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Calimera

La Grecìa Salentina al Tg1

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Un viaggio in Salento, un tuffo nella Grecìa Salentina quello che i telespettatori hanno fatto questa sera col Tg1.





Su RaiUno è andato in onda, nel telegiornale delle 20, il servizio di Valentina Bisti tra le bellezze, la cultura e la storia di alcuni dei centri del posto.




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Attualità

Mapei dona 1500 ulivi per rigenerare il Salento colpito da Xylella

Il gruppo chimico per l’edilizia sostiene la rinascita del paesaggio salentino, in collaborazione con OlivaMi, attraverso la messa a dimora di nuovi ulivi tolleranti il batterio Xylella

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Mapei rafforza il proprio impegno per lo sviluppo sostenibile dei territori e la valorizzazione delle filiere locali con un nuovo progetto di rigenerazione agricola realizzato in collaborazione con OlivaMi, associazione no-profit del Salento che promuove la riforestazione delle campagne distrutte dall’epidemia di Xylella.

L’iniziativa unisce tutela del paesaggio, attenzione all’ambiente e sostegno concreto all’economia locale. Con la donazione di 1.500 ulivi resistenti alla Xylella, Mapei aiuta attivamente gli agricoltori del territorio contribuendo così al recupero di terreni colpiti dal disseccamento causato dal batterio, salvaguardando una coltura simbolo della Puglia.

Alla presentazione del progetto hanno partecipato le istituzioni locali insieme a Veronica Squinzi, amministratore delegato Mapei, e ai rappresentanti di OlivaMi.

Durante l’evento è stata inaugurata la targa dell’Uliveto Mapei situato tra Martano e Calimera e si è svolta una donazione simbolica di alcuni ulivi a una rappresentanza degli agricoltori locali, a testimonianza dell’impegno nei confronti della comunità.

«La Puglia rappresenta per Mapei un’area strategica di sviluppo, per questo stiamo continuando a lavorare per portare a pieno regime il nostro nuovo stabilimento produttivo di Modugno. L’obiettivo è rafforzare la nostra presenza nel Mezzogiorno, migliorare l’efficienza logistica e diminuire l’impronta di CO 2 dovuta ai trasporti. Sostenendo il progetto di rigenerazione e riforestazione promosso da OlivaMi, vogliamo compiere anche un gesto concreto per promuovere un modello sostenibile di recupero ambientale, rilancio agricolo e tutela del patrimonio culturale e produttivo
del territorio in cui operiamo», dichiara Veronica Squinzi, amministratore delegato Mapei.

«Questa iniziativa permette inoltre a Mapei di compensare le emissioni GHG 1 derivanti dai consumi dello stabilimento di Modugno per l’anno 2025. Un impegno per una crescita responsabile, capace di coniugare investimenti industriali, attenzione al territorio e valorizzazione delle eccellenze locali, in coerenza con i nostri valori e con una visione di sviluppo sostenibile di lungo periodo» aggiunge Marco Squinzi, amministratore delegato Mapei.

Negli ultimi cinque anni l’epidemia di Xylella fastidiosa ha avuto conseguenze devastanti sul territorio salentino, portando alla scomparsa di oltre 21 milioni di ulivi e causando il collasso di un’intera filiera produttiva.

Questo scenario si è tradotto in una riduzione dell’80% della produzione di olio salentino, contribuendo a una contrazione del 50% della produzione nazionale.

Fondata nel 2022, OlivaMi nasce con l’obiettivo di contrastare gli effetti del disseccamento degli ulivi causato dal batterio. Attraverso il modello dell’adozione a distanza delle piante, l’associazione ha realizzato oltre 350 giardini aziendali, con la messa a dimora di circa 25.000 nuovi alberi e la produzione di 30.000 litri di olio, contribuendo alla rinascita di un patrimonio agricolo e culturale unico.

«L’uliveto diventa un’infrastruttura produttiva capace di generare valore nel tempo – evidenzia Alessandro Coricciati, presidente dell’associazione OlivaMi -. La collaborazione con Mapei va in questa direzione: creare un collegamento diretto tra imprese che investono nel territorio e l’agricoltura locale, rendendo sostenibile il reimpianto degli ulivi e offrendo una prospettiva di lungo periodo a terreni che altrimenti rischierebbero l’abbandono».

