Cronaca
Controlli a tappeto nel Capo di Leuca
Servizio coordinato di controllo del territorio da parte della Compagnia dei Carabinieri di Tricase con l’ausilio di un elicottero. Denunciate tre persone per dentenzione e spaccio, effettuati 25 controlli a persone sottoposte agli arresti domiciliari e controllati 124 automezzi; 104 le persone identificate; 28 le contravvenzioni al codice della strada elevate; due le patenti di guida ritirate e due gli autoveicoli sequestrati
In tanti si chiedevano ieri del motivo di quell’elicottero dei carabinieri che girava in lungo e largo nel Capo di Leuca.
Il motivo era un servizio coordinato di controllo del territorio da parte della Compagnia dei Carabinieri di Tricase con ausilio proprio dell’unità aerea del 6° Nucleo Elicotteri di Bari Palese
I carabinieri hanno denunciato tre persone per dentenzione e spaccio, effettuato 25 controlli a persone sottoposte agli arresti domiciliari e controllati 124 automezzi; 104 le persone identificate; 28 le contravvenzioni al codice della strada elevate; due le patenti di guida ritirate e due gli autoveicoli sequestrati.
Tre di loro per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti: A.R., 59 anni, seguito di perquisizione domiciliare, lo hanno trovato in possesso di 3,50 grammi di cocaina, 1,20 grammi di eroina, un bilancino di precisione perfettamente funzionante; A. C., 24 anni, durante la perquisizione domiciliare, i carabinieri hanno rinvenuto 5,53 grammi di cocaina, un barattolo in vetro contenente 5,20 grammi di marijuana, un barattolo in plastica contenente 2,20 grammi di hashish, un bilancino di precisione perfettamente funzionante.
Denunciata anche una persona di 41 anni, trovata in possesso di 0,22 grammi di hashish, 0,12 di marijuana, nonche’ una piantina essiccata sempre di marijuana.
Per guida in stato di ebrezza denunciati: D. B., 41 anni, ed M.S., 50 anni; per entrambi auto sottoposta a sequestro amministrativo, patente ritirata.
Per porto di armi abusivo, a Salve denunciato F.N. che, all’interno di un esercizio pubblico, in evidente stato di ubriachezza, aveva minacciato ed infastidito i clienti con un coltello a serramanico. I carabinieri, giunti sul posto, sono riusciti a disarmarlo.
Nel corso dell’operazione sono stati impiegati complessivamente 25 militari, un elicottero, dieci automezzi.
Cronaca
Lite a Tricase: uomo ferito al volto
L’episodio in corso Apulia nel pomeriggio in prossimità di un bar: sul posto i carabinieri
Momenti di tensione nel tardo pomeriggio di oggi a Tricase dove un uomo, in Corso Apulia, è rimasto ferito al volto, con tutta probabilità a margine di una lite.
L’episodio si è verificato intorno alle ore 18, in prossimità del Bar Apulia, di fronte alle scuole elementari e medie.
Ad avere la peggio è stato un uomo di 48 anni, del posto, reduce dall’accaduto con ferite sanguinanti. Al momento non sono note le cause che hanno scatenato il tutto.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della locale Compagnia, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire la dinamica dei fatti e chiarire le responsabilità.
Cronaca
«Ospedale di Scorrano, che degrado!»
Infiltrazioni d’acqua, muffe diffuse e intonaci che si distaccano. L’appello dell’assessore del comune di Melendugno Annalisa Prete alla politica e al neogovernatore Decaro
«Infiltrazioni d’acqua, muffe diffuse, intonaci distaccati e soffitti degradati in luoghi che dovrebbero garantire cura, sicurezza e dignità».
È la descrizione desolante e senza eufemismi, che l’assessore alla cultura di Melendugno, Anna Elisa Prete fa dell’ospedale di Scorrano, pubblicando un post sul suo profilo personale con foto che documentano quanto scrive.
«Richiamo l’attenzione della ASL e della politica a tutti i livelli – regionale, provinciale e locale – sulle gravissime condizioni in cui versano alcune stanze dell’Ospedale di Scorrano», scrive l’amministratrice, chiedendo che il presidente Decaro «a cui mi rivolgo con rispetto istituzionale, parta proprio dalla sanità, perché è da qui che si misura la capacità di garantire diritti fondamentali e dignità alle persone».
«Scrivo anche da figlia», prosegue Anna Elisa Prete, «perché mia madre è stata ricoverata in questa struttura e ho potuto constatare personalmente lo stato in cui versano ambienti destinati alla degenza dei pazienti».
Le immagini documentano infiltrazioni d’acqua, muffe diffuse, intonaci distaccati e soffitti degradati in luoghi che dovrebbero garantire cura, sicurezza e dignità.
«Non sono più ammissibili silenzi, scaricabarile o ritardi»
«Si tratta di una situazione vergognosa e inaccettabile», attacca, «indegna di un luogo di cura, che lede la dignità delle persone ricoverate e può mettere a rischio la salute dei pazienti e del personale sanitario».
L’amministratrice va a difesa anche di coloro che lavorano nell’ospedale, mettendo a rischio la propria salute: «In questi ultimi dieci giorni mi sono interfacciata con il personale medico e sanitario, che vive una condizione di evidente disagio e impotenza, spesso non sapendo che cosa fare e che cosa dire di fronte a criticità che non dipendono dalla loro volontà. A loro va il mio sincero ringraziamento, per la professionalità, la disponibilità e l’umanità dimostrate, nonostante carenze strutturali gravi che rendono il lavoro quotidiano ancora più difficile».
Anna Elisa Prete intende farsi portavoce «non solo di mia madre, ma di tanti pazienti e delle loro famiglie, che vivono queste condizioni in silenzio. La ASL, quale soggetto responsabile della gestione e della sicurezza delle strutture sanitarie, e la politica a ogni livello di governo, hanno il dovere di vigilare, intervenire e garantire standard minimi di igiene, sicurezza e decoro. Non sono più ammissibili silenzi, scaricabarile o ritardi».
Si chiede «un intervento immediato, con sopralluoghi urgenti, messa in sicurezza degli ambienti e risposte chiare alla cittadinanza. Il presidente Decaro, a cui mi rivolgo con rispetto istituzionale, dovrebbe partire proprio dalla sanità, perché è da qui che si misura la capacità di garantire diritti fondamentali e dignità alle persone. La sanità pubblica merita rispetto. I pazienti meritano dignità, non vergogna».
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Campi Salentina
24enne perde la vita in un tragico incidente
Il messaggio di cordoglio della rettrice di Unisalento Maria Antonietta Aiello a nome di tutta la comunità accademica…
TRAGICO INCIDENTE ALL’ALBA DI IERI
David Simone, 24enne di Salice salentino, studente di Viticoltura ed Enologia all’Università del Salento ha perso la vita in un tragico incidente avvenuto all’alba di ieri, 5 gennaio 2026, lungo la provinciale 120 che collega Salice salentino a Campi salentina.
Il messaggio di cordoglio della rettrice Maria Antonietta Aiello a nome di tutta la comunità accademica, non tarda ad arrivare: «Questo inizio d’anno, che tutti abbiamo salutato con il cuore carico di speranza, è stato funestato da tragedie cui mai avremmo voluto assistere. La notizia della morte di David Simone, l’ennesima giovane vita spezzata sull’asfalto, ci lascia sgomenti: David era uno studente serio, appassionato, che si è sempre distinto per l’impegno e la dedizione dimostrati nel suo percorso di studi. Alla famiglia, agli amici che lo piangono oggi, giungano l’abbraccio e il cordoglio di tutto l’ateneo».
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