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Cronaca

Firmato in prefettura il protocollo di legalità per l’edilizia

Per rafforzare le strategie di prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale nel settore

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Ieri, presso il Salone degli Specchi della Prefettura di Lecce, si è tenuto l’incontro tra il Prefetto, Maria Rosa Trio, ed il Presidente dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili di Lecce, Valentino Nicolì, per formalizzare l’adesione al Protocollo di Legalità stipulato tra il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese e il Presidente Nazionale di ANCE, Gabriele Buia, che si allega.





Nel corso dell’evento, che si è svolto alla presenza delle Autorità provinciali e del Presidente di Confindustria, Nicola Delle Donne, sono stati illustrati i contenuti del documento pattizio, che persegue gli obiettivi fondamentali di rafforzare le strategie di prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale nel settore dell’edilizia, di ridurre i rischi di inquinamento del mercato dell’economia legale nel settore edile e di tutelare le imprese sane e impegnate nel processo di ripresa economica del Paese.





“La diffusione della cultura della legalità anche nel settore edile” ha dichiarato il Prefetto di Lecce, Maria Rosa Trio, “costituisce una delle mission da perseguire nell’attuale momento storico di ripartenza economica del Paese, favorita dalle risorse del PNRR. Per raggiungere tale obiettivo sarà fondamentale l’apporto di ANCE Lecce, che sarà abilitata all’accesso della banca dati nazionale unica della documentazione antimafia ed al riscontro del profilo antimafia dei partner commerciali delle imprese associate”.




Il Presidente di Confindustria, Nicola Delle Donne, ha sottolineato i benefici che scaturiranno dall’attuazione del Protocollo a livello territoriale che vanno a vantaggio delle imprese sane e estranee a contesti di criminalità.
Il Presidente di ANCE Lecce, Valentino Nicolì, ha espresso soddisfazione per l’adesione al Protocollo, che rappresenta uno dei tanti momenti di collaborazione con la Prefettura, manifestando l’impegno di ANCE a promuovere il più ampio coinvolgimento delle imprese associate nell’ottica di favorire il processo di rilancio dell’economia legale nel territorio salentino.






Cronaca

Noha: pietre contro una casa e inseguimento della polizia

Notte agitata nella frazione di Galatina. Fermato e denunciato uno dei tre che avevano lanciato pietre e altri oggetti contro un’abitazione

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Lunghi momenti di paura e tensione a Noha, frazione di Galatina.

Tre uomini, per motivi al momento non chiari, hanno lanciato oggetti (pietre ed altro) ai danni di un’abitazione.

Sul posto sono intervenuti i poliziotti delle volanti del Commissariato di Galatina con, a supporto, anche gli equipaggi volante di Nardò e Otranto.

Ne è nato un inseguimento con la precipitosa fuga dei responsabili del lancio di oggetti a bordo di due autovetture.

I poliziotti sono riusciti a fermarne una con a bordo un uomo, denunciato per resistenza.

Proseguono le indagini per risalire all’identità degli altri due protagonisti di quanto avvenuto nella notte.

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Cronaca

I NAS sequestrano oltre 9 quintali di alimenti

In azienda salentina salentina di lavorazione carni, polpette e polpettoni con data di scadenza superata e sottoposte alla procedura di congelamento con sistemi non idonei

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Nell’ambito dei controlli finalizzati alla verifica del rispetto della normativa in materia di sicurezza e igiene degli alimenti, i carabinieri del NAS di Lecce hanno controllato un’azienda di deposito, sezionamento e lavorazione carni impiegate in preparazioni alimentari.

Nel corso della verifica, hanno constatato l’utilizzo in preparati alimentari, quali polpette e polpettoni, di materie prime con data di scadenza superata e sottoposte alla procedura di congelamento con sistemi non idonei.

Nella circostanza sono stati vincolati con sequestro giudiziario, per cattivo stato di conservazione, oltre nove quintali di prodotti di carne, per un valore complessivo di circa diecimila euro.

Contestualmente si è proceduto alla sospensione dell’intera attività, disposta nell’immediatezza dall’ASL Lecce, poiché esercitata in locali interessati da gravi carenze igienico sanitarie e strutturali.

L’amministratore è stato segnalato all’autorità giudiziaria e nei suoi confronti sono state elevate sanzioni amministrative pari a duemila euro.

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Cronaca

“Mia Moglie” su Facebook: il gestore era salentino

L’uomo che aveva 70anni è morto a marzo. Perquisizioni della polizia nei confronti sia del deceduto titolare dell’account che di sua moglie di 52 anni e del 24enne ex fidanzato della figlia

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Come abbiamo sempre asserito non è mai l’innovazione il problema semmai chi e come se ne fa uso.

L’assioma vale per l’intelligenza artificiale così come per il più stagionato internet e il variegato mondo dei social.

Ricorderete certamente il caso del gruppo facebook “Mia Moglie” la community in cui venivano condivisi contenuti intimi senza consenso, accompagnati da commenti offensivi.

Bene la polizia postale ha individuato il gestore del gruppo che non era di New York o Sidney, Londra o Parigi e neppure di Milano:Eea salentino!

Si trattava, perché nel frattempo è deceduto di un 70enne salentino.

Nell’ambito delle indagini i poliziotti del Servizio polizia postale e per la Sicurezza cibernetica in collaborazione con quelli del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Bari e della Sezione operativa per la sicurezza cibernetica di Lecce hanno eseguito i decreti di perquisizione emessi dalla procura di Roma nei confronti del deceduto titolare dell’account, di sua moglie di 52 anni e del 24enne ex fidanzato della figlia.

La scorsa estate la community che contava più di 32mila iscritti era stata segnalata sul sito della polizia Postale per il contenuto sessualmente esplicito pubblicato, condiviso e commentato da migliaia di utenti su donne da loro definite mogli o compagne, verosimilmente senza il loro consenso.

Le donne immortalate venivano così esposte a commenti volgari restando del tutto ignare della violazione della propria intimità.

Il Gruppo (e ci mancherebbe altro!) è stato definitivamente chiuso dalla piattaforma social Facebook che ha collaborato con gli investigatori.

 

 

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