Attualità
Casarano: Stefàno alle regionali, sindaco cercansi
Tra gli uscenti si fanno i nomi del vice sindaco Ottavio De Nuzzo, di Laura Parrotta, assessore uscente passata in Fratelli d’Italia, e di Daniele Gatto; nel centrosinistra quelli di Mauro Memmi e Attilio de Marco. Emanuele Leggittimo l’outsider? Tra i nomi che circolano anche quello di Antonio Memmi
Ci siamo. Questo film sarebbe dovuto andare in onda già un po’ di tempo fa ma le note vicissitudini lo hanno solo posticipato di qualche mese: il sindaco di Casarano, Gianni Stefàno, si è dimesso dal proprio incarico.
Dopo otto anni alla guida di un’amministrazione di Centrodestra, subentrata all’indomani di un commissariamento, e dopo aver percorso soprattutto i primi anni così come fa un equilibrista sul filo che cerca di non precipitare nel dissesto, arriva la firma in calce a quella lettera presentata alla Prefetto, che mette fine alla sua avventura politica-amministrativa nella sua città. Ciò che ha spinto l’ormai ex sindaco a questo passo è la possibilità che ha avuto di candidarsi (concretamente) per un posto di consigliere regionale tra le liste che appoggiano il candidato governatore Raffaele Fitto e quindi per rispettare la legge che rende incompatibile candidatura e incarico di sindaco.
A questo punto però la maggioranza di palazzo dei Domenicani si è trovata davanti ad un bivio: rimanere in carica, garantendo la fine del mandato affidato loro dai cittadini sino alla scadenza naturale ma andando inevitabilmente incontro ad un commissariamento lungo quasi un anno (con tutto ciò che di nefasto in un qualsiasi Comune porta questo Istituto), oppure dimettersi in blocco e far cadere così l’intera amministrazione al fine di andare già al voto nel giro di poco più di un mese.
La decisione, quasi unanime, è stata quella di seguire la seconda strada e di conseguenza sono state presentate le dimissioni “cumulative” che aprono di fatto un’altra campagna elettorale all’interno della già avviata campagna per le regionali.
È ovvio che, in questi casi, qualsiasi decisione avessero preso, avrebbe scoperto loro il fianco alle critiche dell’opposizione che avrebbe giustamente attaccato per l’eventuale lungo periodo di commissariamento, così come ora, altrettanto giustamente, attacca sulla questione tutta morale del disattendere il mandato ricevuto dai propri elettori. In realtà una terza strada ci sarebbe stata ed è quella che hai poi indotto il consigliere Giampiero Marrella a non far parte del gruppo che ha presentato le proprie dimissioni.
Si gioca tutto sul calendario e sull’inevitabile trascorrere del tempo: se cioè il sindaco avesse presentato le proprie dimissioni il 7 luglio, considerando i 20 giorni che la legge concede per un eventuale ripensamento, saremmo arrivati a quel fatidico 27 luglio che è ancora quella data utile che consente di andare alle elezioni nel settembre successivo (e che avrebbe consentito ai consiglieri di non rimettere così il mandato dei cittadini); avendo invece il sindaco presentato le dimissioni solo qualche giorno fa (probabilmente per avere la certezza che le elezioni si sarebbero effettivamente svolte e che, soprattutto, ci sarebbe stato un posto concreto per lui), l’unica strada conveniente non poteva che essere quella perseguita. Cominciano quindi le grandi manovre per delineare le rispettive macchine da guerra che si fronteggeranno per far sedere, sulla poltrona più importante di Palazzo dei Domenicani, il proprio candidato.
Un candidato in verità ancora tutto da individuare in una realtà che vede ancora molti papabili sia nell’uscente maggioranza (si fanno i nomi del vice sindaco Ottavio De Nuzzo, di Laura Parrotta, assessore uscente (ricordiamo su incarico fiduciario del sindaco e quindi non dimessasi per ovvie questioni tecniche piuttosto che politiche) e che nel frattempo ha ufficializzato il proprio passaggio in Fratelli d’Italia, e di Daniele Gatto), sia nel Centrosinistra (i nomi che circolano vanno dal leader della minoranza Mauro Memmi al neo consigliere provinciale Attilio de Marco).
