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Attualità

Studenti al caldo, almeno per ora

Il presidente Gabellone: “Nonostante la carenza di risorse anche per quest’anno abbiamo risolto”. La situazione, però, resta complicata…

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La Provincia non ha i soldi per la manutenzione degli impianti e la fornitura di gasolio alle scuole superiori: quest’inverno niente termosifoni!”.


Il tam tam è stato immediato ed alla preoccupazione legittima di insegnanti, studenti e professori si è aggiunta la volontà immediata dei ragazzi di fare fronte comune e ribellarsi, in maniera anche rumorosa, ad una situazione a dir poco inaccettabile. Non è possibile che ogni anno si ripeta la stessa storia ed i ragazzi siano costretti a stare in classe coi giubbotti o, come già qualcuno si era premunito di consigliare, debbano portarsi “una stufetta da casa!”.


Vorremmo ricordare a chi di dovere che la legge indica la temperatura di 20 + 2 gradi e che, nel caso fosse sotto la media legale gli studenti, una volta accertatisi che non si tratti di un guasto temporaneo e per tanto in corso di riparazione possono, anzi devono, chiedere un colloquio con il dirigente scolastico per capire le cause e le modalità di risoluzione attivate per affrontare il problema. Nella situazione per cui non dovesse esserci alcuna collaborazione da parte della Dirigenza Scolastica, devono allertare l’Ufficio Scolastico provinciale o regionale competente per la scuola.  Se ancora nessuno dovesse ascoltarli è nel loro diritto contattare i Vigili del Fuoco per evacuare la Scuola e non entrare (giustificati) fino alla completa riparazione del guasto. O, come nel nostro caso, finché non si provvede al fornimento di carburante.


Detto questo per quest’anno sembra che i nostri ragazzi non corrano il pericolo di fare lezione con gli orsi polari.


Dopo la comunicazione del dirigente provinciale Stefano Zampino inerente la mancata possibilità di garantire il riscaldamento nelle scuole superiori, gli studenti, votati come rappresentanti del movimento Carpe Diem nella recente tornata elettorale che ha coinvolto le scuole leccesi, hanno “chiesto e ottenuto con urgenza un chiarimento al Presidente della provincia, al fine di approntare una strategia risolutiva”.


Il presidente, infatti, si è subito attivato per risolvere il problema e, come dicono i ragazzi del Carpe Diem, “abbiamo superato il problema del riscaldamento per il terzo anno consecutivo”.

“Persiste una situazione di estrema difficoltà”, ha dichiarato ai nostri taccuini Antonio Gabellone, “anzi, disastrosa per le province data la carenza di risorse o meglio la totale insufficienza di risorse per garantire le funzioni fondamentali e, quindi, i servizi che ci sono affidati. Tutto ciò crea situazioni di estremo disagio. Ci sono alcune Province italiane che da mesi non riescono a pagare gli stipendi. C’è difficoltà nella gestione del patrimonio e, nel caso delle scuole, un peggioramento di tutti quei servizi per i quali la legge continua a non essere chiara: noi come Provincia dovremmo gestire gli aspetti strutturali e quelli che riguardano il funzionamento”.


Nonostante le enormi difficoltà, la buona notizia: “Abbiamo fatto il punto con il responsabile del servizio, il direttore generale e il responsabile dei servizi finanziari ed abbiamo sbloccato la situazione. Erano già state individuate le ditte e commissionate per la manutenzione e per avviare gli impianti: nei prossimi giorni contiamo di andare a regime”.


Quest’anno dunque non ci saranno problemi, anche se Gabellone avverte che “la situazione rimane complicata perché il Governo assegna alle province risorse inferiori a quelle indicate dal S.O.S.E. (società partner di Enti istituzionali territoriali come Comune, Provincia e Regione che dà allo stesso Governo la misura dei bisogni). Pur sapendo che quelle risorse sono insufficienti, ad oggi da Palazzo Chigi non sono arrivate risposte esaustive e, quindi”, conclude, ammonendo, il presidente Gabellone, “permane uno stato di grave sofferenza con una forte limitazione delle possibilità di intervenire con servizi all’altezza”. E almeno per quest’anno i ragazzi non andranno a scuola… coi pinguini.


Giuseppe Cerfeda


Attualità

Il Capozza torna a far festa

Vittoria convincente del Casarano contro il Sorrento. Si torna già in campo martedì (ore 20:30) con l’insidiosa trasferta all’Arechi di Salerno

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di Giuseppe Lagna

CASARANO-SORRENTO 2-0

Reti: st 2′ Giraudo, 26′ Versienti

Un Casarano, schierato in formazione rimaneggiata, vuoi per otto titolari assenti (fra squalifiche e infortuni) vuoi per inserimento di nuovi acquisti, offre al pubblico del Capozza una prestazione molto simile a quelle in avvio di campionato.

Ne fa le spese un Sorrento arcigno e volitivo, fresco della vittoria contro il Catania, ma del tutto a secco di azioni pericolose, se non l’unica, sventata da Bacchin nella fase del recupero al termine della gara.

Risultato che poteva senz’altro essere più congruo alla verve degli attacchi portati alla porta campana, se non fosse stato per imprecisione nelle conclusioni e per la bravura del portiere ospite.

