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Casarano

Gli studenti dell’Uni Salento a Cassino

Dopo due anni gli studenti dell’Università del Salento dal 16 al 20 maggio 2022, saranno impegnati nei Campionati Nazionali Universitari

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Sono in viaggio per Cassino gli studenti dell’Università del Salento / CUS Lecce che, dal 16 al 20 maggio 2022, saranno impegnati nei Campionati Nazionali Universitari, fermi per due anni a causa dell’emergenza sanitaria.


Il Rettore Fabio Pollice, il Presidente del CUS Lecce Roberto Rella, il professor Luigi Melica e, in collegamento, il Presidente dell’US Lecce Saverio Sticchi Damiani, docente a UniSalento di Diritto amministrativo, ne hanno salutato una rappresentanza nel corso di una breve cerimonia in Rettorato.


«Portare le nostre atlete e i nostri atleti ai campionati nazionali è di per sé motivo di orgoglio. Ancor di più quando leggi nei loro sguardi determinazione, passione, entusiasmo: elementi fondamentali per affrontare questa competizione e, più in generale, per avere successo nella vita», dice il Rettore Fabio Pollice, «Li ringrazio perché rappresenteranno il nostro Ateneo, ma ringrazio anche i loro allenatori. È a loro che noi docenti dovremmo ispirarci. Sono loro, infatti, a mettere in valore e a indirizzare il talento che è in ciascun atleta, a prepararlo perché possa affrontare la competizione e, indipendentemente dal risultato, perché possa essere orgoglioso di se stesso. Anche io, nel mio ruolo, mi sento un po’ come un allenatore. La mia squadra è fatta da tutti coloro che lavorano nel nostro Ateneo. A loro chiedo sempre molto, ma perché ne apprezzo il valore e ne conosco il potenziale, e tutti loro sanno che sarò sempre a loro fianco per motivarli e sostenerli ogni volta che ne avranno bisogno, esattamente come fa un allenatore con i suoi atleti».


«A L’Aquila la nostra squadra calcistica a conquistato lo scudetto, che esibiremo con fierezza sulle maglie accanto al logo del nostro sponsor, la Banca Popolare Pugliese», ricorda Luigi Melica, «Il simbolo di un impegno che sempre più caratterizza la nostra Università, dai progetti in cantiere per l’impiantistica sportiva all’attivismo dei tre corsi di laurea di area (Scienze motorie triennale e magistrale e Diritto e management dello sport) che già ci danno numerose soddisfazioni, a partire dell’iscrizione di studenti oltre la Puglia. Siamo stati lieti della presenza tra noi anche di Giovanni Mazzeo, Presidente dell’Otranto calcio nella quale militano tre nostri promettenti studenti».

Della squadra di calcio fanno parte gli studenti: Emanuele Russo, Nicola Lezzi, Francesco Plevi e Nicolò Spedicato (Scienze motorie), Gianmarco Centonze (Diritto e management dello sport), Pierluigi Montanaro, Filippo Guglielmi, Francesco Mariano, Federico De Luca, Gabriele Gallo, Tommaso Frulletti e Andrea Portaccio (Giurisprudenza), Davide Cavalieri, Marco De Santis, Andrea Malerba, Gabriele Alemanni, Gabriele Mosca e Andrea Adamo (Economia), Giorgio Bernardini (Ingegneria), Emilio Bacca (Scienze ambientali), Gioele Orlando e Davide Olibardi.


Nelle arti marziali gareggeranno Alice Antonia Virgulto (Scienze politiche), Samantha De Vita e Nicolò Botrugno (Giurisprudenza) per il taekwondo, Chiara D’Elia (Scienze motorie) per il karate e Gabriele Armando Del Mastro (Scienze motorie) per il judo. Per gli sport individuali protagonisti Marco Francesco Guastella (Giurisprudenza) negli 800 m e Lorenzo Lorusso (Giurisprudenza) nel tennis.


