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Attualità

Tricase, via Pirandello: il sindaco ne ha per tutti

Dopo l’approfondimento dalle nostre colonne sui lavori in via Pirandello per un nuovo supermercato e l’assordante silenzio del sindaco sottolineato soprattutto dalle opposizioni, Antonio De Donno esce allo scoperto e risponde punto per punto in esclusiva per “il Gallo”

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Antonio De Donno ritrova la parola e lo fa in esclusiva per “il Gallo”, rispondendo punto per punto a tutti i quesiti sul costruendo nuovo edificio di

via Pirandello, destinato ad ospitare un nuovo supermercato.


«Amministrare è responsabilità, non ricerca spasmodica dei like sui social»


«La vicenda Supermercato in Via Pirandello ha assunto i connotati che chi non ha l’esigenza di apparire mediaticamente a tutti i costi, spesso gettando fumo e fango continuo sulla Città, aveva già ampiamente previsto. Ed il nostro relativo silenzio è frutto di queste riflessioni.


Abbiamo scelto di attendere ad esporre giornalisticamente le nostre determinazioni per lasciare sfogo al circo mediatico e social-mente inutile e dannoso per la Città (perché l’arte del social-mentire-pontificare-accusare è di facile attuazione e non costa fatica, basta avere  una buona faccia tosta e pelo sullo stomaco) e soprattutto attendere la chiusura della fase amministrativa per rispetto agli Uffici che stavano lavorando su una questione socialmente importante e mediaticamente attenzionata. Con centinaia di cittadini abbiamo parlato e condiviso la complessità di fare scelte o non poterle fare, sempre nel rispetto delle norme e delle contingenze storiche.


Andiamo con ordine. Senza dilungarmi molto sui passaggi amministrativi che in 20 anni hanno portato alla situazione odierna, frutto di una scelta o di trascuratezza delle passate Amministrazioni  nel non esercitare un diritto di esproprio a causa delle condizioni idrogeologiche della zona (nell’Amministrazione Coppola del tempo Giovanni Carità era presente e avrebbe potuto spendersi per questo…), passaggi già ben descritti nei vostri precedenti articoli, dai ricorsi al Tar del proprietario alla nomina del Commissario ad acta che ritipizza tutta l’area, rendendola edificabile, con prescrizioni regionali che nel 2015 ne attenuano l’impatto edificatorio, con le scelte locali di dare alla stessa l’assetto attuale. prima con l’Amministrazione Coppola con la Delibera del 2017 e poi con quella Chiuri e la Delibera numero 34/2019, che chiudono il cerchio, mi chiedo: quando si esprimono valutazioni su argomenti così seri, sui quali già è difficile districarsi per un amministratore ed immaginiamo quanto lo sia per un semplice cittadino che non ha l’obbligo di informarsi nel dettaglio, si ha l’onestà intellettuale di semplificarne la comprensione e di fare proposte serie e fattibili per lasciare ai lettori la possibilità di farsi un’idea compiuta e di esprimerla con cognizione di causa? O piuttosto l’interesse è sempre lo stesso, accendere fuochi di continuo, creare guerriglia urbana sui social, offendere e lanciare accuse gravi ma in realtà mai dimostrate e dimostrabili, ed attendere i like degli ignari e fuorviati cittadini e dei leoni da tastiera? Tutto a spese dell’immagine della Città e dei cittadini? Perché quello che era un dubbio ormai è certezza.


Riassumiamo prima la nostra posizione, poi quella degli attori non-protagonisti.


In tanti de visu mi avete chiesto cosa ne pensassi della nascita di un supermercato in Via Pirandello, se avessi preferito altrimenti un parco più esteso che raggiungesse via Vittorio Emanuele.  A tutti ho detto ciò che qualsiasi cittadino o bambino del mondo avrebbe risposto: avrei preferito un polmone verde con un bel laghetto e le paperelle, che qualche amico (?) buontempone continua a proporre! Ma la domanda è fuorviante, e gli attori intervenuti mediaticamente lo sanno bene».