Dagli spalti del Capozza partivano spesso cori di incitamento e scroscianti applausi alle folate di gioco mai esausto dei Rossoazzurri, sicuri e rapidi nelle manovre offensive, tempestivi e decisi in quelle a protezione della propria area.

Insomma, un dieci e lode, senza far nomi, agli uomini scesi in campo, compresi tre giovani molto promettenti per il futuro.

Non può che essere finalmente soddisfatto dei suoi il tecnico Vito Di Bari, che vede finalmente alle spalle il periodo confuso di inizio del girone di ritorno.

In classifica si resta sempre in zona play-off al nono posto, riportandosi però a ben nove punti da quella play-out.

Tempo di gioire ristretto,
perché già martedì è lì in attesa l’Arechi di Salerno, alle 20,30, per la venticinquesima giornata di un campionato degno di Hitchcock.

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Elezioni regionali, al via i primi ricorsi: contestata la legge elettorale pugliese

I giudici del Tar dovranno ora valutare la fondatezza delle istanze e decidere se rimettere la questione al Consiglio di Stato o alla Corte Costituzionale…

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Sono stati depositati a Bari i primi ricorsi contro la legge elettorale regionale pugliese. A presentare le istanze sono stati Sergio Blasi del PD e Domenico Damascelli di FdI, che si sono rivolti al TAR Puglia chiedendo l’assegnazione del seggio in Consiglio regionale.

La legge elettorale, come accade ormai ciclicamente a ogni tornata, torna dunque sotto esame giudiziario. Al centro delle contestazioni vi è il meccanismo di attribuzione dei seggi, ritenuto dai ricorrenti in contrasto con i principi di rappresentanza e proporzionalità del voto.

Secondo quanto sostenuto nei ricorsi, nella ripartizione dei seggi di Fratelli d’Italia sarebbero emerse distorsioni che avrebbero penalizzato alcune circoscrizioni, in particolare quella di Bari, a vantaggio di altre. 

Damascelli, primo a depositare l’istanza, contesta l’assegnazione di due seggi alla Bat e di uno solo a Bari, nonostante il maggiore numero di voti ottenuti nel capoluogo. Una ricostruzione che, a suo avviso, violerebbe il principio di equità nella distribuzione dei rappresentanti.

Sulla stessa linea si muove Blasi, che chiede ai giudici amministrativi di rivedere l’attribuzione dei seggi. Diversa, invece, la posizione di Lucia Parchitelli e dell’intero gruppo regionale del Partito Democratico, che puntano a una pronuncia più ampia, sollevando dubbi di costituzionalità sull’intera normativa elettorale.

I giudici del Tar dovranno ora valutare la fondatezza delle istanze e decidere se rimettere la questione al Consiglio di Stato o alla Corte Costituzionale. Una decisione che potrebbe avere effetti rilevanti sugli equilibri del Consiglio regionale della Regione Puglia.

La vicenda riaccende il dibattito su una legge elettorale che, da anni, finisce sotto la lente della magistratura amministrativa e che continua a sollevare polemiche politiche e istituzionali all’indomani delle elezioni.

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Case di comunità, nasce la task force regionale

È la decisione assunta dalla Regione Puglia per accelerare la realizzazione delle nuove strutture sanitarie e rispettare le scadenze..

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Una task force regionale per monitorare lo stato di avanzamento dei lavori delle case e degli ospedali di comunità finanziati con i fondi del Pnrr. 

È la decisione assunta dalla Regione Puglia per accelerare la realizzazione delle nuove strutture sanitarie e rispettare le scadenze previste dal piano nazionale.

Il provvedimento riguarda complessivamente 121 case di comunità e 38 ospedali di comunità distribuiti sul territorio pugliese. Come spiegato dal presidente Antonio Decaro, l’obiettivo è quello di ottenere in tempi rapidi una fotografia chiara e oggettiva dello stato dei cantieri, individuando eventuali criticità e intervenendo per evitare ritardi.

Le strutture dovranno iniziare a erogare le prime prestazioni entro il 30 giugno, una scadenza considerata fondamentale anche per la decongestione degli ospedali e il rafforzamento dell’assistenza territoriale.

Novità anche sul fronte delle aziende sanitarie locali. 

Per otto Asl pugliesi sono stati pubblicati gli avvisi per la nomina dei nuovi direttori generali. Si tratta delle Asl di Bari, Bat, Foggia, Lecce, Taranto, Brindisi, dell’Oncologico e del Policlinico di Foggia, oltre all’Irccs De Bellis”.

Chi aveva risposto al precedente avviso, voluto a fine legislatura dall’ex governatore Michele Emiliano, dovrà ripresentare la propria candidatura. Nel frattempo, gli attuali commissari e direttori generali resteranno in proroga fino al 31 marzo, garantendo la continuità amministrativa.

L’istituzione della task force e l’avvio delle procedure per i nuovi vertici sanitari rappresentano un passaggio chiave nella riorganizzazione del sistema sanitario regionale, chiamato a rispettare le tempistiche del Pnrr e a rispondere alle esigenze di un territorio sempre più orientato verso l’assistenza di prossimità.

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