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Castro

Caro Presidente ti scrivo, sistemate quella strada!

Signori Presidenti e Signori Sindaci, dopo 7 mesi niente discorsi su competenze, complessità dei problemi, esigenze tecnico-burocratiche, sicurezza: potevano andare bene nei primi quindici/trenta giorni dal crollo, ma adesso non più

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Viabilità in degrado: una barriera inaccettabile


In data 14 novembre 2021, in concomitanza di un intenso passaggio di maltempo, si è verificato il cedimento, per una lunghezza di circa venti metri, del muro di contenimento della carreggiata a destra o lato mare, procedendo da sud a nord, della strada provinciale 358, che collega S. Maria di Leuca a Tricase, Castro, S. Cesarea Terme e Otranto.


La lesione alla struttura viaria è occorsa, precisamente, all’altezza della bellissima, conosciuta e ammirata insenatura “Acquaviva” nel territorio del Comune di Diso e, in pratica, alle porte, appena due chilometri di distanza, di Castro, l’altrettanto rinomata Perla del Salento.


Per completezza di riferimento logistico, giusto accanto all’area danneggiata, insiste un piccolo canale, sormontato da un ponte, per il deflusso delle acque pluviali dall’entroterra verso il mare, ma tale manufatto è rimasto pressoché integro.


Subito dopo l’evento, nel tratto interessato, la SP 358 è stata chiusa al transito e alla circolazione, sia di persone che di mezzi, mediante robusti sbarramenti in cemento e, purtroppo, nonostante il tempo trascorso, l’arteria si trova così ancora oggi.


Quindi, viaggiando da sud verso nord o viceversa, quando si arriva all’insenatura “|Acquaviva”, per andare avanti, si è obbligati a imboccare percorsi alternativi nell’entroterra.


Grave, ovviamente, il disagio per i residenti nella zona, ma anche e specialmente per i turisti e i visitatori che arrivano da fuori.


Con la verosimile aggiunta, nel sentire dei secondi, di stupore e disappunto di fronte a un problema che, ci sta, può insorgere e si può comprendere, ma non quando diventa datato senza che si sia trovata la soluzione.

Immaginate, Signori Presidenti e Signori Sindaci, se un danno del genere fosse avvenuto, ad esempio, in prossimità di Taormina, o di Amalfi, o di Sorrento, o di Cortina o di Sanremo: pensate forse che le cose sarebbero andate così per le lunghe?


Ma l’insenatura “Acquaviva”, Castro, Leuca, Otranto, il tratto di litoranea di che trattasi, sono forse da meno rispetto ai posti prima citati? Quindi….


Per favore, niente discorsi su competenze, complessità dei problemi, esigenze tecnico-burocratiche, sicurezza: potevano andare bene nei primi quindici/trenta giorni dal crollo, ma adesso non più.


E, vi prego, lo sapete meglio di me e però ve lo rammento egualmente, l’estate sta bussando anzi sembra già arrivata.


Cantiere, esecuzione lavori e riapertura strada, a stretto giro. Grazie.


Rocco Boccadamo


Appuntamenti

Nel Segno dello Zerro: da piccolo pesce a grande ricetta salentina, serata con il WWF

Il 2 luglio dalle ore 19 a Castro si celebra il progetto “Pescare oggi per domani” del WWF, con l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, i comuni di Porto Cesareo e di Nardò, MareVivo di Castro, pescatori e coop

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La parola è proprio “zerro”, non Zorro, e rimanda a un pesciolino dal corpo allungato, capo appuntito, grande occhio circolare, livrea grigio argento e pinne giallastre. Il nome latino è Spicara smaris, ne è ricco il Mediterraneo e nel Salento si pesca in grandi quantità, ma ha scarso valore commerciale, in quanto tra lische, spine e poca polpa è difficile trasformarlo in un alimento di facile consumo. Sin dal Medioevo ingrediente principe della scapece gallipolina, veniva fritto e lasciato marinare nelle tinozze dette “calette” tra strati di mollica di pane imbevuti d’aceto e zafferano. Un tempo pesce dei poveri, oggi andrebbe ribattezzato cibo per furbi, a basso contenuto di colesterolo e trigliceridi, ricco com’è di omega 3 e omega 6, fosforo e calcio, proteine, vitamine e sali minerali.

Protagonista dell’evento “Nel Segno dello Zerro: da piccolo pesce a grande ricetta”, che avrà luogo presso le friggitorie Parco Isola del Sole e Isola del Sole 365 a Castro, sabato 2 luglio, questo pesce è al centro del progetto “Pescare oggi per domani”, partito nel 2018 e portato avanti da WWF, dal tavolo di cogestione dell’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, che include AMP di Porto Cesareo, cooperative di pescatori, associazioni di categoria, i comuni di Porto Cesareo e Nardò, Capitaneria di Porto, GAL, ASL, centri di ricerca e dall’azienda ittica MareVivo di Castro. Un progetto che punta sulla salvaguardia dell’ecosistema marino, fermando lo sfruttamento eccessivo delle specie ittiche; ma anche sulla promozione di una pesca più sostenibile, supportando i pescatori locali e su un consumo responsabile.

