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Cronaca

Mafia, operazione “La Svolta 2.0”: 23 arresti nel Basso Salento

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Stamane, al termine di una complessa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce e condotta dal nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale collaborato dalla sezione operativa del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di casarano, i militari del comando provinciale di Lecce hanno eseguito 23 provvedimenti cautelari, emessi dal gip Presso il tribunale di Lecce(dr. Sergio Mario Tosi) su richiesta della locale Dda (dr. Guglielmo Cataldi e d.Ssa Maria Vallefuoco), di cui: 8 in carcere e 15 arresti domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti indagati a vario titolo per
“associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti”,
“concorso in duplice tentato omicidio”,
“porto e detenzione abusiva di armi”,
“detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, “estorsione” e “tentata estorsione”.
L’odierna esecuzione e’ l’epilogo dell’attivita’ investigativa che, in data 26.07.2018, porto’ i carabinieri del nucleo investigativo ad eseguire dieci fermi nei confronti di dieci degli odierni indagati, in seguito all’omicidio del giovane Fasano Francesco Luigi.
I fermi venivano emessi nei confronti di Manni Daniele, Rizzo Angelo, Manni Maicol Andrea, Manni Luciano, Manni Biagio, Bevilacqua Pietro, Rimo Luca, Piscopiello Luca e Vantaggiato Gianni e Librando Antonio che rispondevano tutti del delitto di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, i primi due inoltre dell’omicidio di fasano francesco luigi e solo manni daniele, in concorso con altri non identificati, del tentato omicidio in danno di Bevilacqua Pietro e Fasano Francesco Luigi.
Le operazioni hanno avuto inizio alle prime luci dell’alba, con il supporto di un elicottero del 6° nec di bari, di 2 unità cinofile del nucleo cinofili carabinieri di modugno (ba) e dello squadrone eliportato “cacciatori” di puglia, per un totale di 120 unità e 70 mezzi nei confronti di:





Ordinanze di custodia cautelare in carcere:
Bevilacqua Rocco





inteso “fettina”, nato a casarano (le) cl. 1990
Caputo Salvatore inteso “u nanu”, nato a Casarano, cl. 1977
Stefanelli Paolo inteso “Mangione”, nato a Tricase, cl. 1981
Bevilacqua Antonio inteso “fettina”, nato a Casarano, cl. 1958;
Librando Ferdinando nato a Borgomanero (No) cl. 1966;
Manni Luciano inteso “Barbetta”, nato a Melissano, cl. 1952;
Manni Maicol andrea nato a Casarano, cl. 1991;
Rizzo Angelo nato a Nardò, cl. 1995;

Arresti domiciliari:
Caputo Diego Antonio, nato a Casarano, cl. 1995;
Caputo Paola, nata a Hilden, cl. 1982;
Causo Fabio Antonio, nato a Melissano, cl. 1956;
Cazzato Matteo, nato a Gagliano del Capo, cl. 1991;
Cazzato Rosario, nato a Melissano cl. 1961;
Ciurlia Stefano, nato a Tricase, cl. 1978;
Micaletto Natashia, nata a Casarano cl. 1982
Pizzi Giuliano inteso “Tigna”, nato a ugento (le) cl. 1960;
Pizzolante Gianluca, nato a Ugento cl. 1975;
Scorrano Ottavio Salvatore, nato a Casarano, cl. 1985;
Spennato Caterina, nata a Casarano cl. 1992;
Stamerra Beniamino, nato a Muri (CH) cl. 1984;
Tarantino Luca inteso “Quartara”, nato in Svizzera cl. 1982;
Vacca Vito Paolo, nato a Casarano, cl. 1995;
Venosa Tommasa Isabella, nata a Gallipoli cl. 1980.

