Connect with us

Cronaca

Mafia, operazione “La Svolta 2.0”: 23 arresti nel Basso Salento

Pubblicato

il



Stamane, al termine di una complessa attività di indagine coordinata dalla Procura della Repubblica di Lecce e condotta dal nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale collaborato dalla sezione operativa del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di casarano, i militari del comando provinciale di Lecce hanno eseguito 23 provvedimenti cautelari, emessi dal gip Presso il tribunale di Lecce(dr. Sergio Mario Tosi) su richiesta della locale Dda (dr. Guglielmo Cataldi e d.Ssa Maria Vallefuoco), di cui: 8 in carcere e 15 arresti domiciliari, nei confronti di altrettanti soggetti indagati a vario titolo per
“associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti”,
“concorso in duplice tentato omicidio”,
“porto e detenzione abusiva di armi”,
“detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti”, “estorsione” e “tentata estorsione”.
L’odierna esecuzione e’ l’epilogo dell’attivita’ investigativa che, in data 26.07.2018, porto’ i carabinieri del nucleo investigativo ad eseguire dieci fermi nei confronti di dieci degli odierni indagati, in seguito all’omicidio del giovane Fasano Francesco Luigi.
I fermi venivano emessi nei confronti di Manni Daniele, Rizzo Angelo, Manni Maicol Andrea, Manni Luciano, Manni Biagio, Bevilacqua Pietro, Rimo Luca, Piscopiello Luca e Vantaggiato Gianni e Librando Antonio che rispondevano tutti del delitto di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, i primi due inoltre dell’omicidio di fasano francesco luigi e solo manni daniele, in concorso con altri non identificati, del tentato omicidio in danno di Bevilacqua Pietro e Fasano Francesco Luigi.
Le operazioni hanno avuto inizio alle prime luci dell’alba, con il supporto di un elicottero del 6° nec di bari, di 2 unità cinofile del nucleo cinofili carabinieri di modugno (ba) e dello squadrone eliportato “cacciatori” di puglia, per un totale di 120 unità e 70 mezzi nei confronti di:





Ordinanze di custodia cautelare in carcere:
Bevilacqua Rocco





inteso “fettina”, nato a casarano (le) cl. 1990
Caputo Salvatore inteso “u nanu”, nato a Casarano, cl. 1977
Stefanelli Paolo inteso “Mangione”, nato a Tricase, cl. 1981
Bevilacqua Antonio inteso “fettina”, nato a Casarano, cl. 1958;
Librando Ferdinando nato a Borgomanero (No) cl. 1966;
Manni Luciano inteso “Barbetta”, nato a Melissano, cl. 1952;
Manni Maicol andrea nato a Casarano, cl. 1991;
Rizzo Angelo nato a Nardò, cl. 1995;

Arresti domiciliari:
Caputo Diego Antonio, nato a Casarano, cl. 1995;
Caputo Paola, nata a Hilden, cl. 1982;
Causo Fabio Antonio, nato a Melissano, cl. 1956;
Cazzato Matteo, nato a Gagliano del Capo, cl. 1991;
Cazzato Rosario, nato a Melissano cl. 1961;
Ciurlia Stefano, nato a Tricase, cl. 1978;
Micaletto Natashia, nata a Casarano cl. 1982
Pizzi Giuliano inteso “Tigna”, nato a ugento (le) cl. 1960;
Pizzolante Gianluca, nato a Ugento cl. 1975;
Scorrano Ottavio Salvatore, nato a Casarano, cl. 1985;
Spennato Caterina, nata a Casarano cl. 1992;
Stamerra Beniamino, nato a Muri (CH) cl. 1984;
Tarantino Luca inteso “Quartara”, nato in Svizzera cl. 1982;
Vacca Vito Paolo, nato a Casarano, cl. 1995;
Venosa Tommasa Isabella, nata a Gallipoli cl. 1980.

