Cronaca
Rissa a Gallipoli: auto si lancia contro pedoni
Le urla, il rumore del vetro in frantumi e poi un suv attraversa il cuore della zuffa: il video
Un video in circolazione sui social immortala la violenza di una folle rissa scoppiata a Gallipoli questa settimana.
È mattino, la luce è quella delle prime ore dopo l’alba. Un gruppo di ragazzi assiste composto alla scena. Come ci fosse abituato.
Le liti, purtroppo, non sono una novità per il popolo della notte: uno sguardo o una parola di troppo possono essere pretesti sufficienti a scatenare la zuffa.
Accade anche stavolta. Un gruppo di giovani si scontra. Le immagini, girate a distanza di qualche metro, quasi di nascosto, riprendono la confusione (video a fine articolo).
Si sentono le urla, delle grida di panico ed il rumore del vetro in frantumi, presumibilmente bottiglie scagliate contro qualcuno.
Poi spunta un’auto. È un suv. Non è chiaro se sia lì di proposito per lanciarsi contro alcuni dei protagonisti della rissa o se chi è a bordo stia cercando di sfuggire alla violenza.
Ad ogni modo, uno dei ragazzi a centro strada è costretto letteralmente a tuffarsi sull’asfalto, balzando lateralmente per scansare la macchina.
L’impatto per fortuna, in questo modo, è solo di striscio. Ma il conducente non va via. Pochi attimi dopo, infatti, la macchina fa nuovamente capolino nell’inquadratura e attraversa a velocità sostenuta il tratto di strada dove si trovano i ragazzi che poco prima han scampato il muso del suv per millimetri.
Il video termina qui, poco più di 30 secondi che dipingono uno scorcio di inciviltà e violenza che ancora una volta macchia l’immagine della Città Bella e di quanti la raggiungono per godere delle sue bellezze e del sano divertimento.
Il video, come detto circolato sui social, è accompagnato dalla rassegnazione dei commenti di molti che, alla luce del ripetersi di eventi di questo genere, ammettono di evitare spesso la zona nel periodo estivo per il timore di ritrovarsi al centro di situazioni di questo tipo.
Proprio in questi giorni, le pagine di cronaca hanno raccontato dell’ennesima maxi rissa tra gruppi di vacanzieri: stavolta, romani contro napoletani.
I video
Cronaca
Torre Vado, cocaina e crack in casa. Due arresti
Giunti nei pressi dell’abitazione, i poliziotti venivano scambiati per potenziali acquirenti e invitati ad entrare…
TORRE VADO: COCAINA E CRACK, IN CASA ANCHE UN FUCILE RUBATO E LE MUNIZIONI. DUE ARRESTATI DALLA POLIZIA DI STATO
La Polizia ha proceduto all’arresto di un 33enne di Taviano e una 26enne di Taurisano, responsabili del reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e crack, detenzione illegale di armi e munizioni, ricettazione, alterazione di arma, resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni.
Nelle settimane precedenti il personale del Commissariato di Taurisano ricostruiva una probabile attività di spaccio in una casa nelle campagne tra Torre Vado e Morciano di Leuca all’interno della quale si ipotizzava anche la presenza di un’arma da fuoco.
A seguito di attività di appostamento e osservazione, gli operatori di polizia, una volta individuata la casa attendevano il momento opportuno per effettuare l’accesso e eseguire una perquisizione domiciliare.
Giunti nei pressi dell’abitazione, gli operatori venivano in un primo momento scambiati per dei potenziali acquirenti dal 33enne che faceva loro cenno di fermare l’autovettura davanti all’ingresso.
Il soggetto poco dopo riconosceva gli operatori di polizia che a quel punto si qualificavano e gli intimavano di fermarsi.
L’uomo, tuttavia, si dava a precipitosa fuga verso l’abitazione. Raggiunta la porta d’ingresso, nel tentativo di entrare all’interno e ostacolare l’ingresso dei poliziotti, ha chiuso violentemente la porta provocando lievi lesioni a uno di loro.
Dopo pochi minuti i poliziotti riuscivano ad accedere all’interno dell’abitazione e porre in sicurezza sia l’uomo che la donna che già si trovava all’interno.
