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Cutrofiano

A Cutrofiano la Festa dell’Artigiano

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Domenica 7 marzo, a partire dalle 17,30, nelle sale del Resort San Giorgio (strada provinciale Noha-Galatina), la grande manifestazione promossa da Confartigianato Imprese Lecce, con il patrocinio della Camera di Commercio di Lecce. Interverranno rappresentanti del Governo, del Parlamento, dell’Università del Salento, della Camera di Commercio di Lecce e poi imprenditori, artigiani, loro famiglie e non solo.


Confartigianato Imprese Lecce”, dichiara il presidente Corrado Brigante, “organizza da anni un’importante manifestazione per valorizzare ed esaltare la laboriosità, l’impegno ed il contributo sostanziale che il mondo artigianale assicura all’economia della provincia di Lecce”.


Il segretario di Confartigianato Lecce Mario Vadrucci

Il segretario di Confartigianato Lecce Mario Vadrucci

Spiega il segretario generale Mario Vadrucci: “L’iniziativa intende sviluppare negli imprenditori, loro collaboratori e familiari, l’orgoglio dell’appartenenza ad una categoria che, più di ogni altra, caratterizza l’identità produttiva di un territorio. Le produzioni artigiane, infatti, connotano le peculiarità di un determinato territorio perché interpretano al meglio tradizioni, costumi e cultura. La Festa dell’Artigiano si pone come momento celebrativo di un impegno professionale e costituisce un’occasione di piacevole incontro tra gli imprenditori, loro famiglie ed esponenti delle istituzioni politiche, amministrative, economiche e culturali”.


Nell’occasione sarà distribuito il nuovo numero di “Salento Artigiano”, periodico di informazione di Confartigianato Imprese Lecce. Entrando nello specifico del programma, la manifestazione prevede alle 17,30 la proiezione di un filmato realizzato da Confartigianato Imprese Lecce; alle 18 gli interventi del presidente Brigante; di Alfredo Prete, presidente della Camera di Commercio di Lecce; di Stefano Adamo, preside della Facoltà di Economia dell’Università del Salento; di Amedeo Maizza, docente della Facoltà di Economia Università del Salento; di Cesare Fumagalli, segretario generale di Confartigianato Imprese; di Raffaele Fitto, Ministro ai Rapporti con le Regioni. In chiusura, alle 20, la degustazione di prodotti tipici.


Attualità

AAA, elettori cercasi

Elezioni comunali 2026: a primavera si voterà per il nuovo sindaco in 21 centri della provincia di Lecce. Ma in quanti diserteranno ancora le urne?

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di Giuseppe Cerfeda

Ci apprestiamo a una nuova stagione di elezioni con chiamate alle urne prima per il referendum di fine marzo e poi per le amministrative di primavera che, in provincia di Lecce, riguarderanno 21 Comuni: Casarano, Gallipoli, Tricase (con popolazione superiore a 15mila abitanti ed eventuale ballottaggio), Maglie, Martano, Melpignano, Caprarica di Lecce, Calimera, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Sogliano Cavour, Gagliano del Capo, Ruffano, Castro, Presicce-Acquarica, Racale, Porto Cesareo, Uggiano La Chiesa, Arnesano, Monteroni di Lecce e San Pietro in Lama.

Prima ancora di avviare le contese e accendere il dibattito politico, però, gli addetti ai lavori dovrebbero iniziare a interrogarsi seriamente sulla questione dell’affluenza, sempre più bassa e meno rappresentativa.

Il distacco tra la gente comune e la politica, sia locale che nazionale, è diventato sempre più evidente.

Sempre meno persone vanno a votare, partecipano a incontri pubblici o seguono il dibattito politico.

E non perché manchi interesse per il futuro, ma perché cresce la sensazione di non contare nulla.

Molti cittadini si sentono ignorati, traditi da promesse mai mantenute, stanchi di un linguaggio fatto di slogan, polemiche e giochi di potere.

La politica sembra spesso lontana dalla vita reale: dai problemi del lavoro, della sanità, dei trasporti, delle famiglie.

Anche a livello locale, dove il contatto dovrebbe essere più diretto, molti amministratori appaiono distanti, chiusi nei palazzi, poco inclini all’ascolto.

Il distacco è pericoloso, perché una democrazia senza partecipazione si indebolisce.

Servono più dialogo, più trasparenza, più presenza sul territorio.

La politica deve tornare a essere servizio, non carriera.

Deve tornare a parlare con le persone, non sopra le persone.

Solo così si potrà ricostruire la fiducia e far sentire ogni cittadino parte di una comunità che decide insieme il proprio futuro.

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Cronaca

Camminava sul ciglio della strada, 41enne investito e ucciso

L’uomo era uscito da casa, sua affacciata sulla strada e stava camminando sulla carreggiata quando, forse a causa del buio, è stato travolto da un’auto..

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Intorno alle 23, 30 di ieri un tragico incidente è avvenuto nel territorio di Cutrofiano. Secondo le prima indagini, Francesco Vincenti, 41 anni, è stato investito e ucciso lungo la strada provinciale 363, tra Cutrofiano e Supersano.

Resta da chiarire il motivo per cui Vincenti si trovasse a piedi lungo quel tratto di strada a quell’ora della notte, sebbene l’uomo abitasse nelle immediate vicinanze.