L’indagine, nell’ambito della quale risultano indagati complessivamente 30 soggetti, è stata condotta dal nucleo investigativo del reparto operativo del comando provinciale collaborato dal nucleo operativo della compagnia di casarano dal marzo 2018.
L’operazione “la svolta 2.0”, costituisce lo sviluppo di una complessa, intensa e tempestiva attività di indagine dalla straordinaria importanza tesa a individuare e tracciare esattamente l’organigramma associativo dei sodali di questa organizzazione operante nella città di melissano e comuni limitrofi, per poi disarticolarla definitivamente una volta individuati gli elementi di reita’ in capo agli stessi.





I fatti nel comunicato dei carabinieri:





LA GENESI DELL’INDAGINE È DA INDIVIDUARSI NEI DUE EPISODI DI SANGUE CHE HANNO INTERESSATO LA CITTADINA DI MELISSANO IN DATA 21.03.2018, CON L’OMICIDIO DI CESARI MANUELE (DI FATTO DECEDUTO, DOPO LA SUA GAMBIZZAZIONE, IN DATA 27.03.2018 DOPO UNA DEGENZA IN OSPEDALE DURATA 6 GIORNI) ED IN DATA 24.07.2018, CON L’EFFERATO OMICIDIO DI FASANO FRANCESCO LUIGI; EPISODI SEGNATI IN MANIERA RISOLUTIVA DALLA FRATTURA INTERNA AL CLAN CAPEGGIATO DAI GEMELLI LIBRANDO ANTONIO E FERDINANDO, MATURATA NELL’AMBITO DELLA SPARTIZIONE PER IL CONTROLLO DEL TRAFFICO ILLECITO DEGLI STUPEFACENTI SUL TERRITORIO DI RIFERIMENTO E CHE NE COSTITUIVA IL SUO “CORE BUSINESS”. LE RISULTANZE INVESTIGATIVE HANNO EVIDENZIATO LA SCISSIONE DELLA COMPAGINE MELISSANESE, FINO AD ALLORA ANCORATA DA CESARI MANUELE CHE, IN SEGUITO ALLA SUA MORTE, CON IL TEMPO ED I CONTRASTI TRA I SODALI, HA PORTATO ALLA CREAZIONE DI DUE FAZIONI/GRUPPI PERSISTENTI CON CONSEGUENTE RIORGANIZZAZIONE DI DUE CONSORTERIE CRIMINALI; NELLO SPECIFICO IL GRUPPO “BARBETTA”(COSTITUITO DA MANNI LUCIANO E I FIGLI DANIELE E MAICOL ANDREA)  SI CONTRAPPONE A QUELLO DI BEVILACQUA PIETRO E MANNI BIAGIO,LEGATE COMUNQUE ALL’EGEMONE FAMIGLIA LIBRANDO. 





DURANTE “IL RIASSETTO”, IL GIOVANISSIMO FASANO FRANCESCO LUIGI È RIMASTO LEGATO ALLA FAMIGLIA BEVILACQUA, IN VIRTÙ DI UNA STORICA AMICIZIA CON QUEST’ULTIMO SIN DAI TEMPI DELL’INFANZIA. 





L’ATTIVITÀ TECNICO-INVESTIGATIVA HA CONSENTITO DI DOCUMENTARE L’ATTUALITÀ E L’ESTREMA OPERATIVITÀ DEL CLAN AL CUI VERTICE SI PONE LIBRANDO ANTONIO, GIÀ CONDANNATO PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE DI TIPO MAFIOSO, PROMOTORE DI UN SODALIZIO CRIMINALE OPERANTE SU MELISSANO, IL QUALE SI È AVVALSO DI MANNI LUCIANO (GIÀ CONDANNATO PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE DI TIPO MAFIOSO), MANNI DANIELE, MANNI MAICOL ANDREA, RIZZO ANGELO, VANTAGGIATO GIANNI (CONDANNATO PER ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE DI TIPO MAFIOSO ED OMICIDIO), PISCOPIELLO LUCA, RIMO LUCA, CONTRAPPOSTO ALLA SCISSA CONSORTERIA CRIMINALE, IN VIA DI FORMAZIONE, PROMOSSA DA MANNI BIAGIO (CONDANNATO PER OMICIDIO) CON ASSOCIATI BEVILACQUA PIETRO E IL DECEDUTO FASANO FRANCESCO LUIGI. 





