Connect with us

Attualità

Aree idonee al deposito rifiuti radioattivi: 3 sono in Puglia

Pubblicato

il


Spuntano tre località pugliesi nella Carta dei siti potenzialmente idonei alla costruzione del Deposito nucleare nazionale analizzata dai ministeri dello Sviluppo e dell’Ambiente.





Sul nostro territorio regionale, sono indicate l’area di Gravina in Puglia ed Altamura, in provincia di Bari, e Laterza, nel Tarantino.





“Nessun margine di trattativa, né valutazioni: un secco no”, scrive il sindaco di Gravina.





Da Altamura la sindaca Melodia rassicura: “Non ci lasceremo trascinare in questa situazione con rassegnazione”.





Occhi aperti e antenne dritte però, per i sindaci.





Ecco, nell’immagine a fine articolo, la tavola 4 che indica le aree suddette in Puglia, al confine con la Basilicata.





Di che rifiuti parliamo




In Italia esistono ancora quattro centrali nucleari: quella di Trino Vercellese, in Piemonte, quella di Caorso, in provincia di Piacenza, quella di Latina, in Lazio, e quella di Garigliano, in Campania. Sono ferme dal 1987, quando con un referendum fu deciso di chiuderle, ma ancora oggi in ognuna di esse lavorano decine di persone che si occupano di analizzare, catalogare e preparare per il trasporto nei centri di lavorazione o smaltimento qualsiasi cosa ci sia nelle centrali, compresi i rifiuti nucleari che erano stati prodotti prima della chiusura.





I luoghi idonei





Sono 67 i luoghi potenzialmente idonei (non sono tutti equivalenti tra di essi ma presentano differenti gradi di priorità a seconda delle caratteristiche) a ospitare il deposito nazionale di rifiuti radioattivi individuati in sette regioni: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia. Nella Tavola Generale sono indicati anche i Comuni interessati nelle sette regioni.





Con il via libera alla Carta, “parte la fase di consultazione dei documenti per la durata di due mesi, all’esito della quale si terrà, nell’arco dei quattro mesi successivi il seminario nazionale”. Sarà questo “l’avvio del dibattito pubblico vero e proprio – spiega il ministero dell’Ambiente – che vedrà la partecipazione di enti locali, associazioni di categoria, sindacati, università ed enti di ricerca, durante il quale saranno approfonditi tutti gli aspetti, inclusi i possibili benefici economici e di sviluppo territoriale connessi alla realizzazione delle opere”.





Il deposito nazionale e il Parco tecnologico saranno costruiti in un’area di circa 150 ettari, di cui 110 dedicati al deposito e 40 al Parco, come spiega il ministero dell’Ambiente. Il deposito avrà “una struttura a matrioska”; all’interno ci saranno “90 costruzioni in calcestruzzo armato, dette celle”, in cui “verranno collocati grandi contenitori in calcestruzzo speciale, i moduli, che racchiuderanno a loro volta i contenitori metallici con all’interno i rifiuti radioattivi già condizionati”. In totale saranno “circa 78mila metri cubi di rifiuti a bassa e media attività” a essere ospitati. L’investimento complessivo è di circa 900 milioni di euro e si stima che genererà oltre 4.000 posti di lavoro l’anno per 4 anni di cantiere, diretti (2.000 fra interni ed esterni), indiretti (1.200) e indotti (1.000). 






Attualità

Rete idrica per le frazioni di Galatina: “In arrivo nuovo tronco”

Pubblicato

il


“Il tronco di rete idrica in amianto che collega Galatina alle frazioni di Collemeto e Santa Barbara non sarà più fonte di disagio per i nostri concittadini”. Lo afferma l’amministrazione di Galatina, guidata dal sindaco Amante, che avrebbe risolto un problema spinoso che si portava avanti da decenni.
“Su richiesta dell’amministrazione comunale, e dopo aver sentito il parere di Acquedotto, l’Autorità Idrica Pugliese ha comunicato che avverrà la sostituzione del tronco che collega Galatina alle frazioni“, si legge nel comunicato.





“Lavoriamo con attenzione alle periferie”




“Le problematiche che i cittadini mi hanno rappresentato – ha dichiarato Loredana Tundo, assessore ai Lavori Pubblici – fin dal nostro insediamento hanno trovato la giusta attenzione, dal momento che abbiamo deciso di dare soluzione al problema oramai divenuto decennale. Già da tempo erano state avviate le interlocuzioni con AQP, i quali hanno convenuto sulla necessita di sostituire il tronco che per tanti anni ha lasciato a secco i rubinetti dei nostri concittadini per le continue rotture. La richiesta che abbiamo inoltrato è stata articolata in modo che se non fosse stato possibile sostituirlo interamente da subito, di progettare un intervento per lotti funzionali, dando priorità al tronco tra Collemeto e Santa Barbara. La risposta positiva che oggi abbiamo ricevuto è per noi soddisfacente e ci fa ben sperare per la sostituzione dell’intera condotta. Al momento è partita la progettazione per la realizzazione del tratto che congiunge Collemeto con Santa Barbara. Questo, unitamente ai finanziamenti ricevuti per la costruzione dei nuovi tronchi di acqua e fognatura, è frutto di un lavoro attento nei confronti delle periferie e delle frazioni di Galatina”.