Atleti e atlete saranno seguiti dalle studentesse di Scienze della comunicazione Margherita Russi e Francesca Spinetta, che realizzeranno resoconti, immagini e video delle gare.


Attualità

Offerte di lavoro di inizio anno

Il 2° Report 2026 di ARPAL Puglia propone complessivamente 97 offerte lavorative per un totale di 261 posizioni aperte

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Il settore che si conferma al primo posto con 55 posti di lavoro disponibili è quello del turismo.

Seguono, con un numero significativo di posizioni aperte, il settore delle costruzioni e installazione impianti con 30 posti di lavoro, il settore del tessile-abbigliamento-calzaturiero (TAC) con 21 offerte.

Di seguito il settore riparazione veicoli e trasporti che offre 13 opportunità, nel settore delle telecomunicazioni si ricercano 10 lavoratori al pari del settore dell’industria del legno, a poca distanza il settore del commercio offre 7 posizioni al pari del comparto sanitario e dei servizi alla persona e per il comparto agroalimentare si ricercano sei lavoratori.

Il settore amministrativo e informatico ne offre quattro, il settore metalmeccanico offre tre posti.

Nel comparto bellezza e benessere è disponibile un posto al pari del settore pedagogico.

Per il Collocamento Mirato, sono sei le posizioni riservate agli iscritti alle categorie protette art.18

Il report segnala, inoltre, quattro tirocini formativi attivi e una serie di proposte di lavoro e formazione all’estero, promosse attraverso la rete EURES che sostiene la mobilità professionale a livello europeo.

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Attualità

Vieni via con me

Il fantasma dello spopolamento: restano solo gli anziani, i giovani si trasferiscono altrove per cercare opportunità lavorative e di studio. Nel 2012 contavamo 912mila residenti, tredici anni dopo sono 764mila. Persi 147.500 abitanti in 13 anni, oltre 16 persone in meno ogni 100! I dati degli ultimi due anni confermano il crollo demografico. Pochi i centri in controtendenza

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di Giuseppe Cerfeda

Quello dello spopolamento dei paesi per il Salento è un fenomeno complesso che coinvolge aspetti demografici, economici e sociali e che dovrebbe essere costantemente tema centrale nell’agenda politica di chi ci governa a tutti i livelli.

Tutti i rilievi evidenziano un declino delle nascite e l’invecchiamento della popolazione: la bassa natalità e l’aumento della popolazione anziana contribuiscono indubbiamente allo spopolamento.

Così come l’emigrazione giovanile: i giovani si trasferiscono altrove per cercare opportunità lavorative e di studio. E, una volta appurato di persona come altrove le cose spesso funzionino meglio, non fanno più rientro se non per il buen retiro dopo la pensione.

È indubbio come la mancanza o la scarsa organizzazione ed efficienza di servizi essenziali come scuole, ospedali e trasporti pubblici contribuisca a rendere la vita alle nostre latitudini meno attraente. Il nostro sta sempre più diventando un isolamento geografico: con la condizione di area periferica e la mancanza di infrastrutture adeguate che limitano anche lo sviluppo economico.

Gli effetti sono davanti agli occhi di tutti: i paesi del Salento, tranne rarissime eccezioni, stanno perdendo abitanti, soprattutto giovani; la popolazione anziana è in aumento, quella giovane è in diminuzione. È un circolo vizioso, la perdita di capitale umano qualificato e la mancanza di investimenti limitano la crescita economica.

INVERNO DEMOGRAFICO

La provincia di Lecce sta vivendo un trend di spopolamento, con un calo progressivo della popolazione residente iniziato intorno al 2012, dopo anni di crescita, portando a un invecchiamento significativo e a un decremento, soprattutto nei Comuni dell’entroterra.

Nel 2012, la provincia contava 912mila residenti: tredici anni dopo se ne contano 764.491. Il nostro Salento ha, dunque, registrato una perdita di circa 147.500 abitanti, segnando, in 13 anni, un preoccupante calo del 16,17%, oltre 16 persone in meno ogni 100!