L’indagine, nell’ambito della quale risultano indagati complessivamente 30 soggetti, è stata condotta dal nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale collaborato dal nucleo operativo della compagnia di casarano dal marzo 2018.
L’operazione “la svolta 2.0”, costituisce lo sviluppo di una complessa, intensa e tempestiva attività di indagine dalla straordinaria importanza tesa a individuare e tracciare esattamente l’organigramma associativo dei sodali di questa organizzazione operante nella città di melissano e comuni limitrofi, per poi disarticolarla definitivamente una volta individuati gli elementi di reita’ in capo agli stessi.





I fatti nel comunicato dei carabinieri:





LA GENESI DELL’INDAGINE È DA INDIVIDUARSI NEI DUE EPISODI DI SANGUE CHE HANNO INTERESSATO LA CITTADINA DI MELISSANO IN DATA 21.03.2018, CON L’OMICIDIO DI CESARI MANUELE (DI FATTO DECEDUTO, DOPO LA SUA GAMBIZZAZIONE, IN DATA 27.03.2018 DOPO UNA DEGENZA IN OSPEDALE DURATA 6 GIORNI) ED IN DATA 24.07.2018, CON L’EFFERATO OMICIDIO DI FASANO FRANCESCO LUIGI; EPISODI SEGNATI IN MANIERA RISOLUTIVA DALLA FRATTURA INTERNA AL CLAN CAPEGGIATO DAI GEMELLI LIBRANDO ANTONIO E FERDINANDO, MATURATA NELL’AMBITO DELLA SPARTIZIONE PER IL CONTROLLO DEL TRAFFICO ILLECITO DEGLI STUPEFACENTI SUL TERRITORIO DI RIFERIMENTO E CHE NE COSTITUIVA IL SUO “CORE BUSINESS”. LE RISULTANZE INVESTIGATIVE HANNO EVIDENZIATO LA SCISSIONE DELLA COMPAGINE MELISSANESE, FINO AD ALLORA ANCORATA DA CESARI MANUELE CHE, IN SEGUITO ALLA SUA MORTE, CON IL TEMPO ED I CONTRASTI TRA I SODALI, HA PORTATO ALLA CREAZIONE DI DUE FAZIONI/GRUPPI PERSISTENTI CON CONSEGUENTE RIORGANIZZAZIONE DI DUE CONSORTERIE CRIMINALI; NELLO SPECIFICO IL GRUPPO “BARBETTA”(COSTITUITO DA MANNI LUCIANO E I FIGLI DANIELE E MAICOL ANDREA)  SI CONTRAPPONE A QUELLO DI BEVILACQUA PIETRO E MANNI BIAGIO,LEGATE COMUNQUE ALL’EGEMONE FAMIGLIA LIBRANDO. 





DURANTE “IL RIASSETTO”, IL GIOVANISSIMO FASANO FRANCESCO LUIGI È RIMASTO LEGATO ALLA FAMIGLIA BEVILACQUA, IN VIRTÙ DI UNA STORICA AMICIZIA CON QUEST’ULTIMO SIN DAI TEMPI DELL’INFANZIA. 





L’ATTIVITÀ TECNICO-INVESTIGATIVA HA CONSENTITO DI DOCUMENTARE L’ATTUALITÀ E L’ESTREMA OPERATIVITÀ DEL CLAN AL CUI VERTICE SI PONE LIBRANDO ANTONIO, GIÀ CONDANNATO PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE DI TIPO MAFIOSO, PROMOTORE DI UN SODALIZIO CRIMINALE OPERANTE SU MELISSANO, IL QUALE SI È AVVALSO DI MANNI LUCIANO (GIÀ CONDANNATO PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE DI TIPO MAFIOSO), MANNI DANIELE, MANNI MAICOL ANDREA, RIZZO ANGELO, VANTAGGIATO GIANNI (CONDANNATO PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE DI TIPO MAFIOSO ED OMICIDIO), PISCOPIELLO LUCA, RIMO LUCA, CONTRAPPOSTO ALLA SCISSA CONSORTERIA CRIMINALE, IN VIA DI FORMAZIONE, PROMOSSA DA MANNI BIAGIO (CONDANNATO PER OMICIDIO) CON ASSOCIATI BEVILACQUA PIETRO E IL DECEDUTO FASANO FRANCESCO LUIGI. 





