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Attualità

Specchia, la sindaca Martinucci lascia

Dopo il “fuggi fuggi generale” da parte della giunta, anche Alessandra Martinucci si dimette e parte il j’accuse

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“Gentilissimo Segretario, gentilissimi Consiglieri Comunali”, iniziano così le “ultime volontà” della Martinucci,  “con rammarico ma con onesta intellettuale e responsabilita rassegno le mie dimissioni ammettendo una sconfitta, sicuramente personale ma innegabilmente collettiva, di natura sociale prima che politica.


La mia sconfitta personale è quella di non essere riuscita a scardinare un sistema viziato sotto diversi profili, primo tra tutti sotto it profilo umano e delle responsabilità, ma l’incapacità, evidentemente, non è solo la mia ma è certamente di tutti, anche se può far comodo, seppur sia scorretto, in virtù di velleità politiche di qualcuno, attribuire a me la colpa di tutto.


Ho conosciuto un ambiente profondamente insalubre” è l’anamnesi della vita politica di Specchia,  “e nonostante credessi che con le mie mani operose avrei potuto ripristinare quegli ingranaggi ossidati cosi da contribuire al cambiamento di un modo di fare politica, purtroppo, questa sfida con me stessa non l’ho vinta.


Ingranaggi macchinosi e bloccati, condizionati dalla sete di rivalse personali e beghe di piccolo calibro.


Una decisione che, probabilmente, avrei dovuto prendere già da tempo ma che oggi, dopo aver letto le parole di disprezzo nei miei confronti dai dimissionari, prendo con più convinzione (sia chiaro, non sono state le sterili e inappropriate cattiverie a farmi riflettere, ma il mio senso di responsabilità e la mia coscienza).


Troppo semplice abbandonare la nave quando affonda, attribuendo, con arroganza, presunzione e supponenza, tutte le colpe a chi resta. Irresponsabile e meschino scendere da quella nave poche ore prima per salvare egoisticamente solo la propria pelle, senza curanza di chi resta: non è questo l’atteggiamento di un amministratore!


E, forse adepta di Rossini incalza: “Vengo accusata in queste lettere di cambiare idea dalla mattina alla sera; riecheggia come un’ossessione questa rivendicazione della coerenza da chi, solo un mese fa, al mio fianco presentava una mozione di fiducia, elogiandomi in ogni modo e con fierezza. Gli stessi consiglieri che oggi rimettono le proprie deleghe, in maniera scadenzata durante la stessa mattinata, come se qualcuno, la sera prima, avesse impartito tale ordine decidendo anche gli orari di invio delle lettere.


Questo è solo un subdolo gioco di strategia: la denigrazione delle persone come arma per poter emergere. Un gioco vecchio, che arriva da lontano, forse unica costante di tanti anni.


Mi dispiace dover soverchiare questo spicciolo protagonismo ma oggi non sono solo io ad essere sconfitta: non si illudano di restare incolpevoli, di “restare a galla” avendo reso capro espiatorio la singola, al solo fine poi, di potersi ricandidare alla prossima tornata fingendo di essere volti freschi e franchi.


Nelle lettere di dimissioni si parla, impropriamente, persino di responsabilità nella scelta di lasciare it proprio lavoro per svolgere il ruolo da amministratore. La responsabilità è altra cosa. La politica e un servizio che non deve MAI essere confuso con un mestiere. Fino a quando non ci libereremo dei politici che considerano la cosa pubblica una professione, il nostro paese non potrà mai andare avanti. La politica non un lavoro e non si fa per ambizione personale!


Tutto questo disastro amministrativo, da cui io non ho la vigliaccheria di tirarmi fuori, parte da più lontano ed io indubbiamente ho le mie responsabilità.


Un anno fa ho sperato, con tutta me stessa, di poter dare il mio contributo a Specchia, ho messo tutto l’entusiasmo e la mia determinazione: volevo essere al servizio dell’intera comunità, mettere a disposizione le mie idee, le mie esperienze e la mia formazione.


Mi ero solo illusa che qualcuno apprezzasse di me le mie conoscenze e le mie capacità.


