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Dai Comuni

Dal laboratorio: “Qui a Parabita effettuati 400 tamponi”

“Se non avessero potuto fare tampone preventivo ora sarebbero in giro liberamente”

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Dalla Biomedica di Parabita il dott. Daniele Ria ci riferisce di «circa 400 tamponi effettuati e 8 positività rilevate: erano persone ovviamente asintomatiche che da tempo avrebbero voluto effettuare il test. Se non avessero avuto la possibilità di effettuare il tampone privatamente ora sarebbero in giro liberamente senza sapere di essere veicolo di contagio. Questo per dire che la salvaguardia del diritto di poter effettuare il test a prescindere da un’indicazione specifica o da sintomi che fanno sospettare l’infezione è anche un contributo alla prevenzione del contagio. Ovviamente una volta rilevata la positività abbiamo avvisato il dipartimento di prevenzione dell’Asl che ha provveduto all’isolamento del paziente, al tracciamento dei contatti stretti e tutto l’iter previsto in questi casi dal protocollo».


Emiliano ha indicato la cifra di 80 euro come tetto massimo per il costo del tampone. Voi che siete costretti anche a fare i conti sul campo, confermate che l’indicazione sia giusta?


«Noi stiamo facendo pagare il test 75 euro a cui aggiungiamo 5 euro per tutte quelle operazioni legate alla prevenzione e all’utilizzo ed il consumo dei dispositivi di sicurezza. Direi che il prezzo è giusto e, nel caso dovesse aumentare il numero dei test effettuati, potrebbe anche leggermente calare perché si abbatterebbero i costi».

Chi volesse effettuare il tampone cosa deve fare?

«Basta contattare preventivamente la struttura medica abilitata e presentarsi negli orari stabiliti muniti di ricetta del medico di base utile anche per avere un ulteriore riferimento sanitario in caso di positività».


Leggi anche: Covid test (a pagamento) in laboratorio per tutti


Cronaca

Cade l’Arco, vacilla il cuore

Il crollo dell’Arco ti Lu Pepe, icona del Salento, riapre una ferita che non è soltanto paesaggistica. Tra erosione naturale e responsabilità umane, resta la domanda su quanto siamo disposti a fare per proteggere la nostra bellezza più fragile

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Nonostante si sia già detto tanto, sentiamo l’obbligo di tornare a parlare dell’Arco degli Innamorati di Torre Sant’Andrea, nella Marina di Melendugno.

Certe perdite restano addosso.

Quel ponte naturale di roccia chiara, sospeso su un mare che sembra dipinto, non era soltanto una meraviglia geologica.

Era un luogo dell’anima.

Un punto fermo nella geografia sentimentale di chi è nato qui e di chi, arrivando da lontano, ha scelto di innamorarsi di questo angolo di Salento.

Vederlo crollare – e per di più nella notte di San Valentino – ha avuto qualcosa di simbolico, quasi crudele.

Le immagini delle macerie che velano l’acqua limpida hanno fatto il giro del mondo, ma qui, più che altrove, hanno lasciato un senso di smarrimento.

Come se improvvisamente mancasse un punto di riferimento, un pezzo della cartolina che raccontava chi siamo.

È vero: l’erosione marina è un processo naturale.

Le falesie si trasformano, la costa si rimodella, il tempo fa il suo corso.

Ma quando i crolli si susseguono e interi tratti di litorale arretrano, non possiamo limitarci a constatare l’inevitabile.

Dobbiamo chiederci se stiamo facendo abbastanza per monitorare, prevenire, proteggere.

Perché qui non si parla soltanto di turismo, pur fondamentale per l’economia del territorio.

Si parla di identità. Di memoria collettiva. Di quei luoghi che diventano scenario di promesse, fotografie, silenzi condivisi. Di quella bellezza che non è un lusso, ma una parte integrante della nostra storia.

Forse il crollo dell’Arco degli Innamorati può rappresentare un punto di svolta.

Un richiamo forte, non solo per le istituzioni locali ma per l’intero Paese, affinché si investa con decisione nel monitoraggio dei tratti costieri più fragili e nella tutela dei luoghi simbolo, come la Piscina Naturale di Marina Serra (Tricase), anch’essa a rischio.

Il Salento oggi è più povero. Ma può scegliere di non restare fermo nel rimpianto.

Può trasformare il dolore in responsabilità, la perdita in consapevolezza.

Perché la bellezza è fragile, ma la volontà di difenderla può essere molto più forte.

Giuseppe Cerfeda

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Appuntamenti

Le Città Oronziane a Botrugno

Il 20 febbraio la comunità ricorda il terremoto del 1743 e consolida il Cammino delle Vie Oronziane con nuove adesioni. Nella rete le municipalità Lecce, Andrano, Campi Salentina, Caprarica di Lecce, Diso, Muro Leccese, Ortelle, Surbo, Vernole, Ugento, Ostuni (Br) e Turi (Ba)

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Fede, memoria storica e progettualità territoriale si intrecciano nella tradizionale celebrazione del Patrocinio di Sant’Oronzo, in programma il 20 febbraio.

