Attualità
Tricase: la biblioteca chiusa per ferie!?
Per svoltare si attendono il completamento dell’iter per il sistema bibliotecario con l’inglobamento della biblioteca di Palazzo Comi e l’avviso pubblico
La carenza di personale alle dipendenze del Municipio, come più volte denunciato dal sindaco Antonio De Donno, continua ad essere una mannaia su Tricase ed i tricasini.
Come nel caso della Community Library, la nuova Biblioteca comunale di via Micetti, inaugurata ma tuttora a mezzo servizio.
Per alcuni mesi il problema è stato aggirato grazie all’accordo con l’associazione “Heidi” per l’apertura della BILL (la Biblioteca della Legalità inaugurata lo scorso 8 marzo), accordo con il quale l’associazione aveva messo a disposizione delle somme ed una figura professionale che affiancasse la prof.ssa Gloria Fuortes.
La nuova biblioteca, ci fanno sapere dall’amministrazione, «è aperta per attività ordinaria. Si sta predisponendo un avviso di prossima pubblicazione in cui si acquisiranno i progetti di attività complementari previste dal bando della Community Library a cui Tricase partecipò all’epoca per ottenere il finanziamento».
Vale a dire che oltre all’attività ordinaria, garantita dal personale interno, in un futuro più o meno prossimo, nella Community Library prenderanno vita attività complementari che consentiranno l’apertura straordinaria oltre l’orario classico.
Per la pubblicazione dell’avviso si attende di portare a termine il disegno dell’amministrazione che vuole «comprendere nel sistema bibliotecario anche la Biblioteca di Palazzo Comi. Allo scopo già ci sono stati incontri e interlocuzioni con Regione e Provincia. Il direttore del sistema bibliomuseale ci ha già inviato una bozza di convenzione e di protocollo di intesa che coinvolge Regione e Provincia a cui abbiamo dato riscontro positivo. Siamo in attesa della determina regionale e dell’invio formale del protocollo da firmare che consentirà di legare Palazzo Comi e la sua biblioteca al sistema bibliotecario di Tricase che, per la prima volta, comprenderà un patrimonio culturale fino ad ora ritenuto esterno rispetto all’attività istituzionale della città. Le attività culturali di Palazzo Comi diventeranno parte integrante della gestione della Community Library. Siamo dunque in attesa del documento formale propedeutico alla pubblicazione dell’avviso pubblico».
In questi giorni, però, la biblioteca è chiusa del tutto perché la Fuortes è (come suo diritto) in ferie. Anche quando la titolare è in servizio, nonostante la buona volontà e le capacità indiscusse, non può garantire il pieno funzionamento di una struttura grande e articolata come la nuova biblioteca.
Per svoltare definitivamente, dunque, sono indispensabili due passaggi: il completamento dell’iter per il sistema bibliotecario di Tricase e la pubblicazione dell’avviso pubblico. Per il resto, come ci è stato riferito, «sono già a disposizione le somme per il lancio della start up per le attività complementari».
L’altra novità riguarda il dipinto del compianto artista di Montesano Salentino, Giuseppe Corrado (commissionato dal mai troppo rimpianto don Eugenio Licchetta) e raffigurante don Tonino Bello, padre David Maria Turoldo e don Ernesto Balducci: ci è stato garantito che «presto sarà individuato lo spazio più consono, in biblioteca, per restituirlo alla città».
IL FUTURO DI VIA CADORNA
Ne abbiamo approfittato per chiedere lumi sul futuro prossimo di via Cadorna: «I lavori della rete stradale sono quasi ultimati e per l’arredo urbano si potrà provvedere anche a viabilità ripristinata. Il comando di polizia locale sulla base delle indicazioni della commissione sta ultimando la bozza definitiva. Il tutto dovrebbe esser definito entro una decina di giorni».
Bisognerà dunque aspettare per l’ufficialità delle decisioni in merito alla percorrenza in auto di quella via. Da quel che ci risulta, però, l’opzione più gettonata sarebbe quella di un senso unico per chi proviene da via Thaon De Revel per poi sfociare verso via Domenico Caputo (e poi verso piazza Pisanelli e via Stella d’Italia) e via Diaz (per piazza Cappuccini).
Giuseppe Cerfeda
Alessano
«Io, tedoforo per un giorno»
Il racconto di Francesco Bello di Alessano “staffettista” durante il viaggio della fiamma olimpica Milano Cortina 2026 in Salento
A fine anno la fiamma olimpica ha attraversato l’incantevole quanto festoso itinerario salentino: Nardò, Rivabella, Gallipoli, Presicce – Acquarica, Maglie, Otranto sino all’accensione serale del braciere, avvolto dal barocco leccese.
Un viaggio iniziato nell’antica Olimpia, il 26 novembre dell’anno appena concluso, presso il Tempio di Hera, secondo un rituale senza tempo.
Rievoca l’agere di una sacerdotessa mediante uno specchio parabolico, in modo da concentrare i raggi del sole per dar vita al fuoco sacro.