Tricase che fare? A Giovanni Carità dico…


La politica può essere subita o agita”, premette il consigliere di opposizione, “l’attuale maggioranza che siede a Palazzo Gallone sta dimostrando con i fatti di subirla, tanto che su questa vicenda, come su altre, ha preferito scomparire dalla scena. La colpa più grande di De Donno, a mio parere», affonda Carità, «è stata proprio questa: attendere gli eventi senza minimante cercare di anticiparli. Questo atteggiamento, figlio di una politica anni ’80, non paga più, si ritorce contro. Oggi c’è bisogno di dinamicità, di coraggio, di intraprendenza, di trasparenza politica… Purtroppo questo a Tricase manca e mancherà ancora”.


«Il consigliere Carità ha ormai imparato i trucchetti dei social, come qualche suo collega, e fece un post preparatorio all’ultimo Consiglio comunale al quale doveva poi legare il video in cui sbraitava contro il sindaco silente che a suo dire preferiva non dire nulla, contravvenendo a tutti gli obblighi politici ed amministrativi che ne contraddistinguono il ruolo. Peccato però che il dibattito da noi programmato in Consiglio prevedeva l’intervento del Presidente della seconda Commissione, Vito Zocco, che avrebbe introdotto l’argomento e specificato che la convenzione della strada da costruire (alle spalle del nascente supermercato e a spese del costruttore, solo questo decideva il Consiglio, non la nascita del supermercato legittimamente approvata dagli uffici in base alla situazione di fatto esistente) aveva avuto il parere positivo di tutti i gruppi  consiliari ad eccezione di Carità, poi ci sarebbe stato l’intervento dell’ing. Vito Ferramosca che sarebbe entrato nei dettagli tecnici ed infine il dibattito consiliare al quale io, ovviamente, avrei partecipato e detto la mia. Ma il consigliere-regista aveva bisogno del videoclip subito perché i tempi dello show erano stringenti e quindi ha fatto tutto da solo e subito, nell’eventualità in cui il dibattito non si fosse tenuto come poi è accaduto, ed ha utilizzato la tecnica aggressiva copiata dalle Iene per lasciare poi i suoi followers a bocca aperta.


Non ha capito che io alle provocazioni non rispondo, ho altre visioni ed altri obiettivi da raggiungere per cambiare volto al paese.


Rispondo alle sue interrogazioni in Consiglio ovviamente, non avendo altre occasioni per confrontarmi con lui sulla visione della Città, perché dalla fine del 2020 lui rifugge il confronto con me in Comune.


Ma sopravvivrò’! Cosa avrebbe fatto Carità da sindaco nella situazione odierna? Avrebbe avuto due opzioni, ambedue a nostro parere (e presumo di tutti i consiglieri comunali d’Italia) impercorribili.


Ritipizzare l’area: andare in Consiglio comunale, trovare una maggioranza disposta a farlo, trovare 7-800mila euro euro per comprare l’area di circa 4mila mq su cui sta nascendo il supermercato e farne un prolungamento del parco, spendendo una media di 200 euro a mq per fare un giardino (stessa opzione che avrebbero potuto esercitare oggi gli imprenditori privati che non vogliono la nascita di un M2).


A proposito del costo del Parco, sempre per dovere di cronaca, la realizzazione dell’area a destra di via Pirandello, andando verso via Apulia dove insistono i giochi, è costata 200mila euro (e non 600mila come si sostiene sui social). Quindi 9mila mq / 200mila euro = 22 euro a mq. I restanti 400mila sono stati impegnati nell’area adiacente ad Acait, dove i circa 7mila mq di parco avevano difficoltà e caratteristiche diverse.


NdA: un amministratore, o chi lo è stato, ha sempre il dovere di fornire dati.


Le considerazioni sulle scelte fatte da altre amministrazioni sono fondamentali per guidare le scelte future, ma va sempre chiarito quali siano i costi reali quando si ribaltano scelte del passato, ove sia possibile farlo.


