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Cinema: nel Salento gli stati generali della commedia italiana
XX Edizione del Festival del Cinema Europeo (Lecce 8 – 13 aprile): Ulivo d’argento a Nino Frassica, Paola Minaccioni, Alessandro Siani. Cinque lungometraggi europei in anteprima
Il Festival del Cinema Europeo, diretto da Alberto La Monica, a Lecce dall’8 al 13 aprile al Multisala Massimo, propone una sezione non competitiva dedicata alla Commedia europea e alla Nuova Commedia Italiana, con cinque lungometraggi europei in anteprima e proiezioni e incontri con i tre ospiti italiani di questa edizione: Nino Frassica, Paola Minaccioni, Alessandro Siani.
Da alcuni anni il Festival di Lecce si propone di portare avanti una riflessione sulla commedia europea e italiana insieme ad artisti, produttori, sceneggiatori e giornalisti.
Tra gli ospiti delle passate edizioni Claudio Bisio, Francesco Bruni, Edoardo Leo, Riccardo Milani, Luca Miniero, Neri Parenti, Ilenia Pastorelli, Maria Sole Tognazzi, Carlo Verdone.
Negli ultimi quattro anni, con una sezione dedicata alla Commedia Europea e tre edizioni degli “Stati Generali della Commedia Italiana”, curate da Marco Giusti, è stato fatto il punto sulle tendenze del genere, sull’evoluzione web della comicità e sull’emergere del ruolo femminile.
Nel ventesimo anniversario, il Festival salentino allarga il proprio sguardo, rivolgendolo anche ai personaggi particolarmente rappresentativi del genere.
Quest’anno sono ospiti a Lecce Nino Frassica, Paola Minaccioni e Alessandro Siani, che riceveranno l’Ulivo d’Argento per il loro contributo alla Nuova Commedia Italiana.
I tre artisti incontrano gli studenti al mattino e il pubblico leccese in appuntamenti pomeridiani moderati da Valerio Caprara, Marco Giusti, Enrico Magrelli.
Martedì 9 aprile è la giornata dedicata a Paola Minaccioni con la proiezione di Allacciate le cinture di Ferzan Ozpetek (Italia, 2014); venerdì 12 aprile sarà ospite Alessandro Siani con proiezione di Il principe abusivo di Alessandro Siani (Italia, 2013); sabato 13 aprile è la volta di Nino Frassica con la proiezione di Il Bi e il Ba di Maurizio Nichetti (Italia, 1986).
Cinque film in anteprima per la Commedia Europea
Butterflies di Tolga Karaçelik (Turchia, 2018). Tre fratelli ritornano dopo 30 anni nel loro villaggio, su richiesta del padre, appena morto, che nel suo testamento ha chiesto di essere sepolto solo quando le farfalle arriveranno nel villaggio per morire. I tre fratelli, che non si conoscono, saranno costretti a restare nel villaggio ad aspettare che il tempo scorra. Il percorso di reciproca conoscenza e di riscoperta del padre sarà un’occasione per conoscere meglio anche se stessi.
Happier times, Grump di Tiina Lymi (Finlandia, 2018) racconta la volontà di uno scontroso anziano che vuole morire, perché ha fatto tutto quello che doveva e la sua vita non ha più senso. Ma proprio quando la sua bara è ormai pronta, una nuova vita bussa alla sua porta…
Hopelessly devout di Marta Díaz de Lope Díaz (Spagna, 2018). Carmen, devota cattolica di Malaga, sta per essere eletta a capo della locale confraternita religiosa, ma tutto va in fumo quando le viene preferito il suo peggior rivale. La vita però ci sorprende sempre e quella che all’inizio sembra una situazione terribile, potrebbe trasformarsi in un’opportunità per Carmen di realizzare il suo sogno.
I feel good di Benoît Delépine, Gustave Kervern (Francia, 2018). Monique dirige una comunità Emmaus nei pressi di Pau, nel Sud della Francia dove, dopo diversi anni, ritorna suo fratello Jacques, un buono a nulla con un’unica ossessione: trovare l’idea che lo renderà ricco. Più che una rimpatriata di famiglia, sarà lo scontro tra due visioni del mondo.
What Have We Done to Deserve This? di Eva Spreitzhofer (Austria, 2018) è la storia di Wanda, viennese, femminista e atea, che vede avverarsi il suo peggior incubo quando la figlia adolescente decide di convertirsi all’Islam e indossare il velo. Wanda vede il suo mondo capovolgersi; ma riesce a trovare un sostegno in Hanife – madre di un’amica della figlia – arrivata in Austria 35 anni prima insieme ai genitori per sottrarsi all’antiquata usanza che impone alle donne di coprirsi i capelli…
Il Festival del Cinema Europeo, ideato e organizzato dall’Associazione Culturale “Art Promotion”, è prodotto dalla Fondazione Apulia Film Commission e dalla Regione Puglia con risorse del Patto per la Puglia (FSC).
Si avvale inoltre del sostegno del Comune di Lecce e del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo-Direzione Generale Cinema.
