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Attualità

Taviano, la città dei fiori e della frutta

Il sindaco Giuseppe Tanisi, ospite in redazione, fa un bilancio dei suoi 8 anni di amministrazione e svela i progetti per il futuro della città e  di Mancaversa. La mezza ammissione: «15 anni sono tanti, ma Taviano viene prima di tutto. Un sindaco ha il dovere morale di sottoporsi al giudizio degli elettori. Se decide di non farlo, però, deve essere per sua scelta»

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di Giuseppe Cerfeda


Il sindaco Giuseppe Tanisi in redazione per parlarci della “sua” città (come ama ripetere): una lunga intervista con al centro i progetti in ballo per il futuro di Taviano e Mancaversa.


«In questo momento», esordisce il primo cittadino, «Taviano vive un momento di grande serenità ed armonia cittadina: la condizione per riuscire a fare bene le cose».


Superate quindi le fratture con l’ex vice sindaco, ora all’opposizione?


«Sono passati un po’ di anni… L’amico Carlo Portaccio svolge la sua funzione di consigliere di minoranza e ci confrontiamo serenamente in consiglio in un clima di rispetto di assoluto».


È al secondo mandato consecutivo ed ha indossato la fascia tricolore già per cinque anni ad inizio millennio. Per cosa è orgoglioso di questi suoi anni da primo cittadino?


«Innanzitutto, per una serie di opere che abbiamo realizzato o che stiamo portando a termine. Partirei da una serie di interventi per oltre 5 milioni di euro per il recupero di tutte le scuole della “mia” città. Mediante l’efficientamento energetico abbiamo rimesso a nuovo le scuole materne “Don Milani”, e “Carlo Mauro”, la scuola dell’infanzia di Via Bernini; per la “Aldo Moro” abbiamo saputo utilizzare le risorse ministeriali per il rifacimento del tetto dell’ edificio, risalente agli anni ’60 e ’70, mettendolo in sicurezza per la tranquillità dei nostri figli. Stiamo continuando in questa direzione con il recupero della scuola media, altro edificio risalente agli anni ’70, che rimetteremo a nuovo, palestra compresa; in questo caso con fondi del PNRR per 2milioni e 830mila euro.


Il mio cruccio era, ed è, quello di fornire di acquedotto e fognatura la Marina di Mancaversa.


Al nostro insediamento l’area destinata all’impianto di sollevamento era sotto sequestro. Per superare questa fase di emergenza, abbiamo modificato e rimodellato il vecchio progetto, riuscendo ad ottenere 9 milioni di euro.


Con quei soldi abbiamo portato i servizi in quartieri di periferia che ne erano privi. La ritengo un’opera fondamentale se vogliamo continuare a parlare di turismo. Non possiamo permetterci di presentarci ancora con le autobotti che girano per le marine, senza parlare del rischio concreto di “perdite” in mare dei pozzi neri».


LA MARINA


Mancaversa intanto continua a recitare un ruolo importante nella ricettività turistica.


«L’attrattività di Gallipoli, Leuca, Otranto e Lecce produce benefici per tutto il Salento. Nella “mia” marina, Mancaversa, vi è un patrimonio immobiliare che consente ai tavianesi di avere un reddito dall’affitto della seconda abitazione di cui sono proprietari. Il Salento è unico, anche se ogni comune ha una specificità. Se costituiamo una rete di collaborazione virtuosa, rendiamo unico un territorio, un’area vasta che abbiamo bisogno di valorizzare in tutti i modi, per creare le condizioni affinché i giovani non vadano via. Il calo demografico riguarda tutte le comunità: anche nella “mia” Taviano, dove molte famiglie si sono insediate negli anni ’90 , grazie al lavoro nelle serre, ed hanno finito poi per stabilizzarsi. Oggi, però, il dato è in controtendenza ed è un aspetto su cui dobbiamo riflettere».


Sempre in tema di acquedotto e fognatura siete in dirittura di arrivo anche per la cosiddetta Lottizzazione Longo.


«In quella lottizzazione degli anni ’70 mancano quei servizi che noi porteremo. Abbiamo fatto un grande lavoro per poter chiarire che si tratta di un’area completamente urbanizzata. Autorità idrica, Acquedotto e Regione mi hanno sostenuto in questa battaglia. I lavori inizieranno nelle prossime settimane».