Per il WWF lo zerro può essere l’alimento del domani, se correttamente gestito.

«Questo piccolo pesce, che viene pescato in grandi quantità da novembre a fine aprile, attualmente è poco conosciuto e utilizzato, pur facendo parte dell’antica tradizione culinaria salentina. Oggi invece si ritrasforma in una preziosa risorsa sia per migliorare le condizioni socioeconomiche dei pescatori della piccola pesca, sia per allentare la pressione di pesca su altre specie fin troppo sfruttate»sostiene Giulia Prato, Marine Programme Manager del WWF.

Per saperne di più basta partecipare numerosi alla serata-evento di sabato 2 luglio a Castro, proprio nell’anno, il 2022, dichiarato dalle Nazioni Unite l’Anno internazionale della piccola pesca e dell’acquacoltura (IYAFA).

Nel Mediterraneo il 75% degli stock ittici è sovrasfruttato a causa di una pesca eccessiva, per questo il WWF è impegnato sul campo in diversi siti italiani: il Golfo di Patti in Sicilia, l’Area Marina Protetta Penisola del Sinis –Isola di Mal Ventre in Sardegna, quella di Santa Maria di Castellabate in Campania e quelle di Torre Guaceto e di Porto Cesareo in Puglia.

Proprio nel Salento il WWF collabora con le comunità costiere per trasformare il consumo di questo pesciolino in una filiera sostenibile, migliorare la gestione delle risorse ittiche, garantendo così la salvaguardia dell’ecosistema e la sussistenza dei pescatori artigianali.

«Lo zerro è sempre stato presente nel nostro mare in grandi quantità ed è stato fonte di sostegno, in passato, per numerose famiglie di pescatori. Negli ultimi anni, forse per le sue dimensioni e la presenza di piccole spine, è sparito dalle nostre tavole, ma stiamo cercando di riqualificarlo, trasformandolo in un prodotto apprezzato anche dai più piccoli con la speranza che ritorni a sostenere le famiglie dei pescatori del futuro», racconta Antonio Minosa, pescatore artigianale di Porto Cesareo. È un’esperienza pilota interessante quella realizzata grazie al contributo di MareVivo di Castro, che ha studiato un sistema per lavorare il pesce zerro e renderlo adatto alla cucina, sfornando gustosi prodotti, come le ottime polpettine di zerro, che sarà possibile gustare gratuitamente il 2 luglio, a partire dalle 19 presso le friggitorie Parco Isola del Sole e Isola del Sole 365 sulla via SuperPanoramica a Castro.

«Amare il mare è uno dei valori fondamentali di MareVivo»,  sostiene il direttore generale Vincenzo Ciullo, «quando decido di fare qualcosa per l’azienda mi accerto che questa sia al 100% rispettosa dell’ambiente, che sia green o blu, come mi piace dire.  Ogni fase della nostra filiera corta è studiata per garantire la qualità del prodotto, ma anche la tutela dell’ecosistema marino. Per questo collaboriamo solo con pescatori locali impegnati per una pesca più sostenibile».

Non solo una degustazione, ma la serata “Nel Segno dello Zerro”, sarà un’esperienza che combina gusto a consapevolezza e cultura, con l’obiettivo di stimolare il consumo di pesce povero, partendo dallo zerro.

Ci sarà una mostra fotografica sul progetto, con pannelli informativi, si ascolteranno i pescatori e tutti potranno lasciare un feedback dopo aver assaggiato le polpette di zerro.

L’obiettivo è proteggere le specie già sovrasfruttate, sostenendo al contempo la piccola pesca costiera che fornisce sostentamento e lavoro a migliaia di persone, senza rinunciare al gusto e con questo progetto diventiamo tutti protagonisti del nostro futuro. (per consultare il progetto WWF clicca qui)

Info: 0836.943078

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Castro

Castro, piazza Dante: Corte di Cassazione conferma condanne

Un anno e sei mesi a carico di Angelo Rizzo, 58 anni, geometra e progettista di alcuni lavori di ristrutturazione in un bar di Piazza Dantee di Martino Antonio Ciriolo, 59 anni, titolare di un loicale nella stessa piazza e progettista dei lavori di ristrutturazione

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La Corte di Cassazione conferma la condanne della Corte di Appello di Lecce in merito alla vicenda giudiziaria seguita al crollo in piazza Dante a Castro avvenuto il 31 gennaio 2009.

Diventano così definitive le sentenze di un anno e sei mesi a carico di Angelo Rizzo, 58 anni, geometra e progettista di alcuni lavori di ristrutturazione in un bar di Piazza Dantee di Martino Antonio Ciriolo, 59 anni, titolare di un loicale nella stessa piazza e progettista dei lavori di ristrutturazione.

Le sentenze sturano ora i procedimenti civili con le richieste di risarcimento di chi che si è costituito parte civile.

I due imputati erano difesi dagli avvocati Giuseppe Corleto e Marcello Petrelli.

