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Torna il Caloma Festival a Casamassella

Un appuntamento nato per valorizzare l’identità del territorio e trasformarlo in uno spazio di immaginazione condivisa, tra installazioni, performance, laboratori e concerti

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Dal 25 al 27 luglio 2025, il borgo di Casamassella ospita la seconda edizione del Caloma Festival, una rassegna che intreccia arti visive, spettacolo dal vivo, musica, paesaggio e relazioni di comunità. Un appuntamento nato per valorizzare l’identità del territorio e trasformarlo in uno spazio di immaginazione condivisa, tra installazioni, performance, laboratori e concerti. Il festival si sviluppa tra le piazze del borgo e i sentieri della Fondazione Le Costantine, sotto la direzione artistica di Katia Manca e Francesca Guida.


Il programma si apre il 24 luglio con un’anteprima alle ore 20, presso la Red Lab Gallery con l’artista Claudia Losi che propone un incontro dal titolo Tutti i punti che siamo / Studi preparatori.


Il 25 luglio, alle 19, si apre ufficialmente il festival con una presentazione in piazza Vittorio Emanuele II, mentre nel borgo prendono vita i primi interventi artistici: in via Marconi 4, ECCOM presenta Scuciture. Interventi artistici, un omaggio alla vita fatta di grandi cose e piccole realtà, attraverso il lavoro fotografico di Alessia Rollo che parte dal mondo immaginato e disegnato di Grazia Cariddi e il lavoro di Juan Sandoval, Limmu biografico, che raccoglie dati, nomi e memorie legate alle pratiche rituali – religiose e sociali – della comunità locale, restituendo una narrazione stratificata. Sempre in via G. Marconi 4, si inaugura Selvatica. Visioni di paesaggio, a cura dell’associazione Oikos con opere e contributi di Grazia Cariddi, Enrica Ciurli e Marta Valiani. Il lavoro si inserisce nel percorso di ricerca sviluppato dalla stessa associazione attraverso la mappa di paesaggio e di comunità di Casamassella: uno strumento visivo e narrativo che restituisce lo spazio fisico, sociale e culturale del territorio.  Tra i contributi in mostra quelli di Grazia Cariddi, novant’anni, che ha vissuto la vita come si tesse una tela e per la prima volta le sue opere escono dalla dimensione privata per incontrare il pubblico.


Tra gli appuntamenti anche lo spettacolo teatrale “Digiunando davanti al mare” con la regia di Fabrizio Saccomanno per Principio Attivo Teatro e “Mascarimirì cantano li Ucci, concerto a cura di Arra Produzioni che rilegge in chiave contemporanea il patrimonio della musica tradizionale salentina. A chiudere la prima giornata, alle ore 22 in Piazza Vittorio Emanuele II, prima il concerto di Daniele Sepe, uno dei più geniali musicisti della scena italiana, e a seguire quello di Antonio Castrignanò, tra le voci più autorevoli e visionarie della scena musicale del Sud Italia. Due interpreti d’eccezione del dialogo tra suoni popolari e ibridazioni contemporanee in un evento a cura di Oikos


Sabato 26 luglio, la seconda giornata del Caloma Festival si svolge interamente presso la Fondazione Le Costantine, tra boschi, agrumeti, apiari e luoghi di memoria e lavoro. È qui che il festival costruisce una delle sue esperienze più intime e stratificate, in un susseguirsi di azioni artistiche, spettacoli itineranti, installazioni e performance a cielo aperto.


Si comincia alle 19.00 con La voce degli alberi, spettacolo itinerante a cura di Principio Attivo Teatro, pensato per famiglie e bambini dai 5 anni in su, che invita a scoprire il paesaggio come spazio narrante e abitato. Contemporaneamente, nel Bosco Piccolo, prende vita Scattacore, performance sonora di Arra Produzioni con Giovanni Amati e Matteo Scatigna, un omaggio rituale al tamburo nella pizzica della Murgia.


