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Invasione di campo a Trepuzzi e Cutrofiano

Venerdì 1° aprile a Trepuzzi e sabato 2 a Cutrofiano prosegue il lungo tour di presentazione del saggio “Invasione di campo. Il gioco del calcio nel linguaggio e nel racconto della politica” di Pierpaolo Lala e Rocco Luigi Nichil (Manni Editori)

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Venerdì 1° aprile alle 19 nelle sale della Biblioteca Comunale “Bibliò” di Trepuzzi, per la rassegna “Leggere per vivere. Dialoghi d’Autore”, dopo i saluti del sindaco Giuseppe Taurino, gli autori dialogheranno con Giacomo Fronzi (consigliere comunale delegato alle Politiche culturali) e con la giornalista Erica Fiore.


Sabato 2 aprile  alle 18,30 gli autori saranno invece nelle Scuderie del Palazzo della “Principessa” Marianna Filomarini in Piazza Municipio a Cutrofiano per un  incontro promosso dal Museo della Ceramica – Biblioteca Comunale e dall’Assessorato alla Cultura in collaborazione con l’associazione 34° Fuso, le operatrici e gli operatori volontari del Servizio Civile (nell’ambito del progetto “In Reading 2019”). Dopo i saluti del sindaco Luigi Melissano, Lala e Nichil dialogheranno con la giornalista e scrittrice Loredana De Vitis e l’assessora alla cultura Maria Lucia Colì.


IL LIBRO


La lunga storia d’amore tra panchine a bordo campo e aule parlamentari nasce in Italia già tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, muove i primi passi negli anni del fascismo, inizia a correre durante la Prima Repubblica e va a segno con le vittorie sportive e politiche di Berlusconi, arrivando con forza immutata fino ai giorni nostri.


Era dunque inevitabile che la lingua della politica fosse contagiata da slogan e metafore provenienti dal mondo del pallone, sia nel gergo dei parlamentari che in quello giornalistico, nei discorsi ufficiali come sui manifesti elettorali. Certo, i vari assist, pressing e zona Cesarini hanno avuto fortuna anche nella lingua comune; così il lessico immediatamente comprensibile e con il quale gli italiani hanno grande confidenza è stato scelto per rendere familiari alcuni volti, e alcune discese in campo.


Il caso più celebre è sicuramente quello del Cavaliere, ma la connessione tra politica e calcio in Italia è antica, e non conosce cartellino rosso. «La discesa in campo di Silvio Berlusconi segna, indiscutibilmente, un prima e un dopo nel rapporto tra il “giuoco del calcio” (come lui stesso ama dire, in modo un po’ âgé) e il linguaggio della politica», raccontano gli autori nella prefazione. «Se nel 1986, atterrando con un elicottero sul campo di allenamento a Milanello, aveva avviato la sua rivoluzione del mondo del pallone, nel 1994 la decisione di fondare Forza Italia e candidarsi, con un videomessaggio, alla guida del Paese stravolge la scena parlamentare e istituzionale ma non solo.


Il crollo della Prima Repubblica e la dissoluzione quasi istantanea e contemporanea degli storici partiti al potere negli ultimi quarant’anni, che coincide di fatto con la fine delle ideologie che avevano costituito il presupposto teorico di quel potere e insieme l’esistenza dei partiti d’opposizione, porta a una rivoluzione copernicana nell’assetto politico italiano, ma determina anche un nuovo approccio comunicativo, più diretto e molto meno formale, destinato ad affermarsi negli anni successivi».


Lo spassoso e al contempo scientifico percorso di analisi storica e linguistica è impreziosito da interventi inediti dei giornalisti Marino Sinibaldi (già direttore di Rai Radio3) e Riccardo Luna (fondatore de “Il Romanista” e firma de “la Repubblica”), del conduttore della trasmissione radiofonica cult Un giorno da pecora Giorgio Lauro, dei comunicatori politici Francesco Nicodemo e Dino Amenduni, delle giornaliste Wanda Marra e Alessandra Sardoni, dell’autore tv Antonio Sofi, dei sociologi Giovanni Boccia Artieri Stefano Cristante, del linguista e giornalista Silverio Novelli, che cura il magazine “Lingua italiana” di Treccani, della storica voce di Tutto il calcio minuto per minuto Riccardo Cucchi, del semiologo Stefano Bartezzaghi e di Edoardo Novelli, responsabile dell’Archivio degli spot politici italiani. Il volume è completato da un glossario (da 0 a 0 a Zona Cesarini/Ciampolillo) con un centinaio tra vocaboli e modi di dire nati nel mondo del calcio e traslati nel dibattito politico.