L’ASSOCIAZIONE IN QUESTIONE È STATA PARTICOLARMENTE ATTENTA NEGLI ATTEGGIAMENTI E NEI LINGUAGGI, NONCHÉ NEGLI SPOSTAMENTI E NELLE TECNICHE DI AVVICINAMENTO E COMUNICAZIONE DA UTILIZZARE QUANDO ENTRAVANO IN CONTATTO TRA LORO, DENOTANDO UNA ELEVATA CARATURA CRIMINALE ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ORGANIZZATIVO. 





NEL CORSO DELLE CONVERSAZIONI TELEFONICHE, MEDIANTE UNA FITTA RETE DI TELEFONI DEDICATI ED AMBIENTALI È EMERSA, INFATTI, UN’ACCURATO STUDIO ANCHE PER L’INDIVIDUAZIONE DEI LUOGHI IN CUI EFFETTUARE GLI INCONTRI, ATTESO LO STATUS GIURIDICO DI TALUNI DEGLI INDAGATI SOTTOPOSTI ALLA MISURA DI SICUREZZA DELLA LIBERTÀ VIGILATA. NEL CORSO DELLE CONVERSAZIONI TELEFONICHE GLI INTERLOCUTORI HANNO UTILIZZATO UN LINGUAGGIO CRIPTICO FINALIZZATO A MANTENERE RISERVATA LA LORO IDENTITÀ E QUELLA DEGLI ALTRI SODALI, ATTRIBUENDOSI OGNUNO, NELLE STESSE, UN NOME IN CODICE. 





L’ACUIRSI DELLE DIATRIBE INTESTINE IN SENO AI DUE GRUPPI DELL’ASSOCIAZIONE HANNO PORTATO: 





  • AD UNA GUERRA IN CUI LE VITTIME DESIGNATE ERANO, IN MANIERA INDISTINTA, GLI APPARTENENTI ALL’UNA O ALL’ALTRA FAZIONE, 
  • TENSIONI E PRESE DI POSIZIONE PER LA CONQUISTA DI POSIZIONI GERARCHICHE DA RIVESTIRE ALL’INTERNO DELL’ASSOCIAZIONE PER IL CONTROLLO DELL’ATTIVITA’ DI APPROVVIGIONAMENTO E DISTRIBUZIONE DELLO STUPEFACENTE E PER LA SPARTIZIONE DEI RELATIVI COMPENSI SPETTANTI PER TALE MANSIONE. 



QUESTE CONTESE HANNO DETERMINATO L’IRA TRA I GRUPPI MANNI LUCIANO “BARBETTA” E BEVILACQUA PIETRO/MANNI BIAGIO, ENTRAMBI DISPOSTI AD UCCIDERE TANTO CHE PER RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO HANNO POSTO IN ESSERE UN SISTEMA DI “CONTROLLO” BASATO SUL PEDINAMENTO DELL’APPARTENENTE AL GRUPPO RIVALE CON VERI E PROPRI SERVIZI DI OSSERVAZIONE ANCHE NOTTURNA E DOVE, ALLA PRIMA FAVOREVOLE OCCASIONE, SI SAREBBE PROCEDUTO ALLA SOPPRESSIONE DELL’AVVERSARIO, SE CE NE FOSSE STATA L’OCCASIONE. 





