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Appuntamenti

Trenta anni con il GAL Capo S. Maria di Leuca

I risultati raggiunti e le attività svolte saranno presentate il 26 novembre, alle ore 18, a Tricase, nella Sala del Trono di Palazzo Gallone

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Sono passati circa trent’anni da quel 9 agosto 1991, quando un gruppo di lungimiranti amministratori e imprenditori del Capo di Leuca si incontrarono per discutere di sviluppo del territorio e su come intercettare risorse finanziarie dell’Unione Europea per raggiungere questo obiettivo.


Quel giorno di estate, su iniziativa del Consorzio dei Comuni del Capo di S. Maria di Leuca e alcuni operatori economici privati, venne costituito il Gruppo di Azione Locale (GAL) “Capo S. Maria di Leuca”, una srl con capitale sociale misto pubblico -privato, per partecipare al Bando della prima edizione del Programma Comunitario L.E.A.D.E.R. (“Collegamenti tra le azioni di sviluppo dell’economia rurale” in lingua francese).


Molte sono state le esperienze analoghe che si sono avviate in Italia con le stesse finalità, ma pochissime o nessuna può annoverare trent’anni di impegno a favore dello sviluppo locale.


I risultati raggiunti e le attività svolte saranno presentate il 26 novembre, alle ore 18, a Tricase, nella Sala del Trono di Palazzo Gallone (Piazza Pisanelli), durante l’incontro pubblico: “30 Anni di Sviluppo – Anniversario GAL Capo S. Maria di Leuca – Il bilancio di un’esperienza, uno sguardo verso il futuro”. L’iniziativa prevede il saluto del sindaco di Tricase Antonio De Donno, e gli interventi di Giosuè Olla Atzeni, direttore del GAL e Antonio Ciriolo, presidente del GAL oltre che sindaco di Poggiardo. Concluderà i lavori Donato Pentassuglia, assessore regionale all’Agricoltura.


All’incontro, al quale si accederà nel rispetto delle norme vigenti anti – covid-19, sono invitati a partecipare gli amministratori comunali, i beneficiari delle cinque edizioni del LEADER attuato dal GAL e i cittadini del territorio.


Sarà possibile seguire l’incontro in diretta sulle Fan Page Facebook GAL Capo di Leuca e Agenzia di Sviluppo Locale Capo S. Maria di Leuca e sul Canale YouTube GAL Capo S.Maria di Leuca. L’iniziativa si propone di presentare i risultati conseguiti dal GAL grazie al Programma LEADER, la prima edizione delle quali fu realizzata con il sostegno economico del Ministero dell’Agricoltura; nelle successive edizioni la Regione Puglia ha sostenuto le iniziative di sviluppo grazie ai fondi

dell’Unione Europea.


Dopo il bilancio delle esperienze passate e di quella in corso di realizzazione, l’incontro si concentrerà sulle prospettive future del GAL nella prossima programmazione LEADER.


Il GAL ha impostato una strategia basata sul microprogetto e sul coinvolgimento di un ampio numero di soggetti, pubblici e privati, impegnati nella valorizzazione dei temi fondanti dell’identità del Capo di Leuca e dell’immagine del comprensorio come “area valore” in termini di ambiente, cultura e sistema di vita.



Appuntamenti

Presicce: Focareddha rinviata al 30 novembre

Accensione a partire dalle 20 con Maristella Martella e Tarantarte, Cesare dell’Anna e Balkan Project

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Il Comitato “La Focareddha de Sant’Andrea” di Presicce comunica che a causa di un problema tecnico l’accensione della tradizionale Focareddha de Sant’Andrea è stata rimandata a martedì 30 novembre , a partire dalle ore 20.

Dopo la benedizione della Focareddha da parte del parroco don Francesco Cazzato, ci saranno i saluti istituzionali del presidente del Comitato Donato Ratano e del sindaco di Presicce-Acquarica Paolo Rizzo.

La serata inizierà con l’esibizione di Maristella Martella e Tarantarte, in collaborazione con le majorette di Presicce.

