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Attualità

Da Sorrento un “progetto per il sud” dimezzato

Diffusione incontrollata dell’eolico, disseminazione incontrollata del fotovoltaico, ristrutturazione rete idrica, rafforzamento rete ferroviaria, interazione fra Università e imprese: sono tanti i temi da affrontare per cambiare

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di Hervé Cavallera 


Il 13 maggio scorso a Sorrento il ministro per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, nel Forum Internazionale del Mediterraneo ha lanciato  “Verso Sud” , un “grande piano di modernizzazione infrastrutturale per cancellare l’isolamento ‘fisico’ che ha condannato e condanna tutt’oggi all’arretratezza interi territori del Mezzogiorno”.


Precisando di trovarsi di fronte ad una svolta decisiva che mette da parte ogni riferimento al passato, il Ministro ha affermato che il Mezzogiorno è  “l’asset più importante su cui investire in questo momento”, facendolo divenire “la piattaforma logistica nel Mediterraneo”. 


Di qui, grazie al PNRR, un programma complesso che vedrà il rinforzo della rete ferroviaria, delle reti idriche, delle connessioni logistiche, della diffusione della banda ultralarga; la creazione di decine di ecosistemi dell’innovazione, con interazione tra università e imprese; l’internazionalizzazione e la competitività delle imprese meridionali; l’irrobustimento  della sanità del Sud, del suo sistema di istruzione; la digitalizzazione della sua pubblica amministrazione; la transizione ecologica ed energetica.


   È seguita la presentazione di un  Libro bianco, volto a collocare il Sud Italia nella regioni di riferimento del Mediterraneo, rafforzando la  sua attrattività e competitività. Il Sud Italia, pertanto,  “deve affermarsi come hub energetico della regione mediterranea, mettendo in connessione la sponda Sud con l’Europa e assumendo la leadership di una strategia regionale energetica e di contrasto al cambiamento climatico”. 


   È evidente che ci si trova dinanzi ad un discorso “storico” che finalmente dice quello che il buon senso avrebbe suggerito alla politica italiana dall’Unità ad oggi: che la posizione centrale dell’Italia nel Mediterraneo avrebbe dovuto favorire, come già nell’antichità, una politica capace di sviluppare le potenzialità del Meridione verso le nazioni affacciate sul mare, senza limitarsi, come invece è stato, ad un indirizzarsi economicamente verso il Centro-Nord Europa.


E tuttavia in questa sede non si intendono analizzare gli errori del passato, sia pure recentissimo, anche perché in qualche modo il Ministro li ha ammessi. Si vuole invece riconsiderare la tesi che “Il Sud può essere la risposta alle tante questioni che interrogano la politica e la società italiana. Il Sud può essere la soluzione al problema della bassa crescita italiana”.


   Ebbene, si comprende molto bene che la realizzazione del progetto richiederà degli anni. Sarebbe peraltro allora importante in questa nuova impostazione analizzare i diversi temi, anche perché l’aspetto quantitativo non sempre corrisponde a quello qualitativo.


Ad esempio, per quanto riguarda l’istruzione non è sufficiente aprire nuove scuole; occorre invece assicurare la qualità delle stesse, la quale implica tra l’altro un avvaloramento della classe docente che risulta tra le meno retribuite dell’Unione Europea.

Cosi la transizione ecologica non deve tradursi in una diffusione incontrollata dell’eolico offshore che rischia  di deturpare la bellezza delle nostre coste, peraltro con conseguente danno turistico. Come la disseminazione selvaggia del fotovoltaico e delle pale eoliche nelle campagne ha limitato la produzione agricola.


Occorre avere misura e scegliere siti adeguati (non a caso pare che la Regione Puglia, su sollecitazione del Movimento Regione Salento, propone l’eolico offshore davanti ai porti industriali di Bari, Brindisi e Manfredonia  e non di fronte alla costa da Otranto a Tricase). 


Necessaria da tempo immemorabile è poi la ristrutturazione della rete idrica, come pure sarebbe opportuno che il rafforzamento della rete ferroviaria prendesse subito in considerazione non tanto l’asse Bari-Napoli, ma anche le parti più periferiche del Mezzogiorno. E ciò non solo per le sacrosante esigenze della popolazione, ma anche in funzione della appetibilità turistica dei territori.


Resta altresì problematica l’interazione tra università e imprese proprio per il carattere privato di queste ultime e di quello pubblico delle università. La stessa internazionalizzazione delle imprese meridionali presuppone un idem sentire europeo che non sempre vi è.


    Come si può vedere da questi rapidi cenni, se è indubbiamente positivo il progetto del ministro nella sua enunciazione generale (e a Sorrento non poteva essere diversamente), diventa fondamentale una presentazione articolata del progetto e della tempistica con conseguente coinvolgimento delle realtà territoriali, in modo che non si proceda secondo logiche aprioristiche, ma si tengano presenti le caratteristiche dei territori, favorendo sin dall’inizio le aree meno “forti” e di solito meno considerate.


