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Lecce

Calcio, Lecce: dopo la “testata” ad Henry, esonerato D’Aversa

La società “condanna fermamente il gesto del proprio allenatore in quanto contrario ai principi ed ai valori dello sport”. Corvino ha già comunicato la decisione al tecnico. Per il possibile sostituto si fanno i nomi di Semplici e Gotti con quest’ultimo favorito

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Il Lecce ha sollevato dall’incarico l’allenatore Roberto D’Aversa.


L’esonero è stato comunicato al tecnico direttamente da Pantaleo Corvino, in un incontro tenutosi di prima mattina presso la sede giallorossa.


La notizia era nell’aria già da ieri dopo la sconfitta casalinga contro il Verona che ha decisamente messo nei guai la squadra giallorossa, ora con un margine in classifica davvero risicato sulla zona retrocessione.


All’origine della decisione della società leccese però non ci sono solo ragioni tecniche.


I vertici giallorossi non affatto gradito il comportamento nel post partita con il Verona che l’allenatore ha avuto nei confronti del calciatore scaligero Henry, nella bagarre finale dell’0incontro del “Via del Mare”.

Questo, infatti, il comunicato ufficale del Club, pubblicato sui propri profili social: “L’U.S. Lecce, con riferimento all’episodio che ha visto coinvolto l’allenatore D’Aversa ed il giocatore del Verona Henry, pur valutando la situazione di nervosismo generale nel finale di gara, condanna fermamente il gesto del proprio allenatore in quanto contrario ai principi ed ai valori dello sport”.


Ancora non v’è certezza sul nome del nuovo allenatore giallorosso. Sembra esclusa la pista della soluzione interna. Tra i nomi più gettonati restano quelli di Semplici e Gotti (favorito).


La decisione finale attesa nelle prossime ore.


La testata di D’Aversa ad Henry nella bagarre seguita al triplice fischio di Lecce – Verona


Attualità

Recruiting Day, opportunità di lavoro nel settore tessile

Giovedì 12 febbraio  il terzo appuntamento 2026 promosso dall’Ambito di Lecce di ARPAL Puglia. Colloqui dalle 15 alle 17 al Centro per l’Impiego di Nardò. Coinvolte sette aziende del comparto tessile-abbigliamento-calzaturiero. Intanto il nuovo report settimanale segnala 689 posizioni aperte in provincia di Lecce

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Si terrà giovedì 12 febbraio, presso il Centro per l’Impiego di Nardò, il terzo Recruiting Day 2026 organizzato dall’Ambito di Lecce di ARPAL Puglia.

L’iniziativa è dedicata al settore tessile-abbigliamento-calzaturiero (TAC) e rappresenta un’importante occasione di incontro diretto tra domanda e offerta di lavoro sul territorio.

L’evento vedrà la partecipazione dei responsabili delle risorse umane di Confezioni Vergari, Terry Ricami, Sud Maglia, Dodino Srl, Riso Agostino, MG Maglierie e Confezioni Maurizia, realtà produttive attive nel Salento e alla ricerca di nuovo personale da inserire nei propri organici.

I colloqui di selezione si svolgeranno dalle 15 alle 17 presso la sede del Centro per l’Impiego, in via San Pietroburgo 14, a Nardò.

Le figure professionali ricercate sono numerose e comprendono ingegneri gestionali, macchinisti lineari, addetti al prestiro e allo stiro completo, addetti alla macchina piana, rimagliatori, ricamatori e cadisti.

Le selezioni sono aperte sia a candidati e candidate con esperienza pregressa, sia a profili da formare, offrendo quindi opportunità anche a chi intende avviare o riconvertire il proprio percorso professionale nel settore manifatturiero.

La partecipazione al Recruiting Day è tuttavia riservata esclusivamente a coloro che avranno presentato la propria candidatura entro l’11 febbraio attraverso il portale regionale Lavoro per Te Puglia.

In sede di colloquio è consigliato presentarsi muniti di curriculum vitae.

Nell’ambito della strategia regionale #mareAsinistra, finalizzata alla valorizzazione e all’attrazione dei talenti, è prevista inoltre la possibilità di sostenere il colloquio online per i candidati residenti o domiciliati fuori regione. In questo caso, l’appuntamento dovrà essere concordato inviando una richiesta all’indirizzo email ido.nardo@arpal.regione.puglia.it.

Il report settimanale: 689 posizioni aperte nell’Ambito di Lecce

Intanto, il 6° Report settimanale 2026 di ARPAL Puglia fotografa un mercato del lavoro particolarmente dinamico nell’Ambito di Lecce, con 143 offerte attive per un totale di 689 posizioni aperte. Il settore che registra il maggior numero di opportunità è quello turistico, con 326 posti disponibili, seguito dal comparto tessile-abbigliamento-calzaturiero e agroalimentare, che offre 72 posizioni.