Ma non servivano le mie idee, non serviva il mio giovane entusiasmo e la mia determinazione. Non serviva la mia testa; serviva solo un nome, forse uno qualsiasi, serviva qualcuno pronto a lanciarsi all’ultimo secondo nel buffo. E purtroppo solo in questo momento ne prendo consapevolezza.


Non ho mai permesso che qualcuno ragionasse per me. Non ho mai dato modo che qualcuno mi inculcasse un’idea, MAI”. Semplici allusioni e certe considerazioni sui politici di ieri e di oggi, inveisce ancora: “Tutto questo, per molti, e stato un problema, anzi il problema del Sindaco Martinucci.


E colgo l’occasione per ribadire per l’ennesima volta che, nonostante tutto, sono sempre stata, dall’inizio alla fine, una persona libera. E se anche ci fossero stati condizionamenti, sia interni che esterni, per me non avrebbero avuto alcun peso. Chi mi ha accusato di essere succube di ragionamenti e voleri altrui, ha riconosciuto it linguaggio  delle  pressioni  probabilmente  perchè  avvezzo  a  fame  e  subirne. Linguaggio, invece, a me totalmente sconosciuto. Conosco la libertà di pensiero e di espressione e non l’avrei barattata per nulla. Sono sempre stata una persona libera. La stessa libertà che oggi mi porta a tirare i remi in barca a testa alta.


La vera sconfitta si e consumata quando ho avuto la consapevolezza che parte del gruppo giovane non era pronto a dare il proprio contributo ma per difendere, ossessivamente, le smanie di qualcun altro. Un’idea del passato e non una visione del futuro, una politica profondamente sbagliata!”


Come recita la storia,muoia Sansone con tutti i Filistei, perchè continua con’: “Una politica che intende il dialogo con qualcuno che abbia una differente idea politica come un torto al proprio gruppo o ancor peggio come “giocare a scacchi” sulla pelle della comunità.


Una politica dove  il pranzo con la madre significa escogitare un piano politico distruttivo per qualcun altro.


Una politica dove offendersi, origliare alle porte, registrare e la migliore arma per attaccare e difendersi (da cosa poi?!).


Una politica che voleva calpestare rovinosamente la dignità di tutti i giovani che provano ad impegnarsi per dare it proprio contributo, come se gli anni di “esperienza” fossero l’unica arma per poter amministrare.


Una politica che non concepisce il confronto con la minoranza come un momento costruttivo per l’intera comunità, come se si debba costantemente sentirsi in un ring dove i trofei sono le ferite dell’avversario.


Un modo di fare politica a cui io non ho mai ceduto ed e proprio per questo che Alessandra Martinucci non e mai andata bene.


GRAVE IL COMPORTAMENTO DI CHI LA PROPONE, ANCOR PIU’ GRAVE DI CHI, IN SILENZIO, L’ASSECONDA.

Ho dovuto assistere a tristi e vergognosi momenti anche nella sede istituzionale, urla, offese personali, anche nei miei confronti, di assessori poco rispettosi del mio molo e soprattutto del ruolo  che ricoprivano, tentativi costanti di  dividere, di creare incomprensioni, spie nascoste dietro le porte per “controllare” le mie riunioni.


Non è mai nata, nella maggioranza, una ispirazione politica unitaria e forte, ma per alcuni solo un’ ossessione di un mondo politico vecchio e superato, oltre a singoli egocentrismi.


Il gruppo, dallo scorso aprile ha iniziato lentamente a sgretolarsi sino a oggi. Oggi mi ritrovo senza un gruppo e senza una maggioranza.


Con dispiacere e rammarico ammetto che una compagine nuova e fresca non e stata capace di dare una svolta a questo paese. Non vi e stata, probabilmente, la volontà e la convinzione di aprire porte e finestre per far entrare aria nuova e fresca e che si potesse opporre al vecchio e allo stantio.


Sono amareggiata, oggi, di dover disattendere quello che la maggior parte della comunità, il 26 maggio 2019, aveva scelto.