Continua a Leggere

Attualità

I dati Covid dell’Asl di Lecce: 4 paesi sopra i 50 contagi. In 5 Covid-free

Pubblicato

il


L’aggiornamento settimanale della Asl di Lecce sul Covid in provincia: sono 1482 gli attualmente positivi. Un calo di 107 casi rispetto alla scorsa settimana.





I Comuni con più di 50 casi sono Cavallino, Galatina, Galatone e Lecce. Segue dettaglio nelle tabelle.





Minervino, Ortelle, Santa Cesarea, Tiggiano e San Cassiano i centri fermi a 0 casi in atto.





I vaccini somministrati in tutta la provincia sono 31mila e 204. Quasi 9mila in più rispetto alla settimana scorsa.













Continua a Leggere

Attualità

Carenza nell’organico anti-Covid di Galatina: “Situazione insostenibile”

Pubblicato

il


Personale sotto stress nel reparto anti-Covid di Galatina. Lo sostiene la Camera del Lavoro territoriale della Cgil di Lecce con un comunicato in cui si legge che “l’Unità operativa complessa (Uoc) di Malattie Infettive dell’ospedale Santa Caterina Novella è in difficoltà per le gravi carenze della pianta organica. Oggi la Fp-Cgil Lecce ha di nuovo scritto alla Asl ed al prefetto di Lecce, chiedendo assunzioni e stabilizzazione e per contrastare scelte contro intuitive, specie in questo momento storico. La richiesta è chiara – si legge ancora nel comunicato – : potenziare la pianta organica per garantire una turnazione adeguata agli standard. Servono medici ma non solo: sostituire 5 infermieri (2 assegnati ad altro reparto, 2 in malattia prolungata e 1 in pensione); assumere altri 5 infermieri (1 per turno); assumere altri 3 Oss; stabilizzare i 5 Oss il cui contratto scade il 19 marzo. A conti fatti, escludendo il fabbisogno di medici, mancano all’appello: 13 unità da assumere e 5 da stabilizzare.
Nel Padiglione “De Maria” del nosocomio galatinese, dove è dislocata l’Uoc, si contano appena 5 medici, 32 infermieri turnisti (di cui 8 godono dei benefici della Legge 104), 1 unità di personale ausiliario, 11 Operatori socio-sanitari (di cui 5 in scadenza di contratto al prossimo 19 marzo, data entro cui sono “costretti” a godere di ferie maturate e riposi compensativi). Ciò significa che operano su ogni turno un solo medico, 4/5 infermieri ed 1 o 2 Oss per 25 pazienti”. “





“Situazione insostenibile”




“È una situazione insostenibile”, spiega il segretario provinciale della Fp Cgil Lecce, Floriano Polimeno, “anche perché oltre un terzo dei pazienti ricoverati ha necessità di assistenza continua a causa di grave insufficienza respiratoria. Ogni infermiere deve operare sulle due ali del reparto, gestire le corsie, curare il trasporto di materiale e di degenti e badare contemporaneamente a 6 pazienti ciascuno, pazienti che possono essere considerati da terapia sub intensiva per le sintomatologie respiratorie. Situazione ancor più complicata se poi la Asl tarda a sostituire le 5 unità infermieristiche assenti da tempo (2 assegnate ad altro reparto, 2 in malattia prolungata e 1 pensionamento) o, peggio ancora, revoca il 22 febbraio (oggi) l’assegnazione temporanea di alcuni Oss alla Uoc decisi solo venerdì 19 febbraio”.

Non è la prima volta che la Fp Cgil denuncia questa situazione. Il 5 gennaio scorso, dopo due mesi di solleciti alla Asl, ha scritto anche al prefetto, Maria Rosa Trio, denunciando oltre alla carenza del personale anche l’assenza di una squadra deputata alla sanificazione degli ambienti. Dopo l’intervento del prefetto sono comparse le squadre di sanificazione, ma non medici e personale sanitario. “Il sacrificio di questi lavoratori – mandati allo sbaraglio con turni massacranti in spregio ad ogni norma di legge, specie in caso di assistenza di pazienti affetti da Covid-19 -“, continuano dalla Cgil,”consente alla Asl di fregiarsi della gestione della pandemia. In realtà, senza il potenziamento dell’organico sono a rischio degenti e lavoratori: la Fp Cgil Lecce tutelerà in tutte le sedi il personale per i danni che potranno derivare dal perdurare di tale situazione”.


Continua a Leggere
Pubblicità

Più Letti

Copyright © 2019 Gieffeplus