L’ASSOCIAZIONE IN QUESTIONE È STATA PARTICOLARMENTE ATTENTA NEGLI ATTEGGIAMENTI E NEI LINGUAGGI, NONCHÉ NEGLI SPOSTAMENTI E NELLE TECNICHE DI AVVICINAMENTO E COMUNICAZIONE DA UTILIZZARE QUANDO ENTRAVANO IN CONTATTO TRA LORO, DENOTANDO UNA ELEVATA CARATURA CRIMINALE ANCHE DAL PUNTO DI VISTA ORGANIZZATIVO. 





NEL CORSO DELLE CONVERSAZIONI TELEFONICHE, MEDIANTE UNA FITTA RETE DI TELEFONI DEDICATI ED AMBIENTALI È EMERSA, INFATTI, UN’ACCURATO STUDIO ANCHE PER L’INDIVIDUAZIONE DEI LUOGHI IN CUI EFFETTUARE GLI INCONTRI, ATTESO LO STATUS GIURIDICO DI TALUNI DEGLI INDAGATI SOTTOPOSTI ALLA MISURA DI SICUREZZA DELLA LIBERTÀ VIGILATA. NEL CORSO DELLE CONVERSAZIONI TELEFONICHE GLI INTERLOCUTORI HANNO UTILIZZATO UN LINGUAGGIO CRIPTICO FINALIZZATO A MANTENERE RISERVATA LA LORO IDENTITÀ E QUELLA DEGLI ALTRI SODALI, ATTRIBUENDOSI OGNUNO, NELLE STESSE, UN NOME IN CODICE. 





L’ACUIRSI DELLE DIATRIBE INTESTINE IN SENO AI DUE GRUPPI DELL’ASSOCIAZIONE HANNO PORTATO: 





  • AD UNA GUERRA IN CUI LE VITTIME DESIGNATE ERANO, IN MANIERA INDISTINTA, GLI APPARTENENTI ALL’UNA O ALL’ALTRA FAZIONE, 
  • TENSIONI E PRESE DI POSIZIONE PER LA CONQUISTA DI POSIZIONI GERARCHICHE DA RIVESTIRE ALL’INTERNO DELL’ASSOCIAZIONE PER IL CONTROLLO DELL’ATTIVITA’ DI APPROVVIGIONAMENTO E DISTRIBUZIONE DELLO STUPEFACENTE E PER LA SPARTIZIONE DEI RELATIVI COMPENSI SPETTANTI PER TALE MANSIONE. 



QUESTE CONTESE HANNO DETERMINATO L’IRA TRA I GRUPPI MANNI LUCIANO “BARBETTA” E BEVILACQUA PIETRO/MANNI BIAGIO, ENTRAMBI DISPOSTI AD UCCIDERE TANTO CHE PER RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO HANNO POSTO IN ESSERE UN SISTEMA DI “CONTROLLO” BASATO SUL PEDINAMENTO DELL’APPARTENENTE AL GRUPPO RIVALE CON VERI E PROPRI SERVIZI DI OSSERVAZIONE ANCHE NOTTURNA E DOVE, ALLA PRIMA FAVOREVOLE OCCASIONE, SI SAREBBE PROCEDUTO ALLA SOPPRESSIONE DELL’AVVERSARIO, SE CE NE FOSSE STATA L’OCCASIONE. 