Da Sindaco, da madre della comunità, non voglio qui additare alcuno in particolare, attribuendo responsabilità o colpe. Ma ognuno, coscienziosamente, sappi a riconoscere i propri errori.


Io riconosco i miei.


Che il mio, oggi, rappresenti un monito, un motivo di riflessione per il futuro.


Chiediamoci chi sono coloro che veramente hanno agito per il bene del paese e chi per interesse o aspirazione personali, chi perché spinto dalla voglia di cimentarsi e dare iil proprio contributo in un nuovo progetto e chi esclusivamente per veder fallire un progetto se non fosse stato il suo.


Che questo momento sia visto non come una sconfitta di una partita elettorale ma come una sconfitta per il paese. Che possa condizionare positivamente il futuro (politico) di Specchia.


Che possa rappresentare l’apocalisse… “almeno saremmo tutti costretti a ricostruire”. E stato per me un onore rappresentare il mio paese, anche se per poco tempo. E stato un onore interagire con i miei cittadini.


Ringrazio anzitutto la mia comunità, i miei elettori, chi mi ha sostenuto dall’inizio e, allo stesso modo, chi mi ha dato fiducia nel corso dell’esperienza. Ringrazio i tanti, tantissimi, che in questi giorni mi hanno espresso solidarietà e affetto.


Ringrazio quei dipendenti comunali che hanno saputo accogliermi fin dal primo giorno, aiutandomi e sostenendomi.


Ringrazio l’ex Presidente del Consiglio, Giuseppe Annesi, che ha saputo svolgere it suo ruolo nel miglior modo e insieme a lui, il consigliere Araldo Baglivo, gli unici due presenti al mio fianco fino all’ultimo giorno, i soli che hanno creduto che abbandonare non sarebbe stata la strada giusta.


Ringrazio i colleghi capigruppo di minoranza Emanuele Giangreco e Francesco Biasco, persone corrette, leali e trasparenti. Seppur con “bandiere” politiche differenti, hanno sempre cercato con me un confronto costruttivo e rispettoso.


Ci animi ora la volontà di un cambiamento, si, di una rivoluzione!


E chiosa: “Mi auguro che la mia non resti solo una brutta esperienza o un “disastro”, ma che sia davvero esperienza da cui imparare e migliorare nella prossima tornata di elezione.


Lo auguro ai cittadini di Specchia, a me stessa, lo auguro ai figli di tutti.


Questa è solo l’alba della veemenza politica che Specchia conoscerà, che ha avuto inizio con roboanti comizi, j’accuse incrociati, veti, lettere anonime, denunce di presunti intrallazzi e tragicomiche iniziative.


Come ne uscirà la città? Come ne usciranno i politici di lungo corso che rimangono (per ora) con un pugno di mosche in mano? Riusciranno davvero i giovani di Specchia a “fare la rivoluzione” come auspicato dalla Sindaca?


Noi tifiamo per loro. Auguri Specchia


Luigi Zito


 


Approfondimenti

Maglie e le opinioni dei commercianti, questo Natale…

Marco Candido, di Candido Store, e Luigi Muci, di Muci Abbigliamento, tra consigli, suggerimenti e…

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Marco Candido, Candido Store – Maglie 

«Contro le vendite online, dovremo essere bravi a rendere lo shopping esperienza piacevole e gratificante»

Marco Candido (Candido Store) ci porta a conoscenza che «sono stati programmati degli eventi per tutti i fine settimana, fino a Natale, con spettacoli di artisti di strada. 

Insieme agli addobbi sempre più ricchi e ricercati, contribuiranno a creare a Maglie quel clima natalizio di serenità e spensieratezza di cui tutti abbiamo bisogno». 

In paese però non c’è una vera e propria associazione dei commercianti: «Purtroppo no, ad eccezione di un’associazione di strada che ovviamente coinvolge solo una parte di noi. Più volte si è provato a crearne una, ma senza risultato».