Alle 19.30, Scuciture, a cura di ECCOM, apre il percorso artistico diffuso, una vera e propria mostra en plein air che attraversa gli spazi della fondazione. Tra le opere in dialogo con il paesaggio: Nel dubbio della sera, la mostra fotografica di Claudia Pajewski, nel bosco Giorni Felici di Giuseppe De Mattia, una riflessione sull’arte tessitoria e sui corredi familiari parcellizzati, un lavoro che unisce diversi pezzi e crea una tovaglia, ispirata alle tradizionali tavole di San Giuseppe, per attivare un convivio di comunità, Numine le sculture e la proiezioni video, dal titolo Campionario da cui emergono diverse immagini dell’Archivio storico De Viti De Marco, di Raffaele Fiorella presso la Casa Di Ora, e Cantico dell’assenza, installazione di Alice Padovani che abita l’agrumeto e l’apiario come luoghi di soglia tra il visibile e l’invisibile.


Alle 20.45, alle spalle del Laboratorio della Fondazione, Claudia Losi presenta la performance Tutti i punti che siamo, azione poetica che parte da alcuni disegni e riflette sui legami, la memoria corale e il ricucire collettivamente gli strappi.


A chiudere la giornata, alle 21.30, un concerto che riunisce musicisti e musiciste provenienti da percorsi diversi ma capaci di fondersi in un’unica trama sonora. In apertura Samuel Mele insieme a Clara Blavet, Fabio Moschettini e a seguire Mauro Tre, Stefano Rielli, Marco Girardo e Anna Cinzia Villani. Una formazione aperta, multiforme, che unisce strumenti, voci, elettronica e tradizione, dando vita a un set originale, vibrante, a tratti improvvisato, che restituisce la ricchezza e la libertà espressiva dell’intera giornata.

Domenica 27 luglio, il Caloma Festival si diffonde per l’intero borgo di Casamassella e ritorna alla Fondazione Le Costantine, costruendo una geografia mobile fatta di cammini, installazioni, spettacoli, restituzioni collettive e musica. Alle 18.30, nella quiete della Fondazione, si apre Movimento Arcaico, azione guidata da Francesca Portone che unisce corpo, respiro e ascolto nella relazione con il paesaggio. A seguire, alle 19.00, il reading teatrale itinerante Nel vento del tempo, con Alessandra Crocco e Alessandro Miele per Ultimi Fuochi Teatro e Principio Attivo Teatro, invita il pubblico a camminare tra gli alberi, restituendo parola e voce ai luoghi, agli istanti, alle memorie.


Alle 19.30, nel borgo presso la Red Lab Gallery, prosegue il lavoro di Claudia Losi con Tutti i punti che siamo / Studi preparatori, mentre alle 20.00 tornano Scuciture, gli interventi artistici a cura di ECCOM con Alessia Rollo e Juan Sandoval, e Selvatica. Visioni di paesaggio, mostra collettiva a cura di Oikos che restituisce l’esito della mappatura partecipativa del territorio, con i contributi di Grazia Cariddi, Enrica Ciurli e Marta Valiani.


Alle 20.15, in Piazza Emanuele Vittorio II, va in scena Casamassella: nel paese che ti somiglia, documentario partecipato a cura di Teresia Film, con il coinvolgimento di Gianni De Blasi, Davide Barletti, Corrado Punzì e Paolo Pisanelli, esito di un workshop che ha coinvolto abitanti, sguardi esterni, archivi domestici e piccoli racconti quotidiani. Alle 21.00, in via Madonna della Scala, prende forma Suck My Iperuranio, spettacolo di Giovanni Onorato con la regia e drammaturgia di Riccardo Fazi, a cura di Index, che mescola parola, visione e ironia distopica in una performance dirompente e disarmante.


A concludere la serata e l’intero festival, alle 22.00, il grande concerto finale sempre in Piazza Vittorio Emanuele II con i Calibro 35, riconosciuti a livello internazionale come uno dei progetti più potenti della scena alternativa italiana, composto da Tommaso Colliva, Massimo Martellotta, Enrico Gabrielli e Fabio Rondanini e a seguire i Mundial. I primi presentano il loro nuovo EP Jazzploitation, un’irruzione spregiudicata e geniale nel mondo del jazz rivisitato alla maniera Calibro. I secondi, trio pugliese composto da Carmine Tundo, Roberto Mangialardo e Alberto Manco, danno vita a un set coinvolgente dove suoni ancestrali, storie popolari e campionamenti elettronici si fondono in una narrazione musicale che parla di radici e visioni future.


