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Tricase

Tricase: Giunta o dis…giunta?

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Dopo gli scossoni degli ultimi mesi, chi si aspettava un Antonio Musarò dai toni dimessi dovrà ricredersi. Il Sindaco ha infatti mostrato un’insolita grinta e una decisione che forse gli avevano fatto difetto in passato. Ne è passata di acqua sotto i ponti questa estate e come se non bastasse l’assenza di risultati evidenti, l’atmosfera è stata resa ancora più rovente dalle tante chiacchiere spesso alimentate nei diversi… bar, proprio da chi (non tutti, per la verità) vive dall’interno quest’Amministrazione. L’impressione era che ognuno andasse per i fatti suoi e che la baracca stesse per crollare.


La domanda allora è molto più lecita di quello che si possa pensare: l’Amministrazione Musarò è alla frutta? “No. Ci siamo ritrovati, stiamo parlando anche con l’ausilio dei vertici dei partiti. Ognuno si sta prendendo le proprie responsabilità. Siamo già sulla via d’uscita per riprendere da dove avevamo lasciato”. È vero che per un mese e mezzo la Giunta è stata monca dei tre Assessori del PDL, Nunzio Dell’Abate, Rocco Piceci,e Antonio Scarcella? “E’ vero, per un periodo in Giunta non si sono presentati. Ma era evidente che fosse un momentaneo problema di natura politica. Quindi siamo andati avanti fiduciosi che la situazione si ricomponesse, così come poi è stato. Comunque l’Amministrazione ha proseguito il suo lavoro senza risentire di questa anomalia”.


Ma il Sindaco, vista la netta presa di posizione dei tre Assessori, non poteva intervenire in maniera radicale? “Ma ha anche l’obbligo di mediare per non compromettere la solidità della maggioranza. Siamo partiti con un’alleanza di partiti e movimenti e arriveremo alla fine tutti insieme, cercando di raggiungere gli obbiettivi. Chiaro che ci possano essere dei momenti di tensione, dovuti in questo caso più a fattori politici che amministrativi”.


Però, un Assessore chiaramente indicato come “di troppo”, può continuare il suo lavoro con lo stesso entusiasmo? E questo vuol dire che non sono più previste variazioni in Giunta? “Ci saranno cambiamenti di deleghe, ma gli uomini resteranno gli stessi. Dopo i chiarimenti che ci sono stati, le cose dovrebbero funzionare in un certo modo. Tuttavia, va da sé che d’ora in avanti non dovessero arrivare i risultati, nessuno di noi avrà più alibi”.


Mentre però a Palazzo Gallone si gioca a fare i politici, giusto per dirne una, gli occhi della gente comune sono puntati sulle scuole che hanno riaperto con i problemi più disparati e che nessuno, nel frattempo, ha affrontato. “Io nelle scuole ci vado di persona ed ammetto che ci siano dei problemi di ordinaria amministrazione ed anche di straordinaria, questi ultimi tristemente ereditati da altri amministratori. Probabilmente è una difficoltà di organizzazione interna: per mettere a posto il palazzetto dello sport abbiamo dovuto utilizzare quegli operai che dovevano sistemare le cose nelle scuole. Anche se mi rendo che la scuola dovrebbe essere prioritaria. È una situazione che non si ripeterà più, questo è poco ma sicuro. Me ne occuperò di persona e risolverò la questione immediatamente”.


L’impressione che si ha dall’esterno è che questa sia un’Amministrazione con più anime che fanno fatica a convivere, che vengano dettate delle regole (“chi si candida alle Provinciali non farà più l’Assessore”) poi puntualmente infrante; che il Sindaco non sempre appaia come l’uomo realmente a capo. E che in seguito a tutto questo, la macchina amministrativa non risulti efficiente.


L’Amministrazione in questo momento è unita. C’è stato, lo ribadisco, un forte chiarimento all’interno e tutti ora si stanno rimboccando le maniche per inseguire gli obiettivi che ci siamo posti”.


Ippazio Cazzato sarà ancora assessore? “Ripeto che gli assessori resteranno gli stessi. A meno che non si verifichi qualcosa che ci impedisca di chiudere il cerchio. Dobbiamo solo lavorare, è l’unico modo concreto che conosca per risolvere i problemi”.


