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Attualità

Non restano a casa: 151 denunciati nel Salento

Fuori di casa o fuori dal Comune di residenza senza fornire valide giustificazioni

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Come accade per il bollettino epidemiologico della Regione nel tardo pomeriggio, abbiamo imparato anche ad attenderci il bollettino di mezzogiorno dei carabinieri che riporta i sanzionati per violazione delle restrizioni del DPCM.

Anche oggi i numeri sono impetuosi: nella sola giornata di ieri i militari dell’Arma hanno denunciato sull’intero territorio provinciale 151 persone.

I carabinieri della Compagnia di Tricase, nei Comuni del Capo di Leuca ricadenti nella propria giurisdizione, hanno denunciato a piede libero 11 persone che erano fuori dalle rispettive abitazioni in mancanza di lecite comprovate esigenze. In totale i militari dell’Arma della Compagnia di Tricase hanno controllato 82 persone e fermato 74 veicoli.

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Nell’ambito del territorio di propria competenza i carabinieri della Compagnia di Maglie hanno controllato 114 persone e 41 veicoli. Denunciate 18 persone che circolavano per strada senza valida motivazione dettata da stato di necessità.

I carabinieri della Compagnia di Casarano dopo aver controllato 84 veicoli e 115 persone, hanno dato luogo a 43 denunce, sempre per violazione del DPCM.

Nel territorio della Compagnia di Gallipoli, denunciate altre 24 persone che non sono state in grado di fornire valide giustificazioni circa loro presenza fuori dal Comune residenza.

Nel territorio di competenza della Compagnia di Campi Salentina, i militari dell’Arma hanno denunciato altre 32 persone, colte fuori dalle proprie abitazioni senza essere in grado di fornire adeguata giustificazione.

I carabinieri della Compagnia di Lecce, infine, hanno denunciato sempre per lo stesso motivo, altre 23 persone.

Attualità

Casa di Riposo di Soleto. “Vi racconto tutto”

L’intervento di don Luca Matteo, soletano, Vicario Parrocchiale presso la Parrocchia “San Nicola” in Corigliano d’Otranto sulla R.S.A. “La Fontanella”

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Dopo giorni di emergenza seguiti al decesso della donna ospite della Casa di riposo di Soleto “La Fontanella”, ha deciso di intervenite don Luca Matteo che in questi giorni ha “taciuto non per vigliaccheria, ma per radiografare con oculatezza la situazione della RSA “La Fontanella” di Soleto”. Ora interviene e lo fa con uno scritto di suo pugno che pubblichiamo a seguire.

“Pensa prima di sparare”

don Luca Matteo

“È facile emettere sentenze di condanna in una situazione di emergenza, è facile in un batter d’occhio cancellare l’operato di chi con sacrificio e spirito di abnegazione si è speso per anni per stare al fianco degli anziani quotidianamente. D’altro canto si tratta di una struttura con 100 posti letto! Non è semplice, non è facile… Capisco la difficoltà da parte di un parente nell’impossibilità immediata di avere risposte sull’assistito, capisco l’agitazione e il nervosismo dinnanzi all’impotenza di risolvere nell’immediato i problemi che sopratutto nei primi giorni riaffioravano, ma non comprendo l’arroganza e la maldicenza che ha rasentato la calunnia di certuni. Il rispetto prima di tutto. Non è tempo di fare polemiche, non è tempo di fare bilanci consuntivi, non è tempo di emettere sentenze di condanna, non è tempo di sparare a zero. Ce lo ricorda anche la canzone di Fabrizio Moro: “Pensa prima di sparare. Pensa prima di dire e di giudicare, prova a pensare”.

È tempo di rimboccarsi le maniche, è tempo di attivare strategie tali che spingano tutti noi a soluzioni alternative in vista del bene dei nostri anziani. I mezzi e gli strumenti sono tanti: aderire all’appello di soccorso dando la propria adesione, adoperarsi attraverso i canali istituzionali come volontari, pregare, etc.

Mi congratulo personalmente, in quanto cittadino soletano, per la caparbietà del nostro sindaco, Graziano Vantaggiato, nell’affrontare personalmente lo stato di emergenza.

Ringrazio il dott. Rodolfo Rollo, Direttore Generale ASL di Lecce, che si è attivato subito per dare prosieguo all’Ordinanza emessa dal sindaco nei giorni pregressi.