L’uomo era uscito da casa, sua affacciata sulla strada e stava camminando sulla carreggiata quando, forse a causa del buio, è stato travolto da un’auto, alla cui guida c’era un 34enne di Supersano.
I sanitari del 118 intervenuti non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della vittima.  Sul posto i carabinieri di Gallipoli per i rilievi e la ricostruzione della dinamica.

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Attualità

Vieni via con me

Il fantasma dello spopolamento: restano solo gli anziani, i giovani si trasferiscono altrove per cercare opportunità lavorative e di studio. Nel 2012 contavamo 912mila residenti, tredici anni dopo sono 764mila. Persi 147.500 abitanti in 13 anni, oltre 16 persone in meno ogni 100! I dati degli ultimi due anni confermano il crollo demografico. Pochi i centri in controtendenza

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di Giuseppe Cerfeda

Quello dello spopolamento dei paesi per il Salento è un fenomeno complesso che coinvolge aspetti demografici, economici e sociali e che dovrebbe essere costantemente tema centrale nell’agenda politica di chi ci governa a tutti i livelli.

Tutti i rilievi evidenziano un declino delle nascite e l’invecchiamento della popolazione: la bassa natalità e l’aumento della popolazione anziana contribuiscono indubbiamente allo spopolamento.

Così come l’emigrazione giovanile: i giovani si trasferiscono altrove per cercare opportunità lavorative e di studio. E, una volta appurato di persona come altrove le cose spesso funzionino meglio, non fanno più rientro se non per il buen retiro dopo la pensione.

È indubbio come la mancanza o la scarsa organizzazione ed efficienza di servizi essenziali come scuole, ospedali e trasporti pubblici contribuisca a rendere la vita alle nostre latitudini meno attraente. Il nostro sta sempre più diventando un isolamento geografico: con la condizione di area periferica e la mancanza di infrastrutture adeguate che limitano anche lo sviluppo economico.

Gli effetti sono davanti agli occhi di tutti: i paesi del Salento, tranne rarissime eccezioni, stanno perdendo abitanti, soprattutto giovani; la popolazione anziana è in aumento, quella giovane è in diminuzione. È un circolo vizioso, la perdita di capitale umano qualificato e la mancanza di investimenti limitano la crescita economica.

INVERNO DEMOGRAFICO

La provincia di Lecce sta vivendo un trend di spopolamento, con un calo progressivo della popolazione residente iniziato intorno al 2012, dopo anni di crescita, portando a un invecchiamento significativo e a un decremento, soprattutto nei Comuni dell’entroterra.

Nel 2012, la provincia contava 912mila residenti: tredici anni dopo se ne contano 764.491. Il nostro Salento ha, dunque, registrato una perdita di circa 147.500 abitanti, segnando, in 13 anni, un preoccupante calo del 16,17%, oltre 16 persone in meno ogni 100!

Il fenomeno, sia chiaro, rientra nel più ampio inverno demografico italiano, caratterizzato da bassa natalità e aumento della popolazione anziana, ma quello salentino resta comunque un dato allarmante.

Un declino demografico genera un impatto negativo su welfare, consumi e forza lavoro, creando una bomba a orologeria sociale ed economica per il territorio.

Abbiamo isolato i dati Comune per Comune degli ultimi due anni (vedi tabelle sotto con i centri raggiunti dall’edizione cartacea de “il Gallo) e il trend resta drammaticamente lo stesso tranne, come dicevamo, poche eccezioni con una concentrazione, in particolare, nel Capo di Leuca dove sono in controtendenza, quindi in crescita, Miggiano, Montesano Salentino, Morciano di Leuca e Tiggiano che spicca con il dato migliore: negli ultimi due anni ha aggiunto quasi 13 residenti ogni mille abitanti.

Gli altri centri con segno positivo negli ultimi due anni sono: Carpignano Salentino, Melendugno, Palmariggi, Porto Cesareo e Racale.

Né un abitante in più né uno in meno per Cutrofiano.

Tutti gli altri paesi, invece, denunciano una perdita di residenti.

Ovviamente per raggiungere il dato totale della provincia bisogna considerare i numeri delle altre città, anche popolose, come Nardò (30.752 abitanti), Gallipoli (18.934), Galatone (14.850) e Cavallino (13.044).

I POSSIBILI RIMEDI

IIn sintesi, la provincia di Lecce segue il trend nazionale ma con caratteristiche proprie, segnando un marcato calo demografico e un invecchiamento strutturale che richiede interventi strategici di lungo periodo per invertire il processo di spopolamento.

Difficile pensare a una ricetta immediata per invertire la tendenza, anche se è notorio che rimedi per contrastare lo spopolamento includano: investimenti in infrastrutture (migliorare le strade, i trasporti pubblici e le connessioni internet) per aumentare l’accesso ai servizi essenziali; sviluppo economico (promuovere l’innovazione e la diversificazione economica per creare opportunità lavorative) servizi essenziali (garantire l’accesso a servizi come scuole, ospedali e servizi sociali) e politiche di sviluppo (mirate a sostenere le aree interne e i piccoli centri).

I tempi di un eventuale rientro sarebbero necessariamente lunghi ma guai a non pensare a un piano a lungo termine per evitare, un giorno, in mezzo a città fantasma.

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