Cronaca
Fallisce rapina in banca e scappa con auto rubata
Respinto dalle porte d’ingresso approfitta di una Ford con le chiavi nel quadro per scappare
Nel pomeriggio di ieri, i carabinieri di Lizzanello e quelli del Norm di Lecce, hanno arrestato in flagranza di reato per tentata rapina e furto di autovettura, un uomo di Lizzanello.
Si tratta di Ubaldo Sabato 44enne con precedenti. Erano le 15,15 circa quando un individuo ha impegnato la porta girevole della banca Credem di Lizzanello. Appena all’interno del dispositivo, si è calato un passamontagna sulla testa. Una dipendente della banca, notandolo, ha provveduto a bloccare la bussola verso l’interno con conseguente riapertura della porta all’esterno. Il rapinatore solitario ha immediatamente realizzato che il suo tentativo era abortito. Per procurarsi un’immediata via di fuga, si è allora accorto che a pochi passi dal Bar San Lorence un uomo aveva lasciato una Ford Focus con le chiavi nel quadro d’accensione.
Il malvivente ne ha allora approfittato salendo in auto ed allontanandosi a tutta velocità. Immediatamente sono scattate le ricerche, estese ovviamente anche ai Comuni limitrofi. L’auto, provvista di antifurto satellitare è stata ritrovata poco dopo a Martignano. Nel frattempo si avevano le prime conferme sull’identità del fuggitivo, riconosciuto da alcuni testimoni. Le ricerche sono state comunque brevissime perché, a pochi passi dall’auto, è stato rintracciato anche il rapinatore.
Le telecamere dell’Istituto di credito e i capi di vestiario ancora indossati (sebbene camuffati) hanno fatto il resto, confermando le testimonianze che accusavano Sabato. Nel corso delle ricerche, poi, è stato anche recuperato il cappello in lana blu con i fori per gli occhi usato a mo’ di passamontagna.
L’uomo è stato quindi dichiarato in arresto per tentata rapina e furto di autovettura in flagranza. Terminati gli adempimenti è stato tradotto presso il carcere di Lecce come disposto dal PM di turno.
Copertino
Galatina: sorpresi a rubare griglie dalla casa cantoniera
Un uomo di 49 anni è stato denunciato per tentato furto aggravato in concorso dopo essere stato individuato dalla Polizia di Stato nei pressi della SS 101. I due responsabili sono fuggiti nelle campagne, ma le indagini hanno portato all’identificazione di uno di loro. Per l’indagato è scattato anche il foglio di via obbligatorio
Alliste
Furto al cimitero, rubate porte da cappelle private
Colpo notturno ad Alliste. Ignoti sono entrati dal retro forzando una porta in ferro e hanno asportato le porte in alluminio di quattro cappelle. Il custode ha scoperto l’accaduto e avvertito i proprietari hanno sporto denuncia carabinieri
Un gesto che ha scosso profondamente la comunità.
Il cimitero comunale di Alliste è stato teatro di un furto ai danni di alcune cappelle private.
I malviventi, approfittando del buio e dell’assenza di persone, sono riusciti a introdursi nell’area cimiteriale passando dal retro della struttura.
Secondo le prime ricostruzioni, i ladri avrebbero forzato una porta di ferro secondaria per accedere all’interno, agendo con rapidità e con ogni probabilità con mezzi adeguati al trasporto del materiale sottratto.
PORTE SMONTATE E OCCHIETTI RIMOSSI
Una volta dentro, i responsabili si sarebbero concentrati su quattro cappelle, dalle quali sono state asportate le porte in alluminio.
Per facilitare l’operazione, sarebbero stati rimossi anche gli occhielli installati sugli infissi, segno di un’azione mirata e non improvvisata.
L’alluminio, materiale facilmente rivendibile sul mercato nero, è spesso oggetto di furti di questo genere, ma colpire un luogo sacro come il cimitero rende l’episodio particolarmente grave, non solo per il danno economico arrecato alle famiglie, ma anche per il valore simbolico e affettivo dei luoghi violati.
LA SCOPERTA DEL FURTO
Il furto è stato scoperto dal custode del cimitero durante il consueto giro di controllo mattutino.
Notando le porte mancanti e i segni di effrazione, ha immediatamente avvisato i proprietari delle cappelle interessate.
Comprensibile l’amarezza delle famiglie coinvolte, che si sono recate sul posto per constatare i danni prima di contattare le forze dell’ordine.
INDAGINI IN CORSO
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per effettuare i rilievi e raccogliere eventuali elementi utili all’identificazione dei responsabili.
Non si esclude che possano essere acquisite immagini di eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze.
Le indagini sono in corso per risalire agli autori del furto e verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili avvenuti nel territorio.
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Foto di Fabrizio Casto
Cronaca
Blocca l’auto dell’ex e la aggredisce: arrestato 50enne
Rapina il cellulare alla donna mentre chiede aiuto, poi la trascina fuori dall’auto: fermato dai Carabinieri a Trepuzzi. Non si rassegnava alla fine della relazione e avrebbe inseguito l’ex compagna per le vie del centro. Dopo averle bloccato l’auto, le ha sottratto il telefono e l’ha aggredita. Decisivo l’intervento dei Carabinieri che hanno arrestato l’uomo e attivato le misure di tutela per la vittima
Momenti di paura nel pomeriggio di ieri a Trepuzzi, dove un 50enne del posto è stato arrestato dai militari del Arma dei Carabinieri con l’accusa di rapina e lesioni personali ai danni dell’ex compagna.
Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe iniziato a seguire la donna, una 36enne salentina, mentre quest’ultima percorreva le strade del centro cittadino a bordo della propria autovettura. Con una manovra improvvisa, avrebbe poi bloccato la marcia del veicolo costringendola a fermarsi.
Il telefono strappato e l’aggressione
Sceso dall’auto, il 50enne si sarebbe avvicinato alla vettura dell’ex compagna, aprendo con forza la portiera anteriore destra e danneggiandone la maniglia. In quel momento la donna stava tentando di chiedere aiuto al telefono, ma l’uomo le avrebbe sottratto il cellulare.
Non pago, l’avrebbe poi aggredita fisicamente, strattonandola e trascinandola fuori dall’abitacolo fino a farla cadere a terra. La vittima ha riportato lesioni che hanno reso necessario il ricorso alle cure mediche.
L’intervento dei militari e l’arresto
Provvidenziale l’intervento dei Carabinieri della Stazione locale, allertati dalla stessa donna. I militari sono giunti rapidamente sul posto, riuscendo a bloccare l’uomo e a impedire conseguenze più gravi. Inutile il tentativo di fuga e di disfarsi del telefono, che è stato recuperato e restituito alla proprietaria.
Su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari.
Attivate le procedure contro la violenza di genere
A tutela della 36enne è stata immediatamente attivata la procedura prevista per la protezione delle vittime di violenza di genere.
L’episodio si inserisce nel più ampio impegno dell’Arma nel contrasto a questo tipo di reati, con particolare attenzione sia alla prevenzione sia alla repressione.
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