L’iniziativa nel Salento si colloca all’interno di un percorso più ampio che vede Mapei fortemente
radicata in Puglia, regione con cui l’azienda ha consolidato negli anni un rapporto strategico. Dal
2007 l’azienda è presente a Lecce con una filiale commerciale dotata di uno Showroom e di
un’Academy che rappresenta oggi un punto di riferimento per la formazione degli operatori del
settore edile dell’intero territorio meridionale.

Il rapporto con la regione si è ulteriormente rafforzato attraverso interventi di alto valore simbolico e tecnico, come la sponsorizzazione tecnica del restauro del Teatro Petruzzelli di Bari, e attraverso progetti di ricerca con importanti istituzioni locali come il Politecnico di Bari.

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Attualità

“il Gallo” in distribuzione, il numero di Pasqua

Verso le elezioni: a Tricase sei candidati sindaco, a Ruffano si profila una corsa solitaria. E ancora: sfide del turismo, passando per infrastrutture, economia e storie di territorio. Il nuovo numero accompagna i lettori fino Santa Pasqua

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Da oggi in distribuzione gratuita il nuovo numero de “il Gallo.

Un numero che accompagna i lettori fino alla Santa Pasqua, come sempre con uno sguardo ampio sull’attualità del territorio, tra politica, economia, infrastrutture e storie di comunità.

ELEZIONI AGLI “ESTREMI”: DUE SCENARI OPPOSTI

L’apertura del giornale è dedicata alla politica locale, con un’espressione che fotografa bene il momento: “agli estremi”.

A Tricase il quadro è affollato, con sei candidati sindaco già in campo e la prospettiva di liste numerose.

Una competizione che si preannuncia lunga e articolata e non priva di colpi di scena.

Su questo numero i candidati sindaco anticipano  temi che si preannunciano “caldi” in vista dell’imminente campagna elettorale.

A Ruffano, al contrario, si delinea uno scenario opposto: una possibile candidatura unica, con Antonio Cavallo che potrebbe correre senza sfidanti.

Un’ipotesi, tutt’altro che remota, che racconta un clima politico molto diverso, quasi sospeso.

INFRASTRUTTURE E SVILUPPO: IL TEMA DEI COLLEGAMENTI

Spazio anche alla mobilità, con il focus sulla metropolitana di superficie del Salento.

Un’opera strategica da 186 chilometri, destinata a incidere su turismo, lavoro e qualità della vita.

ECONOMIA: IMPRESE TRA INCERTEZZA E INVESTIMENTI

Tra i temi centrali, l’allarme lanciato da Confindustria Lecce sul decreto fiscale.

Le nuove misure rischiano di colpire investimenti già avviati, creando difficoltà nel tessuto imprenditoriale locale.

TURISMO: STAGIONE PIÙ LUNGA, FUTURO INCERTO

Il giornale approfondisce anche il comparto turistico: da un lato una stagione che si allunga, dall’altro le criticità legate a concessioni, costi e trasporti.

Un settore fondamentale che chiede certezze.

Tra cronaca, analisi e storie, il nuovo numero de “il Gallo” si conferma uno strumento per leggere il presente del Salento.

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Attualità

Mobilitazione contro il maxi-parco eolico

Martano, Calimera e Carpignano Salentino. Istituzioni, tecnici e cittadini uniti: «La transizione energetica sì, ma non a costo del territorio». Il progetto prevede 11 aerogeneratori alti fino a 200 metri

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di Giuseppe Cerfeda

Martano, domenica mattina.

La sala convegni “K. Wojtyla” è piena.

Non solo amministratori o tecnici: ci sono agricoltori, operatori turistici, cittadini.

Volti diversi, storie diverse, ma un sentimento comune: la preoccupazione per il futuro del territorio.

Al centro del confronto c’è il progetto del maxi parco eolico denominato “Lecce”, attualmente in fase di Valutazione di Impatto Ambientale presso il Ministero dell’Ambiente.

Un progetto che, se realizzato, secondo il sentore comune dei partecipanti a quell’incontro, cambierebbe radicalmente il paesaggio della Grecìa Salentina.

L’incontro, promosso dall’associazione Salento Sostenibile APS, ha rappresentato qualcosa di più di un semplice dibattito tecnico: è diventato il simbolo di una mobilitazione che sta crescendo giorno dopo giorno.

