere se rimettere la questione al Consiglio di Stato o alla Corte Costituzionale…
Sono stati depositati a Bari i primi ricorsi contro la legge elettorale regionale pugliese. A presentare le istanze sono stati Sergio Blasi del PD e Domenico Damascelli di FdI, che si sono rivolti al TAR Puglia chiedendo l’assegnazione del seggio in Consiglio regionale.
La legge elettorale, come accade ormai ciclicamente a ogni tornata, torna dunque sotto esame giudiziario. Al centro delle contestazioni vi è il meccanismo di attribuzione dei seggi, ritenuto dai ricorrenti in contrasto con i principi di rappresentanza e proporzionalità del voto.
Secondo quanto sostenuto nei ricorsi, nella ripartizione dei seggi di Fratelli d’Italia sarebbero emerse distorsioni che avrebbero penalizzato alcune circoscrizioni, in particolare quella di Bari, a vantaggio di altre.
Damascelli, primo a depositare l’istanza, contesta l’assegnazione di due seggi alla Bat e di uno solo a Bari, nonostante il maggiore numero di voti ottenuti nel capoluogo. Una ricostruzione che, a suo avviso, violerebbe il principio di equità nella distribuzione dei rappresentanti.
Sulla stessa linea si muove Blasi, che chiede ai giudici amministrativi di rivedere l’attribuzione dei seggi. Diversa, invece, la posizione di Lucia Parchitelli e dell’intero gruppo regionale del Partito Democratico, che puntano a una pronuncia più ampia, sollevando dubbi di costituzionalità sull’intera normativa elettorale.
I giudici del Tar dovranno ora valutare la fondatezza delle istanze e decidere se rimettere la questione al Consiglio di Stato o alla Corte Costituzionale. Una decisione che potrebbe avere effetti rilevanti sugli equilibri del Consiglio regionale della Regione Puglia.
La vicenda riaccende il dibattito su una legge elettorale che, da anni, finisce sotto la lente della magistratura amministrativa e che continua a sollevare polemiche politiche e istituzionali all’indomani delle elezioni.
Attualità
Case di comunità, nasce la task force regionale
È la decisione assunta dalla Regione Puglia per accelerare la realizzazione delle nuove strutture sanitarie e rispettare le scadenze..
Una task force regionale per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori delle case e degli ospedali di comunità finanziati con i fondi del Pnrr.
È la decisione assunta dalla Regione Puglia per accelerare la realizzazione delle nuove strutture sanitarie e rispettare le scadenze previste dal piano nazionale.
Il provvedimento riguarda complessivamente 121 case di comunità e 38 ospedali di comunità distribuiti sul territorio pugliese. Come spiegato dal presidente Antonio Decaro, l’obiettivo è quello di ottenere in tempi rapidi una fotografia chiara e oggettiva dello stato dei cantieri, individuando eventuali criticità e intervenendo per evitare ritardi.
Le strutture dovranno iniziare a erogare le prime prestazioni entro il 30 giugno, una scadenza considerata fondamentale anche per la decongestione degli ospedali e il rafforzamento dell’assistenza territoriale.
Novità anche sul fronte delle aziende sanitarie locali.
Per otto Asl pugliesi sono stati pubblicati gli avvisi per la nomina dei nuovi direttori generali. Si tratta delle Asl di Bari, Bat, Foggia, Lecce, Taranto, Brindisi, dell’Oncologico e del Policlinico di Foggia, oltre all’Irccs “De Bellis”.
Chi aveva risposto al precedente avviso, voluto a fine legislatura dall’ex governatore Michele Emiliano, dovrà ripresentare la propria candidatura. Nel frattempo, gli attuali commissari e direttori generali resteranno in proroga fino al 31 marzo, garantendo la continuità amministrativa.
L’istituzione della task force e l’avvio delle procedure per i nuovi vertici sanitari rappresentano un passaggio chiave nella riorganizzazione del sistema sanitario regionale, chiamato a rispettare le tempistiche del Pnrr e a rispondere alle esigenze di un territorio sempre più orientato verso l’assistenza di prossimità.
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