Decidere in consiglio comunale la ritipizzazione dell’area come previsto nel 2015  significherebbe attirarsi in tempo reale i contenziosi ad esito scontato di cui sopra. Perché, cari concittadini, su quelle aree ci sono oramai diritti acquisiti da terzi ed esercitati, come per le villette del Complesso On Park verso via Apulia, e qualsiasi azione oggi contraria ai diritti acquisiti comporterebbe cause milionarie contro il Comune ad esito scontato sfavorevole allo stesso. A voi ogni considerazione».


Cantiere civico, a Carmine Zocco dico…


Per  Cantiere Civico (in Consiglio comunale con Carmine Zocco, Gianluca Errico e Giacomo Elia) “il tema non è che si sia favorevoli o contrari a una nuova costruzione commerciale. Ognuno ha la sua idea ma non è un’opera su cui poter discutere. È suolo privato, iniziativa di un privato. E non è sul tema della costruzione del supermercato che il consiglio comunale è stato chiamato a decidere, bensì su quello della viabilità”.


Sul sindaco De Donno, il capogruppo in consiglio comunale, Carmine Zocco, attacca: “È anche assessore all’urbanistica, ha scelto di non decidere, condannando la città ad una spesa di 215mila euro per costruire una strada che il privato si era offerto di finanziare per la quota di 188mila euro. Quei 215mila euro sono soldi di tutti, ma per il Sindaco tutto ciò è irrilevante. Decide in autonomia di non accettare soldi per un’opera primaria e destina piuttosto fondi pubblici a incarichi professionali personali. Per l’interesse di tutta la comunità si rivela debole, stordito, incapace… in balìa degli eventi e delle iniziative private, senza dare alla nostra Tricase la linea politica per il bene comune che merita”.


«Carmine Zocco continua a seminare falsità con una nonchalance filosofica unica: ha iniziato in campagna elettorale, denunciando fatti, misfatti e indagini della magistratura, tutti rivelatasi falsi e inesistenti; ha continuato in Consiglio , denunciando le “capisci a me, consulenze occultate!” a proposito del Piano del Commercio ( ah… giusto! Se ci fosse stato ed avesse avuto valore cogente con scelte precise, forse in Via Pirandello non sarebbe nato il supermercato! Peccato così non sia stato. Noi vogliamo migliorarlo proprio perché così sia in futuro) e non si capisce a cosa e a chi si stia riferendo».


Decide in autonomia di non accettare soldi per un’opera primaria e destina piuttosto fondi pubblici a incarichi professionali personali”.


«Cari concittadini, che dire? Non si è ancora rassegnato alla sconfitta elettorale evidentemente, ed il livore annebbia le idee e la penna, tenta invano di farsi querelare non accettando il fatto che noi vogliamo traghettare Tricase fuori dalle beghe giudiziarie consiliari in cui si era cacciato e dall’indifferenza politica in cui era finito! Chiedetegli cosa vuol dire che io abbia deciso in autonomia di non accettare soldi per un’opera primaria: questa maggioranza ha portato in Consiglio comunale la convenzione per la strada retrostante il nascente supermercato. Abbiamo atteso vari mesi prima di farlo, perché il dibattito è stato lungo ed articolato anche in maggioranza, ed io non sono e non sarò mai il sindaco che dà ordini di scuderia ai suoi consiglieri, ciascuno è libero di esprimere la propria idea e sensibilità su tutto ciò che ci siamo ritrovato a gestire e deciso da passate amministrazioni.


Abbiamo così calendarizzato in Consiglio comunale l’approvazione della Convenzione per la strada a carico dell’imprenditore, convenzione per la quale Cantiere civico in seconda commissione ha annunciato il proprio voto favorevole in Consiglio. Poiché il consigliere Carmine Zocco non perde occasione per tralasciare la sua esperienza di amministratore per tornare tra i banchi di scuola della protesta studentesca, ecco che ha più interesse a far rilevare che la maggioranza nel momento dell’approvazione non aveva i numeri per farlo facendo chiedere ai suoi il rinvio, che stare al suo posto e fare ciò che aveva dichiarato in seconda commissione, cioè votare a favore della convenzione. Se fosse stato responsabile, oggi avremmo approvato la strada posteriore al supermercato e non staremmo qui a discutere.