Questo metodo, ispirato ad Archimede, è simbolo di purezza e continuità con l’antica Grecia.
Di poi, la staffetta della torcia olimpica nel corso della cerimonia svoltasi nello stadio di Panathinaiko in Atene, passata dalle mani di Isidoros Kouvelos, presidente del Comitato Olimpico Ellenico, a quelle di Giovanni Malagò, presidente del Fondazione Milano Cortina, è emigrata nella nostra Capitale, illuminandola.
Da lì, ha preso forma il suo viaggio nel Belpaese, da nord a sud.
Nei 63 giorni d’interstizio dalla data d’inizio delle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano Cortina (prevista il prossimo 6 febbraio, stadio San Siro), la fiamma percorrerà oltre 12 mila chilometri, valicando tutte le 110 province italiane.
Alla luce dei tempi correnti, testimoni di una umanità stanca, lacerata, segnata da profonde ferite causate da violenti conflitti, bombardamenti, guerre tra i popoli.
Qualche mese fa, l’80esima sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite (UNGA) a New York, ha adottato la risoluzione della tregua olimpica durante i giochi olimpici e paralimpici di Milano Cortina 2026.
Tale risoluzione intitolata “Costruire un mondo migliore e pacifico attraverso lo sport e l’ideale Olimpico” è stata adottata all’unanimità dai paesi membri dell’ONU.
Invita gli stessi a osservare la tregua Olimpica, a partire da sette giorni prima dell’inizio dei Giochi (6-22 febbraio) fino a sette giorni dopo la fine dei giochi Paralimpici invernali (6-15 marzo 2026), garantendo il passaggio sicuro e la partecipazione di atleti e ufficiali.
La tregua olimpica è un invito a mettere da parte, cio che ci divide e concentrarsi su ciò che ci unisce.
In un contesto sconvolto dalle guerre, come quello attuale, lo sport ed in particolare i Giochi Olimpici, possono offrire uno spazio raro, ove le persone si incontrano non come avversari, ma come esseri umani.
Quando gli atleti si uniscono, non vedono nazionalità, religione o cultura. Si vedono come atleti. Ci mostrano cosa può essere l’umanità nel suo lato migliore.
Tra l’altro, sulla base dei cenni storici, la tradizione della tregua olimpica fu istituita nell’antica Grecia per permettere la partecipazione sicura ai Giochi olimpici antichi, a tutti gli atleti e spettatori delle poleis, quasi sempre in conflitto tra loro.
L’onore ed il prestigioso onere di condurre e preservare il brillante ardore della fiamma, spetta a determinati soggetti, prescelti. I tedofori.
Questi ultimi, persone ordinarie con storie straordinarie, degnamente deputate a rappresentare il territorio, la cultura, il talento e l’eccellenza in tutti i campi: sportivo, sociale, artistico, creativo, insieme ai valori di pace e fratellanza, espressione del sacro fuoco nato dalla luce di Apollo e dalla terra senza tempo di Zeus.
Coniugano armonicamente pietre miliari reclinabili nella vita e nello sport.
Dirigere la fiamma, far luce sul cammino nazionale verso la Cerimonia Olimpica di Apertura, significa essere ambasciatore di passione, talento, energia e rispetto.
Soprattutto quest’ultimo, quale valore assoluto di accoglienza, incisività, come pure capacità (dei tedofori) di unire, abbattendo le barriere.
Le torce di Milano Cortina 2026, si chiamano “Essential” e sono completamente Made in Italy, il loro peso è di circa 1,5 kg.
Composte prevalentemente da materiali riciclati, come leghe di alluminio e ottone.
Più precisamente, la torcia olimpica si veste delle sfumature del cielo, nei toni del verde e del blu, ispirate ai paesaggi italiani in continuo mutamento.
Mentre, quella paralimpica, ha tonalità di bronzo, per richiamare invece la luce che si irradia sulle montagne e celebra la forza interiore e il coraggio degli atleti Paralimpici.
«EMOZIONE UNICA»
«Nominato ad adempiere il mandato olimpico, nelle vesti di tedoforo», Francesco Bello ha voluto manifestare la «personale contentezza e gratificazione per aver vissuto un’esperienza unica ed altamente emozionante. Tra le strade o, meglio, nei suggestivi vicoli acciottolati del centro storico di Gallipoli, in mezzo all’entusiasmo, all’impeto del bagno di folla dei presenti, stringendo tra le mani un simbolo carico di storia, di pace, di forza e di speranza».
«Condividerne il peso della sua storia millenaria e diventare parte di una tradizione, entrare nella storia dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, in qualità di ambasciatore nella mia terra, il Salento», confida il tedoforo di Alessano, «selezionato per la mia storia, ed anche per i valori, cui cerco di indossare o più ancora, ai quali regolarmente aspiro: la rettitudine, la lealtà, il rispetto, l’educazione, il fair play, lavoro di squadra, la disciplina, il sacrificio, l’inclusione socio-sportiva, l’empatia e la solidarietà. Elementi chiave, principi, trasmessimi sin dalla tenera età, dalle mie storiche presenze familiari. Inoltre, non avrei immaginato di succedere a idoli sportivi in un evento così storico, in altre parole il viaggio della fiamma olimpica. Tra i quali, frequentando nuoto presso l’Icos di Tricase, sento di citare Gregorio Paltrinieri, nuotatore plurimedagliato».
