Cronaca
Giudice di Pace a rischio: concluso l’incontro a Tricase
Cresce il timore per l’Ufficio Giudiziario di Tricase: mancano risorse finanziarie tra i Comuni interessati
Si è tenuto stamattina, come previsto, l’incontro per discutere della carenza di personale presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Tricase.
Gli avvocati del Foro, il presidente dell’Ordine Forense, il Vice Presidente, il Segretario ed il Tesoriere, hanno discusso con i sindaci di Tiggiano, Miggiano, Specchia e Andrano e con l’assessore Elia ed il consigliere Dell’Abate di Tricase (assenti i sindaci di Castro e Montesano Sal.) della delicata questione che potrebbe portare alla chiusura dell’Ufficio Giudiziario citato.
Il rischio è concreto poiché il Comune di Tricase non è più in grado di farsi carico, finanziariamente, del personale di Cancelleria, ad oggi composto da due soli addetti. Le difficoltà economiche che interessano anche gli altri Comuni non facilitano la questione che, in effetti, non ha ancora trovato una soluzione concreta.
Il primo cittadino di Andrano, Mario Accoto, ha avanzato l’ipotesi di un impiego alternato per i due componenti il personale, una sorta di “part-time”. Idea non del tutto scartata ma difficilmente attuabile per un adeguato funzionamento del servizio.
Dopo un acceso dibattito, tra divergenti opinioni, i sindaci hanno deciso di rincontrarsi nel tentativo di venirsi incontro.
Intanto, cresce il timore che l’Ufficio possa venir chiuso, costringendo l’intero bacino d’utenza del basso Salento a spostarsi a Lecce per ogni questione giudiziaria.
In proposito l’avvocato Anna Laura Remigi, presidente di “Pro Finibus Terrae – Avvocati donne”, ha voluto ricordare, nell’incontro, l’importanza dell’assemblea di lunedì prossimo a Casarano, in cui si discuterà della possibilità di realizzare un Tribunale Centrale per il basso Salento. L’avvocato ha sottolineato l’importanza di un impegno comune tra giuristi ed amministrazioni aggiungendo che “bisogna battersi prima che si prendano le decisioni, non a posteriori quando ci si accorge di quanto siano svantaggiose”.
Lorenzo Zito
Copertino
Galatina: sorpresi a rubare griglie dalla casa cantoniera
Un uomo di 49 anni è stato denunciato per tentato furto aggravato in concorso dopo essere stato individuato dalla Polizia di Stato nei pressi della SS 101. I due responsabili sono fuggiti nelle campagne, ma le indagini hanno portato all’identificazione di uno di loro. Per l’indagato è scattato anche il foglio di via obbligatorio
Alliste
Furto al cimitero, rubate porte da cappelle private
Colpo notturno ad Alliste. Ignoti sono entrati dal retro forzando una porta in ferro e hanno asportato le porte in alluminio di quattro cappelle. Il custode ha scoperto l’accaduto e avvertito i proprietari hanno sporto denuncia carabinieri
Un gesto che ha scosso profondamente la comunità.
Il cimitero comunale di Alliste è stato teatro di un furto ai danni di alcune cappelle private.
I malviventi, approfittando del buio e dell’assenza di persone, sono riusciti a introdursi nell’area cimiteriale passando dal retro della struttura.
Secondo le prime ricostruzioni, i ladri avrebbero forzato una porta di ferro secondaria per accedere all’interno, agendo con rapidità e con ogni probabilità con mezzi adeguati al trasporto del materiale sottratto.
PORTE SMONTATE E OCCHIETTI RIMOSSI
Una volta dentro, i responsabili si sarebbero concentrati su quattro cappelle, dalle quali sono state asportate le porte in alluminio.
Per facilitare l’operazione, sarebbero stati rimossi anche gli occhielli installati sugli infissi, segno di un’azione mirata e non improvvisata.
L’alluminio, materiale facilmente rivendibile sul mercato nero, è spesso oggetto di furti di questo genere, ma colpire un luogo sacro come il cimitero rende l’episodio particolarmente grave, non solo per il danno economico arrecato alle famiglie, ma anche per il valore simbolico e affettivo dei luoghi violati.
LA SCOPERTA DEL FURTO
Il furto è stato scoperto dal custode del cimitero durante il consueto giro di controllo mattutino.
Notando le porte mancanti e i segni di effrazione, ha immediatamente avvisato i proprietari delle cappelle interessate.
Comprensibile l’amarezza delle famiglie coinvolte, che si sono recate sul posto per constatare i danni prima di contattare le forze dell’ordine.
INDAGINI IN CORSO
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per effettuare i rilievi e raccogliere eventuali elementi utili all’identificazione dei responsabili.
Non si esclude che possano essere acquisite immagini di eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze.
Le indagini sono in corso per risalire agli autori del furto e verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili avvenuti nel territorio.
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Foto di Fabrizio Casto
Cronaca
Blocca l’auto dell’ex e la aggredisce: arrestato 50enne
Rapina il cellulare alla donna mentre chiede aiuto, poi la trascina fuori dall’auto: fermato dai Carabinieri a Trepuzzi. Non si rassegnava alla fine della relazione e avrebbe inseguito l’ex compagna per le vie del centro. Dopo averle bloccato l’auto, le ha sottratto il telefono e l’ha aggredita. Decisivo l’intervento dei Carabinieri che hanno arrestato l’uomo e attivato le misure di tutela per la vittima
Momenti di paura nel pomeriggio di ieri a Trepuzzi, dove un 50enne del posto è stato arrestato dai militari del Arma dei Carabinieri con l’accusa di rapina e lesioni personali ai danni dell’ex compagna.
Secondo quanto ricostruito dai militari, l’uomo avrebbe iniziato a seguire la donna, una 36enne salentina, mentre quest’ultima percorreva le strade del centro cittadino a bordo della propria autovettura. Con una manovra improvvisa, avrebbe poi bloccato la marcia del veicolo costringendola a fermarsi.
Il telefono strappato e l’aggressione
Sceso dall’auto, il 50enne si sarebbe avvicinato alla vettura dell’ex compagna, aprendo con forza la portiera anteriore destra e danneggiandone la maniglia. In quel momento la donna stava tentando di chiedere aiuto al telefono, ma l’uomo le avrebbe sottratto il cellulare.
Non pago, l’avrebbe poi aggredita fisicamente, strattonandola e trascinandola fuori dall’abitacolo fino a farla cadere a terra. La vittima ha riportato lesioni che hanno reso necessario il ricorso alle cure mediche.
L’intervento dei militari e l’arresto
Provvidenziale l’intervento dei Carabinieri della Stazione locale, allertati dalla stessa donna. I militari sono giunti rapidamente sul posto, riuscendo a bloccare l’uomo e a impedire conseguenze più gravi. Inutile il tentativo di fuga e di disfarsi del telefono, che è stato recuperato e restituito alla proprietaria.
Su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Lecce, l’uomo è stato posto agli arresti domiciliari.
Attivate le procedure contro la violenza di genere
A tutela della 36enne è stata immediatamente attivata la procedura prevista per la protezione delle vittime di violenza di genere.
L’episodio si inserisce nel più ampio impegno dell’Arma nel contrasto a questo tipo di reati, con particolare attenzione sia alla prevenzione sia alla repressione.
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