Al termine vi sarà il rito d’accensione della pira, alta 11 metri e a forma di spirale, e lo spettacolo pirotecnico.

Verso le 21 partirà il concerto di Cesare Dell’Anna e Balkan Project

L’ingresso sarà contingentato e permesso solo ai possessori di Green Pass.

Tutto l’evento sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook e sul canale youtube “Focareddha de Sant’Andrea”.

Tutti i cittadini potranno inoltre interagire lasciando commenti con l’hashtag #direttafocareddha

La diretta sarà condotta da Ilaria Lia e Giovanni Fracasso.

La Focareddha de Sant’Andrea è nella Rete dei Fuochi di Puglia, promossa dalla Regione Puglia, un riconoscimento importante per valorizzare ancora di più il patrimonio storico, culturale e folkloristico e che sottolinea la sua storia così radicata nel tempo e nella comunità.

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Andrano

Tricase diventa Oasi Blu, Otranto-Leuca la si vorrebbe Area marina protetta. E il parco eolico?

A che punto è l’iter di istituzione dell’Area Marina Protetta Otranto-Leuca e come fare per ridargli nuovo impulso? Quali sono le opportunità per il territorio alla luce delle esperienze già maturate altrove? È di ciò che si discuterà questo pomeriggio, alle ore 17, presso il Castello di Andrano. “Il mare, la grande risorsa” è il titolo dell’incontro organizzato dall’Unione dei Comuni Andrano Spongano Diso, in collaborazione con il Parco regionale Otranto-Leuca-Bosco di Tricase

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Già in programma nell’ambito della rassegna autunnale dell’Unione, “Noi abitiamo in una rosa rossa”, e pensato in occasione dei festeggiamenti che si tengono ad Andrano in onore di Sant’Andrea, patrono dei pescatori, il tema è diventato di grande attualità ora che sul territorio si dibatte del progetto di un parco eolico offshore a 9 chilometri dalla costa tra Porto Badisco e Castro.

Alle 17, si comincerà con la presentazione de Il mare, guida a lettura facilitata del Sac Porta d’Oriente, con Francesco Minonne, membro del comitato esecutivo Parco Otranto-Leuca.

Seguirà, alle 17,30, L’eolico offshore, la piccola pesca e le opportunità dell’Area Marina Protetta Otranto-Leuca, tavola rotonda con: Salvatore Musarò, sindaco di Andrano e presidente dell’Unione dei Comuni; Nicola Panico, presidente Parco Otranto-Leuca; Antonio Panico, presidente Comitato Porto Andrano; Antonio Errico, presidente Associazione Magna Grecia Mare di Tricase; Paolo D’Ambrosio, tecnologo stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli e direttore dell’Area Marina Protetta Porto Cesareo. Coordina Elio Paiano, giornalista. Saranno presenti gli amministratori di diversi Comuni.

«L’istituzione di un’Area Marina Protetta sulla nostra costa», rimarca Salvatore Musarò, presidente dell’Unione dei Comuni Andrano Spongano Diso, «è un obiettivo strategico per le nostre Comunità. La valorizzazione delle risorse che ci vengono dal mare deve essere fatta in maniera oculata, studiata dal punto di vista scientifico e sostenibile. Le istituzioni hanno il dovere di accelerare questo percorso e di avviare una progettazione partecipata che coinvolga i cittadini, le formazioni sociali e le imprese. L’Unione dei Comuni ha deciso di promuovere un convegno nell’ambito della rassegna culturale autunnale proprio per riavviare il dialogo su una tematica cruciale per lo sviluppo del nostro territorio».

DALL’OASI BLU A TRICASE ALL’AMP OTRANTO-LEUCA

Alcuni passi in avanti sono stati fatti: a Tricase sta per essere costituita un’Oasi Blu, il cui regolamento è oggi in attesa dell’approvazione da parte del Consiglio comunale ed è il frutto del lavoro che i pescatori hanno svolto sotto la guida della sede di Tricase del CIHEAM Bari, assieme all’ICR e al Comune.