Parallelamente all’aspetto musicale, grande rilievo è riservato anche alla ricerca artistica e visiva, con installazioni e opere site-specific capaci di dialogare con i luoghi e attivare nuovi sguardi sul territorio. Tra gli artisti coinvolti in Scuciture, a cura di ECCOM, figurano nomi di rilievo nazionale e internazionale come Giuseppe De Mattia, Raffaele Fiorella, Sead Kazanxhiu, Claudia Losi, Alice Padovani, Claudia Pajewski, Alessia Rollo e Juan Sandoval: un nucleo variegato di autori e autrici che attraversano linguaggi e tecniche diverse — dalla fotografia all’installazione, dall’archivio alla scultura — restituendo una visione stratificata e partecipata del contemporaneo su cui riflettono, lavorano da quasi un anno.


Durante tutte le giornate del festival, sarà possibile inoltre visitare il Mercato Agricolo e Artigianale a cura di Salento Km0, degustare i prodotti dell’Orto del Borgo a cura delle Cooperative San Gaetano e Karadrà, esplorare le proposte di street food del Comitato Cittadino Santi Medici e scoprire una selezione di vini e birre artigianali curata da Bluebeat Lecce.


Dichiara il sindaco di Uggiano La Chiesa, Andrea De Paola: “Un festival che vuole dare spazio all’incontro, alla partecipazione e alla creatività, con attività culturali e ricreative che uniscono le persone e fanno nascere nuove connessioni. Il festival nasce con l’obiettivo di promuovere l’incontro, la partecipazione e la creatività, attraverso un ricco programma di attività culturali e ricreative pensate per favorire la coesione sociale, valorizzare le diversità e rafforzare il senso di comunità. L’evento si inserisce nel più ampio progetto “Casamassella – Borgo delle Tessitrici”, finanziato nell’ambito del PNRR – Attrattività dei Borghi Storici, volto alla rigenerazione culturale, sociale ed economica del territorio, attraverso la valorizzazione del patrimonio immateriale e delle tradizioni locali”.


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Arriva il momento clou del Carnevale di Corsano e del Capo di Leuca

Domenica la seconda sfilata, martedì il gran finale: ecco il programma

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Archiviata la prima domenica di follia e divertimento, le scuole di cartapesta sono pronte a far impazzire il pubblico con la seconda sfilata del «Carnevale di Corsano e del Capo di Leuca», in programma domenica 15 febbraio 2026 alle ore 15.30 nella zona industriale di Corsano (Lecce).

L’evento è organizzato dalla Pro Loco di Corsano diretta da Salvo Bleve, con il sostegno del Comune di Corsano, dell’Unione dei Comuni “Terra di Leuca” e dell’Unpli.

La seguitissima manifestazione, definita “Il più bel Carnevale del Salento” e giunta alla 42ma edizione, aprirà il corteo con il carro della Pro Loco su cui faranno da mattatrici Lucia Bleve e Antonella Bleve, insieme alle dj “Las Arenellas” (Raffaella Orlando e Annachiara Orlando).

A concorrere per il trofeo, sotto gli occhi della giuria di esperti che esamineranno ogni aspetto dei grandi carri allegorici, saranno quattro gruppi.

Il gruppo “Mare di guai” di Corsano, che segue le indicazioni del capocarrista Marco Chiarello, sfilerà con il carro dal titolo «Carnevale, una magia da tramandare».

Il gruppo “Quelli che il Macello” di Corsano, indirizzato dal capocarrista Carlo Morrone, sarà in gara con il carro intitolato «Pandora: la speranza tra le ombre». Il gruppo di ballo che lo fiancheggerà sarà “Il respiro della speranza” curato da Sara Ruberti.