IN QUESTO CLIMA VENUTOSI A CREARE, LA PRIMA AZIONE OMICIDIARIA AVVIENE IN DATA 19.07.2018 QUANDO IL GRUPPO “BARBETTA” ESPLODE DIVERSI COLPI DI ARMA DA FUOCO ALL’INDIRIZZO DI BEVILACQUA PIETRO E FASANO FRANCESCO LUIGI, I QUALI SCAMPARONO MIRACOLOSAMENTE ALLA MORTE RIUSCENDO A TROVARE RIPARO DIETRO LE LAMIERE DELLE PROPRIE AUTOVETTURE; IL GESTO SCATENAVA L’IRA DI MANNI BIAGIO CHE, UNITAMENTE A BEVILACQUA PIETRO, INIZIO’ A PIANIFICARE LA CONTROFFENSIVA DA UNA LOCALITÀ PROTETTA E NOTA ESCLUSIVAMENTE AI SODALI DI QUEL GRUPPO. 





IN TALE CONTESTO, MATURAVA L’AGGUATO MORTALE AI DANNI DI FASANO FRANCESCO LUIGI, PERPETRATO IN CONCORSO DA MANNI DANIELE E RIZZO ANGELO, DIVENUTO VITTIMA DESIGNATA POICHÉ FACENTE PARTE DEL GRUPPO ANTAGONISTA OPERANTE IN QUEL COMUNE SALENTINO. 





È STATO DIMOSTRATO, INOLTRE, COME ALCUNI DEGLI INDAGATI FOSSERO IN POSSESSO DI ARMI DA FUOCO ED AVESSERO PIENA CONOSCENZA DELLE MODALITÀ CON CUI PROCURALE NEL MERCATO CLANDESTINO. 





DOPO L’ESECUZIONE DEI DIECI FERMI NEL LUGLIO DEL 2018, L’INDAGINE È PROSEGUITA PROPRIO NELLA CONVINZIONE DEGLI INVESTIGATORI DELL’ARMA E DELLA PROCURA ANTIMAFIA DI LECCE CHE FOSSE NECESSARIO FERMARE ED AZZERARE I VERTICI DEI DUE GRUPPI OPERANTI SU MELISSANO E TERRITORI LIMITROFI PER SCONGIURARE IL PERICOLO DI ULTERIORI ATTI RITORSIVI. 





LE INTERCETTAZIONI SONO COSI’ PROSEGUITE SIA IN CARCERE, PER I SOGGETTI COLPITI DA FERMO, SIA A CARICO DI ULTERIORI SODALI E PERSONE CONNESSE CHE NON ERANO STATE COLPITE DA QUELLA MISURA. 





IL QUADRO CHE SI È DELINEATO NEI MESI SUCCESSIVI HA CONSENTITO DI RAFFORZARE GLI ELEMENTI RACCOLTI SUL CARATTERE CRIMINALE DELL’ASSOCIAZIONE. L’ATTIVITÀ E’STATA CORROBORATA ANCHE DA RISCONTRI “SUL CAMPO” CHE HANNO CONSENTITO AI CARABINIERI DI RECUPERARE LE SOSTANZE STUPEFACENTI CEDUTE E ARRESTARE CAPUTO SALVATORE, GAETANI MICHAEL E CAZZATO ROSARIO NONCHE’ DENUNCIARE, IN STATO DI LIBERTÀ, ALTRE DUE PERSONE E RAFFORZANDO COSI’ IL QUADRO INDIZIARIO DELLA PRIMA TRANCE INVESTIGATIVA. 





ANCHE IN QUESTO CASO IL “CORE BUSINESS” DELL’ASSOCIAZIONE SI È RIVELATO IL TRAFFICO E LO SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI CON NOTEVOLI INTROITI ECONOMICI PER I VERTICI ASSOCIATIVI. AGLI ODIERNI ARRESTATI VENGONO CONTESTATI I SEGUENTI REATI:





