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Cronaca

Traffico internazionale di droga: 23 arresti nel sud Salento

Sud America-Olanda-Campania-Salento: la via della cocaina. Smantellata una consolidata e capillare rete criminale locale dedita stabilmente al commercio transazionale di cocaina. Destinazione finale della coca le principali piazze di Nardò, Ruffano, Scorrano, Presicce-Acquarica, Lecce, Taviano, Taranto

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Dopo una intensa attività di investigazione, durata oltre 2 anni,  coordinata  dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce,  gli Agenti della Polizia di Stato, in servizio presso la Squadra Mobile della Questura di Lecce hanno eseguito 23 misure cautelari coercitive della libertà, congiuntamente alla Direzione Investigativa Antimafia interessata per tutta l’attività di natura patrimoniale con  sequestri preventivi per un valore complessivo di oltre 4 milioni di euro.


Sono attualmente in corso le attività di polizia giudiziaria che riguardano l’esecuzione delle restanti 3 misure delle 26 previste.


L’operazione denominata Skipper, condotta dalla Squadra Mobile  ha evidenziato un ingente e consolidato traffico di droga internazionale posto in essere da un’organizzazione criminale del luogo con le caratteristiche del vincolo associativo alla cui attività illecita partecipava, a vario titolo, un considerevole numero di persone, perlopiù residenti nel basso Salento.


Le investigazioni, protrattesi per circa due anni, mediante l’impiego di intercettazioni ambientali e telefoniche, acquisizione dei tabulati, dispositivi di localizzazione e gps ed anche attività di osservazione, controllo e pedinamento, hanno permesso di rilevare, nonostante gli abili tentativi di eludere i controlli da parte degli indagati, l’esistenza di una consolidata e capillare rete criminale locale dedita stabilmente al commercio transazionale di cocaina.


A seguito dei rilievi emersi dall’attività di intercettazione, nel corso delle indagini, sono stati eseguiti inoltre cinque arresti in flagranza di reato nonché il sequestro di circa 25 kg di cocaina, diverse armi e circa 90mila euro euro in contanti  rinvenuti in possesso degli indagati.


Il costante monitoraggio operato dagli uomini della Squadra Mobile ha consentito quindi di individuare le personalità di spicco dell’organizzazione criminale, le modalità di comunicazione adottate, i mezzi impiegati, l’iter di importazione della sostanza ed i precisi ruoli rivestiti da ciascun partecipe.


La Polizia ha accertato come l’associazione disponesse di numerosi mezzi di trasporto artatamente modificati allo scopo di occultarvi all’interno la droga, mediante la creazione di sottovani nella cabina di guida ovvero nell’area sottostante i sedili posteriori o il vano portabagagli.


I contatti fra i sodali avvenivano rigorosamente mediante l’utilizzo di un sistema di telefonia e messaggistica criptata di difficile e complessa decifrazione con lo scopo di eludere i controlli di polizia ed utile ad impedire che l’attività illecita potesse essere a loro direttamente riconducibile.


Numerose le armi nella disponibilità del sodalizio criminoso, nascoste all’interno di fabbricati o proprietà immobiliari, come pure molteplici erano gli edifici adibiti a locali di stoccaggio dello stupefacente presenti, oltreché nel sito di importazione olandese, anche sul territorio salentino.


L’organizzazione presentava un organigramma ben definito e collaudato.


A.G., 59enne salentino, era promotore, organizzatore, dirigente e finanziatore, dedito all’approvvigionamento della cocaina dall’Olanda ed ai contatti con i fornitori internazionali.


P.P., 30enne di PresicceAcquarica, era organizzatore, uomo di fiducia di A.G., preposto alla direzione delle importazioni dall’Olanda ed alla successiva distribuzione del narcotico in territorio salentino.


G.R., 53 anni di Taviano, acquisiva la droga da G.A., la redistribuiva sulle principali piazze della provincia leccese.


N.U. 32 annidi Presicce-Acquarica, e A.D.R., cinquantatreenne di Taviano, erano uomini di fiducia rispettivamente di P.P. e G.R. e dediti all’attività di trasporto, acquisto e vendita della cocaina nei territori di competenza e delle connesse operazioni di consegna e ritiro dei corrispettivi in denaro.