Sulla concorrenza che corre sul web ammette: «L’e-commerce ha portato la totalità dell’offerta di ogni servizio e prodotto nelle nostre case o, meglio, nelle nostre mani, sui nostri smartphone, spesso a prezzi più vantaggiosi. È ovviamente una concorrenza che si fa sentire, alla quale i negozi di prossimità posso rispondere, con successo, offrendo i servizi che l’e-commerce ancora non può dare. 

Innanzitutto, una selezione di prodotti mirata e innovativa, che risponda e anticipi le esigenze della propria clientela e che la supporti quindi nelle scelte d’acquisto; una qualità del servizio in fase di acquisto, intesa come consulenza ed in generale come esperienza piacevole e gratificante, che difficilmente un ordine online può dare. 

“I nostri acquisti sono spesso emozionali, rispondendo più ad una necessità di gratificazione personale…”

Oggi i nostri acquisti, soprattutto nel nostro settore, sono spesso emozionali, rispondendo più ad una necessità di gratificazione personale che ad una specifica esigenza, e noi dobbiamo essere bravi a rendere questa esperienza piacevole e gratificante. 

Altro punto di forza dei negozi di prossimità deve essere la credibilità, in termini di garanzia totale di soddisfazione dell’acquisto effettuato; il cliente deve poter contare sul fatto che noi ci siamo e ci saremo sempre per risolvere i problemi che dovesse riscontrare». 

Candido definisce l’anno che sta per finire come «altalenante, con mesi fortemente negativi e altri molto positivi.

Nel complesso siamo in linea con lo scorso anno e questo, nel nostro settore, non è male. Viviamo globalmente un momento di forti turbolenze ed incertezze che non aiutano il mercato, ma siamo convinti che serietà, coerenza e essere propositivi alla lunga paghino. Quindi, si: siamo fiduciosi per le festività».

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Luigi Muci, Muci Abbigliamento – Maglie

«Siamo fortunati perché il nostro centro storico è una sorta di Centro Commerciale a cielo aperto»

 Luigi Muci, di Muci Abbigliamento Uomo, ammette: «A Maglie non abbiamo un’associazione commercianti, quindi le iniziative ogni anno nascono un po’ “a spot” e sono create da tante piccole associazioni. 

Poi, la Proloco, insieme all’amministrazione, le mette insieme per creare un cartellone natalizio. Quest’anno i commercianti di via San Giuseppe, che è una stradina pedonale molto carina che costeggia il municipio, hanno organizzato degli eventi. Via collegata anche con piazza Caduti di via Fani, luogo di ritrovo per la vita notturna magliese, che da un paio d’anni è stata resa pedonale. In questa zona del centro storico si terranno degli spettacoli che richiameranno un bel po’ di gente». 

Sulle vendite di fine anno aggiunge: «C’è molta attesa per il periodo natalizio, che ha un’incidenza del 20-30% sul fatturato annuo. Ovviamente, ciò dipende anche dalla tipologia del negozio».

Sulla concorrenza dell’e-commerce: «Negli ultimi periodi le vendite sono calate per vari motivi e non soltanto, per l’avvento dell’online spesso preferita da chi acquista per la convenienza economica ,visti gli sconti che effettuano e anche perché più facile e veloce. 

Il piccolo negozio di vicinato può contrastarla con la fidelizzazione del cliente, con la qualità e, soprattutto, garantendo accoglienza, offrendo il surplus della consulenza e guadagnando la fiducia dei clienti. Almeno nei piccoli centri i rapporti personali resistono e sono importanti».

“Dobbiamo fare i conti con la desertificazione dei piccoli centri. Fenomeno che non coinvolge solo il nostro settore…”

Il centro storico magliese è un centro commerciale a cielo aperto: «Dobbiamo fare i conti con la desertificazione dei piccoli centri. Fenomeno che non coinvolge solo il nostro settore, la desertificazione commerciale comporta tutta una serie di problematiche anche sociali.

Tutto sommato noi, a Maglie, siamo fortunati perché la nostra città offre una serie di negozi tutti raccolti in centro. Chi viene a Maglie può scegliere tra un’ampia gamma di negozi (uomo, donna, calzature, oggettistica, ecc.), vicini uno all’altro. Questo è un punto a nostro favore che ci aiuta a mantenere ancora un appeal importante anche per la posizione della Città che è centrale rispetto all’intero Salento». 

