Cronaca
Tricase: Fisco evaso da un avvocato
(20 aprile) – Sono stati gli uomini della Tenenza di Tricase (dipendente dalla Compagnia di Otranto) a scoprire che un avvocato di 50 anni della zona, negli anni che vanno dal 2001 al 2006, ha sottratto a tassazione, ai fini delle imposte dirette, base imponibile per oltre 390mila euro. L’uomo titolare di uno studio legale, ha anche evaso l’Iva per oltre 39mila euro. In base a tutto questo, i Finanzieri di Tricase, diretti dal Sottotenente Massimo Graziano, lo hanno segnalato all’autorità amministrativa.
Bancarotta fraudolenta a Cutrofiano
(20 aprile) – Militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Maglie, indagando sul fallimento di una Società di Cutrofiano operante nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti ortofrutticoli, hanno accertato che l’Amministratore, un 58enne di Cutrofiano, ha omesso di consegnare alla Cancelleria del Tribunale ed al Curatore fallimentare, la documentazione contabile, oltre ad avere illecitamente alienato i beni della Società. Infatti l’Amministratore, non avendo provveduto al ripristino della documentazione contabile, ha, di fatto, impedito che si potesse ricostruire il volume d’affari, rendendosi responsabile di bancarotta fraudolenta e venendo quindi denunciato all’autorità giudiziaria.
Controlli in ben 21 Comuni
(20 aprile) – Nelle ultime 24 ore, Finanzieri del Comando Provinciale di Lecce in azione fra Copertino, Leverano, Porto Cesareo, Lecce, Salice Salentino, Monteroni, Cavallino, Merine, Nardò, Maglie, Nociglia, Surano, Scorrano, San Cassiano, Sannicola, Alezio, Gallipoli, Martano, Otranto, Uggiano La Chiesa, Casarano ed Ugento, con l’impiego di 25 pattuglie. Effettuati 19 controlli ad esercizi commerciali, in particolare ambulante abbigliamento, ambulante bigiotteria, panificio, bigiotteria, pizzeria, alimentari, macelleria, cartoleria, gastronomia, tabacchi e bar. Contestate tre violazioni per mancata emissione del documento fiscale per le quali sono state irrogate sanzioni amministrative per 1.548 euro. Controllate 158 autovetture e identificate 183 persone; contestate 37 violazioni al codice della strada per omesso uso delle cinture di sicurezza, superamento della linea continua e utilizzo del telefonino alla guida; ritirate sette carte di circolazione per omessa revisione periodica; sequestro amministrativo di un’ autovettura priva di copertura assicurativa obbligatoria; fermo amministrativo di un’autovettura priva di carta di circolazione in quanto già ritirata per omessa revisione; redatti tredici verbali in materia di beni viaggianti. Inoltre, redatto un verbale d’accertamento per il mancato pagamento del canone Rai. Infine, sequestrati 33 pezzi di confezioni di profumo con marchio contraffatto (un responsabile è stato denunciato all’autorità giudiziaria).
Cronaca
Si infatua di una donna e la perseguita
La Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza del GIP del Tribunale di Lecce nei confronti di un uomo di 28 anni, accusato di aver perseguitato una docente con telefonate, appostamenti e messaggi ossessivi. Disposto il braccialetto elettronico e il divieto di avvicinarsi a meno di mille metri
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Divieto di avvicinamento con applicazione del braccialetto elettronico per un 28enne di origini gambiane, indagato per atti persecutori e furto aggravato ai danni di una donna di cui si era infatuato.
Il provvedimento è stato eseguito nel pomeriggio dell’11 febbraio dagli agenti della Polizia di Stato, su ordinanza del G.I.P. del Tribunale di Lecce, emessa su richiesta della Procura della Repubblica.
Le indagini della Squadra Mobile
Le indagini, coordinate dalla Procura e condotte dalla sezione specializzata per i reati contro la persona, in danno dei minori e sessuali della Squadra Mobile di Lecce, sono scaturite dalla denuncia presentata dalla vittima.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe posto in essere una serie di comportamenti reiterati e invasivi: telefonate insistenti, messaggi continui e visite improvvise – quasi quotidiane – nei pressi dell’abitazione e del luogo di lavoro della donna, oltre che nei luoghi da lei abitualmente frequentati.