Il Festival del Cinema Europeo, riconosciuto dal MIBAC “manifestazione d’interesse nazionale”, è membro dell’Associazione Festival Italiani di Cinema, si pregia del Patrocinio del Parlamento Europeo e della collaborazione del Centro Sperimentale di Cinematografia, del S.N.G.C.I., della FIPRESCI, del S.N.C.C.I., del Centro Nazionale del Cortometraggio, dell’Agiscuola.
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Arriva il momento clou del Carnevale di Corsano e del Capo di Leuca
Domenica la seconda sfilata, martedì il gran finale: ecco il programma
Archiviata la prima domenica di follia e divertimento, le scuole di cartapesta sono pronte a far impazzire il pubblico con la seconda sfilata del «Carnevale di Corsano e del Capo di Leuca», in programma domenica 15 febbraio 2026 alle ore 15.30 nella zona industriale di Corsano (Lecce).
L’evento è organizzato dalla Pro Loco di Corsano diretta da Salvo Bleve, con il sostegno del Comune di Corsano, dell’Unione dei Comuni “Terra di Leuca” e dell’Unpli.
La seguitissima manifestazione, definita “Il più bel Carnevale del Salento” e giunta alla 42ma edizione, aprirà il corteo con il carro della Pro Loco su cui faranno da mattatrici Lucia Bleve e Antonella Bleve, insieme alle dj “Las Arenellas” (Raffaella Orlando e Annachiara Orlando).
A concorrere per il trofeo, sotto gli occhi della giuria di esperti che esamineranno ogni aspetto dei grandi carri allegorici, saranno quattro gruppi.
Il gruppo “Mare di guai” di Corsano, che segue le indicazioni del capocarrista Marco Chiarello, sfilerà con il carro dal titolo «Carnevale, una magia da tramandare».
Il gruppo “Quelli che il Macello” di Corsano, indirizzato dal capocarrista Carlo Morrone, sarà in gara con il carro intitolato «Pandora: la speranza tra le ombre». Il gruppo di ballo che lo fiancheggerà sarà “Il respiro della speranza” curato da Sara Ruberti.
Il gruppo “Mir” di Corsano, capeggiato dal capocarrista Roberto Buccarello, sfilerà con il carro dal titolo «Il Paese dei farlocchi», con l’accompagnamento del gruppo di ballo “Un mondo di pagliacci” diretto da Lucia Orlando.
Il gruppo “Picca ma boni jr” di Patù, gestito dai capicarristi Francesco De Nuccio e Sergio Abaterusso, presenterà il carro «La magia del Carnevale». Insieme sfilerà il gruppo di ballo “I custodi della gondola” sincronizzato da Cinzia Cazzato.
Domenica 15 febbraio saranno ospiti della kermesse gli “Eternauti” con un laboratorio di circo ricco di performer e trampolieri, mentre la festa continuerà sul palco per tutta la sera con la musica della cartoon rock cover band “La combriccola di Boe”.
Nel corteo sfileranno anche la “Quadriglia di Presicce-Acquarica”, l’Asd “Sirio Finibus terrae Aps Sport” di Gagliano del Capo, i ragazzi del centro di riabilitazione dell’Istituto dei Padri Trinitari di Gagliano del Capo, il gruppo “Flintstones” di Corsano e i “Rompiscatole” di Corsano.
L’intera manifestazione sarà trasmessa in diretta streaming su www.radiodelcapo.it.
Per l’occasione il Comune di Corsano ha attivato un servizio navetta gratuito, con fermate in piazza San Biagio e nella zona 167.
La Pro loco, grazie al coordinamento di Comune e Protezione civile, ha predisposto una serie di aree parcheggio in prossimità della zona industriale, sono gratuite e si trovano in via Leonardo Da Vinci, in via Campo La Donna e nelle vicinanze del campo sportivo comunale.
Per partecipare alla sfilata del «Carnevale di Corsano e del Capo di Leuca» è possibile raggiungere la zona industriale tramite la strada provinciale 81 per chi proviene da nord (direzione Tricase – Tiggiano), oppure dalla strada provinciale 210 (per immettersi sulla provinciale 81) per chi giunge da ovest (Maglie – Montesano Salentino – Alessano).
Nel settore adiacente al palco inoltre, si potrà accedere all’area food, dove saranno serviti prodotti enogastronomici locali, e allo spazio dedicato alle giostre per i più piccoli.
Il gran finale è in programma martedì 17 febbraio, con le premiazioni e l’esibizione live del gruppo “Havana Trio”.
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Febbraio al MAITO di Maglie
Tra memoria industriale, gusto e comunità: un mese di eventi per raccontare l’identità del territorio. Visite guidate, laboratori per bambini, percorsi urbani, incontri letterari e degustazioni: il mese di febbraio al Museo Archeoindustriale di Terra d’Otranto si conferma come un laboratorio culturale diffuso. Nell’ambito del progetto Maglie Città del Gusto, il museo diventa crocevia di storie produttive, memoria del lavoro e partecipazione collettiva.
Prosegue anche a febbraio il percorso di animazione culturale e valorizzazione territoriale di Maglie Città del Gusto, progetto promosso dall’Infopoint del MAITO e realizzato dall’associazione 34° Fuso APS, con il finanziamento del Fondo di Rotazione POC Puglia 2020-2027 e il sostegno del Comune di Maglie.