Il fenomeno, sia chiaro, rientra nel più ampio inverno demografico italiano, caratterizzato da bassa natalità e aumento della popolazione anziana, ma quello salentino resta comunque un dato allarmante.

Un declino demografico genera un impatto negativo su welfare, consumi e forza lavoro, creando una bomba a orologeria sociale ed economica per il territorio.

Abbiamo isolato i dati Comune per Comune degli ultimi due anni (vedi tabelle sotto con i centri raggiunti dall’edizione cartacea de “il Gallo) e il trend resta drammaticamente lo stesso tranne, come dicevamo, poche eccezioni con una concentrazione, in particolare, nel Capo di Leuca dove sono in controtendenza, quindi in crescita, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca e Tiggiano che spicca con il dato migliore: negli ultimi due anni ha aggiunto quasi 13 residenti ogni mille abitanti.

Gli altri centri con segno positivo negli ultimi due anni sono: Carpignano Salentino, Melendugno, Palmariggi, Porto Cesareo e Racale.

Né un abitante in più né uno in meno per Cutrofiano.

Tutti gli altri paesi, invece, denunciano una perdita di residenti.

Ovviamente per raggiungere il dato totale della provincia bisogna considerare i numeri delle altre città, anche popolose, come Nardò (30.752 abitanti), Gallipoli (18.934), Galatone (14.850) e Cavallino (13.044).

I POSSIBILI RIMEDI

IIn sintesi, la provincia di Lecce segue il trend nazionale ma con caratteristiche proprie, segnando un marcato calo demografico e un invecchiamento strutturale che richiede interventi strategici di lungo periodo per invertire il processo di spopolamento.

Difficile pensare a una ricetta immediata per invertire la tendenza, anche se è notorio che rimedi per contrastare lo spopolamento includano: investimenti in infrastrutture (migliorare le strade, i trasporti pubblici e le connessioni internet) per aumentare l’accesso ai servizi essenziali; sviluppo economico (promuovere l’innovazione e la diversificazione economica per creare opportunità lavorative) servizi essenziali (garantire l’accesso a servizi come scuole, ospedali e servizi sociali) e politiche di sviluppo (mirate a sostenere le aree interne e i piccoli centri).

I tempi di un eventuale rientro sarebbero necessariamente lunghi ma guai a non pensare a un piano a lungo termine per evitare, un giorno, in mezzo a città fantasma.

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Casarano

Il Casarano ha smarrito la retta via

La squadra sembra aver bisogno di “spegnere e riaccendere” per sintonizzarsi di nuovo sulle giuste frequenze della Serie C. Intanto al prossimo turno si va a Benevento contro la capolista

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CASARANO-ATALANTA U23  O-1

Rete: pt 20′ Cisse

Note: pt 35′ espulso Barone (C), per fatto su ultimo uomo.

di Giuseppe Lagna

Non poteva aver peggiore avvio il girone di ritorno per il Casarano in un campionato già abbastanza difficoltoso.

Se sull’attuale posizione a fine torneo chiunque apporrebbe la firma, al momento assume serietà il problema del gioco, scaduto in dinamicità e sicurezza, al di là del risultato conseguito.

A penalizzare il tutto, intervengono poi gli immancabili errori difensivi, decisivi sull’esito finale.

Se nella prima parte del campionato qualche distrazione veniva azzerata dalle reti di vantaggio, da qualche tempo divengono decisive a causa dell’attacco quasi a secco, tranne qualche sparuto gol su individualità.

La società è alle prese con movimenti di mercato non sempre rapidi e, pertanto, l’ambiente tutto attende che si portino a compimento le operazioni necessarie.

E ciò nella speranza di rivedere finalmente il Casarano acceso e volitivo delle prime nove giornate, in grado di superare l’impasse, di cui

è semplice testimone il numero spropositato di reti subite, non certo per bravura degli avversari di turno.

E sabato i rossoazzurri sono attesi al “Vigorito” di Benevento contro la capolista, battuta all’andata  per uno a zero al Capozza, con una brillante prestazione da “matricola terribile”.

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