Come potete facilmente dedurre, è più importante il risultato mediatico dei like e del fumo che si vende dell’interesse generale che, anche a costo di votare accanto alla maggioranza in quel momento non al completo, avrebbe ottenuto.


Vedremo cosa accadrà… nel frattempo le polemiche “sull’avremmo voluto un parco verde” sono capziose e niente altro, mitigheremo l’impatto certamente agendo sul verde dell’ area interessata, ma questo mi sembra ovvio».

Io debole, stordito e incapace? Questa città cambierà volto in un paio di anni…


Per l’interesse di tutta la comunità si rivela debole, stordito, incapace… in balìa degli eventi e delle iniziative private, senza dare alla nostra Tricase la linea politica per il bene comune che merita”.


«Caro consigliere Carmine Zocco, questa Città cambierà volto in un paio d’anni, tempi tecnici necessari per attuare le linee programmatiche. Tralascio le offese come sempre, ma ti ricordo e ricordo a tutti che abbiamo trovato una Città che aveva a febbraio 2020 una capacità occupazionale di 850mila euro, non esercitata dall’amministrazione precedente a tal punto che, al nostro arrivo, si era ridotta a poco più di 300mila.  Ben 500mila euro persi, ringraziate chi non ha fatto le scelte!


In un Comune che aveva oltre 200 dipendenti ed oggi ne ha 40, di cui 10 vanno via in quota 100, e siamo a 30, al cui interno ci sono i vigili e i funzionari».


Come si fa a lavorare in queste condizioni?


Se foste politicamente onesti direste che la scelta di attingere alle graduatorie di altri Comuni e  le assunzioni semestrali, hanno risolto il problema dei ritardi di 5 mesi in Ufficio Anagrafe, del Giudice di Pace che rischiava di scomparire, e dell’impoverimento degli uffici finanziari per i suddetti pensionamenti.


Se foste politicamente onesti direste che mentre fino ad oggi l’ing. Ferramosca era solo in Ufficio Tecnico a gestire tutto, Urbanistica, Lavori Pubblici, Ambiente e Cimiteri, oggi ha un nuovo ingegnere, un nuovo architetto, un nuovo geometra che già lavorano con lui e danno efficienza e dinamicità nuove.


Se foste politicamente onesti direste che abbiamo sbloccato il concorso per ingegneri ed a giorni arriverà un altro professionista in Ufficio Tecnico.


Se foste politicamente onesti direste che questa amministrazione separerà tutti i settori per dare dignità agli stessi, Lavori Pubblici, Urbanistica ed Ambiente avranno ciascuno il loro dirigente ed i loro operatori, che abbiamo trovato Servizi Sociali incardinato sotto Tributi (?) con un valido Dirigente fatto arrivare da Parma ed al quale noi abbiamo dato dignità affidandogli il Settore.


Ed il settore Cultura a voi tanto caro, consiglieri Carità e Carmine Zocco? Inesistente! E voi senza alzare nessuno scudo facebookkiano!


Anche al settore Cultura e Turismo daremo dignità assegnandolo ad una validissima Dirigente.


Se foste stati politicamente onesti avreste detto che stavano per partire tutti i concorsi, (il 29 settemre, NdR), prima categoria C e poi nel 2022 D, che daranno linfa vitale alla macchina amministrativa.


Se foste politicamente onesti direste che non c’erano graduatorie utili per i vigili e quelle aperte le abbiamo utilizzate.


