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Cronaca

Aggressione a colpi di martello

È avvenuto in via Duca degli Abruzzi a Lecce. Arrestato un gambiano 24enne che ha picchiato violentemente un connazionale

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Nel pomeriggio di oggi, gli Agenti in servizio presso la Sezione Volanti della Questura di Lecce hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, K. M., 24enne gambiano, per lesioni aggravate.


Cittadini di passaggio, hanno segnalato alla sala operativa della Questura, un aggressione in corso in via Duca degli Abruzzi.


Sul posto gli agenti intervenuti hanno trovato uno straniero steso per terra e addosso a lui un altro ragazzo di colore che lo picchiava violentemente con pugni in varie parti del corpo, mentre la vittima cercava con entrambe le mani ti tenergli bloccato il braccio sinistro nel quale brandiva un martello.


Immediatamente i poliziotti hanno fermato l’aggressore e chiesto l’intervento del 118.


I sanitari hanno diagnosticato alla vittima traumi e ferite sugli arti e alla fronte giudicate guaribili in 10 gg.

I motivi dell’aggressione potrebbero essere riconducibili a questioni inerenti lo spaccio di sostanze stupefacenti.


L’aggressore è stato inoltre sottoposto a perquisizione e nello zaino in suo possesso è stato anche trovato un cacciavite.


Alla luce di quanto accaduto, K.M. è stato tratto in arresto per lesioni aggravate dall’uso di un’arma impropria e possesso di oggetto atto ad offendere e condotto, come disposto dal P.M. di turno della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lecce, dott. Alberto Santacatterina,  agli arresti domiciliari.


Andrano

Identificato cadavere in mare: è un 59enne di Castiglione

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Non è stato ancora recuperato il cadavere ritrovato in mare ieri nelle acque al largo tra le marine di Andrano e Tricase. Ma le forze dell’ordine sono risalite alla sua identità.

Si tratta di un uomo di Castiglione d’Otranto (Andrano), Michele Arsieni, 59enne. È stato possibile identificarlo grazie ai suoi effetti personali, ritrovati sulla scogliera.

Morto probabilmente a causa di un malore mentre era in acqua, è stato avvistato ieri in mare da un peschereccio di passaggio, quando era già senza vita.

Era il tardo pomeriggio quando le operazioni di ricerca di informazioni in merito al ritrovamento sono scattate lungo il litorale. I carabinieri sono entrati in azione proprio a poche manciate di metri dalla colonna di fumo che, ieri stesso, si alzata nella fascia di costa flagellata da un enorme incendio che ha richiesto l’utilizzo dei Canadair.

Mentre si organizzavano le operazioni di recupero del corpo, il ritrovamento degli effetti personali.

Poi l’individuazione della sua autovettura, parcheggiata non lontano dal punto in cui sono stati trovati i vestiti. La notizia ha scosso il paese. Il 59enne era conosciuto anche a Tricase doveva aveva un’attività.

Per il ritrovamento, il recupero e l’eventuale estrazione del corpo dall’acqua sono al lavoro capitaneria di porto, carabinieri e subacquei dei vigili del fuoco.

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Cronaca

Abusata dal padre partorisce una bambina: disposto nuovo test dna

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Prosegue l’iter giudiziario attorno alla raccapricciante storia denunciata da una donna del basso Salento che accusa suo padre di averla violentata e messa incinta.

Nelle scorse ore la Corte d’Appello di Lecce, su sollecitazione della difesa, ha disposto una seconda perizia sul dna dell’imputato per stabilire se realmente l’uomo, un 54enne del basso Salento, sia il padre della bambina che sua figlia ha partorito.

Quanto denunciato dalla vittima, oggi 30enne, è raccapricciante. Quindici anni di abusi, dal 1995 al 2010. Palpeggiamenti, molestie, minacce, violenze. Una gravidanza interrotta presso l’ospedale di Gagliano del Capo con una storia inventata, dettata dal padre stesso e dalla madre, al corrente di tutto. Poi ancora abusi ed un’altra gestazione. Stavolta il parto ed una figlia femmina, ad oggi minore ed in affido ad una casa famiglia del brindisino.

I dati raccolti dai carabinieri si basano, oltre che sul racconto della vittima, su riscontri genetici messi però in dubbio dalla difesa.

Il test sul dna eseguito nel corso delle indagini non sarebbe infatti utilizzabile. A differenza di quanto prescritto dai protocolli internazionali, che prevedono che venga prelevato con guanti in lattice e in buste non contaminate, secondo la difesa sarebbe stato fatto su un mozzicone prelevato con un fazzoletto di carta e conservato in una busta della corrispondenza. Da qui la decisione di accogliere la richiesta di reiterare il test.

L’accusa, dal canto suo, chiede 26 anni di reclusione. La prima sezione penale, lo scorso anno, ne aveva dati 30.

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Andrano

Cadavere in mare: mistero nelle acque di Andrano

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È mistero nella marina di Andrano attorno ad un ritrovamento di questo pomeriggio.

Il corpo senza vita di un uomo di mezza età è stato rinvenuto tra le onde al largo della Grotta Verde.

Non è stato ancora identificato.

I carabinieri sono al lavoro per ricostruire l’accaduto. La segnalazione è partita da un peschereccio di passaggio. 

Stanno setacciando la zona di costa limitrofa per capire se si possa trattare di un bagnante o di qualcuno che accidentalmente è caduto in acqua.

Hanno anche controllato le diverse discese a mare per verificare se vi fossero effetti personali abbandonati.

Foto: Leccesette

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