MERCATO FLORICOLO E ORTOFRUTTICOLO


Taviano è famosa ovunque per i suoi fiori. In che stato di salute è il comparto?


«La piccola proprietà contadina ha permesso a tante famiglie, spesso grazie alla produzione di garofani, di vivere della ricchezza della floricoltura. Oggi stiamo vivendo un periodo di transizione. Anche per i costi del gasolio oltre che per quelli necessari al funzionamento di una serra. Le aziende consolidate continuano a lavorare grazie ad un prodotto di qualità e alla commercializzazione anche al di fuori del nostro mercato floricolo. Molte delle serre che erano destinate all’agricoltura sono oggi, invece, orientate alla produzione di primizie. Per questo si contano due mercati: quello floricolo e quello ortofrutticolo. Il mercato ortofrutticolo è un punto sicuro di riferimento per i produttori locali e luogo di smistamento delle produzioni orticole, non soltanto intorno a Taviano, ma per tutto il Salento. È situato in una grande struttura, un’ex fabbrica che il comune ha acquistato e ristrutturato. Insistono 18 concessionari venditori all’ingrosso. L’unicità del mercato ortofrutticolo, però, è lo spazio creato per i produttori: intorno alla parte del mercato destinata ai concessionari all’ingrosso, vi è uno spazio («per il quale abbiamo recuperato la tettoia e smaltito l’amianto»), a disposizione dei contadini per la vendita diretta che praticano ogni giorno, dal lunedì al venerdì, più la domenica mattina. Dopo la battaglia vinta, per amministrare le due strutture senza il vincolo di società miste, oggi deteniamo la gestione diretta sia del mercato ortofrutticolo che di quello floricolo producendo anche benessere per il bilancio comunale».


Quante persone lavorano al mercato floricolo ed ortofrutticolo?


«Facendo riferimento ai tesserini degli operatori, fra produttori, commercianti all’ingrosso, commercianti diretti, ambulanti, ecc., si stimano circa mille operatori».


Abbiamo assistito alla grande corsa per i finanziamenti del PNRR. Voi cosa siete riusciti a fare?


«Io lo chiamo tesoretto dei progetti. Se un ente non partecipa ai bandi disponibili, PON, POR o PNRR che siano, rischia di avere l’unica facoltà di pagare stipendi e mutui. Gli enti locali si reggono su mezzi propri di bilancio: se hai la forza di osare oltre, con gestione in economia del mercato, la farmacia comunale, ecc., e procurare utili, il benessere ricade sulla città. Il PNRR è un’occasione, e noi la cogliamo. Abbiamo presentato un progetto ambizioso da 10 milioni di euro collegato alla risistemazione dei due mercati, floricolo ed ortofrutticolo, da trasformare in un unico grande plesso. Siamo stati ammessi a finanziamento ma sapremo se le risorse saranno sufficienti per finanziare tutti solo a graduatoria definitiva. Al momento stiamo avviando i lavori per la scuola media con 2milioni e 830mila euro; abbiamo anche ottenuto un milione di euro per il Parco Ricchiello per il rifacimento degli impianti sportivi. È andato a buon fine anche il progetto da un milione di euro per Mancaversa dove sistemeremo una struttura comunale allo stato rustico, sulla litoranea. Diventerà luogo di accoglienza e vi confluiranno protezione civile, pronto soccorso, delegazione della Marina e Vigili urbani, più un luogo per l’accoglienza dei migranti».


A proposito di tesoretto: «Abbiamo partecipato ad un bando da 567mila euro per realizzare un centro di raccolta dei rifiuti nella zona Industriale. Così come abbiamo partecipato a tutti i bandi di innovazione tecnologica, per mettere in rete città e cittadini. Si tratta di 5 o 6 progetti finanziati per oltre un milione di euro già nel bilancio di previsione del 2023, definitivamente approvato in consiglio comunale. Siamo nella fase esecutiva, prima della messa in cantiere».


Molti comuni hanno avuto difficoltà a presentare i progetti per il PNRR perché con organigramma deficitario. Voi come siete messi?


«È questo il tema: non possiamo andare oltre con la spesa per il personale. Noi abbiamo operato con un investimento nel settore dei lavori pubblici che ci ha consentito la dotazione di personale adatto alla bisogna. Sono fortunato, perché la struttura amministrativa del mio comune è un valore aggiunto della città anche per la capacità di tutti di lavorare in squadra. Grazie agli uffici ed agli esperti che abbiamo di volta in volta utilizzato, abbiamo cercato di cogliere tutte le occasioni senza perdere nessuna opportunità. Vale per il PNRR come per i POR e tutte quelle misure collegate a cassa depositi e prestiti, con i mutui ordinari che fanno riferimento a mezzi propri di bilancio».