Ricollegandosi alla rivalità con il variegato mondo di internet, Muci sottolinea: «È importante cercare di far capire al consumatore che anche se risparmia qualche euro, quando acquista on-line arreca un danno al proprio paese, al commercio, all’economia del proprio territorio. Senza dimenticare che, acquistando on-line, si rinuncia a fare una passeggiata in centro: l’acquisto è anche un importante momento sociale, che consente di comunicare, di confrontarsi con i negozianti, di scambiare due chiacchiere».

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Queste interviste le potete trovare su il Gallo cartaceo, distribuito questo fine settimana, in 80 Comuni del Salento;

seguono, fra poco su queste colonne, le interviste ai commercianti di Casarano, Tricase e Ruffano…

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Approfondimenti

Il commercio e i commercianti nei nostri Comuni, si parte da Galatina

Roberta Carrozzo di SoSud e Luis Barone di creazioni Luis fra confidenze, auspici e critiche…

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Che Natale sarà? Lo abbiamo chiesto ad alcuni commercianti del territorio,  con i quali abbiamo parlato anche di iniziative, associazionismo, e-commerce…
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Tra meno di un mese ci ritroveremo già sotto l’albero per augurarci buon Natale e, dopo qualche giorno, brinderemo al nuovo anno. Quello delle festività natalizie resta un tema cruciale per l’intero settore commerciale, soprattutto per i negozi di prossimità che puntano proprio sull’ultimo scorcio dell’anno per avere un bilancio soddisfacente.

Così abbiamo raggiunto alcuni commercianti del territorio chiedendo loro delle iniziative nel paese di competenza, della “brutale” concorrenza dell’e-commerce e delle speranze che nutrono per le festività di fine anno.

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Roberta Carrozzo SoSud, Galatina

«Bene il Calendario Urbano dell’Avvento. Purtroppo non abbiamo un’associazione dei commercianti»
Roberta Carrozzo, insieme alla sorella Alessandra, ha trasformato il piccolo laboratorio dei loro genitori in un’azienda di produzione per brand di alta moda, che impiega, ad oggi, una cinquatina di artigiani esperti.
L’azienda ha sviluppato anche il marchio di proprietà Sosud (collezione di party dress per donne), con un negozio in centro a Galatina. Proprio con lei abbiamo provato a tastare il polso  della situazione in vista delle feste di Natale.
Ecco cosa ci ha detto: «Il periodo di Natale è in assoluto quello più interessante dal punto di vista commerciale ma è anche quello che richiede creazione di eventi d’atmosfera. Dallo scorso anno», racconta l’imprenditrice galatinese, «l’amministrazione guidata dal sindaco Fabio Vergine, ha ideato e sviluppato l’iniziativa del Calendario Urbano dell’Avvento con l’intento, coordinato da una cabina di regia, di giungere al Natale attraverso la riscoperta del piacere del senso dell’attesa e del coinvolgimento attivo delle attività commerciali, del territorio di tutta Galatina e dei talenti di Città».
Sulle prossime festività, aggiunge: «Passeggiando per Galatina, dal centro storico giungendo anche nelle frazioni, si vedranno appesi sui balconi, degli eleganti drappi, dall’1 al 24, color burgundy, con il numero dorato e abbelliti da una ghirlanda, dove il giorno corrisponde al numero.
Alle ore 17,30 ci sarà un piccolo momento di intrattenimento a cura dei commercianti della strada interessata che hanno aderito all’adozione di un drappo del Calendario Urbano dell’Avvento.
L’idea, unica nel suo genere, stimola la cittadinanza ad essere parte attiva del processo di animazione e, al tempo stesso, accende la luce ogni giorno su quartieri o aree, spesso non toccate dagli eventi tradizionali, aiutando noi commercianti a essere inseriti in un vero e proprio format e nel calendario delle iniziative di Natale.
Non da ultimo siamo coinvolti in un processo di comunicazione e visibilità, che ritorna a vantaggio di una città dall’animo sempre più vivace, con conseguente beneficio per noi commercianti».
Galatina è piuttosto vivace dal punto di vista commerciale ma «purtroppo, da un po’ di anni, non esiste un’associazione commercianti.
É una questione che mi tocca particolarmente perché credo fermamente nella coesione ed unione.