«La semplificazione del linguaggio, la divisione del mondo in squadra amica e squadre nemiche, più che avversarie, proprio mentre in politica avanzavano le passioni tristi e le appartenenze deboli, diciamo pure un sostanziale disinteresse pronto a sfociare nel rancore, nella rabbia, nel risentimento: verso il Palazzo, la casta, l’arbitro venduto», scrive Marco Damilano nella prefazione.


«Le curve più incattivite sono uscite dal recinto e sono tracimate nelle tribune e poi in campo. Il lessico militare e vagamente bellico delle partite, catenaccio, cannoniere, cambio di casacca e le altre espressioni che troverete nel glossario in appendice, si è trasformato nella neolingua della politica italiana del nuovo secolo. E i capitani delle nuove squadre, anziché raffreddare gli animi, per inventarsi una guerra civile che non c’era tra noi e gli altri si sono trasformati in agitatori di professione, con i loro o di qua o di là, i vaffa, i prima gli italiani, prima noi».


«Un deprecabile caso di parassitismo: questo pensavo e ancora un po’ penso dei politici che ogni piè sospinto parlano di calcio, prima lo vivevo con sdegno e qualche lampo di furore, adesso con infastidita rassegnazione che vorrebbe ripiegarsi verso la serenità rinunciataria, che ci vuoi fare, pazienza, doveva andare così…», esordisce invece Filippo Ceccarelli nella sua prosfazione.


GLI AUTORI


Pierpaolo Lala, giornalista e operatore culturale leccese, tra i fondatori della Cooperativa CoolClub, si occupa di comunicazione e organizzazione di eventi e festival. Ha dato vita alle rassegne di incontri “Io non l’ho interrotta” e “Conversazioni sul futuro”. 


Rocco Luigi Nichil è ricercatore di Linguistica italiana presso l’Università del Salento. Scrive di sport e lingua per il sito Treccani. È autore del volume “Il secolo dei palloni” (Éditions de Linguistique et Philologie 2018).


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La Provincia a Zurigo omaggia San Nicola il prossimo 6 dicembre

Tradizioni, sapori e incontri istituzionali sbarcano in terra svizzera il prossimo 6 dicembre, per un evento straordinario…

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Domani, 1 dicembre, alle ore 10.30, a Palazzo Adorno a Lecce, si terrà la conferenza stampa di presentazione della grande Festa di San Nicolaus – San Nicola e la Puglia delle tradizioni, organizzata dall’Associazione Pugliese Uster, con il patrocinio della Provincia di Lecce.

Tradizioni, sapori e incontri istituzionali sbarcano in terra svizzera il prossimo 6 dicembre, per un evento straordinario, con l’obiettivo di raccontare e festeggiare le radici e le identità  salentine e pugliesi. 

Al centro dell’iniziativa c’è San Nicola, figura simbolo della generosità  profondamente radicata nelle tradizioni europea e pugliese.

Tutti i dettagli saranno illustrati dal presidente della Provincia di Lecce Fabio Tarantino, che parteciperà all’evento in Svizzera a nome dell’intera comunità salentina, accolto dal console generale d’Italia a Zurigo, Mario Baldi.

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Anche a Caprarica (di Tricase), domenica festa pittule e vino

Nel Rione di Caprarica, a Tricase, il giorno della festa del patrono Sant’Andrea, domenica 30 novembre, si aprirà la mattina presto con la tradizionale fiera mercato…