Un calendario articolato di iniziative gratuite (con prenotazione obbligatoria) costruisce un racconto condiviso del territorio, dove archeologia industriale, cultura del cibo e memoria collettiva dialogano in modo continuo.
Visioni: dal sogno all’impresa
Il ciclo di visite guidate Visioni: dal sogno all’impresa accompagna il pubblico alla scoperta dei luoghi simbolo della produzione magliese.
Venerdì 13 febbraio il percorso conduce dal MAITO all’ex Conceria Lamarque, edificio ottocentesco sorto su fondamenta cinquecentesche e riscoperto alla fine degli anni Novanta.
Un esempio significativo di archeologia industriale, oggi recuperato come spazio museale e culturale.
Venerdì 27 febbraio, invece, il percorso collegherà il Cappellificio Portaluri al MAITO, con una conclusione conviviale affidata ai dolci della Pasticceria Policarita.
Incanti d’Inverno: il museo a misura di bambino
Sabato 14 febbraio il MAITO aprirà le porte ai più piccoli con Il pranzo del contadino, laboratorio culinario dedicato a bambine e bambini.
Curato da Countrymama e da Marta Sacco, l’incontro propone un’esperienza sensoriale tra profumi, racconti e mani in pasta, per avvicinare i più giovani al valore del cibo e della condivisione.
Il Paese Reale: immagini, parole e suoni della fabbrica
La rassegna Il Paese Reale, ideata da Osvaldo Piliego, indaga l’immaginario industriale attraverso linguaggi artistici diversi.
Dalla fotografia industriale alla letteratura del lavoro, fino alla ricerca sonora contemporanea, il progetto propone un viaggio tra memoria storica e contemporaneità.
Tra gli appuntamenti, l’incontro dedicato alla scrittura industriale con Dario Goffredo e la proiezione del film La vita agra di Carlo Lizzani.
Walking tour tra storia, sapori e memoria civile
Il calendario prevede anche percorsi urbani lenti, pensati per riscoprire Maglie attraverso il cammino.
Dal MAITO all’Emporio del Salento, fino al Frantoio Ipogeo di via Foggiari, ancora oggi funzionante.
Un secondo itinerario, Sulle tracce di Aldo Moro, collega il museo alla Casa Museo Aldo Moro, intrecciando memoria civile e patrimonio culturale.
Spazio alla festa: il Carnevale del MAITO
Martedì 17 febbraio il progetto esce dal museo per animare piazza Aldo Moro con Il Carnevale del MAITO tra bolle e giganti, a cura degli artisti di Cirknos.
Un momento di spettacolo e partecipazione collettiva inserito nella cornice della parata dei carri di Carnevale cittadina.
Museo vivo, tra passato industriale e futuro culturale
Il MAITO racconta il passato industriale di Maglie e della Terra d’Otranto, quando tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento la città divenne l’Emporio del Salento Meridionale.
Ospitato nell’ex fabbrica dei fratelli Piccinno, il museo è oggi uno spazio di narrazione e partecipazione, dove la memoria del lavoro diventa strumento per leggere il presente e immaginare nuove forme di comunità.
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Sanremo canta (e suona) salentino
Da Welo con la sigla ufficiale al tricasino Steven The Prince a Casa Sanremo. sogni, musica e orgoglio, il Salento sale sul palco più famoso d’Italia e si prende la scena con ritmo e identità
di Giuseppe Cerfeda
Il Festival di Sanremo non è soltanto la vetrina più importante della musica italiana.
È lo specchio di un Paese che cambia, che si racconta, che prova a dare voce ai suoi territori.
Anche quest’anno, dal 24 al 28 febbraio, ci sarà un pezzo di Salento che batterà forte sul palco dell’Ariston.
Ci sarà la storia di Welo, giovane artista leccese, che pur non essendo tra i Big in gara è destinato a diventare la voce simbolo del Festival con “Emigrato (Italiano)”, la sigla ufficiale di questa edizione.
Un po’ come accaduto lo scorso anno con “Tutta l’Italia” di Gabry Ponte.
Un brano che parla di partenze, di radici, di sogni coltivati lontano da casa.
Un tema che nel Sud conosciamo bene.
STEVEN DETTA IL RITMO
Ci sarà anche Steven The Prince, talento di Tricase, che porterà la sua energia a Casa Sanremo The Club.
Quello di Steven, dj molto apprezzato, è un percorso costruito negli anni, tra produzioni importanti e collaborazioni di livello internazionale, che approda nella settimana più mediatica dell’anno.
Il prossimo Sanremo, dunque, non sarà solo passerella.
Sarà riconoscimento.
Sarà la dimostrazione che anche dalle periferie geografiche possono nascere storie centrali.
Che il talento non ha confini, se trova spazio e visione.
Giuseppe Cerfeda
E allora sì, quest’anno all’Ariston non ci sarà solo la musica.
Ci sarà il Salento che racconta sé stesso. Con orgoglio, con ritmo, con radici ben piantate e lo sguardo rivolto lontano.
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