Da tempo, infatti, si parla di spopolamento del Sud (del Salento in particolare), con gravi danni per la presenza di generazioni qualitativamente propulsive. Una strategia governativa veramente oculata dovrebbe servire anche a consentire un rilancio delle parti del Mezzogiorno che rischiano un consistente calo demografico, anche perché la rivitalizzazione del Sud non consiste nel farlo diventare meramente punto d’approdo di vari gasdotti. 


    Concludendo provvisoriamente il discorso, se non si possono che apprezzare le indicazioni generali del ministro, diviene poi effettivamente importante che tutto si traduca in un’articolazione operativa che possa essere, come dovrebbe avvenire in una società democratica, analizzata, discussa, verificata.


Si tratta  di una realtà in fieri, la quale, proprio per questo ha bisogno di tradursi in una pianificazione più dettagliata  in vista di corretti miglioramenti. 


Attualità

“Gravi violazioni procedurali in Consiglio”: esposto a Nociglia

Il gruppo “In Movimento” incalza il sindaco: “Il ricorso alla massima autorità governativa nasce dal rifiuto di accettare che l’aula consiliare diventi zona franca. Il Consiglio era stato convocato su richiesta della minoranza per discutere la revoca in autotutela della delibera del 30 dicembre scorso, riguardante la garanzia fideiussoria per la quota parte del Comune di Nociglia relativa al mutuo di quasi 12 milioni di euro richiesto dalla società in house Terra d’Otranto SpA.”

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Polemica a Nociglia dove il gruppo consiliare “In Movimento”, con una nota a firma di Massimo Martella, Pasquale Palma e Luigi Rossigno, incalza la maggioranza con un esposto al Prefetto.

Le regole non sono un’opzione, né un vestito da adattare a proprio piacimento“, si legge nel documento. “Abbiamo depositato un esposto formale al Prefetto di Lecce per denunciare quelle che ritiene gravi violazioni procedurali avvenute durante la seduta consiliare del 6 febbraio scorso.

Il ricorso alla massima autorità governativa nasce dal rifiuto di accettare che l’aula consiliare diventi zona franca. Il Consiglio era stato convocato su richiesta della minoranza per discutere la revoca in autotutela della delibera del 30 dicembre scorso, riguardante la garanzia fideiussoria per la quota parte del Comune di Nociglia relativa al mutuo di quasi 12 milioni di euro richiesto dalla società in house Terra d’Otranto SpA.

Si tratta di un impegno finanziario decennale che peserà sulle casse comunali, portato in aula — secondo il gruppo — senza un piano industriale aggiornato e gestito ignorando i necessari criteri di trasparenza e prudenza.

Sotto la lente d’ingrandimento dell’esposto, i firmatati pongono “la condotta del Sindaco nella sua funzione di Presidente del Consiglio. Secondo quanto denunciato, il Sindaco avrebbe invitato il Dott. Silvano Macculi (Presidente dell’ARO LE/7) a sedere tra i banchi riservati ai consiglieri, consentendogli di intervenire nel dibattito. Tale scelta, per “In Movimento”, avrebbe scavalcato il TUEL e il Regolamento comunale, che impongono agli estranei l’obbligo del silenzio a tutela dell’indipendenza dei rappresentanti eletti.

A questo“, continua la nota, “si aggiunge la posizione del Segretario Comunale, Dott. Mario Tagliaferro. Quale figura di vertice incaricata di vigilare sulla legittimità delle sedute, il Segretario avrebbe — secondo quanto riportato dai consiglieri di minoranza — ignorato le proteste che chiedevano il ripristino dell’ordine, presentando la partecipazione del soggetto esterno come una “opportunità” per l’aula.

“La legalità”, insiste il gruppo di minoranza, “non è un’opportunità da valutare in base alla convenienza del momento, ma un obbligo tassativo per chi è chiamato a certificare la correttezza della vita democratica dell’Ente. A completare il quadro di interferenze vi sarebbe la condotta del Dott. Macculi. Pur essendo un amministratore di lungo corso, avrebbe accettato di intervenire in una discussione politica riservata ai rappresentanti dei cittadini di Nociglia, agendo di fatto come un “supplente” della società Terra d’Otranto SpA, la quale possiede già i propri organi sovrani, tra cui il Presidente Avv. Luciano Ancora. Ad aggravare il quadro è la limitata trasparenza che, secondo il gruppo, caratterizza lo svolgimento dei lavori: l’assenza di riprese audio-video e dello streaming ostacola un immediato e diretto controllo democratico da parte della cittadinanza. In attesa della pubblicazione dei verbali ufficiali, l’intervento del Prefetto è ritenuto l’unico argine possibile a tutela della regolarità dei processi decisionali e del mandato affidato dai cittadini”.