  • ART. 81, 110, 56, 575, 577 NN. 3 E 4, 61 N. 2 C.P. E ART. 4 L. 2.10.1967 N. 895: MANNI LUCIANO, MANNI MAICOL ANDREA E RIZZO ANGELO (CHE ALLO STATO DEL FERMO NON ERANO STATI IDENTIFICATI) IN CONCORSO CON MANNI DANIELE (GIUDICATO SEPARATAMENTE) VIENE CONTESTATO IL TENTATO OMICIDIO NEI CONFRONTI DI BEVILACQUA PIETRO E FASANO FRANCESCO LUIGI DEL 19.07.2018 E IL PORTO ILLEGALE DI ARMA DA FUOCO;
  • ART. 74 C. 1, 2, 3 E 4 DPR 309/90 VIENE RAFFORZATA LA CONTESTAZIONE DEL TRAFFICO E SPACCIO DEGLI STUPEFACENTI INSERENDO NEL SODALIZIO ANCHE BEVILACQUA ANTONIO, BEVILACQUA ROCCO, CAPUTO SALVATORE, CAUSO FABIO ANTONIO, CAZZATO ROSARIO, CAZZATO MATTEO, CIURLIA STEFANO, SCORRANO OTTAVIO SALVATORE E STAMERRA BENIAMINO (OLTRA AI DIECI FERMATI GIUDICATI SEPARATAMENTE);
  • ART. 110, 81 C.P. E 73 C. 1 DPR 309.90 NEI CONFRONTI DI BEVILACQUA ANTONIO, BEVILACQUA PIETRO, BEVILACQUA ROCCO, CAPUTO DIEGO ANTONIO, CAPUTO PAOLA, CAPUTO SALVATORE, CAZZATO MATTEO, CAZZATO ROSARIO, CAUSO FABIO ANTONIO, CIURLIA STEFANO, MANNI DANIELE, MANNI MAICOL ANDREA, PISCOPIELLO LUCA, RIMO LUCA, RIZZO ANGELO, SCORRANO OTTAVIO SALVATORE, STAMERRA BENIAMINO, VENOSA TOMMASA ISABELLA, SPENNATO CATERINA, PIZZI GIULIANO, STEFANELLI PAOLO, TARANTINO LUCA, PIZZOLANTE GIANLUCA, VACCA VITO PAOLO E GAETANI MICHEL;
  • ART. 81, 56 E 629 C.P. E 629 C.P. (TENTATA ESTORSIONE ED ESTORSIONE) A CARICO A CARICO DI STEFANELLI PAOLO AL FINE DI OTTENERE IL PAGAMENTO DI FORNITURE DI STUPEFACENTE.




DURANTE LE INDAGINI, OLTRE AGLI ARRESTI E FERMI SUDDETTI, SONO STATI EFFETTUATI NUMEROSI RISCONTRI CON SEQUESTRO DI STUPEFACENTE (COCAINA, EROINA, HASHISH E MARIJUANA) A CARICO DI ACQUIRENTI E ASSUNTORI CON ALTRETTANTE SEGNALAZIONI AGLI UFFICI TERRITORIALI DEL GOVERNO COMPETENTI (EX ART. 75 DPR 309/90); LA STRATEGIA INVESTIGATIVA INTRAPRESA (DI NON SCOPRIRSI TROPPO SUL TERRITORIO CON OPERAZIONI ANTIDROGA ECLATANTI) PER NON COMPROMETTERE IL PROSIEGUO DELL’ATTIVITA’ E RAGGIUNGERE IL DUPLICE OBIETTIVO DI PERSEGUIRE I DUE OMICICI E DISARTICOLARE I DUE GRUPPI CRIMINALI, SI E’ RIVELATA ALLA FINE VINCENTE.


Cronaca

Chiodi sporgenti dal cantiere di Poste italiane: «Pericolo in piazza Cappuccini»

La segnalazione: «I chiodi fuoriescono per diversi centimetri e si trovano a circa un metro da terra, un’altezza particolarmente insidiosa: sufficiente per colpire gambe, braccia o addirittura il volto di chi transita a piedi, ma soprattutto dei bambini, che potrebbero facilmente ferirsi giocando o passando vicino alla recinzione».

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Una situazione di potenziale pericolo per cittadini e passanti è stata segnalata in Piazza Cappuccini, nei pressi dell’uscita del container di Poste italiane.

A destare preoccupazione due grossi chiodi metallici che sporgono dalla recinzione in legno di un cantiere, visibili e non protetti.