A seguire si collocano il settore delle pulizie con 66 opportunità, il metalmeccanico con 57 posizioni, le costruzioni e l’installazione di impianti con 43 offerte e il settore sanitario, dei servizi alla persona e farmaceutico con 37 opportunità. Le telecomunicazioni contano 30 posizioni aperte, mentre il commercio ne offre 16. Chiudono i settori riparazione veicoli e trasporti e agricoltura, pesca, agroalimentare e ambiente, entrambi con nove opportunità. Otto posizioni sono disponibili nei settori amministrativo-informatico e dell’industria del legno.

Per quanto riguarda il Collocamento Mirato, il report segnala una posizione riservata agli iscritti alle categorie protette ai sensi dell’articolo 18 e due posizioni per gli iscritti alle liste speciali dell’articolo 1. Sono inoltre attivi sette tirocini formativi e numerose opportunità di lavoro e formazione all’estero, promosse attraverso la rete EURES, che sostiene la mobilità professionale a livello europeo.

Tutte le ricerche di personale sono condotte nel rispetto del d.lgs. 198/2006 e sono aperte a candidate e candidati di qualsiasi orientamento o espressione di genere, orientamento sessuale, età, etnia e credo religioso.

Il dettaglio completo delle offerte è consultabile sul portale Lavoro per Te Puglia e sul profilo LinkedIn di ARPAL Puglia, dai quali è possibile procedere direttamente all’invio della candidatura.

PER CONSULTARE INTEGRALMENTE IL 6° REPORT ARPAL 2026 CLICCA QUI

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Lecce

Assalto armato: fallisce il colpo ai portavalori

Commando in azione sulla Brindisi – Lecce, tra Tuturano e Squinzano. Sparatoria con i carabinieri, mezzi incendiati e traffico paralizzato. Dietro c’è la criminalità organizzata?

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Mattinata di paura lungo la strada statale 613, l’arteria che collega Lecce a Brindisi, dove un commando armato ha tentato un assalto a due mezzi portavalori, dando vita a un conflitto a fuoco con i carabinieri e a un inseguimento nelle campagne del nord Salento.

L’episodio si è verificato in direzione sud, nei pressi di Tuturano.

Secondo le prime ricostruzioni, almeno quattro individui, armati di fucili d’assalto, avrebbero bloccato la carreggiata utilizzando un furgone, poi incendiato per impedire il transito dei veicoli. Subito dopo, i due portavalori dell’istituto Battistolli sarebbero stati crivellati di colpi.

Le guardie giurate sono state fatte scendere dai mezzi e, fortunatamente, non avrebbero riportato ferite. I blindati sarebbero stati successivamente fatti esplodere, ma il colpo non è andato a buon fine: i malviventi non sarebbero riusciti ad appropriarsi del carico.

Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’arteria stradale, rimasta a lungo chiusa al traffico, mentre le forze dell’ordine hanno avviato le operazioni di controllo e gestione della viabilità.

Dopo l’assalto è scattato un inseguimento nel territorio di Squinzano, dove i carabinieri, giunti in supporto alle pattuglie già impegnate, hanno tentato di intercettare il commando in fuga.

Sono in corso indagini per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti e individuare i responsabili.

UN SEGNALE INQUIETANTE

Assalti ai portavalori di questo tipo non sono episodi isolati né improvvisati.

Si tratta di azioni criminali complesse, pianificate nei dettagli, che richiedono uomini armati, mezzi logistici, esplosivi e una profonda conoscenza del territorio.

Elementi che, secondo investigatori e analisti, riconducono spesso alla criminalità organizzata.

Storicamente, questi colpi vengono utilizzati dalle mafie locali come strumento di autofinanziamento, utile a sostenere traffici illeciti ben più ampi: droga, armi, estorsioni e riciclaggio di denaro.

La scelta di strade ad alta percorrenza e di orari strategici mira a massimizzare l’impatto e a creare confusione, rallentando l’intervento delle forze dell’ordine.

Il fallimento del colpo e l’assenza di feriti rappresentano un dato positivo, ma l’episodio resta un campanello d’allarme sul livello di pericolosità e organizzazione di queste bande, e sulla necessità di mantenere alta l’attenzione sul fronte della sicurezza e del contrasto alla criminalità organizzata nel territorio.

FERMATI DUE SOSPETTATI

Sono scattate nell’immediato le ricerche da parte delle forze dell’ordine, impegnate in un’intensa attività di controllo del territorio per individuare i malviventi.

Nel corso delle operazioni, due individui sospetti, originari della provincia di Foggia, sono stati fermati lungo la strada statale 7 Ter, nei pressi di Campo Panareo, e successivamente accompagnati presso la caserma della Stazione dei Carabinieri di Campi Salentina per i necessari accertamenti.

Al vaglio degli investigatori la loro eventuale riconducibilità alla banda responsabile dell’episodio.

Nel video le guardie giurate che escono intontite dopo l’esplosione

«FORZE DELL’ORDINE LASCIATE SOLE»

l’on. Claudio Stefanazzi, deputato salentino del Partito Democratico, lancia un duro atto d’accusa contro il Governo e il Ministero dell’Interno. «Siamo di fronte a un’escalation criminale che vede istituzioni locali, forze dell’ordine e magistratura lasciate sole, senza uomini, mezzi e strumenti adeguati», denuncia il parlamentare, elencando una lunga serie di episodi che stanno alimentando un crescente clima di insicurezza nel territorio salentino: rapine con armi pesanti, assalti con esplosivi ai bancomat dei centri urbani della provincia di Lecce, incendi dolosi, spaccio di droga e minacce rivolte a magistrati e operatori delle forze dell’ordine.