Mesi di incontri e mediazioni con i quali si è arrivati a trovare un giusto compromesso tra le esigenze di tutela ambientale di un’area di pregio e quelle di sfruttamento economico da parte dei diversi attori che popolano la costa.

«Un percorso», commenta Antonio Errico, a capo dell’associazione Magna Grecia Mare, «che mi auguro possa estendersi anche alle aree limitrofe, concludendosi nella costituzione della tanto attesa Area Marina Protetta Otranto-Leuca. A Tricase, da anni i pescatori del Porto Museo chiedono che si tutelino e si rispettino i limiti naturali del mare. Sono consapevoli che, il giorno dopo, devono tornare a pescare negli stessi posti e che è quindi necessario adottare comportamenti e misure utili a proteggere la risorsa. Sanno benissimo che le loro barche sono così piccole che, se si distrugge il mare in cui vivono, non potranno andare a pescare “altrove”. Per questo hanno contribuito in maniera determinante all’indicazione agli esperti delle aree a rischio e dei relativi fattori di pericolo, così come hanno indicato le zone storicamente destinate alla riproduzione dei pesci. Hanno inoltre partecipato attivamente e convintamente ad agevolare le prime forme di tutela legale della risorsa marina e costiera».

La consapevolezza è elevata e diffusa.

«La costituzione dell’Area marina protetta ci trova d’accordo – dice Antonio Panico, presidente del Comitato Porto Andrano che riunisce 40 piccoli diportisti e pescatori amatoriali, «Riteniamo sia giunto il momento, ad esempio, di limitare le reti sotto costa e la pesca a strascico, di creare delle zone in cui la pesca professionale e quella sportiva possano essere svolte a periodi alterni o salvaguardando i periodi di riproduzione delle varie specie. Ovviamente tutto questo è sostenibile se dall’altra parte c’è un organo vigile. Alla luce di questa prospettiva, siamo contrari all’ipotesi di un progetto eolico offshore, che riteniamo troppo impattante per quella zona».

UNA NUOVA ECONOMIA DALL’AMP

Le Aree Marine Protette costituiscono una grande opportunità non solo per la conservazione dei nostri habitat naturali, ma anche per la sperimentazione di forme sostenibili di fruizione del territorio, per la diffusione di conoscenze ed infine per la tutela di antichi mestieri, tradizioni, cultura locali.

«Ne è un esempio l’Area Marina Protetta Porto Cesareo. La presenza di un’AMP, in stretta relazione e in sinergia con le comunità locali»,  spiega il direttore dell’Area, Paolo D’Ambrosio, «ha portato negli anni allo sviluppo di nuove attività economiche sostenibili (turismo subacqueo, escursionismo, turismo enogastronomico e culturale, turismo sportivo, pescaturismo) e sta svolgendo un ruolo importante nella valorizzazione della piccola pesca costiera, nello sviluppo dell’intera fascia costiera (mobilità sostenibile, creazione di opportunità in rete con i parchi terrestri, ricostruzione di habitat dunali), nella creazione di comunità green e blue (commercializzazione del prodotto ittico locale, presidio Slow Food della pesca, riciclo delle reti da pesca dismesse dai pescatori, etc)».

L’UNICITÀ DEL TRATTO DI COSTA E IL “NO” DEL PARCO OTRANTO-LEUCA ALL’EOLICO OFFSHORE

La proposta di ampliamento a mare del Sito di Importanza Comunitaria “Costa Otranto-Santa Maria di Leuca” ha riconosciuto questo tratto di costa come un vero hotspot di biodiversità.

«Ha caratteristiche di unicità e differenze rilevanti in termini di distribuzione di principali specie e comunità rispetto al resto della Puglia. Si tratta di uno dei litorali a più alta naturalità dell’intera costa italiana. Nel 2011, la Commissione Internazionale per lo studio del Mar Mediterraneo ha individuato quest’area per l’istituzione di uno degli otto PeaceParks a scala di bacino».