UNDICI TORRI ALTE COME GRATTACIELI

Il progetto prevede 11 aerogeneratori alti fino a 200 metri, con una potenza complessiva di 72,6 MW, distribuiti tra i territori di Martano, Calimera e Carpignano Salentino.

Tradotto: torri alte quanto un grattacielo di oltre sessanta piani.

Non su un crinale industriale o in mare aperto, ma nel cuore di uno dei paesaggi più riconoscibili del Salento, tra masserie storiche, aree archeologiche e strutture ricettive.

È proprio questo il nodo della contestazione.

LE DENUNCE DELL’ASSOCIAZIONE

Il presidente di Salento Sostenibile, Domenico Scordari, non usa giri di parole: «La preoccupazione dell’intero territorio è altissima perché un progetto del genere sarebbe devastante per la comunità e metterebbe in discussione l’economia locale e la bellezza dei luoghi».

E ancora: «Non siamo contrari alle energie rinnovabili. Ma non possiamo accettare progetti che si travestono da green e che in realtà rischiano di diventare un’economia estrattiva e distruttiva per il territorio».

L’associazione parla apertamente di speculazione energetica, sostenendo che alcune società sfruttano la necessità della transizione energetica per proporre impianti di dimensioni sproporzionate rispetto ai territori che li ospitano.

LA POSIZIONE DELLE ISTITUZIONI LOCALI

Il sindaco di Martano e presidente della Provincia di Lecce, Fabio Tarantino, ha ribadito durante l’incontro che su questo punto il territorio è compatto: «Nessuno vuole torri alte 200 metri a ridosso di siti archeologici, paesaggi unici, chiese e masserie».

Secondo Tarantino, la vera partita si gioca sulla definizione delle aree idonee per gli impianti energetici.

Una legge regionale che dovrà stabilire dove questi impianti possono essere realizzati e dove invece devono essere esclusi.

LE CRITICHE DEI TECNICI

Molto netto anche l’intervento dell’ingegnere Fernando Antonio Moschettini, dirigente della Provincia.

Moschettini ha parlato di un progressivo indebolimento delle tutele territoriali: «Gli impianti da fonti rinnovabili sono stati classificati come infrastrutture strategiche nazionali, riducendo di fatto il potere di pianificazione dei territori».

E ha aggiunto un dato che ha fatto discutere la platea: «A fronte di un obiettivo nazionale di 80 gigawatt aggiuntivi, le richieste di connessione alla rete arrivano a 322 gigawatt».

Numeri che, secondo molti osservatori, indicano chiaramente la presenza di operazioni speculative nel settore energetico.

SALENTO TERRITORIO “SENSIBILE

Secondo i tecnici, il Salento è diventato uno dei territori più appetibili per gli investimenti energetici.

Il motivo è semplice: vento, sole e ampie superfici agricole oggi disponibili dopo la crisi provocata dalla Xylella, che ha devastato migliaia di ettari di uliveti.

Condizioni ideali per grandi impianti energetici.

Ma proprio per questo cresce la preoccupazione di molti amministratori locali.

LA POLITICA PROMETTE BATTAGLIA

Il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio ha annunciato la presentazione di un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Ambiente.

Il messaggio inviato all’incontro è stato chiaro: «La transizione energetica è fondamentale, ma non deve essere invasiva e non può compromettere territori che hanno costruito il proprio sviluppo su agricoltura, turismo e paesaggio».

Anche l’onorevole Claudio Stefanazzi ha annunciato una propria interrogazione parlamentare.

Dalla Regione Puglia, inoltre, il consigliere Stefano Minerva ha anticipato che il parere regionale sul progetto sarà contrario.

MOBILITAZIONE DESTINATA A CRESCERE

L’incontro di Martano rappresenta solo una tappa di un confronto che nei prossimi mesi potrebbe diventare ancora più acceso.

Il territorio chiede regole chiare.

La transizione energetica (questo il messaggio emerso con forza) si deve fare, ma senza trasformare il paesaggio salentino in una piattaforma industriale.

Per molti, la vera domanda è semplice e inevitabile: quanto sviluppo energetico può sostenere un territorio senza perdere la propria anima.

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