Nel mirino di Stefanazzi finisce direttamente il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, accusato di ignorare sistematicamente le istanze provenienti dal Sud: «Mentre il Paese reale chiede sicurezza, i piani di rafforzamento della Polizia sembrano valere solo per il Nord e per le regioni amministrate dal centrodestra. Il Sud, e in particolare il Salento, vengono colpevolmente dimenticati dal Governo».

Il deputato sottolinea inoltre di aver presentato ben undici interrogazioni parlamentari sulla sicurezza nel territorio salentino, senza ricevere alcuna risposta: «Un comportamento inaccettabile che mortifica il ruolo del Parlamento e offende una comunità che chiede protezione e presenza dello Stato».

Da qui l’allarme per un possibile ritorno a scenari del passato: «Si avverte con crescente preoccupazione lo spettro dei tempi bui di trent’anni fa, quando il Salento era sinonimo di criminalità diffusa e insicurezza».

Infine, l’appello al Presidente della Camera Lorenzo Fontana, affinché intervenga per far rispettare le prerogative parlamentari e imponga al Ministro dell’Interno di rispondere alle interrogazioni presentate: «La sicurezza dei cittadini e il rispetto delle istituzioni non sono opzionali».

«CARABINIERI SOTTO TIRO, SERVONO TUTELE IMMEDIATE»

Sull’assalto armato al portavalori avvenuto lungo la statale Lecce–Brindisi interviene UNARMA, che esprime forte preoccupazione per l’escalation di violenza e per i rischi sempre più elevati affrontati dai carabinieri durante il servizio.

Nel corso dell’intervento, una pattuglia dell’Arma è stata raggiunta da colpi d’arma da fuoco esplosi durante il conflitto a fuoco con il commando criminale.

ortunatamente non si registrano feriti tra i militari né tra i cittadini.

Il segretario generale regionale Puglia di UNARMA, Nicola Magno, sottolinea come solo la professionalità e il sangue freddo dei carabinieri abbiano evitato conseguenze ben più gravi, evidenziando al tempo stesso la crescente pericolosità degli scenari operativi.

Il sindacato richiama l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di rafforzare le misure di protezione e le dotazioni a disposizione del personale, chiedendo investimenti concreti in mezzi, formazione e dispositivi di sicurezza.

UNARMA sottolinea come la tutela dei cittadini passi inevitabilmente dalla sicurezza di chi indossa ogni giorno l’uniforme e presidia il territorio.

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Attualità

Elezioni regionali, al via i primi ricorsi: contestata la legge elettorale pugliese

I giudici del Tar dovranno ora valutare la fondatezza delle istanze e decidere se rimettere la questione al Consiglio di Stato o alla Corte Costituzionale…

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Sono stati depositati a Bari i primi ricorsi contro la legge elettorale regionale pugliese. A presentare le istanze sono stati Sergio Blasi del PD e Domenico Damascelli di FdI, che si sono rivolti al TAR Puglia chiedendo l’assegnazione del seggio in Consiglio regionale.

La legge elettorale, come accade ormai ciclicamente a ogni tornata, torna dunque sotto esame giudiziario. Al centro delle contestazioni vi è il meccanismo di attribuzione dei seggi, ritenuto dai ricorrenti in contrasto con i principi di rappresentanza e proporzionalità del voto.

Secondo quanto sostenuto nei ricorsi, nella ripartizione dei seggi di Fratelli d’Italia sarebbero emerse distorsioni che avrebbero penalizzato alcune circoscrizioni, in particolare quella di Bari, a vantaggio di altre. 

Damascelli, primo a depositare l’istanza, contesta l’assegnazione di due seggi alla Bat e di uno solo a Bari, nonostante il maggiore numero di voti ottenuti nel capoluogo. Una ricostruzione che, a suo avviso, violerebbe il principio di equità nella distribuzione dei rappresentanti.

Sulla stessa linea si muove Blasi, che chiede ai giudici amministrativi di rivedere l’attribuzione dei seggi. Diversa, invece, la posizione di Lucia Parchitelli e dell’intero gruppo regionale del Partito Democratico, che puntano a una pronuncia più ampia, sollevando dubbi di costituzionalità sull’intera normativa elettorale.

I giudici del Tar dovranno ora valutare la fondatezza delle istanze e decidere se rimettere la questione al Consiglio di Stato o alla Corte Costituzionale. Una decisione che potrebbe avere effetti rilevanti sugli equilibri del Consiglio regionale della Regione Puglia.

La vicenda riaccende il dibattito su una legge elettorale che, da anni, finisce sotto la lente della magistratura amministrativa e che continua a sollevare polemiche politiche e istituzionali all’indomani delle elezioni.

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