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Attualità

Quell’antico omaggio alla promessa sposa, fra zita, zitu e li mascarani

Costui, ogni anno, a Carnevale (in gergo dialettale, Mascarani), era solito organizzare, preparare e allestire nel suo paese, con l’aiuto di parenti e amici, una carovana, o corteo come si appella oggi, di carri agricoli, calessi e “scelabbà” trainati da cavalli e, inoltre, di equini sellati e cavalcati liberamente

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di Rocco Boccadamo


Sulla via principale del mio paese natio, Marittima, circa duemila anime, insiste tuttora, sebbene parzialmente rammodernata, una signorile dimora d’epoca, non a caso recante sul frontespizio, alla sommità del portone d’accesso nell’aggraziato atrio cortile, uno stemma araldico, scolpito su un cubo di pietra leccese.


Nei secoli scorsi, tal edificio – inizialmente, forse, di struttura più ampia e articolata – ha costituito, a lungo, la dimora dei nobili del posto, insigniti del titolo di barone; in particolare, durante il periodo risorgimentale, ha visto nascere e crescere un personaggio, distintosi e assurto a fama non solo per il suo lignaggio, ma anche e soprattutto come patriota irredentista, al seguito di eminenti figure storiche quali Santorre di Santa Rosa, Mazzini, Manin e Cavour.


Procedendo nel tempo, e fissando il calendario pressappoco intorno a una settantina d’anni addietro, la casa in questione era a un certo punto pervenuta, diventandone l’abitazione, a una locale famiglia benestante di proprietari terrieri e gente dabbene, composta anche da una ragazza.


La suddetta, arrivato il tempo giusto, si era fatta “zita (allora, l’accezione fidanzata non esisteva per niente nel vocabolario del paese), in pratica era stata promessa in sposa a un giovane, pure appartenente a famiglia di possidenti agricoli, residente in un altro piccolo paese, a otto/nove chilometri di distanza.


Non vi erano, allora, automobili né motocicli, semmai appena qualche bicicletta, sicché – a parte i rispettivi impegni, continui, in casa o nei campi – per la coppia, le occasioni d’incontrarsi erano infrequenti.


Certo, esisteva la possibilità di scambiarsi lettere, c’erano le visite incrociate, con famigliari al seguito, per le ricorrenze, come Natale, Pasqua, le feste patronali, i compleanni e gli onomastici, ma poi basta.


Nella piccola cornice di cui anzi, mi piace ricordare una singolare iniziativa adottata dallo “zito” in discorso, nell’intento di offrire un gesto di devozione, riguardo e gentilezza alla sua promessa.


Costui, ogni anno, a Carnevale (in gergo dialettale, Mascarani), era solito organizzare, preparare e allestire nel suo paese, con l’aiuto di parenti e amici, una carovana, o corteo come si appella oggi, di carri agricoli, calessi e “scelabbà trainati da cavalli e, inoltre, di equini sellati e cavalcati liberamente.


Il tutto, agghindato mediante fiori, foglie, rami con appesi i frutti della stagione e altri ornamenti colorati, a fare da pendant ai costumi, acconciati alla buona per la circostanza, dei guidatori e cavalieri, dal volto coperto da rudimentali mascherine realizzate a mano, con carta o cartoncino e sommariamente dipinte.

Dopodiché, ecco tale carovana muoversi in direzione di Marittima e attraversare lentamente il paese, soprattutto la via principale dove si affacciava la casa della promessa, la quale ultima, evidentemente compiaciuta, si poneva al balcone a ricevere l’insolito, se non esclusivo, omaggio da parte del futuro marito.


L’evento arrivava a rivestire, ogni volta, carattere d’eccezionalità collettiva, posto che l’intera popolazione vi assisteva con partecipazione, coinvolgimento e gioia.


Non c’è che dire, minuscole iniziative semplici e spontanee d’anni lontani, aventi però all’origine, indiscutibilmente, un’innata e genuina nobiltà interiore e, quindi, recanti un’anima di vitalità tale che, contrariamente a quanto succede per la maggior parte delle manifestazioni e dei riti attuali, non si spegne per nulla con lo scorrere delle stagioni.


All’autore di queste note, all’epoca dei fatti piccolo spettatore con i calzoncini corti, piace, di tanto in tanto, rivivere le immagini dell’episodio.


Del resto, gli sono sempre rimaste presenti le stesse sembianze della coppia.


In particolare, nello scorgere, circa un lustro fa, su un muro del paese le abbreviazioni N.H. davanti al nome e cognome di lui, oltre a sgorgargli dentro un profondo sentimento di buon ricordo, apprezzamento e condivisione, gli si è affacciata l’idea che l’antico giovane, da lassù, nel periodo dei Mascarani, non avrebbe mancato di seguitare puntualmente a preparare il corteo di carri, cavalli e cavalieri per la sua sposa, recentemente, a sua volta, salitasene fra le nuvole.