Il tutto senza dimenticare quell’Emanuele Legittimo che già nella scorsa tornata elettorale si presentò con una propria lista civica trasversale e che potrebbe fungere da outsider in questa gara che vede tutti già ai blocchi di partenza anche se ancora intenti a scaldare i muscoli.
Tra i nomi che si fanno in paese anche quello di Antonio Memmi (solo omonimo di chi scrive) già consigliere comunale DC, assessore e presidente del consiglio comunale ma mai candidato a sindaco.
Antonio Memmi
Attualità
È la Giornata Mondiale della Radio
La voce che unisce il mondo: origini, significato e perché celebrarla oggi. Sommario: Istituita dall’UNESCO nel 2011 e celebrata ogni 13 febbraio, la Giornata Mondiale della Radio ricorda il ruolo insostituibile di questo mezzo di comunicazione: libero, accessibile, capace di creare comunità e di accompagnare le nostre vite con informazione, musica e memoria collettiva
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Ogni 13 febbraio si celebra la Giornata Mondiale della Radio, un appuntamento che invita a fermarsi per ascoltare — davvero — uno degli strumenti di comunicazione più potenti e longevi della storia contemporanea.
La ricorrenza è stata proclamata nel 2011 dall’UNESCO e successivamente adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
La data non è casuale: il 13 febbraio 1946 andava in onda la prima trasmissione della Radio delle Nazioni Unite.
Da allora, la radio è diventata molto più di un semplice mezzo tecnico: è diventata presenza, compagnia, comunità.
Le origini di una voce globale
La radio nasce alla fine dell’Ottocento grazie agli studi e agli esperimenti di Guglielmo Marconi, che aprirono la strada alla comunicazione senza fili. Da quel momento, la sua diffusione è stata rapidissima.
Durante il Novecento ha raccontato guerre e ricostruzioni, ha portato musica nelle case, ha informato generazioni di cittadini.
È stata il primo grande mezzo “in tempo reale”, capace di superare confini geografici, barriere culturali e limiti economici.
Ancora oggi resta il media più diffuso al mondo, accessibile anche nelle aree più remote e in situazioni di emergenza.
Il significato della celebrazione
Celebrare la Giornata Mondiale della Radio significa riconoscere tre valori fondamentali: libertà di espressione, perché la radio dà voce a chi spesso non ne ha; accessibilità, perché basta un apparecchio semplice per essere informati; pluralismo, perché permette il confronto tra culture, idee e generazioni.
Ogni anno la ricorrenza è accompagnata da un tema specifico scelto dall’UNESCO, per riflettere sul ruolo della radio nella società contemporanea: dall’inclusione alla sostenibilità, dalla pace alla trasformazione digitale.
Perché è importante ricordarlo oggi
In un’epoca dominata da schermi, notifiche e algoritmi, la radio conserva una dimensione profondamente umana.
Non impone immagini: suggerisce, evoca, lascia spazio all’immaginazione.
È una voce che entra nelle case, nelle auto, nei luoghi di lavoro, creando un legame diretto e autentico.
Ricordare questa giornata significa anche difendere il valore dell’informazione verificata e responsabile.
La radio, soprattutto quella di servizio pubblico e quella locale, continua a essere presidio di democrazia, soprattutto nei momenti di crisi.
Ma c’è anche un aspetto più intimo: la radio accompagna.
È sottofondo delle nostre mattine, colonna sonora dei viaggi, confidente silenziosa delle notti insonni.
È memoria collettiva e, allo stesso tempo, esperienza personale.
Celebrare la Giornata Mondiale della Radio non è soltanto un gesto simbolico, è un modo per dire grazie a un mezzo che, da oltre un secolo, continua a tenerci connessi, non solo alle notizie, ma gli uni agli altri.