Pare una contraddizione in termini: ha detto, ad esempio, che per la scuola qualcosa non ha funzionato, ma poi ci dice che in Giunta restano tutti… “Semplicemente, l’Assessore competente deve metterci più attenzione e stare dietro a chi gestisce il personale, verificando di persona se quei lavori effettivamente si stiano effettuando. Penso che i miei Assessori siano tutte persone con spiccate capacità, debbono solo rendersi conto di come muoversi e usare grinta nell’affrontare le questioni”.

Non capiamo il motivo per cui ci sia stato bisogno di chiedere l’intervento del Ministro Raffaele Fitto per sbrogliare la matassa della Giunta. “Personalmente non sono mai andato da alcuna parte, né chiesto aiuto ad alcuno; al limite, qualche volta sono stato chiamato”.


Ma in soldini, dopo 18 mesi cos’ha realizzato questa Amministrazione? “Abbiamo posto le basi per tante cose che potranno presto toccarsi con mano. Gli ingressi di Tricase sono già pronti, è stata appaltata Via Olimpica, stiamo appaltando Via Siena (“i cui lavori erano stati bloccati dalla Soprintendenza, ma ora è tutto superato”); dobbiamo sistemare via Roma chiudendo il rapporto con la Regione dovuto al vecchio appalto, per poi rivederla in toto…”.


L’Ufficio Tecnico continua ad essere un problema: l’apertura per solo due giorni la settimana ha provocato una sequela di lamentele. “Bisogna riorganizzare tutto e chi ci lavora ha bisogno di avere l’Ufficio chiuso per qualche giorno altrimenti, con il continuo viavai di gente, non riesce a fare altro”. Ma il responsabile viene solo due giorni la settimana. “Cosimo Pizzileo ha un contratto fino a dicembre… Siamo finalmente riusciti ad espletare le pratiche per il concorso e spero che a breve risolveremo una volta per tutte questa faccenda”.


A proposito di concorsi: quello, annunciato, per i Vigili Urbani? “Partirà a gennaio per tre unità”.


Sul porto e sul suo ampliamento ci anticipa qualcosa rispetto alla conferenza stampa che si terrà giovedì 24 settembre? “È una creatura alla quale mi sto affezionando. Sta maturando un discorso davvero interessante: sarà un’opera che darà nuovo slancio all’intera città”.


Cosa risponde a quanto scritto in questi giorni dalla minoranza? “Quando parlano di problemi, direi che sono quelli che mi hanno fatto trovare. Fossi in loro non mi permetterei di scrivere niente. Pensino piuttosto a come hanno lasciato il paese: dal palazzetto dello sport in poi, una serie di opere a metà alle quali dobbiamo rimettere mano per consentirne l’uso. Con conseguente perdita di soldi e di tempo”.


Visto tutto quel che è accaduto, ha mai pensato di dimettersi? “Ho una grande responsabilità nei confronti dell’elettorato e del paese. Non sarebbe decoroso gettare la spugna alla prima difficoltà. Ho sempre detto che se dovessi fare danni, allora sì che sarebbe meglio andare via; ma il mio obiettivo è arrivare alla fine con tutti e tagliare tutti i traguardi. E soprattutto, avverto che la gente ancora mi sostiene. Se non sentissi questo calore umano, forse mi sarei già perso. Mi rendo conto, però, di avere il compito di dover garantire dei risultati e sono convinto di riuscirci”.


Giuseppe Cerfeda


Attualità

Eolico Offshore? Il Parco invoca l’Area Marina Protetta

L’Ente Parco Naturale Regionale Costa Otranto–Santa Maria di Leuca–Bosco di Tricase contesta duramente il progetto di parco eolico offshore proposto da Odra Energia. Secondo l’Ente, gli studi ambientali sarebbero stati condotti senza autorizzazioni e l’intervento comporterebbe danni irreversibili agli ecosistemi terrestri e marini. Annunciate segnalazioni all’autorità giudiziaria e un appello al Governo per l’istituzione dell’Area Marina Protetta

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di Giuseppe Cerfeda

Ci sono luoghi che non sono solo punti su una mappa. Sono memoria, identità, futuro.

Il tratto di costa sull’Adriatico, tra Otranto e Tricase, è uno di questi.