Il numero dei dipendenti in pianta organica è sufficiente?

«Possiamo contare su 50 unità lavorative, l’ideale sarebbe averne a disposizione poco meno di 70».


Qualche ufficio in particolare sofferenza?


«In tutti i settori avremmo la necessità di attingere a nuovo personale. Mi ritengo comunque fortunato perché i dirigenti non si limitano al loro compitino e, se c’è da protocollare o fare una fotocopia, non si tirano certo indietro. Devo ammettere che fanno ben più di quello che gli toccherebbe e sono il valore aggiunto della comunità».


Qual è la situazione economica del comune di Taviano?


«Il nostro bilancio è virtuoso, il comune è in equilibrio finanziario. Abbiamo un livello di indebitamento normale ed un livello di tassazione che abbiamo cercato in tutti i modi di contenere. Godiamo di un avanzo d’amministrazione del 2022 che, anziché portare sulla spesa corrente, abbiamo accantonato in un fondo, per ovviare le spese in aumento esponenziale per il consumo dell’energia elettrica. Presto le nostre comunità dovranno fare i conti anche con il costo dei rifiuti. Le nostre famiglie si sporcano le mani con la differenziata, raggiungiamo il 70%, ma il ciclo dei rifiuti non si chiude, mettendo tutto in discussione. Il Consiglio di Stato ha obbligato i comuni a rivedere 2021, 2022 e 2023, con conseguente salasso per i cittadini. In questo modo ci riducono ad un odioso ruolo di esattori in nome e per conto di altri».


Pare di capire, però, che il comune abbia capacità di indebitamento. Avete in mente di acquistare qualche bene dai privati per donarlo alla città?


«Sono in campo iniziative rivolte alla valorizzazione del patrimonio comunale ma ne parlerò al momento opportuno».


LA ZONA INDUSTRIALE


«Non ci sono soltanto lotti assegnati, ma opifici in corso di realizzazione. Non abbiamo più lotti disponibili e per questo stiamo rilasciando i permessi a costruire. C’è una laboriosità che mi rende felice».


Qual è la misura minima per un lotto nella zona industriale?


«La pianificazione e l’ampliamento della zona industriale prevede 45 lotti, tra cui ve ne sono anche di 3mila e 2mila e 700 metri quadri. Non solo grandi insediamenti; anche un meccanico, ad esempio, può scegliere di trasferirsi, decongestionando così il centro. Allo stesso modo se si vuole procedere ad un grande insediamento si possono acquistare più lotti insieme».


LA CASA DI COMUNITÀ


«Il 28 dicembre scorso abbiamo approvato e formalizzato, in consiglio comunale, il diritto di superficie per i 99 anni a beneficio dell’Asl di un terreno di proprietà comunale. Ci finanzieranno un milione e 771mila euro per realizzare un luogo fisico per l’assistenza di prossimità, al quale i cittadini potranno accedere per bisogni di assistenza sanitaria, sociosanitaria e sociale. Siamo già in grado di cantierizzare e i lavori che dovranno essere completati entro il 2026».


SI CANDIDERÀ ANCORA?


Sindaco dal 2001 al 2006, poi di nuovo primo cittadino dal 2016. Adesso potrebbe concorrere per il terzo mandato, ne ha voglia?


«Intanto, il secondo mandato mi ha permesso di dare continuità: realizzazione di subcomparti urbanistici, approvazione di comparti urbanistici, Piano delle Coste vanno nella direzione di valorizzare il patrimonio. Sinceramente vivo con serenità l’esperienza di pubblico amministratore, anche grazie ad un gruppo di maggioranza collaborativo ed operoso. A proposito del terzo mandato: ritengo che il metodo più democratico per verificare l’azione di governo sia quello del voto popolare. I primi a riconoscere se ci sono incrostazioni nell’azione di governo di un sindaco sono proprio i cittadini, soprattutto nei piccoli comuni. Anzi, un sindaco ha il dovere morale di sottoporsi al giudizio degli elettori. Se decide di non farlo, però, dovrebbe essere una sua scelta e non per dei limiti al numero dei mandati. Per quanto mi riguarda, 15 anni sono tanti, ma Taviano viene prima di tutto».