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CAPRARICA DI TRICASE FESTEGGIA SANT’ANDREA
La festa di Sant’Andrea, celebrata il 30 novembre, commemora l’apostolo Andrea, il primo dei discepoli chiamati da Gesù e fratello di Pietro.
Le origini della festa sono legate alla sua devozione e alla tradizione del martirio subito su una croce a forma di X (croce decussata), da cui la sua iconografia e il suo patrocinio su pescatori, fabbricanti di corde e altre categorie.
Nel Rione di Caprarica, a Tricase, il giorno della festa del patrono Sant’Andrea, domenica 30 novembre, si aprirà la mattina presto con la tradizionale fiera mercato.
Sante messe alle 8, 10,30 e, al pomeriggio, dopo la solenne processione in programma alle ore 16.30. Al termine della funzione religiosa si terrà lo spettacolo pirotecnico a cura della ditta Fireworks Salento di Corsano.
Per l’intera giornata presterà servizio il Concerto Bandistico di Terra d’Otranto.
Dalle 20 si festeggerà insieme, assistendo lo spettacolo musicale e girando tra gli stand gastronomici allestiti dal Comitato festa (con priorità a pittule e vino). Le luminarie sono a cura della ditta Fratelli Parisi di Taurisano. Il Rione celebra il suo patrono con una grande festa in estate, a fine luglio.
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Presicce festeggia Sant’Andrea, tra storia, leggenda e tradizione

Con l’inizio della Novena e fino a sabato 29, ogni mattina all’alba, dalle 4 alle 6, risuona il tradizionale Tamburreddu, una sorta di processione notturna…

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Le origini di Presicce sono legate alla leggenda del principe Bartilotti che fece erigere una colonna votiva per il figlio Andrea, e la tradizione della Focareddha, un grande falò che risale a un rito pagano di purificazione e buon auspicio per l’inverno. Il rito viene celebrato ogni anno la vigilia di Sant’Andrea Apostolo (29 novembre) con il falò e la processione.
Sant’Andrea Apostolo è patrono di Presicce perché era un pescatore e il culto del Santo è legato alla tradizione marittima e alla pesca, un’attività storicamente importante per il territorio.

LA COLONNA

Fu eretta nel 1600 dal principe Bartilotti in memoria del figlio Andrea, morto in tenera età. Il monumento, in stile barocco, si trova di fronte alla chiesa Madre e poggia su un basamento con statue che rappresentano le quattro virtù cardinali (Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza).
Oltre al culto del santo, simboleggia la famiglia Bartilotti e le virtù del principe stesso.

LA FOCAREDDHA

È un rito antichissimo che affonda le radici nelle tradizioni pagane del fuoco purificatore. In passato, bruciare oggetti e cibo simboleggiava la speranza di un inverno meno rigido e di buoni raccolti. Ogni anno, nella sera della vigilia di Sant’Andrea, si accende un grande falò in piazza Villani.
Il rito è accompagnato da una processione religiosa che percorre le strade del paese.

IL PROGRAMMA

Con l’inizio della Novena e fino a sabato 29, ogni mattina all’alba, dalle 4 alle 6, risuona il tradizionale Tamburreddu, una sorta di processione notturna che risveglia il paese con strumenti a fiato come sassofoni, flauti e clarinetti, accompagnata dalla cassa armonica e da musica tradizionale.

Fino a domenica 30 novembre saranno esposti in sacrestia i registri restaurati e gli antichi manoscritti miniati della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo.
Sabato 29, giorno di vigilia, dalle 9 alle 12, il Tambureddu girerà tra le vie del borgo.
Subito dopo la Santa Messa delle 17,30, si snoderà la processione, durante la quale si terranno la benedizione della Focaredda in via Molise e l’accensione dei fuochi pirotecnici di Palazzo Ducale in piazza del Popolo. A seguire, degustazione di pesce fritto e vino novello.
Domenica 30 novembre, giorno della festa del santo protettore, Sante Messe alle 8 (Chiesa del Carmine), 10,30 e 17,30 (Chiesa di Sant’Andrea). Durante la mattina il borgo sarà animato dalle bancarelle della Fiera Mercato.
Nel corso della giornata si esibirà il Gran Concerto Bandistico Città di Presicce – Acquarica “Amici della Musica”.
Quella di domenica 30 sarà anche la giornata della tradizionale Focareddha de Sant’Andrea: dalle 16 Mercatino dell’Artigianato e intrattenimento a cura dell’associazione Zaratustra; cerimonia di accensione in programma alle 19 con i bambini di Presicce – Acquarica e lo spettacolo piromusicale.  Dalle 20, direttamente da La Notte della Taranta, il concerto di Consuelo Alfieri; sul palco con la cantante la ballerina Serena Pellegrino.
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