È casa per la biodiversità, ma anche per le persone che vivono di questo mare, di questo paesaggio, di questa bellezza fragile.

Intanto si continua a parlare di un grande progetto di parco eolico offshore.

Sia chiaro: la transizione energetica è una necessità. Nessuno lo mette in discussione.

Ma c’è una domanda che non possiamo evitare: a quale prezzo?

Quando studi ambientali vengono condotti senza le autorizzazioni previste, quando si interviene in aree protette o colpite da incendi, quando si rischia di compromettere praterie di posidonia, grotte marine, habitat unici… allora non siamo più davanti a una scelta tecnica.

Siamo davanti a una scelta etica.

Proteggere questo territorio non significa dire “no” al futuro.

Significa pretendere un futuro fatto bene.

Fatto nel rispetto delle regole, della scienza, delle comunità locali.

Perché lo sviluppo che ignora i territori non è sviluppo: è consumo.
E la bellezza, una volta persa, non si ricompra.

Per questo l’appello dell’Ente Parco non è un grido ideologico, ma una richiesta di responsabilità.

Istituire un’Area Marina Protetta, fermarsi, valutare davvero gli impatti, ascoltare chi questo mare lo conosce e lo vive.

La transizione energetica deve essere giusta.

E una transizione giusta non lascia macerie dietro di sé, ma tutela ciò che rende questo Paese unico.

Difendere questo tratto di costa significa difendere una parte di noi.

LA PRESA DI POSIZIONE DELL’ENTE PARCO

L’Ente Parco Naturale Regionale Costa Otranto – Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase ha espresso «forte preoccupazione e netta contrarietà» alla documentazione integrativa pubblicata il 22 gennaio 2026 dal Ministero dell’Ambiente relativa al progetto di parco eolico offshore presentato da Odra Energia srl.

Dall’analisi degli atti emergerebbe la presunta illegittimità degli studi ambientali, effettuati – secondo l’Ente – in assenza della preventiva autorizzazione prevista dalla Legge Regionale n. 30/2006.

Campionamenti avifaunistici, monitoraggi botanici e studi su rettili, anfibi e chirotteri sarebbero stati condotti senza il necessario nulla osta.

L’ANNUNCIO: «SEGNALAZIONI ALL’AUTORITÀ GIUDIZIARIA»

Il presidente del Parco Michele Tenore

«Ogni attività svolta senza autorizzazioni rappresenta una grave violazione delle norme di tutela ambientale», afferma il presidente del Parco Michele Tenore, annunciando segnalazioni alla magistratura competente.

«La salvaguardia di un patrimonio naturale straordinario non può essere subordinata a logiche speculative».

Ulteriori criticità riguardano la localizzazione della “Buca Giunti” in un’area colpita da incendio nel 2021 e soggetta a vincoli di legge.

Secondo l’Ente Parco, viabilità di cantiere e mezzi pesanti provocherebbero una frammentazione irreversibile degli habitat e comprometterebbero i processi di rigenerazione naturale.

«CAVI SOTTOMARINI E FONDALI A RISCHIO»

Preoccupazioni rilevanti emergono anche per la posa dei cavi sottomarini. Il tracciato interferirebbe con habitat marini di altissimo valore naturalistico, come praterie di posidonia oceanica, coralligeno e sistemi di grotte sommerse e semisommerse.

Le trivellazioni orizzontali previste comporterebbero un concreto rischio di alterazione degli equilibri idrogeologici e carsici, con possibili effetti permanenti sugli ecosistemi marini.

TURBINE ALTE 315 METRI E IMPATTO SUL PAESAGGIO

Nonostante una riduzione del numero di aerogeneratori, le turbine – alte fino a 315 metri sul livello del mare – resterebbero fortemente impattanti dal punto di vista paesaggistico. La mancata delocalizzazione, sottolinea l’Ente, sembrerebbe legata più a valutazioni economiche che a reali impedimenti tecnici.

BIODIVERSITÀ E TURISMO SOTTO MINACCIA

«Il danno potenziale alla biodiversità marina e terrestre sarebbe gravissimo», prosegue Tenore, evidenziando anche le ricadute negative sul turismo, settore che fonda la propria attrattività sull’integrità ambientale e paesaggistica.