Se foste politicamente onesti direste che stiamo per fare la più grande operazione culturale mai fatta in questo Comune, dare dignità culturale ai grandi palazzi comunali, portando l’arte all’interno di Palazzo Gallone e Convento dei Domenicani, trasferendo gran parte degli Uffici Pubblici in zona Acait (gara per i lavori per la costruzione del nuovo Ufficio Tecnico già assegnata nel secondo capannanone Acait parallelo all’area dedicata momentaneamente ai vaccini, destinata questa ad ospitare Ufficio Anagrafe e Tributi).


Se foste politicamente onesti lavorereste, con le vostre proposte concrete, a fianco dell’amministrazione nel pieno rispetto dei ruoli.


Se foste… già. Ma voi tutte queste cose non le sapete perché non dialogate con la maggioranza, preferite attaccare e vivere nella vostra trincea.


Chiedete ai cittadini se sono d’accordo.


Ad un anno dall’insediamento faremo il resoconto. Nessun risultato può essere raggiunto se non adeguando la macchina amministrativa, saremo puntuali e precisi nel descriverlo.


Io debole, stordito e incapace?


Dimenticavo la riflessione sulla consistenza politica di un Sindaco “debole, stordito, incapace”  e silente secondo chi è “allergici al “non detto”, al “taciuto”, al “celato”. Noi siamo per la trasparenza!”:  La dimensione politica di una classe dirigente non è una autocelebrazione, ma un riconoscimento dei cittadini, di altre autorevoli Istituzioni e classi politiche.


Tricase sta facendo il pieno di eccellenti considerazioni, in Puglia, in Italia e all’estero, nelle Istituzioni e fuori, per programmazione strategica, turistica, culturale, politica.


Ne daremo conto alla Città il prossimo mese, dovete pazientare un poco anche voi visto che preferite rifuggire da ogni momento costruttivo».


«Sono stato eletto per favorire l’interesse generale non quello particolare»


«In conclusione sul Supermercato: duole constatare come anche alcuni amici, o presunti tali da parte mia, oggi si facciano prendere la mano dal livore del legittimo interesse probabilmente intaccato, scadendo in accuse gravi e lanciando sulla Città anatemi ed ombre insieme ai gufi di turno: io sono stato eletto per favorire l’interesse generale, e non quello particolare tantomeno di chi mi ha votato o dice di averlo fatto.


Spero che il tempo riporti tutti alla serenità della ragione e dei sentimenti.


Nel frattempo noi continueremo a traghettare le scelte del passato nel miglior modo possibile ed a pianificare e realizzare la nuova Tricase dei prossimi anni».


Attualità

Free Sud Est: «Treni gratis!»

La proposta di Andrea Caroppo per rilanciare la ferrovia e ridurre il traffico. Il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera lancia una sperimentazione temporanea sulla rete delle Ferrovie del Sud Est: «Un costo sostenibile, un beneficio enorme per cittadini, studenti e turisti». Secondo il deputato salentino, la gratuità temporanea dei treni potrebbe invertire la rotta in attesa degli investimenti del PNRR. Già avviato il confronto con Ferrovie del Sud Est, Regione e stakeholder del territorio

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La rete delle Ferrovie del Sud Est rappresenta una delle infrastrutture ferroviarie più capillari, in grado di collegare tutti i principali centri del Sud della Puglia e numerose località turistiche di primo piano.

Eppure, nonostante questa diffusione, da oltre vent’anni il numero dei passeggeri è in costante calo.

Chissà perchè…

Da tanti anni denunciamo da queste colonne l’inadeguatezza del servizio.

Qualche giorno fa è arrivata alla denuncia del consigliere regionale Paolo Pagliaro che ha constatato come, da Lecce a Gagliano del Capo, il trenino ci impieghi quasi tre ore.

Ora si aggiunge anche l’intervento del vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei deputati, Andrea Caroppo, che promette di essere più di una provocazione.

Quello della Sud Est,  secondo l’onorevole salentino, è nn paradosso che non dipende dalla mancanza di domanda, ma da un servizio percepito come lento e poco competitivo rispetto all’auto privata.