Dura la presa di posizione del Capogruppo Martella, già Sindaco del Comune di Nociglia:

Provo un profondo disagio istituzionale. È inaccettabile che il Sindaco “apra la porta” e inviti ai banchi consiliari chi è estraneo alle dinamiche sovrane del nostro Comune. Non accettiamo che si discuta di un impegno decennale per un mutuo da 12 milioni senza un piano industriale aggiornato e sotto l’interferenza del Dott. Macculi, che parrebbe scavalcare i vertici legittimi della società, come il Presidente Avv. Luciano Ancora. Il Sindaco non ha garantito il rispetto delle procedure e il Segretario avrebbe derubricato una violazione normativa a mera opportunità. La legalità è un obbligo, non un’opzione.”

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Falesia a rischio: interdette alcune aree di Marina Serra

A margine dei recenti cedimenti, la Capitaneria di Porto di Gallipoli ha disposto delle misure di sicurezza nella marina tricasina in corrispondenza degli specchi acquei nelle zone di “Bagno delle Monache” e “Bagno Panico”

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Dopo i recenti episodi di distacco di roccia lungo la costa tricasina, la Capitaneria di Porto di Gallipoli ha disposto l’interdizione degli specchi acquei antistanti Marina Serra e le zone di “Bagno delle Monache” e “Bagno Panico”. Il provvedimento, con effetto immediato, vieta balneazione, navigazione, pesca, immersioni e qualsiasi attività in mare nelle aree interessate.

L’ordinanza nasce a seguito di diversi cedimenti registrati nelle ultime settimane lungo la falesia. In particolare, a inizio gennaio un distacco di materiale roccioso ha interessato la zona della piscina naturale di Marina Serra, mentre un ulteriore episodio si è verificato successivamente nell’area di Tricase Porto. Eventi che hanno confermato la fragilità del costone, soggetto a fenomeni erosivi e a improvvisi crolli.

Per ragioni di sicurezza e tutela della pubblica incolumità, le aree di mare davanti ai tratti più esposti sono state quindi delimitate e interdette. Il Comune dovrà provvedere al mantenimento della cartellonistica e alla segnalazione dei divieti, anche tramite boe in mare.

Resta intanto aperta l’attenzione sul futuro della piscina naturale di Marina Serra, al centro del dibattito locale tra necessità di messa in sicurezza e tutela di uno dei luoghi simbolo del territorio.

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Turismo, Sannicola da record

Boom di visitatori: +32,4% rispetto all’anno prima. Crescono eventi, strutture ricettive e turismo straniero. Il piccolo centro salentino chiude l’anno con numeri straordinari: oltre 42mila presenze e un incremento di 10.428 visitatori in dodici mesi. L’amministrazione: «Risultato frutto di visione, programmazione e lavoro di squadra»

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Un risultato che segna un punto di svolta per Sannicola: 42.601 presenze turistiche registrate nel corso dell’anno.

Un dato particolarmente significativo per un Comune di circa 5.500 abitanti, che consolida un percorso di crescita costante e strutturato.

L’incremento rispetto al 2024 è di 10.428 presenze in più, pari a un +32,4%, un balzo in avanti che testimonia l’efficacia delle politiche di promozione e valorizzazione del territorio.

LA STRATEGIA DELLA DESTAGIONALIZZAZIONE

A incidere in maniera determinante è stata la scelta di puntare su un calendario di eventi distribuito lungo tutto l’anno, capace di attrarre visitatori anche oltre la tradizionale stagione estiva.

«Un notevole incremento per Sannicola: ben 10.428 presenze in più in un solo anno», dichiara l’assessore al Turismo Patrizio Romano, «una crescita straordinaria, frutto di un intenso lavoro di promozione e di una strategia chiara di destagionalizzazione. Attraverso eventi identitari come la Fiera di San Simone, la Lunga Notte dei Lazzareni, feste locali ed eventi di qualità, stiamo costruendo un calendario capace di attrarre visitatori tutto l’anno, rafforzando l’identità della nostra comunità e rendendo Sannicola sempre più viva e attrattiva. È un risultato che parla di visione, programmazione e amore per il nostro territorio».

INVESTIMENTI E QUALITÀ DELL’ACCOGLIENZA

La tendenza positiva è sostenuta anche dall’aumento delle strutture ricettive e da investimenti significativi da parte di imprenditori che continuano a credere nelle potenzialità del territorio.

«Il trend costantemente in crescita, anche di turisti stranieri, è sostenuto dall’aumento delle strutture ricettive e dalla presenza di strutture di ottimo livello qualitativo», afferma il sindaco Graziano Scorrano, «un ringraziamento sentito va alle attività ricettive per l’impegno, la professionalità e l’accoglienza che ogni giorno contribuiscono alla crescita turistica della nostra comunità».

UN PAESE DA VIVERE

I numeri raccontano una realtà in trasformazione: Sannicola non è soltanto un luogo da visitare, ma un territorio da vivere.

Il 2025 consegna alla comunità un risultato che va oltre le cifre e che conferma la solidità di una strategia condivisa tra istituzioni, operatori e cittadini.

Una crescita che, alla luce dei dati, sembra destinata a proseguire anche nei prossimi anni.

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