IN QUESTO CLIMA VENUTOSI A CREARE, LA PRIMA AZIONE OMICIDIARIA AVVIENE IN DATA 19.07.2018 QUANDO IL GRUPPO “BARBETTA” ESPLODE DIVERSI COLPI DI ARMA DA FUOCO ALL’INDIRIZZO DI BEVILACQUA PIETRO E FASANO FRANCESCO LUIGI, I QUALI SCAMPARONO MIRACOLOSAMENTE ALLA MORTE RIUSCENDO A TROVARE RIPARO DIETRO LE LAMIERE DELLE PROPRIE AUTOVETTURE; IL GESTO SCATENAVA L’IRA DI MANNI BIAGIO CHE, UNITAMENTE A BEVILACQUA PIETRO, INIZIO’ A PIANIFICARE LA CONTROFFENSIVA DA UNA LOCALITÀ PROTETTA E NOTA ESCLUSIVAMENTE AI SODALI DI QUEL GRUPPO. 





IN TALE CONTESTO, MATURAVA L’AGGUATO MORTALE AI DANNI DI FASANO FRANCESCO LUIGI, PERPETRATO IN CONCORSO DA MANNI DANIELE E RIZZO ANGELO, DIVENUTO VITTIMA DESIGNATA POICHÉ FACENTE PARTE DEL GRUPPO ANTAGONISTA OPERANTE IN QUEL COMUNE SALENTINO. 





È STATO DIMOSTRATO, INOLTRE, COME ALCUNI DEGLI INDAGATI FOSSERO IN POSSESSO DI ARMI DA FUOCO ED AVESSERO PIENA CONOSCENZA DELLE MODALITÀ CON CUI PROCURALE NEL MERCATO CLANDESTINO. 





DOPO L’ESECUZIONE DEI DIECI FERMI NEL LUGLIO DEL 2018, L’INDAGINE È PROSEGUITA PROPRIO NELLA CONVINZIONE DEGLI INVESTIGATORI DELL’ARMA E DELLA PROCURA ANTIMAFIA DI LECCE CHE FOSSE NECESSARIO FERMARE ED AZZERARE I VERTICI DEI DUE GRUPPI OPERANTI SU MELISSANO E TERRITORI LIMITROFI PER SCONGIURARE IL PERICOLO DI ULTERIORI ATTI RITORSIVI. 





LE INTERCETTAZIONI SONO COSI’ PROSEGUITE SIA IN CARCERE, PER I SOGGETTI COLPITI DA FERMO, SIA A CARICO DI ULTERIORI SODALI E PERSONE CONNESSE CHE NON ERANO STATE COLPITE DA QUELLA MISURA. 





IL QUADRO CHE SI È DELINEATO NEI MESI SUCCESSIVI HA CONSENTITO DI RAFFORZARE GLI ELEMENTI RACCOLTI SUL CARATTERE CRIMINALE DELL’ASSOCIAZIONE. L’ATTIVITÀ E’STATA CORROBORATA ANCHE DA RISCONTRI “SUL CAMPO” CHE HANNO CONSENTITO AI CARABINIERI DI RECUPERARE LE SOSTANZE STUPEFACENTI CEDUTE E ARRESTARE CAPUTO SALVATORE, GAETANI MICHAEL E CAZZATO ROSARIO NONCHE’ DENUNCIARE, IN STATO DI LIBERTÀ, ALTRE DUE PERSONE E RAFFORZANDO COSI’ IL QUADRO INDIZIARIO DELLA PRIMA TRANCE INVESTIGATIVA. 





ANCHE IN QUESTO CASO IL “CORE BUSINESS” DELL’ASSOCIAZIONE SI È RIVELATO IL TRAFFICO E LO SPACCIO DI SOSTANZE STUPEFACENTI CON NOTEVOLI INTROITI ECONOMICI PER I VERTICI ASSOCIATIVI. AGLI ODIERNI ARRESTATI VENGONO CONTESTATI I SEGUENTI REATI:





  • ART. 81, 110, 56, 575, 577 NN. 3 E 4, 61 N. 2 C.P. E ART. 4 L. 2.10.1967 N. 895: MANNI LUCIANO, MANNI MAICOL ANDREA E RIZZO ANGELO (CHE ALLO STATO DEL FERMO NON ERANO STATI IDENTIFICATI) IN CONCORSO CON MANNI DANIELE (GIUDICATO SEPARATAMENTE) VIENE CONTESTATO IL TENTATO OMICIDIO NEI CONFRONTI DI BEVILACQUA PIETRO E FASANO FRANCESCO LUIGI DEL 19.07.2018 E IL PORTO ILLEGALE DI ARMA DA FUOCO;
  • ART. 74 C. 1, 2, 3 E 4 DPR 309/90 VIENE RAFFORZATA LA CONTESTAZIONE DEL TRAFFICO E SPACCIO DEGLI STUPEFACENTI INSERENDO NEL SODALIZIO ANCHE BEVILACQUA ANTONIO, BEVILACQUA ROCCO, CAPUTO SALVATORE, CAUSO FABIO ANTONIO, CAZZATO ROSARIO, CAZZATO MATTEO, CIURLIA STEFANO, SCORRANO OTTAVIO SALVATORE E STAMERRA BENIAMINO (OLTRA AI DIECI FERMATI GIUDICATI SEPARATAMENTE);
  • ART. 110, 81 C.P. E 73 C. 1 DPR 309.90 NEI CONFRONTI DI BEVILACQUA ANTONIO, BEVILACQUA PIETRO, BEVILACQUA ROCCO, CAPUTO DIEGO ANTONIO, CAPUTO PAOLA, CAPUTO SALVATORE, CAZZATO MATTEO, CAZZATO ROSARIO, CAUSO FABIO ANTONIO, CIURLIA STEFANO, MANNI DANIELE, MANNI MAICOL ANDREA, PISCOPIELLO LUCA, RIMO LUCA, RIZZO ANGELO, SCORRANO OTTAVIO SALVATORE, STAMERRA BENIAMINO, VENOSA TOMMASA ISABELLA, SPENNATO CATERINA, PIZZI GIULIANO, STEFANELLI PAOLO, TARANTINO LUCA, PIZZOLANTE GIANLUCA, VACCA VITO PAOLO E GAETANI MICHEL;
  • ART. 81, 56 E 629 C.P. E 629 C.P. (TENTATA ESTORSIONE ED ESTORSIONE) A CARICO A CARICO DI STEFANELLI PAOLO AL FINE DI OTTENERE IL PAGAMENTO DI FORNITURE DI STUPEFACENTE.




DURANTE LE INDAGINI, OLTRE AGLI ARRESTI E FERMI SUDDETTI, SONO STATI EFFETTUATI NUMEROSI RISCONTRI CON SEQUESTRO DI STUPEFACENTE (COCAINA, EROINA, HASHISH E MARIJUANA) A CARICO DI ACQUIRENTI E ASSUNTORI CON ALTRETTANTE SEGNALAZIONI AGLI UFFICI TERRITORIALI DEL GOVERNO COMPETENTI (EX ART. 75 DPR 309/90); LA STRATEGIA INVESTIGATIVA INTRAPRESA (DI NON SCOPRIRSI TROPPO SUL TERRITORIO CON OPERAZIONI ANTIDROGA ECLATANTI) PER NON COMPROMETTERE IL PROSIEGUO DELL’ATTIVITA’ E RAGGIUNGERE IL DUPLICE OBIETTIVO DI PERSEGUIRE I DUE OMICICI E DISARTICOLARE I DUE GRUPPI CRIMINALI, SI E’ RIVELATA ALLA FINE VINCENTE.


Casarano

Il prezzo della libertà di stampa

La giornalista salentina Marilù Mastrogiovanni è imputata per diffamazione a Lecce con decine di capi d’imputazione. Dovrà comparire in due processi, entrambi domani

Pubblicato

il

📍 Segui il GalloLive News su WhatsApp 👉 clicca qui

Si celebreranno domani presso il Tribunale di Lecce, dinanzi alla giudice onoraria Sanghez, le battute finali degli ultimi due processi che vedono Marilù Mastrogiovanni imputata per diffamazione a seguito di querele a firma dell’ex giunta del Comune di Casarano, dell’ex sindaco Gianni Stefàno e del sindaco in carica Pompeo De Nuzzo.