Una ricorrenza che per la comunità botrugnese non rappresenta soltanto un appuntamento religioso, ma anche il ricordo dello scampato terremoto che il 20 febbraio 1743 colpì l’intera Terra d’Otranto.

Anche quest’anno l’Amministrazione Comunale di Botrugno, guidata dal sindaco Silvano Macculi, ha coinvolto le Municipalità che condividono il culto verso il primo Vescovo di Lecce e che, dallo scorso anno, hanno formalmente sottoscritto una convenzione costituendosi in Rete con il Comune capofila.

LE CITTÀ UNITE NEL SEGNO DI SANT’ORONZO

Fanno parte della Rete le Municipalità di Lecce, Andrano, Campi Salentina, Caprarica di Lecce, Diso, Muro Leccese, Ortelle, Surbo, Vernole, Ostuni, Ugento e Turi.

Un percorso avviato diversi anni fa con l’obiettivo di creare un interscambio culturale tra le comunità oronziane, sviluppare strategie comuni di marketing territoriale e promuovere il turismo religioso attraverso il progetto del Cammino delle Città Oronziane.

«Quest’anno si rafforza il percorso associativo delle Vie Oronziane con la sottoscrizione della Convenzione di adesione delle Municipalità di Ortelle e Ugento proprio nella solennità del patrocinio di Sant’Oronzo», dichiara il sindaco Silvano Macculi, «come da tradizione, avremo ospiti le Municipalità legate dal culto e dalla devozione verso il primo vescovo di Lecce».

IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA

Venerdì 20 febbraio, alle ore 10,30, presso il Palazzo Marchesale, l’accoglienza ufficiale delle delegazioni e i saluti istituzionali.

Seguirà l’illustrazione dei progetti e delle prossime iniziative del Cammino delle Città Oronziane a cura del prof. Renato Di Gregorio, momento centrale per delineare le strategie future della Rete.

A conclusione della mattinata si terrà la Cerimonia di riconoscenza con la consegna delle Chiavi delle Città Oronziane a Mons. Michele Seccia, Arcivescovo emerito di Lecce, quale segno di gratitudine per il suo servizio pastorale e la vicinanza dimostrata alle comunità coinvolte.

«Sarà una gioia consegnare a Mons. Michele Seccia le Chiavi Oronziane come testimonianza di gratitudine», sottolinea il sindaco Macculi.

CELEBRAZIONE E PROCESSIONE NEL POMERIGGIO

Nel pomeriggio la dimensione spirituale tornerà al centro con la Celebrazione Eucaristica nella Chiesa Madre, presieduta dall’Arcivescovo di Otranto, Mons. Francesco Neri.

Al termine della funzione religiosa, la tradizionale processione per le vie del paese accompagnerà il simulacro del Santo, rinnovando un rito che da generazioni rappresenta un momento di profonda partecipazione popolare.

I RINGRAZIAMENTI DELL’AMMINISTRAZIONE

Il sindaco Macculi ha voluto esprimere un sentito ringraziamento al parroco don Angelo Pede, al Comitato Festa per la collaborazione organizzativa, al prof. Renato Di Gregorio e all’operatore culturale Giuseppe Semeraro, che dal 2004 contribuisce alla realizzazione dell’evento.

Una celebrazione che, nel segno di Sant’Oronzo, continua a unire le comunità salentine in un cammino condiviso di fede, identità e sviluppo territoriale.

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Cronaca

Rapina a bar tabacchi, arrestato 21enne

Il titolare, nel tentativo di opporre resistenza, ha riportato contusioni durante la colluttazione e ha successivamente fatto ricorso alle cure mediche

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I Carabinieri di Gallipoli hanno arrestato un giovane 21enne di Galatina, ritenuto presunto autore di una rapina aggravata con lesioni personali consumata alla fine di dicembre nel bar-tabacchi di Chiesanuova, frazione di Sannicola-

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Lecce, è giunta a poco più di un mese dai fatti. 

L’arresto rappresenta l’esito di un’attività investigativa rapida, accurata e determinante condotta dai Carabinieri di Gallipoli, che hanno identificato il sospetto grazie all’analisi delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e al confronto con le testimonianze raccolte sul posto.

Tali accertamenti hanno consentito di ricostruire con precisione la dinamica del reato, confermando la responsabilità del giovane per la rapina con coltello ai danni del titolare del locale. 

La dinamica del reato e conseguenze per la vittima secondo quanto emerso dalle indagini, il 21enne, con il volto coperto da un cappuccio e armato di coltello, si sarebbe introdotto nel bar-tabacchi minacciando il proprietario per costringerlo alla consegna dell’incasso.

Il titolare, nel tentativo di opporre resistenza, ha riportato contusioni durante la colluttazione e ha successivamente fatto ricorso alle cure mediche, venendo dimesso con una prognosi di 10 giorni. 

Al termine delle formalità, il giovane è stato accompagnato presso la Casa Circondariale di Lecce, come disposto dal provvedimento cautelare.

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