L’Ente Parco richiama inoltre la necessità di valutare gli effetti cumulativi di più progetti analoghi sullo stesso tratto di mare e segnala la durata dei cantieri, stimata in oltre cinque anni, con inevitabili ripercussioni sulle attività socioeconomiche locali.

L’APPELLO: «ISTITUIRE L’AREA MARINA PROTETTA»

Alla luce delle criticità riscontrate, l’Ente Parco sollecita l’istituzione urgente dell’Area Marina Protetta lungo la costa interessata, ritenuta indispensabile per una tutela organica e duratura.

«Rivolgiamo un appello al Governo, al Parlamento e a tutte le istituzioni competenti», conclude Tenore, chiamando in causa anche il Governo guidato da Giorgia Meloni,«la transizione energetica è una sfida imprescindibile, ma deve avvenire nel pieno rispetto delle norme, della biodiversità e delle comunità locali».

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Alessano

Tempesta di vento si abbatte sul Salento, danni e paura a Tricase e Alessano

La prevista burrasca ha interessato nelle ultime ore il basso Salento causando danni significativi. Prime foto dei danni da Tricase, Zona Draghi. Segnalazioni anche da Tutino, dove la burrasca ha riportato danni il campanile della chiesa di San Gaetano. Non risultano feriti

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Un violento vortice di vento, abbattutosi improvvisamente sul Salento, ha lasciato dietro di sé una scia di danni e preoccupazione.

Tra le prime e più significative segnalazioni ci sono quelle provenienti dalla zona Draghi di Tricase, dove il fenomeno atmosferico ha causato il crollo di parti di muri di recinzione, la caduta di alberi e rami sulla carreggiata e danni a strutture private.

Le immagini raccolte nelle ore successive mostrano detriti sparsi sull’asfalto, recinzioni abbattute e materiali edili divelti dalla forza del vento.

In alcuni casi, i danni si sono verificati in prossimità di abitazioni, rendendo necessario l’intervento dei residenti per mettere in sicurezza le aree più colpite.

CAMPANILE DISTRUTTO A TUTINO

Segnalazioni arrivano anche da Tutino, dove il vortice ha interessato il centro abitato.

In particolare, si sono registrati seri danni al campanile della chiesa di San Gaetano (foto in alto), praticamente crollato con distacchi di parti strutturali che hanno destato forte preoccupazione tra i fedeli e i residenti della zona.

Al momento non si registrano feriti, ma l’episodio ha generato paura e apprensione, soprattutto per la rapidità con cui il fenomeno si è sviluppato.

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Le autorità locali stanno effettuando verifiche per accertare l’entità complessiva dei danni e valutare eventuali interventi di messa in sicurezza, in particolare sugli edifici storici e nelle aree più esposte.

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DANNI ANCHE AD ALESSANO

Come si evince da video e foto in basso non è stata risparmiato nenache Alessano.

Danni al cimitero e anche in centro.

il complesso dell’ex ACAIT. Non appena il meteo lo permetterà verranno conteggiati i danni.

L’evento riporta l’attenzione sulla crescente instabilità meteorologica che sta interessando il territorio salentino, con fenomeni intensi e localizzati sempre più frequenti.

Ulteriori aggiornamenti sono attesi nelle prossime ore.

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Cronaca

Venti di scirocco da forti a burrasca spazzano il sud Salento

Fino alle ore 20 ore sono previsti venti da forti a burrasca dai quadranti meridionali…

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Allerta arancione lanciata dalla Protezione civile regionale rispettata.

Per il maltempo e il forte vento di scirocco proveniente da Sud, da questa mattina fino a stasera in Salento sono previste precipitazioni sparse sulla parte centro-meridionale con quantitativi di vento e pioggia localmente moderati.

Sulle coste esposte, inoltre, sono previste forti mareggiate.

Un’ulteriore allerta è stata emanata in mattinata, valida fino alle 20 di questa sera,  per “precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale sulla Puglia centro-meridionale, con quantitativi cumulati deboli o puntualmente moderati”, sono previsti venti da forti a burrasca dai quadranti meridionali, con raffiche intense e mareggiate lungo le coste esposte.

Per questo motivo è stata emessa un’allerta per rischio vento su tutto il territorio regionale.

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