Da questa constatazione nasce la proposta “Free Sud Est”, un progetto che punta a rendere gratuito, in via sperimentale e temporanea, il servizio ferroviario delle Ferrovie del Sud Est.

L’obiettivo è chiaro: trasformare il treno in una reale alternativa quotidiana all’automobile, almeno fino a quando gli investimenti previsti dal PNRR non consentiranno di ridurre in modo significativo i tempi di percorrenza.

L’on. Andrea Caroppo in Aula

«Non si tratta di uno slogan», chiarisce Caroppo, «parliamo di un modello che ha già dimostrato di funzionare, sia all’estero sia in Italia».

Il riferimento è in particolare all’esperienza della Regione Piemonte, dove la gratuità dei treni locali ha prodotto un aumento dell’utenza, una riduzione del traffico stradale e un cambiamento culturale, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione.

Secondo il deputato salentino, anche nel Sud della Puglia esistono le condizioni per innescare un circolo virtuoso analogo, con un impatto economico sostenibile.

I numeri, infatti, sembrano supportare la proposta: nel 2024 i ricavi derivanti dalla vendita dei biglietti ferroviari delle Ferrovie del Sud Est sono stati poco superiori ai 4 milioni di euro, a fronte di circa 70 milioni di contributi pubblici ricevuti. Una sproporzione che rende plausibile, secondo Caroppo, una sperimentazione temporanea senza pesare in modo significativo sui conti dell’azienda.

La copertura finanziaria, inoltre, potrebbe arrivare anche da strumenti europei già utilizzati in altre realtà italiane, come il Fondo Sociale Europeo.

«Esattamente come è avvenuto altrove», sottolinea il parlamentare, che vede nella gratuità un investimento sociale prima ancora che economico, capace di generare benefici ambientali, ridurre la congestione urbana e favorire una mobilità più equa.

Per dare concretezza all’iniziativa, Caroppo ha già scritto all’amministratore delegato di Ferrovie del Sud Est, Giorgio Botti, proponendo l’avvio di un confronto strutturato che coinvolga Regione Puglia, imprese, associazioni e cittadini.

Un tavolo di discussione sul futuro della mobilità ferroviaria nel territorio, chiamato a valutare nel dettaglio la fattibilità e le modalità operative della sperimentazione “Free Sud Est”.

Un’idea che, se accolta, potrebbe segnare una svolta nel rapporto tra i pugliesi e il trasporto ferroviario locale, restituendo centralità a un’infrastruttura strategica troppo a lungo rimasta ai margini delle scelte quotidiane di cittadini, studenti, lavoratori e turisti.

 

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Attualità

Notte di controlli, 4 arresti in poche ore

Controlli serrati tra Lecce e provincia: i Carabinieri arrestano quattro persone in poche ore tra flagranze di reato, sequestri di droga e aggravamenti di misure cautelari. Operazioni coordinate nel capoluogo e nei Comuni di Parabita, Vernole e Copertino

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Una lunga notte di controlli straordinari ha interessato l’intero territorio della provincia di Lecce, dove i Carabinieri del Comando Provinciale hanno messo a segno quattro arresti complessivi nell’arco di poche ore, di cui due in flagranza di reato, confermando una presenza capillare e costante a tutela della sicurezza dei cittadini.

A LECCE

La prima operazione si è svolta a Lecce, dove i militari della Sezione Radiomobile hanno fermato un’autovettura con a bordo quattro cittadini stranieri durante un ordinario posto di controllo.

Fin da subito, i Carabinieri hanno percepito un forte odore di marijuana provenire dall’abitacolo. La successiva perquisizione personale e veicolare ha permesso di rinvenire diverse confezioni di sostanza stupefacente, consentendo di ricostruire una presunta attività di cessione.

Un uomo di 40 anni è stato trovato in possesso di più dosi di marijuana, mentre un giovane di 26 anni deteneva ulteriore sostanza, dichiarando di averla appena acquistata.