L.B., 53enne campano, dipendente di una ditta di autotrasporti con sede in Villa Literno (CE), i cui mezzi venivano impiegati per il trasporto e la consegna di armi e narcotico, il quale curava direttamente – e con l’ausilio di G.A. e S.A., entrambi campani e dipendenti della stessa ditta, il trasporto dello stupefacente da Amsterdam fino al luogo di stoccaggio napoletano, e da qui, nel territorio salentino, curandosi inoltre, del trasferimento di denaro dalla provincia leccese in Olanda.

Attorno alla struttura centrale si snodava poi l’apporto criminoso di numerose altre persone, anch’essie gravitanti stabilmente attorno al consolidato circuito dell’organizzazione criminale, dedite, a vario titolo, all’acquisizione dello stupefacente ed alla successiva e finale immissione dello stesso sul mercato.


La struttura criminale, distintasi per la evidente professionalità nel delinquere di ciascuno e tutti i compartecipi, presentava un modus operandi minuziosamente approntato: la cocaina, originariamente prodotta in Sud America, giungeva in Olanda, precisamente ad Amsterdam, luogo questo in cui venivano adibiti appartamenti ad hoc per i corrieri, decine di magazzini atti allo stoccaggio della sostanza nonché vari locali-garage per la custodia di autoarticolati ed i mezzi necessari al carico e trasporto.


Ingenti quantitativi di cocaina venivano poi importati periodicamente dall’Olanda, sotto la supervisione della figura apicale, il cinquantanovenne A.G., il quale, curati prima gli approvvigionamenti dello stupefacente, intrattenendo i contatti con i fornitori internazionali e finanziandoli, dirigeva poi i successivi trasporti e le consegne nel Salento, effettuate con sistematica periodicità dai suoi uomini di fiducia.


Questi ultimi, avvalendosi di mezzi di trasporto facenti capo alla citata ditta napoletana dove lavorava L.B.,  acquisita la coca di provenienza sudamericana dall’Olanda, effettuavano una sosta presso il luogo di stoccaggio campano per poi provvedere a consegnarlo nel Salento.


Della distribuzione sul territorio salentino si occupava invece, in qualità di organizzatore, P.P. di Presicce-Acquarica, il quale, giunta la droga importata, gestiva, per il tramite di alcuni suoi gregari, la successiva consegna agli altri partecipi del sodalizio criminoso.


Questi ultimi avrebbero poi provveduto alla cessione dello stupefacente sulle principali piazze di Nardò, Ruffano, Scorrano, Presicce-Acquarica, Lecce, Taviano, Taranto.



Disposto anche il sequestro preventivo per equivalente, finalizzato alla confisca dei beni costituenti provento e profitto di reato – perlopiù di proprietà immobiliari site nell’ambito della provincia di Lecce e di quella di Salerno e conti correnti bancari – per un valore di oltre 4 milioni di euro,  a carico di quattro degli indagati: A.G., P.P., L.B. e G.R.


L’esecuzione di detti sequestri preventivi da parte degli Agenti della DIA è avvenuta contestualmente alla cattura degli uomini destinatari di custodia in carcere.


Nel medesimo contesto operativo in raccordo con la polizia Olandese, si stanno eseguendo perquisizioni, nella città di Amsterdam. Le operazioni riguardano magazzini siti nell’area portuale dove veniva stoccata la sostanza in arrivo dal sud America prima di essere inviata in Italia, nonché abitazioni poste nell’immediata periferia extraurbana ove soggiornavano i corrieri li giunti dall’Italia per caricare la sostanza da trasportare.


Per l’arresto di alcuni dei sodali, destinatari di misura cautelare, localizzati fuori dalla provincia leccese, si è proceduto congiuntamente alle Squadre Mobili di Roma, Napoli, Caserta, Brindisi e Taranto, competenti per territorio.


L’esecuzione di almeno tre delle misure emesse ha invece richiesto  l’internazionalizzazione del provvedimento restrittivo di G.A. e la stretta collaborazione con le autorità di polizia estere, attesa la presenza in altri Stati, in particolare Germania e Brasile, di alcuni degli indagati. La localizzazione e cattura di questi ultimi cosi come tutte le varie attività eseguite in territorio estero, è infatti avvenuta grazie all’attività di intelligence svolta in raccordo con le articolazioni estere della Direzione Centrale Antidroga e della Direzione Centrale Polizia Criminale.