Il gruppo “Mir” di Corsano, capeggiato dal capocarrista Roberto Buccarello, sfilerà con il carro dal titolo «Il Paese dei farlocchi», con l’accompagnamento del gruppo di ballo “Un mondo di pagliacci” diretto da Lucia Orlando.

Il gruppo “Picca ma boni jr” di Patù, gestito dai capicarristi Francesco De Nuccio e Sergio Abaterusso, presenterà il carro «La magia del Carnevale». Insieme sfilerà il gruppo di ballo “I custodi della gondola” sincronizzato da Cinzia Cazzato.

Domenica 15 febbraio saranno ospiti della kermesse gli “Eternauti” con un laboratorio di circo ricco di performer e trampolieri, mentre la festa continuerà sul palco per tutta la sera con la musica della cartoon rock cover band “La combriccola di Boe”.

Nel corteo sfileranno anche la “Quadriglia di Presicce-Acquarica”, l’Asd “Sirio Finibus terrae Aps Sport” di Gagliano del Capo, i ragazzi del centro di riabilitazione dell’Istituto dei Padri Trinitari di Gagliano del Capo, il gruppo “Flintstones” di Corsano e i “Rompiscatole” di Corsano.

L’intera manifestazione sarà trasmessa in diretta streaming su www.radiodelcapo.it.

Per l’occasione il Comune di Corsano ha attivato un servizio navetta gratuito, con fermate in piazza San Biagio e nella zona 167.

La Pro loco, grazie al coordinamento di Comune e Protezione civile, ha predisposto una serie di aree parcheggio in prossimità della zona industriale, sono gratuite e si trovano in via Leonardo Da Vinci, in via Campo La Donna e nelle vicinanze del campo sportivo comunale.

Per partecipare alla sfilata del «Carnevale di Corsano e del Capo di Leuca» è possibile raggiungere la zona industriale tramite la strada provinciale 81 per chi proviene da nord (direzione Tricase – Tiggiano), oppure dalla strada provinciale 210 (per immettersi sulla provinciale 81) per chi giunge da ovest (Maglie – Montesano Salentino – Alessano).

Nel settore adiacente al palco inoltre, si potrà accedere all’area food, dove saranno serviti prodotti enogastronomici locali, e allo spazio dedicato alle giostre per i più piccoli.

Il gran finale è in programma martedì 17 febbraio, con le premiazioni e l’esibizione live del gruppo “Havana Trio”.

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Febbraio al MAITO di Maglie

Tra memoria industriale, gusto e comunità: un mese di eventi per raccontare l’identità del territorio. Visite guidate, laboratori per bambini, percorsi urbani, incontri letterari e degustazioni: il mese di febbraio al Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto si conferma come un laboratorio culturale diffuso. Nell’ambito del progetto Maglie Città del Gusto, il museo diventa crocevia di storie produttive, memoria del lavoro e partecipazione collettiva.

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Prosegue anche a febbraio il percorso di animazione culturale e valorizzazione territoriale di Maglie Città del Gusto, progetto promosso dall’Infopoint del MAITO e realizzato dall’associazione 34° Fuso APS, con il finanziamento del Fondo di Rotazione POC Puglia 2020-2027 e il sostegno del Comune di Maglie.

Un calendario articolato di iniziative gratuite (con prenotazione obbligatoria) costruisce un racconto condiviso del territorio, dove archeologia industriale, cultura del cibo e memoria collettiva dialogano in modo continuo.

Visioni: dal sogno all’impresa

Il ciclo di visite guidate Visioni: dal sogno all’impresa accompagna il pubblico alla scoperta dei luoghi simbolo della produzione magliese.

Venerdì 13 febbraio il percorso conduce dal MAITO all’ex Conceria Lamarque, edificio ottocentesco sorto su fondamenta cinquecentesche e riscoperto alla fine degli anni Novanta.

Un esempio significativo di archeologia industriale, oggi recuperato come spazio museale e culturale.

Venerdì 27 febbraio, invece, il percorso collegherà il Cappellificio Portaluri al MAITO, con una conclusione conviviale affidata ai dolci della Pasticceria Policarita.