Vi chiedo una maggiore vicinanza, se pur virtuale in questo momento storico che stiamo vivendo, per l’Amministratore unico, don Vittorio, che con spirito di sacrifico, di abnegazione e con tutti i difetti possibili e immaginabili, ha investito tutto quanto di sé stesso, su un piano umano ed economico, per lasciare un’opera all’avanguardia per la comunità soletana e non solo.

Vi comunico una confidenza: molti sanno che compito primario di Don Vittorio nell’arco della sua vita sacerdotale è stato quello di esercitare il ministero sacerdotale tra i militari in quanto Cappellano militare; si è congedato con il grado di Generale… vi assicuro che tutti i suoi risparmi e tutti i suoi stipendi sono stati e sono fino ad oggi investiti sulla struttura, per la struttura.

Poteva fare altre scelte, se lo poteva permettere, invece, no. Ora, non si tratta di tessere gli elogi di una persona, ma di comprendere il lavorìo dietro le quinte, dietro il mantello di Arlecchino, che è fondamentale per la riuscita dello spettacolo teatrale.

Infine, mi preme rivolgere un vivo ringraziamento a tutti gli Operatori Sanitari, medici, infermieri, OSS, volontari, alla Coordinatrice della Struttura, dr. Federica Cantone, che con spirito di sacrifico e abnegazione si dedicano per continuare a stare al fianco degli anziani assistendoli. Sant’Antonio e Maria, Madonna delle Grazie, intercedete per noi!“.

Don Luca Matteo

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Tricase, anche il sindaco conferma caso positivo

Carlo Chiuri: “Si tratta di un paziente già seguito dai competenti servizi ASL, che aveva osservato un primo periodo di quarantena e, in attesa dell’esito degli esami, su indicazione del Comando di Polizia Locale e della ASL, rimasto con alto senso di responsabilità e seppur in assenza di ulteriori indicazioni ufficiali, in auto-isolamento in casa”

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Si dirada la nebbia sul mistero che per una notte ha accompagnato l’annuncio di un caso positivo al covid 19 a Tricase.

L’ANNUNCIO DEL SINDACO CHIURI

In mattinata è arrivato l’annuncio del sindaco Carlo Chiuri su facebook: “A seguito dei necessari approfondimenti effettuati nella nottata appena trascorsa e nella mattinata odierna, informo la cittadinanza che anche a Tricase, purtroppo, vi è un caso di contagio da covid-19”.

Poi i particolari per rassicurare la cittadinanza: “Si tratta di un paziente già seguito dai competenti servizi ASL, che aveva osservato un primo periodo di quarantena e, in attesa dell’esito degli esami, su indicazione del Comando di Polizia Locale e della ASL, rimasto, con alto senso di responsabilità e seppur in assenza di ulteriori indicazioni ufficiali, in auto-isolamento in casa”.

Il sindaco ha poi invitato tutti “a continuare ad osservare scrupolosamente le disposizioni precauzionali già adottate a livello locale e nazionale”.

Il sindaco Carlo Chiuri (foto di repertorio)

Sulla falla comunicativa nel passaggio Asl, protezione civile, task force regionale, Comune di competenza, che non gli ha permesso di avere subito certezze, il sindaco esprime il suo “rammarico per l’assenza di informazioni ufficiali al momento in cui scrivo e vi assicuro il mio costante impegno a tutela di tutta la comunità”.

Proprio a causa di questo black out comunicativo, per alcune ore l’annuncio da parte della Regione dei nuovi contagi e la cartina geografica che indicavano Tricase con un caso positivo si sono tinte di giallo.

Mentre le nostre verifiche, confermavano con sempre più certezza il caso di positività in paese confermando quanto risultava dal bollettino epidemiologico della Regione Puglia, l’ultima notizia ufficiale dal fronte interno era il post su facebook delle 22,27 del sindaco Carlo Chiuri: “Informo la cittadinanza che sto seguendo personalmente il caso di contagio da covid 19 segnalato in Tricase. Quale Autorità Sanitaria Locale ad ora non ho ricevuto alcuna comunicazione ufficiale. Sono in corso tutte le necessarie verifiche e vi terrò costantemente aggiornati”.

CACCIA AL CONTAGIATO: NON SI FANNO NOMI!

Nel frattempo in paese è esplosa l’assurda caccia al contagiato con tanto di nome e cognome su whatsapp e sui social del presunto positivo.

