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Cronaca

Ulivi sfregiati per rubare la legna

Un 37enne di Taviano denunciato per danneggiamento e furto di legna di ulivo secolare. Approfittava dell’assenza del proprietario di una campagna di Sannicola per abbattere gli alberi

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Denunciato a piede libero dai Carabinieri un 37enne di Taviano, con l’accusa di danneggiamento e furto di legna di ulivo secolare. Circa un mese fa la denuncia del proprietario di un fondo di Sannicola che, non vivendo nella zona da anni, raramente si reca nella sua proprietà per controllare.

????????Tuttavia nel recarsi a Sannicola per verificare lo stato della sua proprietà ed eventualmente valutare alcuni interventi manutentivi, il proprietario ha scoperto che ignoti avevano tagliato otto alberi di ulivo secolare e ne avevano portato via la legna. Immediata la denuncia ai Carabinieri per il furto ed il danneggiamento subiti. Subito ci si è resi conto, comunque, che il reato era avvenuto da pochissimi giorni, stante le condizioni di alcuni ceppi tagliati e lasciati sul posto. I ladri, però, non avevano fatto i conti con alcuni sistemi di videosorveglianza posti nelle vicinanze del campo nonché con alcuni testimoni che hanno visto un’autovettura sospetta aggirarsi nei giorni immediatamente precedenti la denuncia. Così i Carabinieri sono riusciti a risalire al 37enne di Taviano il quale è stato deferito in stato di libertà. Le indagini sono ancora in corso per risalire agli eventuali complici.

Attualità

Cambia nome da Alessandro ad Alexandra. La Cassazione: giusto

Accolto il ricorso dell’interessata, chi cambia sesso può scegliersi il nome che vuole

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Cassazione, sì a cambio nome, Alessandro diventa Alexandra, e non Alessandra, anche per l’anagrafe. Accolto il ricorso dell’interessata, chi cambia sesso può scegliersi il nome che vuole

Alessandro potrà cambiare nome in Alexandra, e non Alessandra, anche per l’anagrafe.

Impossibile negare quel nome con la “x” all’uomo che ha cambiato sesso diventando donna a tutti gli effetti per lo Stato: è escluso che nella modifica all’atto di nascita dell’interessata debba avvenire una trasposizione meccanica dell’originario appellativo della richiedente, che peraltro non è sempre possibile.

Nulla vieta che possa sempre essere l’interessato, «soggetto chiaramente adulto», a indicare il nuovo nome prescelto dopo aver vinto la causa per la rettificazione del sesso. È quanto emerge dall’ordinanza 3877/20, pubblicata il 17 febbraio dalla prima sezione civile della Cassazione.     Accolto il ricorso dell’interessata: la Suprema corte decide nel merito ordinando all’ufficiale di Stato civile del Comune la correzione l’atto di nascita della richiedente, che dunque si chiamerà come ha sempre sognato.

Sbaglia la Corte d’appello di Torino a bocciare il nome con la “x” sul rilievo che si tratterebbe di un mero «desiderio voluttuario» della richiedente, mentre il nuovo segno distintivo da inserire nel registro dell’anagrafe sarebbe “Alessandra”, in quanto mera femminilizzazione dell’appellativo originario. Si tratta infatti di un’interpretazione che non trova supporto nella normativa in materia: le disposizioni non prevedono affatto un calco linguistico fra vecchio e nuovo nome.

Trova ingresso la censura che evidenzia come vi siano prenomi maschili non traducibili al femminile e viceversa, oltre ad altri che possono essere percepiti come dell’uno o dell’altro sesso a seconda del contesto linguistico in cui si pone l’interprete.

Il tutto mentre l’articolo 5 della legge 164/82 pone una corrispondenza assoluta fra il sesso anatomico e il nome, anteponendo l’interesse pubblico alla certezza nei rapporti giuridici a quello individuale alla coincidenza fra il sesso percepito e il nome indicato nei documenti di identità. È d’altronde primario il diritto all’identità sessuale sotteso alla rettificazione del sesso (che può avvenire senza l’intervento che modifica i caratteri anatomici primari).

E il nome, costituisce un diritto inviolabile della persona come immediato segno distintivo. Insomma: la scelta è libera se non viola altre disposizioni normative o diritti di terzi.

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti

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Cronaca

Abusi edilizi: denunce a Torre Pali e Borgagne

Nella marina di Salve gli interventi sono stati effettuati su un’intera area a macchia mediterranea di 10.360 mq; nella frazione di Melendugno realizzata una strada in zona sottoposta a vincolo paesaggistico

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I carabinieri della stazione carabinieri forestale di Tricase sono intervenuti a Torre Pali (Marina di Salve) ed hanno denunciato il di un terreno per aver realizzato opere edili in seguito alla distruzione di un bosco.

In particolare, gli interventi sono stati effettuati su un’intera area a macchia mediterranea di 10.360 mq, pertanto equiparata a bosco e vincolata dalla normativa paesaggistica.

Contestati al proprietario del terreno: il disboscamento tramite estirpazione di essenze arboree ed arbustive e il livellamento del terreno; la realizzazione di un parcheggio per automezzi/deposito per strutture precarie; la costruzione di un manufatto e di recinzioni in pietra; la realizzazione di spiazzi per circa 1.400 metri quadri e di strade per circa 90 metri lineari.

Dette opere sono state realizzate in assenza di permesso di costruire e autorizzazione paesaggistica, in zona plurivincolata.

In contrada “Ruggiano” a Borgagne (Melendugno), invece, il personale della stazione carabinieri forestale di Otranto, ha denunciato a piede libero un uomo per aver realizzato di una strada di ingresso al terreno di proprietà delle dimensioni di circa 380 mq, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico, in totale assenza dei necessari titoli abilitativi ed autorizzazioni.

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Cronaca

Scippo della catenina: arrestata 18enne

La giovane senza fissa dimora si era data alla fuga tra le vie di Racale dopo aver sottratto il monile ma è stata fermata dai carabinieri

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Aveva rapinato un uomo della sua catenina d’oro con crocifisso ma per sua sfortuna ad appena 100 metri di distanza vi erano i carabinieri che impegnati in un posto di controllo. Così i militari dell’Arma l’hanno immediatamente raggiunta e arrestata.

Marilena Violeta Durac, 18 anni, senza fissa dimora, si era data alla fuga tra le vie di Racale dopo aver sottratto il monile, ma è stata immobilizzata dopo pochi secondi.

La perquisizione personale, eseguita anche con l’ausilio di personale femminile della polizia locale, ha consentito di rinvenire, occultato nelle parti intime della donna, il crocifisso del valore di 1.500 euro, restituito all’avente diritto.

L’arrestata, espletate le formalità di rito, è stata accompagnata presso casa circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce.

(foto di repertorio)

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