In oltre 20 anni di indagini giornalistiche, spesso slegate da quelle giudiziarie che, in molti casi, hanno acquisito nei fascicoli processuali i suoi articoli, ha disvelato gli inconfessabili collegamenti tra la sacra corona unita salentina e i “colletti bianchi” locali, pubblicando inchieste sempre documentate su reati ambientali, corruzione, traffico di droga e armi, business dell’immigrazione, i retroscena di omicidi e agguati mafiosi, gli affari della Sacra corona unita in tutti i comparti dell’economia del Salento e i suoi collegamenti con le mafie transnazionali.

Il paradosso è che le sue inchieste, anche quella per cui dovrà affrontare i due processi di domani, hanno avuto importanti riconoscimenti: l’ultimo è il calendario istituzionale 2026 della Direzione investigativa antimafia nazionale, che l’ha annoverata tra i “volti femminili dell’antimafia” come simbolo del giornalismo investigativo, dedicandole il mese di marzo.

Nel corso della conferenza stampa di presentazione il capo della DIA di Bari, colonnello Giulio Giuseppe Leo, l’ha pubblicamente ringraziata «per gli stimoli e gli spunti d’indagine che con il suo lavoro ha dato agli inquirenti».

La pioggia di querele è iniziata nel 2017 con il sequestro del giornale che ha fondato e che dirige, “Il Tacco d’Italia” (il sequestro è vietato dalla Costituzione, se non per casi gravissimi).

L’inchiesta on line sul marketing della mafia salentina fu sequestrata dalla magistratura leccese e dissequestrata dal Tribunale del Riesame dopo 45 giorni: un lungo periodo in cui l’articolo 21 della Carta costituzionale è stato offeso e umiliato.

Successivamente, l’azienda che aveva chiesto e ottenuto il sequestro del giornale fu raggiunta da interdittiva antimafia perché assumeva pregiudicati per mafia, come aveva denunciato Mastrogiovanni e godeva di appoggi istituzionali in molte amministrazioni comunali per aggirare i bandi di evidenza pubblica per la gestione del servizio di raccolta rifiuti.

Contestualmente partiva contro la giornalista una campagna di diffamazione e intimidazione con minacce di morte, offese e linciaggio sui social, manifesti intimidatori e caricature deumanizzanti, intimidazioni telefoniche e via email, mailbombing contenenti minacce di morte, un incendio appiccato alla sua casa di notte, mentre la famiglia dormiva; i cani avvelenati.

Episodi che hanno spinto le autorità a mettere sotto protezione la giornalista e la sua famiglia.

Ma non è bastato. Ha dovuto cambiare casa e città.

L’Ordine dei giornalisti, FNSI e Assostampa, insieme a numerose organizzazioni, hanno manifestato pubblicamente solidarietà, chiedendo all’ex giunta comunale e all’attuale sindaco di Casarano di ritirare le querele e i manifesti contro Mastrogiovanni, affissi dall’amministrazione comunale su tutte le plance di proprietà pubblica.

Anche il giornalista Sigfrido Ranucci, direttore di Report (Rai3) ha preso posizione al fianco alla giornalista, che domani dovrà affrontare due processi in un giorno per difendere l’articolo 21 della Costituzione.

Continua a Leggere

Alessano

Scontro mortale tra Alessano e Lucugnano, positivo all’alcoltest conducente della Maserati

Il 34nne di Alessano è ora indagato per omicidio stradale aggravato. Nell’impatto ha perso la vita Giuseppe Turano, insegnante di 47 anni. Secondo il collegio difensivo della famiglia della vittima la Maserati, al momento dell’impatto, procedeva ad una velocità compresa “tra i 180 e i 200 km/h”

Pubblicato

il

📍 Segui il GalloLive News su WhatsApp 👉 clicca qui

Ci sono sviluppi sullo scontro tra auto che venerdì scorso, sulla SS 275 nei pressi di Alessano è costato la vita a Giuseppe Turano, 47 anni, insegnante di matematica presso l’Istituto comprensivo di Specchia.