Senza avere pensieri cattivi che ci indurrebbero a sospettare una morbosa curiosità limitrofa al pettegolezzo, ribadiamo a chi insiste a voler sapere chi sia il contagiato (“per avere certezze di non aver avuto contatti con il positivo a con qualcuno a lui vicino“) che: sia per la persona che ha contratto il virus che per gli altri entrati in contatto con lui, Asl e autorità preposte attivano una procedura di messa in quarantena a tutela di tutti. Quindi, per essere chiari, non vi è assolutamente bisogno di sapere “chi è”!

Detto e ripetuto per l’ennesima volta che chi dovesse risultare positivo non ha nessuna colpa ed è tutelato, com’è giusto che sia in un Paese democratico, dal diritto alla privacy, dovesse ancora accadere a Tricase o in altri paesi,  evitiamo questo rincorrersi di pettegolezzi e se ci vogliamo giocare ai Soliti Ignoti, facciamolo con Amadeus in Tv.

Altrimenti si corre il rischio di conferme o smentite senza verifica (e brutte figure, anche a mezzo stampa) che contribuiscono solo a fare confusione, l’ultima cosa di cui in questi giorni si sente il bisogno.

Giuseppe Cerfeda

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Attualità

Coronavirus: sette pazienti salentini guariti e dimessi

Anche altri sono in procinto di tornare a casa. I dati dei guariti ed i farmaci utilizzati

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Nell’Ospedale Vito Fazzi di Lecce 5 persone si sono negativizzate e quindi sono state dimesse guarite: due il 20 marzo, uno il 21, uno il 24, due il 26. A tutti questi pazienti è stato consigliato l’isolamento fiduciario a casa, al fine di migliorare le condizioni generali nella fase di convalescenza. In questo momento, 3 pazienti risultati negativi sono ancora ricoverati, in attesa del secondo tampone negativo che, in base alle linee guida attuali, certifica la completa guarigione e la non contagiosità“.

L’annuncio dell’Asl leccese è l’unica nota lieta di una giornata trascorsa a rincorrere i contagiati, i Comuni di residenza ed i soliti incoscienti che ancora si ostinano a non prendere sul serio le restrizioni anti contagio.

Ieri è stato forse il giorno più duro dall’inizio dell’emergenza, con 152 nuovi contagi e 4 decessi in Puglia.

Anche il Salento ha visto il numero dei positivi crescere vertiginosamente.

In una giornata così triste, dunque, c’è spazio anche per la speranza perché, come più volte abbiamo avuto modo di ascoltare dai colleghi che si occupano di altri territori, dal coronavirus si guarisce.

In totale sono sette i pazienti salentini che erano ricoverati e, dal 20 al 26 marzo, hanno potuto lasciare le strutture anti covid che li ospitavano. Tra di loro anche una bimba di pochi mesi di età e la mamma e due ultraottantenni. Confermato il dato che vede prevalere il numero di donne guarite, in linea con il dato riscontrato su territorio nazionale che evidenzia una maggiore protezione delle donne nei confronti dell’infezione.

Le dimissioni sono state rispettivamente 5 al “Vito Fazzi” di Lecce (24 posti letto dedicati alle malattie infettive), uno a Galatina (26 posti letto al reparto malattie infettive) e un altro a San Cesario, ospedale dove sono ricoverati i malati in fase post acuta e che ospita ancora 18 pazienti.

Tutti sono risultati negativi al tampone per due volte ed ora sono in isolamento fiduciario presso le loro abitazioni, con monitoraggio del medico di base e del Servizio di Igiene Pubblica.

Infine i farmaci utilizzati, che sono quelli approvati dalla Simit (Società Italiana di Malattie Infettive):

l’associazione di un antimalarico (Idrossiclorochina) con alcuni farmaci antiretrovirali (utilizzati per combattere l’ HIV, l’Aids per intenderci), Lopinavir/Ritonavir (Kaletra) oppure Darunavircobicistat (Rezolsta);

il Remdesivir, che è un antivirale ritenuto potenzialmente efficace nei confronti nella lotta al covid 19;

il Tocilizumab, l’ormai famoso farmaco utilizzato contro l’artrite reumatoide, che nelle patologie con gravi difficoltà respiratorie, aiuta con le sue proprietà anti-infiammatorie.

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