Rinvenute all’interno di un comò un fucile a canne mozzate, doppietta calibro 12, risultato rubato a Racale, 20 cartucce a palla unica calibro 12 e un passamontagna; mentre nel locale cucina venivano rinvenuti soldi contanti per la somma totale di euro 50, sostanza stupefacente del tipo cocaina per un totale di 10,28 grammi, 2 cristalli di crack del peso di 0,30 gr, 3 bilancini di precisione e materiale per il confezionamento.
I sono stati tradotti presso il carcere di Lecce a disposizione dell’A.G. per i reati di cui in oggetto.
Cronaca
Rapina a bar tabacchi, arrestato 21enne
Il titolare, nel tentativo di opporre resistenza, ha riportato contusioni durante la colluttazione e ha successivamente fatto ricorso alle cure mediche
I Carabinieri di Gallipoli hanno arrestato un giovane 21enne di Galatina, ritenuto presunto autore di una rapina aggravata con lesioni personali consumata alla fine di dicembre nel bar-tabacchi di Chiesanuova, frazione di Sannicola-
L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce, è giunta a poco più di un mese dai fatti.
L’arresto rappresenta l’esito di un’attività investigativa rapida, accurata e determinante condotta dai Carabinieri di Gallipoli, che hanno identificato il sospetto grazie all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e al confronto con le testimonianze raccolte sul posto.
Tali accertamenti hanno consentito di ricostruire con precisione la dinamica del reato, confermando la responsabilità del giovane per la rapina con coltello ai danni del titolare del locale.
La dinamica del reato e conseguenze per la vittima secondo quanto emerso dalle indagini, il 21enne, con il volto coperto da un cappuccio e armato di coltello, si sarebbe introdotto nel bar-tabacchi minacciando il proprietario per costringerlo alla consegna dell’incasso.
Il titolare, nel tentativo di opporre resistenza, ha riportato contusioni durante la colluttazione e ha successivamente fatto ricorso alle cure mediche, venendo dimesso con una prognosi di 10 giorni.
Al termine delle formalità, il giovane è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Lecce, come disposto dal provvedimento cautelare.
Casarano
Liste d’attesa, i cittadini non rispondono alla Asl per paura di truffe
Per correre ai ripari, la ASL di Lecce è intervenuta con una nota ufficiale, indicando il numero 0832/1460014 come riferimento per le chiamate in uscita…
La diffidenza verso le telefonate sconosciute rischia di rallentare il piano di abbattimento delle liste d’attesa in Puglia. Nei primi quattro giorni della scorsa settimana, 1.200 cittadini non hanno risposto alle chiamate degli operatori Cup che proponevano un anticipo di visite, esami e ricoveri.
Per la Regione Puglia risultano “irreperibili”. Ma dietro quel silenzio potrebbe esserci la paura di truffe telefoniche.
Per correre ai ripari, la ASL di Lecce è intervenuta con una nota ufficiale, indicando il numero 0832/1460014 come riferimento per le chiamate in uscita.
L’azienda sanitaria ha puntualizzato che ogni cittadino verrà contattato fino a tre volte, in giorni e orari diversi. In caso di mancata risposta, la prenotazione sarà cancellata automaticamente dalla lista.
I numeri del fenomeno
Secondo i dati elaborati dal dipartimento Salute e da Ares, nei primi quattro giorni della settimana 1.005 pugliesi non hanno risposto a una chiamata per anticipare una visita, mentre 195 erano stati contattati per fissare una nuova data di ricovero.
Complessivamente sono state chiamate 10.325 persone per anticipare visite ed esami e 1.369 per i ricoveri.
Il 30% dei cittadini contattati ha rifiutato l’anticipo dell’appuntamento, preferendo mantenere la data originaria. Tra questi, il 64% ha scelto di confermare l’appuntamento già fissato; il 21% ha dichiarato di aver già effettuato la prestazione in un’altra struttura; il 7% ha spiegato che la prestazione non era più necessaria.
Paura delle truffe e diffidenza
La causa principale sembra essere la crescente diffidenza verso numeri sconosciuti, spesso associati a call center o tentativi di frode. Una prudenza comprensibile, ma che rischia di ostacolare un piano sperimentale avviato il primo febbraio e che punta a ridurre sensibilmente le liste d’attesa entro giugno.
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