Turano era originario di Corigliano Calabro ma risiedeva a Montesardo (Alessano) insieme alla moglie, del posto, e ai suoi tre figli.

Era di ritorno a casa con le pizza da mangiare in famiglia quando c’è stato l’impatto con la Maserati il cui conducente, un 34nne di Alessano, è risultato positivo all’alcoltest ed è quindi indagato per omicidio stradale aggravato.

Proseguono intanto gli accertamenti per stabilire l’esatta dinamica dello scontro.

Intanto dal verbale di sequestro dei mezzi coinvolti si evince che “il conducente della Maserati travolgeva la Renault condotta da Turano che veniva catapultato in avanti per circa 76 metri sulla corsia di marcia percorsa dalla Maserati”.

Proprio ciò avvalorerebbe la tesi dei legali della famiglia di Turano, il cui collegio difensivo è composto dagli avvocati Claudio Pispero e Antonio Manco, che sostengono come la Maserati viaggiasse ad una velocità elevata “tra i 180 e i 200 km/h”.

 

Continua a Leggere

Cronaca

Ospedale di Galatina, senzatetto nei reparti

«Pernottano e stazionano negli ambineti ospedalieri»: le segnalazioni da parte di lavoratrici e lavoratori. La Fp Cgil Lecce scrive ad Asl e sindaco: «Subito interventi necessari al recupero sociale»

Pubblicato

il

Davanti al Pronto soccorso di Galatina per trovare una temporanea oasi di calore in queste notti gelide d’inverno.

Solo che la presenza dei senzatetto nei locali dell’ospedale “Santa Caterina Novella” non sempre è pacifica e mal si addice agli standard di igiene e sicurezza richiesti in un luogo di cure.

«Da settimane si susseguono decine di segnalazioni, spesso preoccupate, da parte di lavoratrici e lavoratori», spiegano dalla FP CGIL Lecce, «che abbiamo inoltrato alla direzione generale e di presidio della Asl. Purtroppo, senza esito».

«Dal periodo natalizio», aggiungono dal sindacato, «le sedie in plastica delle sale d’attesa si sono trasformate in letti, con tutto il corredo di coperte e cuscini improvvisati e di sacchi a pelo. Diversi ambienti ospedalieri nelle ore notturne hanno ospitato in queste settimane giacigli di fortuna: la sala d’attesa di Psichiatria, quella di Pediatria e Nido, quella del Laboratorio Analisi (dove è stata forzata l’entrata nella zona prelievi). Anche l’ingresso del Pronto Soccorso è ormai un “posto fisso” dove stazionare anche di giorno. Nella fredda notte del 12 gennaio sono stati segnalati pernottamenti anche nella palazzina dell’Ufficio Ticket/Nefrologia/Riabilitazione»

Il personale ogni volta chiede l’intervento delle forze dell’ordine, ma dopo l’allontanamento nel giro di poche ore la situazione torna come prima.

Va avanti così, ogni giorno, da circa tre settimane: «Lungi dal colpevolizzare o criticare le scelte di vita di queste persone, la Fp si limita a segnalare la percezione di insicurezza, a volte anche di paura, manifestata a più riprese dal personale. Soprattutto da lavoratrici e lavoratori che affrontano i notturni spesso in solitudine», spiega Floriano Polimeno, segretario generale della Fp Cgil Lecce, «la situazione sta destabilizzando il clima lavorativo e crea dei timori anche nei pazienti che accedono alle  prestazioni sanitarie».

Il sindacato ha formalmente chiesto ai vertici della Asl e anche al sindaco Fabio Vergine, di attivare gli interventi necessari per risolvere la situazione, prevedendo anche con il coinvolgimento delle associazioni di volontariato con interventi psicosociali finalizzati al recupero sociale.

📍 Segui il GalloLive News su WhatsApp 👉 clicca qui

 

Continua a Leggere
Pubblicità
Pubblicità

Più Letti