Altra menzione del nostro tedoforo per Achille Polonara, «emblema di speranza, coraggio, resilienza e rinascita, specialmente dopo la sua lotta contro la leucemia, sposando appieno i valori di forza, vita e umanità dello spirito olimpico, un esempio di come superare le difficoltà con determinazione». Così come tante altre personalità illustri, destinate ad accompagnare il fuoco olimpico, indossando la divisa di tedoforo.
«Lo sport è una palestra di vita», conclude Francesco, «ambedue le realtà, interconnesse, asservite allo scopo di rendere predetti capisaldi, rilucenti nelle nostre azioni verso gli altri. Personificarli nella vita e nello sport, ci colloca sul gradino più alto del podio».
“Tu ragazzo dell’Europa, porti in giro la fortuna…“.
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Attualità
Provinciali, ufficiale: centrosinistra con Tarantino
Su di lui convergono le sigle partitiche nazionali, insieme ai movimenti civici locali dell’area progressista
Fabio Tarantino è il candidato alla carica di Presidente della Provincia di Lecce: è quanto hanno deliberato all’unanimità le forze di coalizione progressiste, riunitesi nel pomeriggio di oggi.
Su di lui convergono le sigle partitiche nazionali, insieme ai movimenti civici locali tra cui quelli che fanno riferimento al neoeletto Presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
Classe ’82 e una formazione giuridica, Fabio Tarantino è stato rieletto sindaco di Martano nel 2020 come espressione della società civile e attualmente ricopre la carica di Presidente Facente Funzioni della Provincia, a seguito delle dimissioni di Stefano Minerva, del quale è stato vicario in questi anni.
“Fabio Tarantino” si legge in una nota a firma di tutte le componenti dell’area progressista, “è scelta naturale, trasparente e in continuità rispetto all’impostazione di Provincia che si fa “Casa dei Comuni”, dimostrandosi modello virtuoso sotto il profilo del bilancio e vincente perché in grado di restituire protagonismo ad un ente di secondo livello, depotenziato nelle competenze e nelle risorse dalla riforma “Delrio”, trasformandolo in punto di riferimento per i cittadini e gli amministratori di tutto il territorio.
Un modello che, in questi anni, grazie all’impegno, al lavoro e ai processi partecipativi adottati durante l’amministrazione “Salento Bene Comune” guidata da Stefano Minerva, ha permesso di raggiungere numerosi e importanti risultati tra i quali la stabilizzazione del personale LSU e dei dipendenti di Alba Service, gli interventi di ammodernamento sulla viabilità, gli investimenti su scuole e palestre, l’atteso ritorno della Stagione Lirica e la riapertura del complesso masserizio di Torcito. E, ancora, la sottoscrizione dei Patti Territoriali e la sperimentazione dell’assistenza qualificata ai Comuni sottodimensionati nella gestione dei fondi PNRR, la formazione dedicata ad amministratori e dirigenti sulle questioni legate alla P.A. Non da ultimo, in questi anni, è inoltre tornata al centro la questione ambientale attraverso i protocolli sulla gestione dei rifiuti, d’intesa con la Prefettura di Lecce, la riconvocazione della Consulta Ambientale, voluta proprio dal vicepresidente Tarantino, e i progetti di forestazione dei suoli pubblici, con il coinvolgimento dei comuni. Un modello fondato su dialogo, apertura, partecipazione e inclusione che ha già prodotto risultati concreti e oggettivi e che oggi intende continuare a porsi come iniziativa di rinnovamento della classe dirigente e dei processi decisionali e si pone in netta alternativa rispetto al tentativo operato dal centrodestra di trasformare la Provincia di Lecce in camera di compensazione dei dissidi politici della città di Lecce forzando una candidatura di profilo identitario e poco inclusiva”.
Attualità
Al via i saldi invernali, dureranno 60 giorni
Gli sconti varranno su abbigliamento, elettronica, make up, accessori e scarpe. Tanti i salentini in cerca d’affari
Oggi partono con i saldi invernali in tutta la Puglia.
Gli sconti varranno su abbigliamento, elettronica, make up, accessori e scarpe. Tanti i salentini in cerca d’affari, gli sconti oscillano dal 30 al 70%, secondo Confcommercio, e si spenderanno circa 137 euro a persona.
Dureranno 60 giorni a partire da oggi, ma attenzione al rispetto delle regole.
Chi compra dovrà tenere a mente il vademecum all’acquisto sicuro: i prezzi originali di vendita dovranno sempre essere esposti, assieme allo sconto e al prezzo finale.
Sì al pagamento cashless
Gli esercenti non potranno rifiutare le carte di credito.
Sarà a loro discrezione, invece, la scelta sulla prova dei capi, assieme alla possibilità di effettuare cambi.
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