Quindi si ricandiderà?


«Questo lo avete detto voi (e sorride sornione, NdR)».


Per cosa, tra 100 anni, le piacerebbe essere ricordato?


«Per aver realizzato la rete di acquedotto e fognatura per tutta la città, per il campo sportivo San Giuseppe rimesso a nuovo, per la risoluzione del contenzioso per la pista di atletica, per l’acquisizione del patrimonio comunale. Soprattutto per aver operato sempre ed esclusivamente per il bene della città»


CAMPO SPORTIVO E PISTA DI ATLETICA


«Per la pista in località Serrazzite,raggiungibile solo in elicottero! Abbiamo lavorato ad un progetto di rigenerazione urbana per realizzare le strade di accesso») vi era un contenzioso assurdo. Al mio arrivo il comune rischiava il dissesto per un decreto ingiuntivo della Provincia che chiedeva il pagamento di 2 milioni di euro. Abbiamo risolto la questione ed acquisito la pista di atletica. Il campo sportivo San Giuseppe, invece, era abbandonato ed in totale stato di degrado: nelle prossime settimane vi inviterò all’inaugurazione del nuovo impianto con l’erbetta sintetica».


TRENO DELLA MEMORIA E VIAGGIO A ROMA


Prima di congedarsi il sindaco Tanisi ci tiene ad evidenziare due esperienze importanti per i ragazzi di Taviano: «Il Treno della Memoria è un appuntamento fisso al quale partecipiamo con un gruppo di giovani tavianesi che si recano ad Auschwitz – Birkenau per vedere con i loro occhi quegli orrori che mai più dovranno tornare. Il 14 marzo prossimo, infine, il consiglio comunale dei ragazzi sarà a Roma per una visita in Parlamento».



Attualità

Controlli della velocità sulle strade provinciali: il calendario di febbraio

Autovelox, telelaser e postazioni fisse: tutti i giorni, le strade e gli orari dei controlli: la Polizia provinciale ha reso noto il piano di prevenzione e controllo della velocità per il prossimo mese. I controlli interesseranno numerose strade provinciali del territorio, con l’obiettivo dichiarato di aumentare la sicurezza stradale e ridurre il numero di incidenti

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La Polizia provinciale ha ufficializzato il calendario dei controlli elettronici della velocità che saranno effettuati nel mese di febbraio sulle principali strade provinciali.

Il piano di prevenzione prevede l’impiego di autovelox mobili, telelaser e postazioni fisse di controllo, operativi secondo un calendario giornaliero e in fasce orarie prestabilite.

I controlli, programmati e resi pubblici in anticipo come previsto dalla normativa vigente, hanno una finalità principalmente preventiva e mirano a sensibilizzare gli automobilisti al rispetto dei limiti di velocità, contribuendo così a migliorare la sicurezza della circolazione.

📍 Calendario controlli con AUTOVELOX – Febbraio 2026

Orario: dalle 7 alle 19

Data Strada provinciale Tratto
01/02 S.P. 18 Galatina – Copertino
02/02 S.P. 297 Melendugno – Torre dell’Orso
03/02 S.P. 72 Ugento – Casarano
04/02 S.P. 362 Lecce – Galatina
05/02 S.P. 18 Galatina – Copertino
06/02 S.P. 297 Melendugno – Torre dell’Orso
07/02 S.P. 72 Casarano – Ugento
08/02 S.P. 362 Lecce – Galatina
09/02 S.P. 18 Galatina – Copertino
10/02 S.P. 297 Melendugno – Torre dell’Orso
11/02 S.P. 72 Ugento – Casarano
12/02 S.P. 362 Lecce – Galatina
13/02 S.P. 18 Galatina – Copertino
14/02 S.P. 297 Melendugno – Torre dell’Orso
15/02 S.P. 72 Casarano – Ugento
16/02 S.P. 362 Lecce – Galatina
17/02 S.P. 18 Galatina – Copertino
18/02 S.P. 297 Melendugno – Torre dell’Orso
19/02 S.P. 72 Ugento – Casarano
20/02 S.P. 362 Lecce – Galatina
21/02 S.P. 18 Galatina – Copertino
22/02 S.P. 297 Melendugno – Torre dell’Orso
23/02 S.P. 72 Casarano – Ugento
24/02 S.P. 362 Lecce – Galatina
25/02 S.P. 18 Galatina – Copertino
26/02 S.P. 297 Melendugno – Torre dell’Orso
27/02 S.P. 362 Lecce – Galatina
28/02 S.P. 18 Galatina – Copertino