Una condotta che avrebbe generato nella vittima un perdurante e grave stato di ansia e paura, tanto da costringerla a modificare le proprie abitudini di vita e persino a cambiare, senza successo, il luogo di lavoro.
L’origine della vicenda
I due si erano conosciuti in passato nell’ambito scolastico: il 28enne frequentava l’istituto in cui la donna insegnava.
Già nel giugno 2024 l’uomo era stato destinatario di un ammonimento del Questore di Lecce, con l’invito a cessare ogni comportamento persecutorio.
Nonostante ciò, secondo l’accusa, avrebbe continuato con atteggiamenti ossessivi e vessatori.
In una delle ultime occasioni, avrebbe persino sottratto il telefono cellulare alla donna per impedirle di allertare le forze dell’ordine dopo l’ennesimo rifiuto alle sue avances.
Le misure cautelari
Alla luce degli elementi raccolti, il GIP ha disposto il divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi da lei abitualmente frequentati, imponendo all’indagato di mantenere una distanza minima di mille metri.
È stato inoltre applicato il braccialetto elettronico ed è stato vietato qualsiasi tipo di comunicazione con la donna.
Copertino
Galatina: sorpresi a rubare griglie dalla casa cantoniera
Un uomo di 49 anni è stato denunciato per tentato furto aggravato in concorso dopo essere stato individuato dalla Polizia di Stato nei pressi della SS 101. I due responsabili sono fuggiti nelle campagne, ma le indagini hanno portato all’identificazione di uno di loro. Per l’indagato è scattato anche il foglio di via obbligatorio
Alliste
Furto al cimitero, rubate porte da cappelle private
Colpo notturno ad Alliste. Ignoti sono entrati dal retro forzando una porta in ferro e hanno asportato le porte in alluminio di quattro cappelle. Il custode ha scoperto l’accaduto e avvertito i proprietari hanno sporto denuncia carabinieri
Un gesto che ha scosso profondamente la comunità.
Il cimitero comunale di Alliste è stato teatro di un furto ai danni di alcune cappelle private.
I malviventi, approfittando del buio e dell’assenza di persone, sono riusciti a introdursi nell’area cimiteriale passando dal retro della struttura.
Secondo le prime ricostruzioni, i ladri avrebbero forzato una porta di ferro secondaria per accedere all’interno, agendo con rapidità e con ogni probabilità con mezzi adeguati al trasporto del materiale sottratto.
PORTE SMONTATE E OCCHIETTI RIMOSSI
Una volta dentro, i responsabili si sarebbero concentrati su quattro cappelle, dalle quali sono state asportate le porte in alluminio.
Per facilitare l’operazione, sarebbero stati rimossi anche gli occhielli installati sugli infissi, segno di un’azione mirata e non improvvisata.
L’alluminio, materiale facilmente rivendibile sul mercato nero, è spesso oggetto di furti di questo genere, ma colpire un luogo sacro come il cimitero rende l’episodio particolarmente grave, non solo per il danno economico arrecato alle famiglie, ma anche per il valore simbolico e affettivo dei luoghi violati.
LA SCOPERTA DEL FURTO
Il furto è stato scoperto dal custode del cimitero durante il consueto giro di controllo mattutino.
Notando le porte mancanti e i segni di effrazione, ha immediatamente avvisato i proprietari delle cappelle interessate.
Comprensibile l’amarezza delle famiglie coinvolte, che si sono recate sul posto per constatare i danni prima di contattare le forze dell’ordine.
INDAGINI IN CORSO
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per effettuare i rilievi e raccogliere eventuali elementi utili all’identificazione dei responsabili.
Non si esclude che possano essere acquisite immagini di eventuali sistemi di videosorveglianza presenti nelle vicinanze.
Le indagini sono in corso per risalire agli autori del furto e verificare eventuali collegamenti con altri episodi simili avvenuti nel territorio.
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Foto di Fabrizio Casto
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