 



Attualità

Castro, caduto il sindaco Fersini si insedia il commissario Papa

Sei, dei dieci Consiglieri comunali di Castro, negli ultimi giorni del 2025, si sono dimessi…

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Sei, dei dieci Consiglieri comunali di Castro, negli ultimi giorni del 2025, si sono dimessi decretando, di fatto, la caduta del Sindaco, Luigi Fersini, in carica dal giugno 2022.

Dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale, si è insediato il Commissario prefettizio, Viceprefetto aggiunto dott. Mauro Papa, per la provvisoria amministrazione dell’Ente, con i poteri di Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale.

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Attualità

AIRC finanzia con mezzo milione di euro la ricerca sul cancro al colon

Il progetto vede coinvolti altri importanti centri di studio in Italia e negli Stati Uniti e scienziati di fama internazionale quali la professoressa Maria Rescigno dell’Università Humanitas di Milano, il professor Pietro Campiglia dell’Università di Salerno, il professor…

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RICERCA SUL CANCRO AL COLON: AIRC FINANZIA IL PROGETTO UNISALENTO CON MEZZO MILIONE DI EURO

La Fondazione AIRC per la ricerca sul cancro ha approvato il progetto “Iron-Sequestration as Adjuvant Against CRC Development” coordinato dal Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università del Salento e che partirà, dunque, proprio oggi, 1 gennaio 2026.  

Il progetto vede coinvolti altri importanti centri di studio in Italia e negli Stati Uniti e scienziati di fama internazionale quali la professoressa Maria Rescigno dell’Università Humanitas di Milano, il professor Pietro Campiglia dell’Università di Salerno, il professor Fabio Cominelli della Case Western Reserve University di Cleveland, nell’Ohio (USA) e il dottor Angelo Santino del CNR ISPA.

«Il nostro progetto – spiega il professor Marcello Chieppa, che insegna Patologia generale a UniSalento ed è referente scientifico del lavoro – ha il fine ultimo di individuare strategie innovative per la prevenzione del cancro al colon retto.  Nell’ultimo decennio numerosi studi hanno evidenziato una stretta relazione tra il microbiota intestinale e il rischio di tumore del colon, dimostrando come la presenza di alcuni prodotti batterici favorisca l’infiammazione che, in soggetti predisposti, causa la comparsa di lesioni tumorali. Il ferro è un micronutriente essenziale sia per il corpo umano, sia per il microbiota intestinale.

La regolazione della disponibilità di ferro all’interno del lumen intestinale può avere un grande impatto sia sulla crescita del microbiota, sia sulla crescita delle cellule tumorali che necessitano di ferro per poter proliferare. Insieme ai nostri collaboratori valuteremo la possibilità di utilizzare prodotti di origine nutrizionale per sequestrare il ferro in eccesso all’interno del lumen intestinale in modo da favorire la crescita di un “microbiota sano” e prevenire la comparsa del tumore. Voglio ringraziare – conclude – i miei colleghi per l’aiuto e il sostegno ricevuto, indispensabili a portare la proposta progettuale fino in fondo e ottenere l’appoggio del comitato scientifico di AIRC. La fiducia di una fondazione di tale importanza è per me motivo di orgoglio».

L’AIRC ha finanziato il progetto con un budget di mezzo milione di euro che servirà anche a reclutare giovani talenti da formare presso la nostra Università e con il contributo dei partner coinvolti. 

Il Dipartimento di Medicina Sperimentale, dunque, si conferma un’eccellenza di UniSalento, capace di intercettare finanziamenti rilevanti e proporre e portare avanti la ricerca su temi decisivi per lo sviluppo di cure salvavita.

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Andrano

Andrano chiude l’anno col botto

Finanziato per un milione e 400mila euro nuovo impianto sportivo indoor nella frazione di Castiglione

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Il Comune di Andrano, unico Comune in Puglia, ha ottenuto un finanziamento di 1.400.000 euro per la realizzazione di un nuovo impianto sportivo indoor nella frazione di Castiglione.

Questo importante contributo arriva nell’ambito del PNRR – Missione 5 Componente 2, Investimento 3.1 “Sport e Inclusione Sociale”, misura dedicata ai Comuni fino a 10.000 abitanti con focus sul Mezzogiorno.

Parliamo di una struttura coperta, all’interno dell’impianto sportivo, finalizzata a favorire l’inclusione sociale e il benessere psicofisico.

“Questo finanziamento è pienamente in sintonia con le linee programmatiche dell’Amministrazione Comunale”, sottolinea il sindaco Salvatore Musaró, “che mirano a promuovere il valore educativo dello sport come “difesa immunitaria sociale” e come elemento centrale della vita delle comunità.

Un passo avanti per la salute, lo sport e la coesione del nostro territorio!”.

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