A spiegarlo sono Nicola Panico e Francesco Minonne, rispettivamente presidente e membro del Comitato di gestione del Parco terrestre Otranto-Leuca, che ha competenza fino alle grotte. È netta la contrarietà dell’ente all’ipotesi di un grande impianto eolico in questa zona: «Qualunque progetto, seppur lontano dalla costa, non potrà che influenzare negativamente la natura stessa di una possibile Area Marina Protetta, la sua riconoscibilità e tutela, rappresentando un’interferenza con le specie e biocenosi esistenti. Le attività di cantiere, il traffico che ne deriverebbe, le infrastrutture che costituirebbero la connessione delle pale con la terraferma e le interferenze dei cavidotti sottomarini creerebbero evidenti fattori di disturbo e vere e proprie barriere alle rotte faunistiche marine, con particolare riferimento ad una specie indicatrice di fondamentale importanza quale la foca monaca mediterranea (Monachus monachus). Si tratta di una specie a serio rischio di estinzione: per la sua generale conservazione nel bacino del Mediterraneo sono state avviate attività di monitoraggio e ricerca anche relative a recenti avvistamenti e a disponibilità di habitat costiero. La capacità degli esemplari di percorrere dai 12 ai 40 km al giorno per distanze fino a 300 km, la vicinanza con le isole ioniche greche dove è presente una popolazione riproduttiva della specie, gli avvistamenti verificatisi tra il 2000 ed il 2017 in Puglia, Basilicata e Calabria – uniti agli avvistamenti di esemplari per il litorale tra Santa Maria di Leuca e Tricase riportati tra gli anni 2009 e 2017 ed in Albania nel 2012 – evidenziano l’importanza di questo habitat marino costiero, che richiede la massima attenzione per la sua sensibilità».

 

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Appuntamenti

Simona Baldelli a Ruffano con “Alfonsina e la strada”

La storia di colei che prese parte al Giro d’Italia: la pioniera della parificazione tra sport maschile e femminile

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A Ruffano la storia di Alfonsina Strada, prima donna a partecipare al Giro d’Italia nel 1924.

Giovedì 2 dicembre alle ore 18 Simona Baldelli presenterà il suo pluripremiato libro dal titolo “Alfonsina e la strada” che narra proprio la storia dell’atleta che sfidò maschilismo e pregiudizi.

Nel 1924 il Giro d’Italia rischiava di non partire. Gli organizzatori non erano in grado di far fronte alle richieste economiche delle squadre e queste risposero con una diserzione in massa. Celebri campioni come Girardengo, Brunero, Bottecchia non avrebbero gareggiato; gli atleti dovevano iscriversi a titolo personale e la corsa rischiava di passare inosservata, con grave danno per gli sponsor. Fu la necessità di un elemento eclatante a spingere gli organizzatori ad accogliere l’insoluto richiesta di una donna di 33 anni: una donna che insisteva da tempo per partecipare. Si trattava di Alfonsina Strada, che aveva già affrontato due Giri di Lombardia.
Il romanzo è anche una finestra sulla storia degli anni tra il 1891, in cui Alfonsina nacque, ed il 1959, anno della sua morte, con nel mezzo due guerre mondiali, la Marcia su Roma cui prese parte uno dei suoi fratelli, e poi D’Annunzio che le regalò una stella d’oro, Mussolini che volle darle un’onorificenza da lei mai ritirata, una medaglia che la zarina Alessandra le appuntò personalmente al petto. E gli anni passati a esibirsi nei circhi d’Europa e due matrimoni, il primo a 14 anni, l’unico modo per andar via di casa perché i genitori le volevano impedire di gareggiare.
Dalla povertà alla fama all’oblio, Alfonsina è stata una pioniera della parificazione tra sport maschile e femminile.

Simona Baldelli la racconterà presentando il suo libro con Roberto Molentino, di Arci Insieme, Antonio Cavallo, sindaco di Ruffano, Angela Alfarano, presidente di Voce alle Donne, Grazia Turco, campionessa di handbike, e Gigi Renis, coordinatore provinciale CONI.

L’appuntamento è presso la sala consiliare del Comune di Ruffano dalle ore 18. L’ingresso è libero previa esibizione di Green Pass in corso di validità.

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