Cronaca
Spacciatore incastrato dal cane carabiniere
In manette Cosimo Lupo, 28enne di Nardò: in un locale lavanderia adiacente all’ abitazione aveva una vera e propria “centrale” – laboratorio dello spaccio
I carabinieri hanno arrestato Cosimo Lupo, 28enne di Nardò: aveva indosso, 80 grammi di marijuana e 5 grammi circa di hashish destinati allo spaccio.
L’uomo, pluripregiudicato per reati in materia di stupefacenti, è stato sorpreso presso la sua abitazione, dove, da tempo pattuglie in normale servizio di controllo del territorio avevano notato un via vai di vari personaggi a tutte le ore del giorno e della notte.
Sin dalle prime ore dell’alba i Carabinieri della locale Stazione, unitamente ai colleghi del Nucleo Cinofili di Modugno, avevano predisposto un servizio di osservazione. Dopo aver assistito all’ennesimo avventore che è salito a casa dello spacciatore per uscirne dopo poco ed in fretta guardingo, allontanarsi, i Carabinieri sono entrati in azione. Alla vista dei militari, il malvivente ha da subito manifestato qualche segno di insofferenza e preoccupazione, segno che i servizi di osservazione predisposti ed effettuati dai Carabinieri di Nardò nel passato, avrebbero di li a poco portato ai risultati aspettati. La ricerca di quanto nascosto, è stata particolarmente difficoltosa a causa del fatto che la droga si trovava occultata in alcuni doppifondi realizzati all’interno di cassetti chiusi a chiave in diversi mobili del salone, della camera da letto e della cucina. Sono stati rinvenuti diversi involucri in cellophane contenenti marijuana e pronti per essere spacciati, nonchè 5 dosi di hashish.
Ma la sorpresa della giornata l’ha garantita l’infallibile fiuto del cane pastore tedesco… Carabiniere, Amun, che ha permesso di scovare, in un locale lavanderia immediatamente adiacente all’ abitazione una vera e propria “centrale” – laboratorio dello spaccio con tutto il materiale occorrente per il confezionamento ed un bilancino di precisione. Quanto rinvenuto è stato sottoposto a sequestro e l’ arrestato, dopo le formalità di rito, è stato condotto presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari su disposizione del P.M. di turno Dott. Massimiliano Carducci.
Cronaca
Cocaina e crack in casa, 2 arresti a Torre Vado
All’interno di un comò della camera da letto anche un fucile a canne mozzate, una doppietta risultata rubata a Racale, 20 cartucce a palla unica calibro 12 e un passamontagna
La Polizia di Stato ha proceduto all’arresto di un 33enne di Taviano e una 26enne di Taurisano, resisi responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e crack, detenzione illegale di armi e munizioni, ricettazione, alterazione di arma, resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni.
Nelle settimane precedenti il personale del Commissariato di P.S. Taurisano della Questura di Lecce ricostruiva una probabile attività di spaccio in una casa nelle campagne tra Torre Vado e Morciano di Leuca all’interno della quale si ipotizzava anche la presenza di un’arma da fuoco.
A seguito di attività di appostamento e osservazione, gli operatori di polizia, una volta individuata la casa attendevano il momento opportuno per effettuare l’accesso e eseguire una perquisizione domiciliare.
Giunti nei pressi dell’abitazione, gli operatori venivano in un primo momento scambiati per dei potenziali acquirenti dal 33enne che faceva loro cenno di fermare l’autovettura davanti all’ingresso.
Il soggetto poco dopo riconosceva gli operatori di polizia che a quel punto si qualificavano e gli intimavano di fermarsi.
L’uomo, tuttavia, si dava a precipitosa fuga verso l’abitazione.
A questo punto, appena raggiunta la porta d’ingresso, riusciva ad entrare all’interno e, nel cercare di ostacolare l’ingresso dei poliziotti, chiudeva violentemente la porta provocando lievi lesioni a uno di loro.
Nonostante le resistenze dopo pochi minuti i poliziotti riuscivano ad accedere all’interno dell’abitazione e porre in sicurezza sia l’uomo che la donna che già si trovava all’interno.
Davano quindi seguito all’attività di polizia che dava esito positivo inquanto rinvenivano all’interno di un comò della camera da letto un fucile a canne mozzate doppietta calibro 12 risultato rubato a Racale, 20 cartucce a palla unica calibro 12 e un passamontagna, mentre nel locale cucina venivano rinvenuti soldi contanti per la somma totale di euro 50, sostanza stupefacente del tipo cocaina per un totale di 10,28 grammi, 2 cristalli di crack del peso di 0,30 gr, 3 bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.
I due venivano tradotti presso il carcere di Borgo San Nicola a disposizione dell’A.G. per i reati di cui in oggetto.
Cronaca
Si infatua di una donna e la perseguita
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza del GIP del Tribunale di Lecce nei confronti di un uomo di 28 anni, accusato di aver perseguitato una docente con telefonate, appostamenti e messaggi ossessivi. Disposto il braccialetto elettronico e il divieto di avvicinarsi a meno di mille metri
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Divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico per un 28enne di origini gambiane, indagato per atti persecutori e furto aggravato ai danni di una donna di cui si era infatuato.
Il provvedimento è stato eseguito nel pomeriggio dell’11 febbraio dagli agenti della Polizia di Stato, su ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Lecce, emessa su richiesta della Procura della Repubblica.
Le indagini della Squadra Mobile
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla sezione specializzata per i reati contro la persona, in danno dei minori e sessuali della Squadra Mobile di Lecce, sono scaturite dalla denuncia presentata dalla vittima.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe posto in essere una serie di comportamenti reiterati e invasivi: telefonate insistenti, messaggi continui e visite improvvise – quasi quotidiane – nei pressi dell’abitazione e del luogo di lavoro della donna, oltre che nei luoghi da lei abitualmente frequentati.
Una condotta che avrebbe generato nella vittima un perdurante e grave stato di ansia e paura, tanto da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita e persino a cambiare, senza successo, il luogo di lavoro.
L’origine della vicenda
I due si erano conosciuti in passato nell’ambito scolastico: il 28enne frequentava l’istituto in cui la donna insegnava.
Già nel giugno 2024 l’uomo era stato destinatario di un ammonimento del Questore di Lecce, con l’invito a cessare ogni comportamento persecutorio.
Nonostante ciò, secondo l’accusa, avrebbe continuato con atteggiamenti ossessivi e vessatori.
In una delle ultime occasioni, avrebbe persino sottratto il telefono cellulare alla donna per impedirle di allertare le forze dell’ordine dopo l’ennesimo rifiuto alle sue avances.
Le misure cautelari
Alla luce degli elementi raccolti, il GIP ha disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei abitualmente frequentati, imponendo all’indagato di mantenere una distanza minima di mille metri.
È stato inoltre applicato il braccialetto elettronico ed è stato vietato qualsiasi tipo di comunicazione con la donna.
Copertino
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