Terremoti: il Salento dorme sonni tranquilli?

Dopo i drammatici episodi sismici, tutta Italia si chiede: ma noi, siamo al sicuro? Possiamo entrare tranquillamente all’interno di un ospedale, di una chiesa, di una scuola o in casa nostra?

Domande che anche il Salento si pone, zona non a rischio ma che negli ultimi giorni (e più volte nel giro di pochi mesi) ha oscillato sull’onda di movimenti tellurici con ipocentro in Grecia o nel canale d’Otranto.

Quando il Salento pianse 180 vittime

Fa il punto della situazione l’associazione “Salute Salento”, con Giovanni Quarta, di Monteroni, consigliere dell’Ordine dei Geologi di Puglia e ricercatore all’Ipam del Cnr di Lecce.

Pur essendo il Salento un’area poco sismica, classificata zona 4, dove i terremoti sono rari”, spiega Quarta, “risente dei terremoti che avvengono nel vicino mare delle isole della Grecia. Episodi preoccupanti che ci riportano indietro nel tempo, al 20 febbraio 1743, quando a 30 miglia al largo di Otranto un forte sisma di magnitudo 7.1 Richter, fece 180 morti, di cui 150 a Nardò”.

A Lecce ed in altri comuni del Salento, come anche in altri centri della Grecia, la scossa fu notevole ma non si contarono gravi danni. Molti comuni del basso Salento, nonostante fossero più vicini all’epicentro, rimasero indenni. Alcune vittime e seri danni si registrarono a Parabita (alla Chiesa di Maria SS.ma dell’Umiltà, che subì forti lesioni), a Galatina, a Gallipoli, a Leverano, a Guagnano (con danni gravi alla Chiesa Matrice) e a Salice Salentino (con il crollo del soffitto della Chiesa di Santa Maria Assunta).

Questo perché”, spiega il presidente dell’Ordine dei geologi, Salvatore Valletta, “la propagazione delle onde sismiche dipende anche dal tipo di terreno; se è roccioso, sabbioso, argilloso. In alcune rocce il terremoto non si amplifica, in altre (quando sotto c’è sabbia e terriccio come successe a Nardò), le onde sismiche restano intrappolate e si amplificano gli effetti”.

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Nell’immaginario collettivo la Puglia non sembrerebbe una regione sismicamente pericolosa, anche se la provincia di Foggia conta 10 comuni classificati in zona 1 (Subappennino dauno e Capitanata) e la restante parte  in zona 2. La provincia di Bari e la BAT, per esempio, hanno 3 comuni in zona 2, 37 in zona 3 e solo 7 in zona 4. La provincia di Taranto ha 9 comuni in zona 3 e 19 comuni in zona 4. I comuni delle province di Brindisi e Lecce sono tutti in zona 4.

“Microzonazione sismica assente”

La Puglia non ha un servizio geologico regionale”, denota Quarta, “e la nuova cartografia copre appena il 20% della regione. Sono disponili pochi fogli geologici di nuova generazione (alla scala 1:50.000 di maggior dettaglio). Nel Salento solo 2 fogli : Ugento e Capo Santa Maria di Leuca, ai quali si aggiungono il foglio di Bari e altri 5 fogli dell’area foggiana. La  Puglia è indietro con le attività di “microzonazione sismica”, attività volta ad individuare e caratterizzare le zone stabili e quelle soggette a instabilità”.

“Pericoloso abusivismo”

Ma le famiglie sono al sicuro nelle loro abitazioni?

Per quanto attiene alla conoscenza dello stato di sicurezza del fabbricato è necessario avviare un programma di studio diagnostico sulle fondazioni e strutture e verificare la sequenza di interventi di manutenzione del fabbricato”, spiega Quarta. “Inoltre è da segnalare che nel Salento, soprattutto lungo la costa, molte abitazioni sono sorte in maniera abusiva, spesso senza rispettare i criteri, che potrebbero essere vulnerabili in caso di sisma”.

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Per il geologo è fondamentale essere consapevole del livello di sicurezza dell’edificio in cui si vive. “Ognuno deve sapere se la sua abitazione è stata realizzata su terreni sciolti, con scarse caratteristiche meccaniche, dove è presente anche una falda freatica superficiale. Se è stata costruita in muratura singola, con solaio latero cementizio, in caso di sisma, il rischio di crollo è molto alto. Al contrario, l’appartamento a piano terra, costruito su roccia con struttura intelaiata e muratura di tompagno, ben incastrata, può vivere un evento sismico di moderata intensità con maggiore tranquillità”.

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