🚓 Postazioni fisse di controllo della velocità

Attive tutti i giorni, festivi compresi – h24

Strada Tratto Chilometrica Orario
S.P. 04 Lecce – Novoli Km 5+760 direzione Lecce 00:00 – 24:00

🎯 Calendario controlli con TELELASER – Febbraio 2026

Orario: dalle 7 alle 19

Data Strada provinciale Tratto
01/02 S.P. 87 – 358 Otranto – Santa Cesarea Terme
02/02 S.P. 15 Veglie – Novoli
03/02 S.P. 112 Nardò – S.P. 359
04/02 S.P. 367 Mediana del Salento
05/02 S.P. 236 Surbo – Casalabate
06/02 S.P. 100 Squinzano – Casalabate
07/02 S.P. 87 Otranto – Porto Badisco
08/02 S.P. 21 Leverano – Porto Cesareo
09/02 S.P. 102 Campi Salentina – San Donaci
10/02 S.P. 100 Squinzano – Casalabate
11/02 S.P. 193 Presicce – Lido Marini
12/02 S.P. 87 – 358 Otranto – Santa Cesarea Terme
13/02 S.P. 48 Martano – Soleto
14/02 S.P. 21 Leverano – Porto Cesareo
15/02 S.P. 87 Otranto – Porto Badisco
16/02 S.P. 15 Veglie – Novoli
17/02 S.P. 236 Surbo – Casalabate
18/02 S.P. 102 Campi Salentina – San Donaci
19/02 S.P. 100 Squinzano – Casalabate
20/02 S.P. 17 Nardò – SS 101
21/02 S.P. 87 – 358 Otranto – Santa Cesarea Terme
22/02 S.P. 90 Galatone – Santa Maria al Bagno
23/02 S.P. 112 Nardò – S.P. 359
24/02 S.P. 236 Surbo – Casalabate
25/02 S.P. 87 – 358 Otranto – Santa Cesarea Terme
26/02 S.P. 90 Galatone – Santa Maria al Bagno
27/02 S.P. 367 Mediana del Salento
28/02 S.P. 100 Squinzano – Casalabate

🚦 Un invito alla prudenza

La Polizia provinciale invita tutti gli automobilisti a rispettare i limiti di velocità, adottare comportamenti di guida responsabili e prestare attenzione alla segnaletica stradale, ricordando che la sicurezza sulle strade dipende prima di tutto dal comportamento di ciascuno.

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Attualità

La Panchina sVasoQuattro: simbolo di legalità, comunità e dialogo

Una panchina come luogo di incontro, ascolto e condivisione dei valori della legalità. È questo il significato profondo della “Panchina sVasoQuattro”, l’opera realizzata dagli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Enrico Medi” di Galatone e destinata al Comando Compagnia Carabinieri di Gallipoli. Un progetto che unisce creatività, cittadinanza attiva e dialogo tra giovani e Arma dei Carabinieri

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Promuovere la cultura della legalità attraverso un gesto concreto e altamente simbolico.

È l’obiettivo del progetto “La Panchina sVasoQuattro”, accolto con profonda gratitudine dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce, frutto del percorso educativo e creativo portato avanti dagli studenti dell’Istituto Enrico Medi” di Galatone.

L’iniziativa nasce nell’ambito degli incontri formativi che, nel corso dell’anno scolastico, hanno visto protagonisti gli alunni dell’istituto e i rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri.

Momenti di confronto dedicati ai temi della legalità, della tutela del territorio, del rispetto delle regole e del ruolo delle Istituzioni nella vita democratica del Paese.

Occasioni preziose che hanno contribuito a rafforzare nei giovani il senso civico e la consapevolezza di una cittadinanza responsabile e partecipe.

Da questo dialogo continuo, sostenuto con convinzione dalla dirigente scolastica Annamaria Campa e dal referente di sede Gianluigi Antonaci, è maturata l’idea di trasformare la riflessione in un segno tangibile di riconoscenza verso chi opera quotidianamente per la sicurezza della collettività.

All’interno del laboratorio di Grafica dell’indirizzo “Made in Italy”, gli studenti hanno così ideato e progettato una panchina dal forte valore sociale.