Nelle fasi esecutive degli arresti ci si è avvalsi della collaborazione del personale dei Reparti Prevenzione Crimine di Lecce e Bari nonché di unità cinofile antidroga e antiesplosivi effettive presso gli uffici aereoportuali di Brindisi e Bari.


Alessano

Maserati contro Renault sulla statale: perde la vita professore di Alessano

Lo scontro sulla 275: tra i feriti anche il figlio del conducente dell’auto di lusso

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di Lorenzo Zito

Un grave incidente stradale con esito mortale si è verificato questa sera, intorno alle 21, ad Alessano, lungo la strada statale 275, nei pressi del campo sportivo comunale.

A perdere la vita è Giuseppe Turano, originario calabrese, sposato e residente ad Alessano. Padre di famiglia, Turano insegnava matematica nella scuola di Specchia.

Stasera era alla guida della sua Renault Scenic quando lo scontro frontale con una Maserati, violento quanto le immagini raccontano, non gli ha lasciato scampo.

Il professore Turano

Il conducente della Maserati è stato soccorso e trasportato all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Era in auto col figlio di 10 anni, condotto a Tricase ma non in gravi condizioni. Non ha riportato ferite, invece, il guidatore di una terza auto coinvolta nell’incidente, una Seat Arona.

La Renault Scenic della vittima

Sul luogo dell’accaduto sono intervenute le ambulanze del 118 provenienti dall’ospedale “Cardinale Giovanni Panico” di Tricase e da Gagliano del Capo. Presenti anche i vigili del fuoco del distaccamento di Tricase e i carabinieri della compagnia locale.

I rilievi

Da verificare la dinamica. Secondo prime ricostruzioni, una delle due vetture svoltava a sinistra mentre l’altra sopraggiungeva nella direzione opposta.

È stato temporaneamente chiuso al traffico il tratto di strada interessato.

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Cronaca

Ricercato in tutta Europa, arrestato a Supersano

Si tratta di un 36nne rumeno destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso dalle autorità giudiziarie della Romania per gravi reati, tra cui maltrattamenti in famiglia, violenze su fanciulli e minacce

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Importante operazione di polizia giudiziaria che testimonia, ancora una volta, l’efficacia della cooperazione tra i carabinieri e le reti internazionali di contrasto al crimine.

I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Lecce, operando in stretta sinergia con i colleghi della Stazione di Ruffano, hanno arrestato un cittadino rumeno di 36 anni, destinatario di un Mandato di Arresto Europeo emesso dalle autorità giudiziarie della Romania per gravi reati, tra cui maltrattamenti in famiglia, violenze su fanciulli e minacce.

La vicenda giudiziaria dell’uomo ha trovato il suo epilogo il 18 dicembre 2025, quando la giustizia rumena ha pronunciato una sentenza di condanna a un anno e cinque mesi di reclusione.

La sua presenza sul territorio italiano è stata individuata grazie a una segnalazione diramata dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, Divisione S.I.Re.N.E., snodo fondamentale nella rete di collaborazione tra gli Stati europei.

Ricevuta la comunicazione, i carabinieri hanno agito con tempestività, professionalità e discrezione.

Dopo un’attenta attività info-investigativa, il 36nne è stato rintracciato presso un’abitazione di Supersano, dove è stato fermato e arrestato senza opporre resistenza.

Un’operazione delicata, condotta con equilibrio e determinazione, che si è conclusa senza incidenti, a tutela della sicurezza di tutti.

Ultimate le formalità di rito e informato il Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Lecce, l’uomo è stato condotto presso la Casa Circondariale di Lecce “Borgo San Nicola”, dove rimarrà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria competente.

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Attualità

Aqp, letturisti senza tredicesima e internalizzazione: è sciopero

Mancati pagamenti e promesse non mantenute. Lavoratori con le braccia incrociate dal 2 gennaio reclamano l’internalizzazione che Acquedotto pugliese aveva deliberato a partire dal 1° gennaio. La Fimm non paga la 13esima, elude lo sciopero e non coinvolge il personale storico nel servizio di sostituzione dei contatori. Filctem: «Violati i diritti dei lavoratori. Intervenga Decaro»

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Ombre sul futuro dei 42 letturisti di Acquedotto Pugliese.