«I chiodi fuoriescono per diversi centimetri e si trovano a circa un metro da terra, un’altezza particolarmente insidiosa: sufficiente per colpire gambe, braccia o addirittura il volto di chi transita a piedi, ma soprattutto dei bambini, che potrebbero facilmente ferirsi giocando o passando vicino alla recinzione».

La segnalazione, corredata di foto, è giunta da un nostro lettore che auspica un rapido intervento da parte dei responsabili del cantiere o degli enti competenti, prima che un potenziale pericolo si trasformi in un episodio di cronaca ben più grave.

La zona è, infatti, molto frequentata, sia per la presenza dei servizi postali sia per il passaggio quotidiano di residenti, anziani e famiglie.

In assenza di segnalazioni di pericolo o protezioni adeguate, il rischio di graffi, tagli o lesioni più serie appare concreto.

Una situazione che richiederebbe un intervento immediato, anche minimo, come il taglio dei chiodi sporgenti o la loro copertura con materiali protettivi.

Soluzioni semplici e rapide che potrebbero prevenire incidenti e garantire condizioni di maggiore sicurezza.

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Cronaca

Scoperto nel Mar Ionio un relitto romano con carico di anfore

Individuata una grande nave oneraria di età tardo-imperiale grazie alla collaborazione tra Soprintendenza e Guardia di Finanza. Un’importante scoperta archeologica subacquea nelle acque del Mar Ionio: si tratta di una grande nave romana con il suo carico di anfore. Il ritrovamento, frutto della sinergia tra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio e la Guardia di Finanza, sarà ora oggetto di un articolato intervento di tutela e indagine grazie a un finanziamento di 780 mila euro del Ministero della Cultura

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C’è un momento, in mare, in cui il presente incontra il passato.

È successo nelle acque salentine, nel Mar Ionio, dove sotto decine di metri d’acqua è riemersa una storia rimasta in silenzio per secoli: il relitto di una grande nave romana, con il suo carico di anfore, adagiata sul fondale come una pagina ancora da leggere.

Non è stata una scoperta cercata, ma trovata.

È arrivata durante le normali attività di controllo della Guardia di Finanza di Gallipoli, grazie alla tecnologia, certo, ma soprattutto grazie all’attenzione e alla professionalità di chi il mare lo conosce e lo sorveglia ogni giorno.

Da lì, un lavoro paziente, fatto di immersioni, di collaborazione, di rispetto.

E di una scelta importante: il silenzio.

Un silenzio necessario, per proteggere questo patrimonio fragile da chi avrebbe potuto trasformarlo in bottino.

Perché il mare conserva, ma non difende da solo.

Servono istituzioni, servono uomini e donne, serve una visione condivisa.

Oggi sappiamo che quel relitto non è solo un insieme di legni e anfore.

È una testimonianza viva dei traffici, delle rotte, delle vite che hanno attraversato il Mediterraneo quando il mare univa più di quanto dividesse.

Ed è anche un esempio virtuoso di collaborazione tra la Soprintendenza e la Guardia di Finanza, rafforzata da un impegno comune e da risorse finalmente disponibili.

Proteggere ciò che è sommerso significa proteggere la nostra memoria collettiva.

Perché quel passato, anche se nascosto sotto l’acqua, parla ancora di noi.

E ascoltarlo è un dovere.

La scoperta durante le attività di controllo in mare

Nel corso delle ordinarie attività di vigilanza marittima, la Guardia di Finanza ha individuato un’anomalia sul fondale del Mar Ionio grazie all’impiego di sofisticate strumentazioni di bordo.

L’area rientra nella competenza della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Brindisi, Lecce e Taranto.

Le successive immersioni, condotte con il supporto del personale specializzato del II Nucleo Sommozzatori della Guardia di Finanza di Taranto e in stretto coordinamento con la Soprintendenza, hanno rivelato la presenza di un relitto appartenente a una grande nave oneraria di epoca tardo-imperiale, con un carico significativo di anfore ancora in situ.