La Panchina sVasoQuattro” non è solo un arredo urbano, ma un vero e proprio spazio simbolico di incontro e inclusione.

La struttura, a composizione modulare, richiama solidità ed equilibrio attraverso una forma quadrilatera, mentre lo stile moderno si esprime con geometrie essenziali.

Quattro parallelepipedi rettangolari fungono da contenitori floreali e da supporto alle sedute in legno, sostenute da elementi cubici in ferro.

La disposizione volutamente disallineata dei moduli dona dinamismo all’opera, al centro della quale trova posto un totem circolare con l’emblema dell’Arma dei Carabinieri.

Anche la scelta dei materiali racconta un messaggio preciso: il legno, simbolo di vita, continuità e legame con la natura, si unisce al ferro, emblema di forza, determinazione e resistenza.

Un connubio che rappresenta efficacemente l’equilibrio tra accoglienza e fermezza, valori che caratterizzano la missione della Benemerita.

Il progetto è stato realizzato grazie all’impegno degli studenti e alla guida deigli insegnanti Salvatore Papa e Daniele Seclì, con la collaborazione delle officine DAC e dell’artista e scultore del ferro Daniele Dell’Angelo Custode.

Un lavoro corale che dimostra come la sinergia tra scuola, territorio e Istituzioni possa generare iniziative di alto valore educativo e sociale.

Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Lecce ha espresso vivo apprezzamento per l’iniziativa, definendola un esempio virtuoso di collaborazione e un segnale concreto di come i valori della legalità e del rispetto possano tradursi in gesti reali, capaci di parlare alla comunità e alle nuove generazioni.

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Appuntamenti

Verso il Distretto Culturale del Capo di Leuca

Un accordo tra istituzioni, operatori culturali e comunità locali per valorizzare il patrimonio del territorio e costruire un modello di sviluppo sostenibile e condiviso. Venerdì 30 gennaio a Patù la sottoscrizione ufficiale del Protocollo che avvia il percorso verso la nascita del Distretto, frutto di un ampio processo partecipativo e sostenuto dalla cooperazione europea

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Il Capo di Leuca compie un passo significativo verso la costruzione di una visione strategica e condivisa del proprio futuro culturale.

Venerdì 30 gennaio, alle ore 18, presso Palazzo Romano a Patù, sarà sottoscritto il Protocollo d’Intesa che segna l’avvio formale del percorso per la creazione del Distretto Culturale del Capo di Leuca.

L’accordo, già approvato dalle Giunte comunali di Patù e Morciano di Leuca, rappresenta il risultato di un articolato processo partecipativo che ha coinvolto amministrazioni locali, operatori culturali, associazioni e cittadini, estendendo il confronto anche oltre i confini dei comuni promotori.

Un cammino condiviso che ha posto al centro l’idea di una valorizzazione integrata del patrimonio culturale, storico, paesaggistico e identitario di uno dei territori più suggestivi della Puglia.

Il Distretto Culturale nasce con l’obiettivo di promuovere un modello di sviluppo sostenibile, inclusivo e duraturo, capace di coniugare tutela del patrimonio, innovazione culturale e crescita economica.

Un progetto ambizioso che punta a rafforzare la cooperazione tra enti pubblici, realtà associative e operatori locali, creando nuove opportunità occupazionali e sociali e favorendo una fruizione consapevole del territorio.

Nel corso dell’incontro pubblico saranno presentati i risultati del percorso partecipativo, insieme agli obiettivi, alle strategie e alle prospettive future del nascente Distretto.

Interverranno: Antonio De Marco, presidente di Archeorete del Mediterraneo; Francesca Casaluci, antropologa e facilitatrice dei processi partecipativi; Gabriele Abaterusso, sindaco di Patù; Lorenzo Ricchiuti, sindaco di Morciano di Leuca.

Coordinerà i lavori la giornalista Luana Prontera.

L’evento si configura come un momento chiave di confronto e condivisione, aperto all’intera comunità, con l’intento di costruire insieme un progetto territoriale capace di generare valore, rafforzare l’identità locale e posizionare il Capo di Leuca come laboratorio virtuoso di innovazione culturale e turistica.

Il percorso rientra nell’ambito di un Progetto di Cooperazione Territoriale Europea finanziato dal programma Interreg 2021–2027 Italia–Croazia “Value Plus”, confermando la dimensione internazionale e strategica dell’iniziativa.

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