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Attualità

Caro Papa ti scrivo: “Santità siamo un gruppo di ricercatori…”

Con la guerra, mai giustificata, solo uomini, donne e bambini innocenti pagano il prezzo più alto…

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Riceviamo e Pubblichiamo


Santità,


chi le scrive è un gruppo di insegnanti e ricercatori di diverse età, che svolge una vita semplice, fatta di gioie ma anche di normali e umane difficoltà.


Ognuno di noi è legato da un’unica e vera comunione di intenti, ossia trasmettere la Memoria di tutto quello che è avvenuto durante gli anni bui della seconda guerra mondiale e far sì che quello che di violento, inumano, vile e le ideologie becere e farneticanti del ventesimo secolo non si ripetano più.


Il nostro fine è quello di aiutare, soprattutto le nuove generazioni, a fare tesoro di quello che di brutale è stato commesso contro il genere umano, ed in virtù di questo, essere portatori di giustizia e di pace opponendoci ai soprusi e alle violenze fisiche e morali.


I giovani sono il futuro della società e sta a loro ed anche a noi tutti, costruire un futuro migliore fondato sul rispetto reciproco. Apparteniamo ad una società che, a livello europeo, è figlia delle ceneri e delle rovine delle camere a gas di Auschwitz anche se, queste ceneri e queste rovine, sembra non abbiano insegnato nulla, anzi, abbiano peggiorato di molto la situazione attuale.


Santità, l’esempio di tutto questo è la guerra che in questi giorni si combatte ad est, che vede migliaia di innocenti soffrire, fuggire e morire senza una vera motivazione e giustificazione a tale violenza.




La storia più buia per l’umanità si sta ripetendo
. Così come avvenne più di ottant’anni fa quando Stalin riuscì a creare la grande Unione Sovietica annettendo Stati indipendenti con una loro storia, tradizione, cultura e religione come Lettonia, Estonia, Lituania, Crimea e Bielorussia, anche oggi Putin sta facendo ripiombare la nazione russa ed il popolo russo, nella stessa situazione del passato trovando ogni “buona” giustificazione per attaccare e schiacciare popoli, come in questo caso quello ucraino, che ha una sua indipendenza, una sua cultura, una sua tradizione ed una sua religione.

Con la guerra, mai giustificata, solo uomini, donne e bambini innocenti pagano il prezzo più alto, anche quelle persone che sono lontane geograficamente dai luoghi bellici. Ecco perché, abbracciando la sofferenza di quelli che sono schiacciati dal peso delle bombe e dall’assedio giornaliero mettiamo, nero su bianco, il nostro grande dolore condividendolo con lei Santità, che si sta spendendo per il bene dell’umanità.


Con la nostra pochezza, da un posto in cui non cadono le bombe e dove i paesi non sono assediati ma dove, nello stesso tempo, regna una pace apparente scossa dalle continue notizie sull’Ucraina, accogliamo i suo appelli di preghiera e meditazione.


Accogliamo l’appello del Metropolita ucraino di Kiev Onofrij, promettendo la nostra giornaliera “preghiera per l’Ucraina”, per la gente che soffre e anche per tanti giovani soldati che si sacrificano per la loro nazione.


Allacciandoci ad una frase che in questi giorni risuona senza sosta in televisione, per radio e nei giornali, “ognuno di noi deve fare la differenza”, con ogni strumento a disposizione per suscitare, a chi detiene le redini degli equilibri mondiali, sentimenti di pace, con i soli mezzi della diplomazia, per porre fine a questa inutile guerra-carneficina.               


Santità, noi uomini e donne di buona volontà, fratelli gli uni con gli altri, siamo con lei, soffriamo con lei e la abbracciamo calorosamente affinché, lo stesso calore, possa essere trasmesso da lei ai popoli ucraino e russo, nostri fratelli in Cristo.      


Siamo a completa disposizione per qualsiasi aiuto verso coloro che soffrono a causa della giustizia.


Cutrofiano, San Cassiano, Nardò,


Raffaele Danese; Donato Maglio; Lorenzo Ingusci; Katia Re


Attualità

Matino sceglie il futuro: arriva lo scuolabus elettrico

Finanziamento regionale da 130mila euro per un mezzo a zero emissioni: più sicurezza, meno inquinamento e un passo concreto verso una mobilità scolastica sostenibile. Un investimento che parla di ambiente, salute e qualità della vita: a scuola seguendo un percorso quotidiano più sicuro, silenzioso e rispettoso del territorio

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Matino compie un passo deciso verso la mobilità sostenibile.

Il Comune è tra gli enti beneficiari del finanziamento previsto dall’Accordo per la Coesione – POC 2021/2027, Area tematica 11 “Istruzione e formazione”, Linea di intervento 11.02, destinato al rinnovo ecologico del trasporto scolastico.

La Regione Puglia ha impegnato 130mila euro a favore dell’ente per l’acquisto di uno scuolabus elettrico destinato al servizio comunale di trasporto alunni.

UN VIAGGIO PIÙ PULITO, OGNI GIORNO

Non si tratta soltanto di un nuovo mezzo, ma di un cambiamento culturale.

Lo scuolabus elettrico garantirà emissioni zero, minore inquinamento acustico e un’esperienza di viaggio più confortevole per gli studenti.