Mi auguro che in futuro si possa realizzare e che una rinnovata classe di commercianti prenda l’iniziativa e fondi una nuova associazione commercianti».

Roberta Carrozzo ritiene l’e-commerce «è un processo di cui, ormai, ognuno deve prendere consapevolezza nella propria strategia di vendita. Quello che riscontro è una massificazione di vendita anche da chi non è propriamente del settore. Tutti ormai vendono qualsiasi cosa in qualsiasi modo … social compresi.

Sono le leggi italiane che dovrebbero salvaguardare il commercio di vicinato dando più regole al commercio online. Le vendite online influiscono non poco e questo fa sì che tutti noi cerchiamo di diversificare la vendita creando esperienza e non solo vendita fine a sé stessa.

Noi, con le nostre ragazze, creiamo rapporti e relazioni, riportando la fiducia dell’acquirente alla base della vendita».

In un bilancio dell’anno che sta per giungere al termine «posso dire che, tutto sommato, la nostra situazione è abbastanza positiva. Rispetto allo scorso anno siamo in lieve crescita, nonostante tutto: situazione di incertezza economica, guerre, hanno minato le certezze, anche e soprattutto per il Fast Fashion.

Facciamo continuamente ricerca di brand che possano essere di qualità.  Che rispettino determinati requisiti su cui fondiamo la nostra proposta».
Sul prossimo Natale, infine, «speriamo… anzi, vogliamo credere che si possa, in virtù delle tante iniziative messe in campo, far venire tanta gente che compri a Galatina».
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Barone Luis – Luis Creazioni, Galatina

«E-commerce? Tra noi e i clienti rapporto fiducia e amicizia. E questo alla lunga paga»

Barone Luis, di Creazioni Luis, racconta: «Noi commercianti ci stiamo dando da fare per gli allestimenti esterni e le decorazioni natalizie. L’amministrazione comunale ci è sempre vicina in ogni momento dell’anno, soprattutto a Natale, il periodo forse più importane dal punto di vista commerciale».

Sulla situazione attuale spiega: «Anche se la crisi c’è, e si sente, noi lavoriamo. Non è più come una volta quando si lavorava molto, molto bene. Oggi, purtroppo, il problema non è la mancanza di lavoro quando le spese che aumentano sempre, mese per mese, dalla luce, agli affitti al gas, l’assicurazione, ecc. I soldi che incassiamo servono per pagare le spese quotidiane».

I tempi che cambiano: «Sì, ci sono i centri commerciali, c’è l’online, però c’è anche una clientela che è molto attenta ai dettagli. Vuole vedere e toccare con mano l’articolo e, soprattutto vuole che qualcuno gli spieghi cosa sta per comprare e noi siamo bravi in questo, a presentare gli articoli.

Così come è molto importante la confezione che noi curiamo in maniera dettagliata con dei sacchetti di stoffa e dei nastri di raso. Non usiamo la carta né il nastro adesivo, per esempio.

La nostra, quindi, è una clientela attenta soprattutto al rapporto sociale che non si può avere su internet o nei centri commerciali».

Trent’anni di rapporti: «I nostri clienti sono in primis degli amici che, ogni anno, quasi fosse una scadenza, vengono a trovarci. E, fortunatamente, non solo a Natale ma tutto l’anno.

In trent’anni di attività nel centro storico, tra noi e i clienti si è creato un rapporto prima di fiducia e poi di amicizia. E questo alla lunga paga».