Attualità
Matino sceglie il futuro: arriva lo scuolabus elettrico
Finanziamento regionale da 130mila euro per un mezzo a zero emissioni: più sicurezza, meno inquinamento e un passo concreto verso una mobilità scolastica sostenibile. Un investimento che parla di ambiente, salute e qualità della vita: a scuola seguendo un percorso quotidiano più sicuro, silenzioso e rispettoso del territorio
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Matino compie un passo deciso verso la mobilità sostenibile.
Il Comune è tra gli enti beneficiari del finanziamento previsto dall’Accordo per la Coesione – POC 2021/2027, Area tematica 11 “Istruzione e formazione”, Linea di intervento 11.02, destinato al rinnovo ecologico del trasporto scolastico.
La Regione Puglia ha impegnato 130mila euro a favore dell’ente per l’acquisto di uno scuolabus elettrico destinato al servizio comunale di trasporto alunni.
UN VIAGGIO PIÙ PULITO, OGNI GIORNO
Non si tratta soltanto di un nuovo mezzo, ma di un cambiamento culturale.
Lo scuolabus elettrico garantirà emissioni zero, minore inquinamento acustico e un’esperienza di viaggio più confortevole per gli studenti.
Ogni tragitto casa-scuola diventerà così un gesto concreto di tutela ambientale: meno smog nell’aria, meno rumore nelle strade, più attenzione alla salute dei più piccoli.
TRANSIZIONE ECOLOGICA CHE PARTE DAI SERVIZI
L’intervento si inserisce nel percorso normativo e finanziario legato al Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) e alla programmazione POC 2021–2027, strumenti che puntano a rafforzare i servizi pubblici attraverso scelte sostenibili e innovative.
Investire nel trasporto scolastico significa investire nel futuro.
Perché la sostenibilità non è solo una parola, ma una direzione precisa: quella che mette al centro le persone e l’ambiente.
LE PAROLE DEL SINDACO
«Questo finanziamento», dichiara il sindaco Giorgio Salvatore Toma, «è un risultato importante per Matino. Investire in scuolabus elettrici significa tutelare la salute dei nostri bambini, ridurre l’inquinamento e migliorare un servizio essenziale per le famiglie.
È una scelta che guarda al futuro e che conferma l’impegno della nostra amministrazione verso sostenibilità, innovazione e attenzione concreta ai bisogni della comunità scolastica».
Nei prossimi mesi il Comune procederà con gli adempimenti tecnici e amministrativi per l’acquisizione del nuovo mezzo, che rappresenta non solo un acquisto, ma una scelta di responsabilità verso le nuove generazioni.
Attualità
L’assessora di Casarano Giulia De Lentinis lascia le deleghe
“Una scelta di natura personale e professionale, non politica”
Questa mattina a Casarano Giulia De Lentinis, delegata tra le altre cose a Promozione del Territorio, Politiche Giovanili, Politiche Energetiche, Politiche Comunitarie e Cooperazione Internazionale, ha rinunciato alla sua carica assesorile.
Queste le parole che accompagnano la sua decisione: “Questa mattina ho rassegnato le dimissioni dalla carica di Assessore per ragioni personali e professionali. Le mie dimissioni sono un atto connesso al desiderio di non rinunciare alla mia carriera lavorativa dopo anni di sacrifici e studio.
Nessun retroscena politico caratterizza questo momento. Rivolgo un sentito ringraziamento al Sindaco e ai colleghi assessori: siamo stati a stretto contatto nei momenti gioiosi e in quelli difficili, nelle tante emergenze e difficoltà.
É stato un onore per me rappresentare i miei concittadini, con umiltà e spirito di servizio. Un ringraziamento a tutti i consiglieri comunali per il garbo e la correttezza istituzionale, sono stati anni di confronto costruttivo prima da uomini ancorché politici.
Un sentito ringraziamento a mia madre e a mio padre che mi hanno sostenuta dal primo giorno in cui ho deciso di fare politica, e con grande vicinanza e affetto hanno assecondato le mie decisioni, a volte anche sofferte.
Mi auguro che Casarano continui a crescere, che venga il tempo di progettare in grande superando le barriere politiche per dare slancio ad una Città che merita tanto.
Ai miei compagni di squadra auguro di proseguire il percorso continuando a lavorare con la stessa caparbietà e con rinnovata passione.”
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