Incanti d’Inverno: il museo a misura di bambino

Sabato 14 febbraio il MAITO aprirà le porte ai più piccoli con Il pranzo del contadino, laboratorio culinario dedicato a bambine e bambini.

Curato da Countrymama e da Marta Sacco, l’incontro propone un’esperienza sensoriale tra profumi, racconti e mani in pasta, per avvicinare i più giovani al valore del cibo e della condivisione.

Il Paese Reale: immagini, parole e suoni della fabbrica

La rassegna Il Paese Reale, ideata da Osvaldo Piliego, indaga l’immaginario industriale attraverso linguaggi artistici diversi.

Dalla fotografia industriale alla letteratura del lavoro, fino alla ricerca sonora contemporanea, il progetto propone un viaggio tra memoria storica e contemporaneità.

Tra gli appuntamenti, l’incontro dedicato alla scrittura industriale con Dario Goffredo e la proiezione del film La vita agra di Carlo Lizzani.

Walking tour tra storia, sapori e memoria civile

Il calendario prevede anche percorsi urbani lenti, pensati per riscoprire Maglie attraverso il cammino.

Dal MAITO all’Emporio del Salento, fino al Frantoio Ipogeo di via Foggiari, ancora oggi funzionante.

Un secondo itinerario, Sulle tracce di Aldo Moro, collega il museo alla Casa Museo Aldo Moro, intrecciando memoria civile e patrimonio culturale.

Spazio alla festa: il Carnevale del MAITO

Martedì 17 febbraio il progetto esce dal museo per animare piazza Aldo Moro con Il Carnevale del MAITO tra bolle e giganti, a cura degli artisti di Cirknos.

Un momento di spettacolo e partecipazione collettiva inserito nella cornice della parata dei carri di Carnevale cittadina.

Museo vivo, tra passato industriale e futuro culturale

Il MAITO racconta il passato industriale di Maglie e della Terra d’Otranto, quando tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento la città divenne l’Emporio del Salento Meridionale.

Ospitato nell’ex fabbrica dei fratelli Piccinno, il museo è oggi uno spazio di narrazione e partecipazione, dove la memoria del lavoro diventa strumento per leggere il presente e immaginare nuove forme di comunità.

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Sanremo canta (e suona) salentino

Da Welo con la sigla ufficiale al tricasino Steven The Prince a Casa Sanremo. sogni, musica e orgoglio, il Salento sale sul palco più famoso d’Italia e si prende la scena con ritmo e identità

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di Giuseppe Cerfeda

Il Festival di Sanremo non è soltanto la vetrina più importante della musica italiana.

È lo specchio di un Paese che cambia, che si racconta, che prova a dare voce ai suoi territori.

Anche quest’anno, dal 24 al 28 febbraio, ci sarà un pezzo di Salento che batterà forte sul palco dell’Ariston.

Ci sarà la storia di Welo, giovane artista leccese, che pur non essendo tra i Big in gara è destinato a diventare la voce simbolo del Festival con “Emigrato (Italiano)”, la sigla ufficiale di questa edizione.

Un po’ come accaduto lo scorso anno con “Tutta l’Italia” di Gabry Ponte.

Un brano che parla di partenze, di radici, di sogni coltivati lontano da casa.

Un tema che nel Sud conosciamo bene.

STEVEN DETTA IL RITMO

Ci sarà anche Steven The Prince, talento di Tricase, che porterà la sua energia a Casa Sanremo The Club.

Quello di Steven, dj molto apprezzato, è un percorso costruito negli anni, tra produzioni importanti e collaborazioni di livello internazionale, che approda nella settimana più mediatica dell’anno.

Il prossimo Sanremo, dunque, non sarà solo passerella.

Sarà riconoscimento.

Sarà la dimostrazione che anche dalle periferie geografiche possono nascere storie centrali.

Che il talento non ha confini, se trova spazio e visione.

Giuseppe Cerfeda

E allora sì, quest’anno all’Ariston non ci sarà solo la musica.

Ci sarà il Salento che racconta sé stesso. Con orgoglio, con ritmo, con radici ben piantate e lo sguardo rivolto lontano.

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Steven The Prince

 

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