Riserbo e tutela contro il rischio di saccheggio

Considerata l’eccezionale rilevanza scientifica del giacimento subacqueo, le istituzioni coinvolte hanno scelto di mantenere il massimo riserbo sul ritrovamento.

Una decisione condivisa per prevenire il rischio di saccheggio e preservare l’integrità del deposito archeologico, in attesa di definire una strategia d’intervento adeguata.

Fin dal momento della scoperta, l’area è stata sottoposta a un costante monitoraggio da parte della Sezione Operativa Navale della Guardia di Finanza di Gallipoli, garantendo un presidio continuo del sito.

Finanziamenti e avvio delle indagini archeologiche

La Soprintendenza si è attivata tempestivamente per reperire le risorse necessarie alla documentazione, allo studio e alla messa in sicurezza del relitto.

L’assegnazione di 780.000 euro da parte del Consiglio Superiore dei Beni culturali e paesaggistici ha consentito di avviare ufficialmente l’azione congiunta di tutela e ricerca.

La recente notizia apparsa sulla stampa ha di fatto anticipato la comunicazione dell’avvio delle operazioni, che vedono la Soprintendenza come destinataria dei fondi e la Guardia di Finanza come partner operativo fondamentale.

Un’azione in linea con il Protocollo MiC–Guardia di Finanza

L’intervento si inserisce nel solco della collaborazione istituzionale rafforzata dal Protocollo d’intesa tra il Ministero della Cultura e la Guardia di Finanza, sottoscritto  dal Ministro Alessandro Giuli e dal Comandante Generale Andrea De Gennaro.

Come già avvenuto per il recupero condotto nelle acque di Ugento nel luglio scorso, anche questa operazione rappresenta un esempio concreto di cooperazione a tutela del patrimonio culturale sommerso.

Le prossime fasi: ricognizione, scavo e conservazione

Nei prossimi mesi, grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza, il Reparto Operativo Aeronavale di Bari e la Soprintendenza nazionale per il patrimonio culturale subacqueo di Taranto, verranno avviate attività di ricognizione sistematica e documentazione del relitto mediante le più moderne metodologie di indagine subacquea.

Queste operazioni saranno propedeutiche alla pianificazione di un complesso scavo archeologico subacqueo, al corretto recupero del carico e alle delicate attività conservative sui reperti e sui resti dell’imbarcazione, nel pieno rispetto dei principi della Convenzione UNESCO per la Protezione del Patrimonio Culturale Subacqueo.

Il ruolo strategico della componente aeronavale

La componente aeronavale della Guardia di Finanza si conferma un presidio fondamentale per la tutela della legalità e del patrimonio nelle acque territoriali e contigue, garantendo operatività continuativa 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno, a supporto della sicurezza e della salvaguardia dei beni culturali sommersi.

Giuseppe Cerfeda

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Cronaca

Maglie, rottura improvvisa di un tronco dell’acquedotto. Disagi in città

Il ripristino del regolare servizio, che dovrebbe avvenire, presumibilmente,

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Rottura improvvisa e imprevedibile di un tronco idrico in via Salvatore Fitto ang. via Vittorio Emanuele a Maglie (LE)

A causa di una rottura improvvisa di un tronco idrico dell’abitato di Maglie, i tecnici di Acquedotto Pugliese stanno eseguendo un delicato intervento di riparazione che proseguirà per tutta la giornata per il ripristino del normale regime nelle reti.

Pertanto, per consentire i lavori, sarà necessario ridurre temporaneamente la normale pressione idrica nelle reti che alimentano alcune vie dell’abitato di Maglie.

I disagi potrebbero essere avvertiti soprattutto negli stabili sprovvisti di autoclave e riserva idrica o con insufficiente capacità di accumulo.

Il ripristino del regolare servizio, che dovrebbe avvenire, presumibilmente, entro la serata odierna.

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