Avrebbero dovuto assaggiare finalmente il sapore della stabilità e della internalizzazione, prevista a partire dal 1° gennaio.

E invece vivono un presente fatto di mancati pagamenti ed presagiscono un futuro angosciante.

La Fimm, appaltatrice del servizio, ha erogato solo il 30% della tredicesima e per questo è stato proclamato uno sciopero che si sta cercando di eludere impiegando altri lavoratori.

L’azienda peraltro non solo continua a gestire il servizio oltre la scadenza prevista dal bando ma, da alcune settimane, ha acquisito il servizio di installazione dei contatori idrici elettronici.

E questo è ciò che toglie il sonno ai 42 letturisti: non sono stati coinvolti nel processo di sostituzione e soprattutto nel medio termine la loro attività sarà sorpassata dalla tecnologia.

La Filctem sostiene da sempre la lotta dei lavoratori e fa appello ad Antonio Decaro, appena proclamato presidente della Regione (proprietaria di Aqp), affinché faccia luce sul futuro di questi lavoratori.

LO SCIOPERO

La prima grana, quella che ha rovinato il Natale ai lavoratori, riguarda la tredicesima.

In busta paga è riportata per intero, ma poi in banca il versamento è stato di appena il 30%.

La Filctem ha dapprima inviato delle pec (a Fimm ed Aqp) e poi proclamato uno sciopero, partito il 2 gennaio e tuttora in corso, fino al saldo della tredicesima (mancherebbero anche 200 euro di welfare).

L’azienda, che al momento non ha provveduto al pagamento, ha deciso di eludere il diritto allo sciopero, garantito dalla Costituzione, coinvolgendo il personale incardinato nella lettura dei contatori del gas anche nella lettura dei contatori Aqp.

L’APPALTO

La Filctem ha scritto ad Aqp per capire come mai il servizio di letturazione sia ancora gestito da Fimm, ben oltre il periodo massimo previsto dalla gara di appalto.

Tenuto conto soprattutto di quanto stabilito dal Consiglio di amministrazione di Aqp che il 24 marzo scorso ipotizzava l’internalizzazione del servizio e del personale a partire dal 1° gennaio, dando seguito al Piano strategico 2023-26.

A oggi, invece, si procede solo all’installazione dei contatori elettronici, un servizio affidato alla Fimm.

Filctem Cgil nutre dubbi sulla legittimità dell’affidamento, visto che l’azienda ha ricercato risorse umane esterne, senza coinvolgere minimamente (neanche attraverso un percorso formativo) il personale storico.

Infine, sottolinea come l’attività di installazione di contatori elettronici destini la mansione di lettura tradizionale alla soppressione del ruolo in un prossimo futuro.

Non inserire il personale storico in un piano di aggiornamento e riqualificazione per la gestione dei nuovi dispositivi equivale a impedire la riconversione professionale dei letturisti.

Tale comportamento configura una strategia aziendale volta a creare un esubero programmato e artificioso del personale storico, condannandolo alla futura espulsione dal ciclo produttivo.

L’APPELLO

Da qui la richiesta di intervento ad Antonio Decaro.

«Il 31 maggio del 2023, con l’approvazione da parte della giunta regionale del piano strategico 2023/2026 in cui era prevista anche l’assunzione dei 42 letturisti, credevamo che il calvario di questi lavoratori, che si protrae da oltre 12 anni, fosse arrivato al capolinea. E invece no», dice Franco Giancane, coordinatore regionale del comparto Gas/acqua per la Filctem Puglia.

«Aqp ha sempre frapposto una serie di problematiche rifiutandosi di convocare, come più volte richiesto, il tavolo tecnico, salvo poi deliberare di fatto l’internalizzazione il 24 marzo scorso nella seduta del Consiglio di amministrazione. Ci chiediamo quali ostacoli si frappongano ancora e per quale motivo si è proceduto alla proroga dell’affidamento del servizio di letturazione alla Fimm ben oltre i termini previsti nella gara di appalto. Lanciamo un appello al presidente Decaroacquisisca tutta la documentazione necessaria per scrivere finalmente la parola fine su questa storia di precarietà e dia un segnale forte a tutti quei cittadini e lavoratori che votandolo hanno creduto nel vero cambiamento».

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Franco Giancane, coordinatore regionale del comparto Gas/acqua per la Filctem Puglia

 

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