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la prima pagina de il Gallo

Queste interviste le potete trovare su il Gallo cartaceo distribuito, questo fine settimana, in 80 Comuni del Salento;

seguono, fra poco su queste colonne, le interviste ai commercianti di Maglie, Casarano, Tricase e Ruffano…

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Attualità

Francesco da Morciano di Leuca a The Voice Senior, un successo

Diplomato al Conservatorio di Lecce in Viola e in violino al conservatorio di Matera, De Siena ha suonato in orchestra per diverse edizioni del premio Barocco e per il premio della regia Televisiva nel teatro Ariston di Sanremo…

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Ieri in prima serata su Rai1 il salentino Francesco De Siena, conquista pubblico e giudici e continua la sua corsa nella squadra di Nek.

Cantando “Avrai” di Claudio Baglioni al pianoforte, ha fatto girare tutti e quattro i giudici di questa edizione di The Voice Senior guadagnandosi il ticket per proseguire la corsa nel talent di Rai1 nella squadra di Nek.

Così ieri sera il salentino Francesco De Siena è stato protagonista della terza puntata del programma dedicato a cantanti over 60 di grande talento e con storie straordinarie, condotto da Antonella Clerici e con un cast d’eccezione: i coach di questa nuova edizione sono Loredana Berté, Arisa, Nek e Clementino con Rocco Hunt.

Francesco – accompagnato dai figli Antonio ed Elisa, emozionatissima, e dalla moglie Francesca – ha passato il turno, cantando uno dei più grandi successi di Claudio Baglioni e convincendo tutti i giudici.

Il primo a girarsi, dopo appena trenta secondi dall’avvio del brano, è stato Nek, seguito dopo poco da Arisa e Loredana Bertè. Ultimi Clementino e Rocco Hunt, ma con un gesto plateale del primo, che si è alzato in piedi sulla sedia e ha pigiato convinto il tasto rosso con il piede.

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A quel punto, vedendo tutti girati e convinti, è stato Nek a dimostrare la grande volontà di aggiudicarsi De Siena: totalmente conquistato dal cantante, ha scelto di usare lo strumento del blocco per fermare Loredana Bertè ed escluderla dal poter essere scelta come coach.

Finita l’esecuzione di Avrai, per convincerlo ad entrare nella loro squadra, i due rapper invece gli hanno proposto un duetto: risultato è stato un bellissimo Yes I know my way, un sentito omaggio a tre voci a Pino Daniele. Ma nulla da fare.

Alla fine De Siena ha scelto di entrare nella squadra di Nek, che aveva dichiarato tra l’altro di aver “amato moltissimo anche quel momento di indecisione” dell’esibizione, dovuta all’emozione, “che mi ha rivelato il vero Francesco e non solo la sua grande capacità interpretativa” ha detto il cantautore.

Ora De Siena fa parte dei concorrenti che si contenderanno l’entrata alla semifinale.

Lì i talenti di ciascuna squadra si sfideranno con un brano assegnato dai rispettivi coach. Saranno sempre i coach a decidere chi supererà il turno: solo 3 concorrenti per team accederanno alla spettacolare ‘Finale’ del 19 dicembre, dove sarà il pubblico da casa, tramite il televoto, a decretare chi vincerà la sesta edizione di The Voice Senior.

Diplomato al Conservatorio di Lecce in Viola e in violino al conservatorio di Matera, De Siena ha suonato in orchestra per diverse edizioni del premio Barocco e per il premio della regia Televisiva nel teatro Ariston di Sanremo.

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Nel 1993 è stato anche finalista al festival di Castrocaro. Ha anche partecipato in orchestra ad un concerto diretto dal Maestro Vessicchio, a Marsciano, vicino Perugia, con protagoniste Giorgia e Ornella Vanoni.

Lo scorso otto marzo è stato protagonista insieme alla sua band di un progetto musicale dedicato al grande Lucio Dalla al Teatro Italia di Gallipoli, progetto che ha avuto un seguito con un tour durante la passata stagione estiva nelle piazze pugliesi.

Dal suo profilo Instagram @francescodesiena si deduce che De Siena e la sua Band stanno lavorando anche per un nuovo progetto dedicato ai grandi cantautori italiani, “Piazza Grande Tour 2026”.

La puntata e dunque la performance di De Siena sono visibili su www.raiplay.it.

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