Ogni tragitto casa-scuola diventerà così un gesto concreto di tutela ambientale: meno smog nell’aria, meno rumore nelle strade, più attenzione alla salute dei più piccoli.

TRANSIZIONE ECOLOGICA CHE PARTE DAI SERVIZI

L’intervento si inserisce nel percorso normativo e finanziario legato al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e alla programmazione POC 2021–2027, strumenti che puntano a rafforzare i servizi pubblici attraverso scelte sostenibili e innovative.

Investire nel trasporto scolastico significa investire nel futuro.

Perché la sostenibilità non è solo una parola, ma una direzione precisa: quella che mette al centro le persone e l’ambiente.

LE PAROLE DEL SINDACO

Il sindaco Giorgio Salvatore Toma

«Questo finanziamento», dichiara il sindaco Giorgio Salvatore Toma, «è un risultato importante per Matino. Investire in scuolabus elettrici significa tutelare la salute dei nostri bambini, ridurre l’inquinamento e migliorare un servizio essenziale per le famiglie.

È una scelta che guarda al futuro e che conferma l’impegno della nostra amministrazione verso sostenibilità, innovazione e attenzione concreta ai bisogni della comunità scolastica».

Nei prossimi mesi il Comune procederà con gli adempimenti tecnici e amministrativi per l’acquisizione del nuovo mezzo, che rappresenta non solo un acquisto, ma una scelta di responsabilità verso le nuove generazioni.

 

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L’assessora di Casarano Giulia De Lentinis lascia le deleghe

“Una scelta di natura personale e professionale, non politica”

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Questa mattina a Casarano Giulia De Lentinis, delegata tra le altre cose a Promozione del Territorio, Politiche Giovanili, Politiche Energetiche, Politiche Comunitarie e Cooperazione Internazionale, ha rinunciato alla sua carica assesorile.

Queste le parole che accompagnano la sua decisione: “Questa mattina ho rassegnato le dimissioni dalla carica di Assessore per ragioni personali e professionali. Le mie dimissioni sono un atto connesso al desiderio di non rinunciare alla mia carriera lavorativa dopo anni di sacrifici e studio.
Nessun retroscena politico caratterizza questo momento. Rivolgo un sentito ringraziamento al Sindaco e ai colleghi assessori: siamo stati a stretto contatto nei momenti gioiosi e in quelli difficili, nelle tante emergenze e difficoltà.

É stato un onore per me rappresentare i miei concittadini, con umiltà e spirito di servizio. Un ringraziamento a tutti i consiglieri comunali per il garbo e la correttezza istituzionale, sono stati anni di confronto costruttivo prima da uomini ancorché politici.

Un sentito ringraziamento a mia madre e a mio padre che mi hanno sostenuta dal primo giorno in cui ho deciso di fare politica, e con grande vicinanza e affetto hanno assecondato le mie decisioni, a volte anche sofferte.

Mi auguro che Casarano continui a crescere, che venga il tempo di progettare in grande superando le barriere politiche per dare slancio ad una Città che merita tanto.
Ai miei compagni di squadra auguro di proseguire il percorso continuando a lavorare con la stessa caparbietà e con rinnovata passione.

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Questione transenna a Tricase Porto, il consigliere Carità fa il punto

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Da alcuni giorni tiene banco a Tricase la questione del prolungamento della transenna che delimita l’accesso dei veicoli alla banchina del porto.

Una serie di cittadini ha denunciato la spiacevole sorpresa che terrebbe improvvisamente in ostaggio le passeggiate sul lungomare. Una novità mal digerita dalla comunità, che attendeva spiegazioni a riguardo.

Stasera il consigliere Giovanni Carità, a margine della convocazione della seconda Commissione comunale convocata per discutere di alcune modifiche al Regolamento per la gestione del porto, ha spiegato quanto segue.

“Dalle due immagini allegate è facile dedurre che l’attuale Regolamento dell’area portuale permette l’accesso alla stessa solo ed esclusivamente ai diportisti e al personale autorizzato. Ne consegue che gli accessi debbano per forza di cose essere rispettosi del Regolamento. Cosa ha deciso la Commissione odierna? Per garantire l’accesso a tutti i cittadini, sempre escludendo ogni tipologia di mezzo, si sottoporranno al parere degli organici competenti alcune parziali modifiche all’attuale Regolamento.

Qualora queste modifiche verranno accolte dalla Capitaneria di Porto competente, il nuovo Regolamento andrà in Consiglio Comunale per la definitiva approvazione e successiva adozione”-

In sintesi: “Al momento, in attesa delle modifiche di cui sopra, la barriera automatizzata resterà in funzione e così per come si presenta. Questo per impedire l’accesso e il transito di non autorizzati”.

Quanto tempo servirà per terminare l’iter?

Al momento non si possono dare tempi certi, previa valutazione della Capitaneria di Porto. Aggiungo: in foto non si vede benissimo, tuttavia per semplificare va detto che tutto ciò che è sotto la linea di demarcazione color viola è da intendersi area demaniale. Il colore blu e giallo invece indicano le Aree Operative, ossia quelle strettamente portuali.

Nella seconda immagine, l’introduzione della fascia color verde sta ad indicare una nuova area funzionale che permetterebbe il transito libero a piedi”.

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