Un terzo uomo, di 28 anni, è stato ritenuto complice nella compravendita, mentre il quarto occupante del veicolo è risultato estraneo ai fatti.

Le perquisizioni sono proseguite presso l’abitazione del principale indagato, dove sono stati sequestrati circa 500 grammi di marijuana, un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento e 160 euro in contanti, ritenuti provento dell’attività illecita.

L’uomo è stato arrestato in flagranza per detenzione ai fini di spaccio e condotto nel carcere di Lecce su disposizione del Pubblico Ministero di turno.

A PARABITA

Sempre nella stessa serata, a Parabita, i Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato in flagranza un uomo di 62 anni e deferito in stato di libertà una donna di 42 anni.

Nel corso delle perquisizioni personali, veicolari e domiciliari, i militari hanno rinvenuto circa 100 grammi di hashish e vario materiale per il peso e il confezionamento della droga, elementi ritenuti indicativi di un’attività di spaccio.

Anche in questo caso, l’uomo arrestato è stato trasferito presso la Casa Circondariale di Lecce.

A VERNOLE

A Vernole, invece, i Carabinieri hanno dato esecuzione a un ordine di carcerazione in regime di detenzione domiciliare nei confronti di un uomo di 33 anni, già sottoposto a misura restrittiva.

Il provvedimento riguarda una pena residua superiore a un anno di reclusione per precedenti reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti.

A COPERTINO

Infine, a Copertino, la Tenenza dei Carabinieri ha eseguito un provvedimento di aggravamento della misura cautelare nei confronti di una donna di 34 anni, a seguito di reiterate violazioni delle prescrizioni degli arresti domiciliari.

La donna è stata quindi arrestata e condotta nel carcere di Lecce, come disposto dal Tribunale.

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Attualità

La verità sotto attacco

Stampa sotto pressione: prepotenze politiche, querele temerarie, fake news e social network stanno restringendo lo spazio della libertà di stampa in Italia. Un clima ostile che indebolisce il giornalismo, confonde i cittadini e mina la fiducia democratica

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di Giuseppe Cerfeda

La libertà di stampa è davvero in pericolo in Italia?

Non è una domanda astratta.

Riguarda la qualità della nostra democrazia, la salute del dibattito pubblico, il diritto di ciascuno a essere informato.

Le prepotenze politiche sono una prima crepa.

Attacchi diretti ai giornalisti, delegittimazione sistematica, tentativi di trasformare il controllo dell’informazione in propaganda.

Non serve sempre la censura esplicita: basta creare un clima ostile, in cui fare domande diventa un atto di coraggio.

Poi ci sono le querele temerarie: denunce costose, spesso infondate, usate come strumento di intimidazione.

Anche quando finiscono nel nulla, producono un effetto chiaro: spaventano, fanno tacere, inducono all’autocensura.

Chi non ha grandi mezzi economici ci pensa due volte prima di pubblicare una verità scomoda.

E infine il rumore assordante delle fake news e dei social. Un flusso continuo di informazioni non verificate, emotive, polarizzanti.

In questo caos, il lavoro serio del giornalismo rischia di essere sommerso, confuso con l’opinione, screditato come “una versione tra le tante”.

Le conseguenze sono pesanti.

Un’informazione più debole, cittadini più disorientati, una fiducia che si sgretola.

Senza una stampa libera e credibile, cresce la paura, cresce la rabbia, cresce la distanza tra chi governa e chi è governato. Cresce l’astensionismo quando ci sono le elezioni.

Servono regole chiare contro le querele abusive.

Serve protezione per chi racconta i fatti.

Serve investire nel giornalismo indipendente e nella formazione.

E serve, soprattutto, l’impegno di scegliere fonti affidabili, premiare la qualità, non condividere tutto, subito, senza pensare.

Perché la libertà di stampa non è una bandiera da sventolare solo quando conviene.

È un bene fragile.

E quando smette di essere difesa, a perdere la voce… siamo tutti.

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