Secondo l’accusa, gli imputati sarebbero stati negligenti e non avrebbero osservato le regole di sicurezza indebolendo con dei lavori una parte strutturalmente importante dell’edificio immediatamente contiguo all’area del crollo. In pratica ad una riduzione delle pareti portanti, a dire dell’accusa, si sarebbero aggiunti altri carichi dovuti all’intervento dell’uomo oltre a quelli originari del banco di calcarenite.

In particolare la pubblica accusa contestava «il danneggiamento o la totale eliminazione dei percorsi utilizzati dai “carichi” per raggiungere il terreno di fondazione». Indice puntato sulla demolizione di una muratura portante che sarebbe sostituita con una trave in cemento armato. Tutti lavori che sarebbero stati realizzati in parziale difformità rispetto al progetto originario.

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Andrano

Acquaviva: quando riaprirà la litoranea?

Ancora sbarrata sulla S.P.358, Leuca – Otranto. Preoccupa la idiosincrasia delle date di chiusura dei lavori. E sul cartellone in cantiere si legge: «Fine lavori 5 agosto»…!

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Purtroppo, alla vigilia della stagione estiva ufficiale 2022 e con la presenza nel sud Salento, già da maggio, di apprezzabili gruppi di turisti, la S.P. 358, proprio in corrispondenza del famoso e incomparabile seno “Acquaviva”, è ancora chiusa, in entrambi i sensi di marcia, sia al traffico dei veicoli, sia, addirittura, al transito delle persone.

Ciò, come abbiamo già avuto modo di evidenziare da queste colonne, a causa del cedimento e franamento, per una tratta in lunghezza di quindici/venti metri, di metà della carreggiata lato mare, in concomitanza di un pesante evento atmosferico verificatosi il 14 novembre 2021.

Quindi, oltre sette mesi fa!

A questo punto, serve poco e niente stigmatizzare eventuali operazioni di scaricabarile incrociatesi fra Enti preposti e/o coinvolti nel problema, ma, per porsi in termini costruttivi e cercare di concorrere, attraverso la sensibilizzazione per via informativa, al contenimento del grave danno riverberatosi, è a nostro avviso il caso di soffermare l’attenzione sui tempi che occorreranno perché l’agibilità della strada ritorni pienamente normale.

Giacché, come abbiamo avuto modo di constatare dopo il rumore fatto dal nostro articolo  sull’edizione cartacea (“Acquaviva: sistemate quella strada”, numero 10 del 28 maggio 2022), è vero, alla fine di maggio, ha finalmente avuto luogo la consegna dei lavori; è pure vero che il 7 giugno sono arrivati sul posto due operai per delimitare l’area del crollo con i classici teli di plastica biancorossi; è ancora vero che il successivo 15 giugno, abbiamo visto la presenza di quattro operai di un’azienda di sondaggi e trivellazioni intenti a rinforzare la zona del cedimento con appositi graticolati metallici.

Ma è vero, altresì, che abbiamo notato distonie e difformità sui tempi di esecuzione dei lavori.

Difatti, alla fine del mese scorso, il consigliere provinciale Ippazio Morciano, delegato alla viabilità e alla valorizzazione dei territori paesaggistici costieri, scriveva sui social che i lavori sarebbero stati conclusi entro il 30 giugno.

Diversamente, il 7 giugno scorso, sempre sui social, un esponente dell’amministrazione comunale di Diso, competente per territorio, scriveva: «fine lavori prevista il 15 luglio, a causa di difficoltà nel reperimento di materiali speciali».

Infine, sul cartello di aggiudicazione dei lavori esposto in cantiere, abbiamo letto: «Fine lavori 5 agosto».

Così stando le cose, crediamo che non sia del tutto infondato il timore di ulteriori slittamenti, sino allo scavalco, speriamo di no, dell’intera estate.

E, pensiamo a quante migliaia di critiche, a voler essere benevoli, partiranno dalle menti e dalla bocca dei turisti ospiti del nostro territorio, e anche da parte dei residenti, stressati da un serio disagio protrattosi così a lungo.

Osserviamo che, grazie al contenimento della pandemia Covid 19, si ritorna a organizzare eventi, intrattenimenti, feste, serate. Bene, ci vogliono anche iniziative di tal genere.

Agli Enti e sodalizi pubblici, vorremmo però suggerire, sempre con intenti costruttivi, di valutare, in parallelo, anche l’organizzazione di un ideale e ininterrotto presidio e di un’azione di pressione e controllo senza sosta nei confronti della Provincia di Lecce e dell’impresa aggiudicataria dei lavori, onde “costringerli” a fare presto e ad arrivare al completamento delle opere davvero nel minor tempo possibile.

Desideriamo ricordare, in conclusione, che Otranto, Castro, Leuca, l’insenatura “Acquaviva”, tutto il tratto della S.P., rappresentano degli autentici e preziosissimi diamanti, ammirati ormai su scala mondiale, nella collana delle bellezze naturali del nostro Salento.

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