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Cronaca

Assurdo a Melissano: rubati lampadine e fili elettrici a…Padre Pio

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Può la crisi economica mondiale, sull’onda della pandemia, cambiarci al punto da indurci ad una disperazione senza precedenti? Forse sì.





Tra le decine di furti susseguitisi nelle ultime settimane, uno lascia sbigottiti.





A Melissano qualcuno ha derubato la statua di Padre Pio del materiale elettrico montato per il Natale a decorazione del monumento (foto a fine articolo).




I fratelli Mauramati della Nuova 3M impianti di Taviano raccontano increduli: “Siamo andati a verificare che fosse tutto a posto ed in funzione, e ci siamo ritrovato dinanzi a fili strappati e serie di lampadine mancanti. In 30 anni di attività, mai visto nulla di simile: adesso si ruba persino ai santi!“.





Il danno stimato si aggira attorno ai 350 euro.






Cronaca

Madre le rifiuta i soldi e lei la picchia

Nei guai una donna di 38 anni di Ugento, arrestata in fragranza di reato

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Maltrattamenti e tentata estorsione ai danni della madre.

Finisce nei guai una donna di 38 anni di Ugento, arrestata in fragranza di reato.

La donna avrebbe aggredito la mamma dopo aver ricevuto un rifiuto ad una richiesta denaro.


Dopo l’aggressione la vittima ha riportato un trauma contusivo all’addome, giudicato guaribile in 7 giorni

Immediato l’intervento dei carabinieri che allertati dalla vittima, sono giunti sul posto, hanno immobilizzato la 38enne  che, alla loro vista, aveva tentato una breve fuga a piedi. L’arrestata, espletate le formalità di rito, è stata accompagnata presso la casa circondariale Borgo San Nicola di Lecce, così come disposto dall’autorità giudiziaria informata dalla Stazione Carabinieri di Ugento.

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Cronaca

Noemi: lanciata petizione per nuove indagini

Su change.org la raccolta firme «per sapere se vi fu un concorso nella sottrazione del suo corpo martoriato. Troppi sono gli indizi che fanno ritenere che qualcuno abbia aiutato Lucio Marzo affinché il corpo di Noemi non fosse più trovato…»

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Una petizione online promossa sul noto sito change.org dall’avv. Michela Nacca, presidente di Maison Antigone (è un’associazione di promozione sociale impegnata a contrastare la violenza contro le donne e le discriminazioni di genere).

«La mamma di Noemi ci ha chiamate tutte a raccolta, ascoltiamola!», l’appello dell’avvocato dello SCV (Stato Città del Vaticano).

«Prendiamo tutti parte alla campagna di sensibilizzazione per sostenere la richiesta di mamma Imma», prosegue, «affinché non vegano archiviate le indagini per rendere giustizia a Noemi!

Vogliamo tutta la verità, fino in fondo! (…) vogliamo sapere se vi fu un concorso nella sottrazione del suo corpo martoriato. Troppi sono gli indizi che fanno ritenere che qualcuno abbia aiutato Lucio Marzo quel maledetto 3 settembre 2017, affinché il corpo di Noemi non fosse più trovato!»

«Vorremmo sapere perché le istituzioni, anziché mettere in protezione Noemi», si legge nella petizione su change.org, «avrebbero pensato incredibilmente di affidarla ai servizi sociali, peraltro allungando i tempi: come se Noemi già non avesse avuto una famiglia disposta a proteggerla. Come se i servizi sociali avessero potuto proteggerla… mentre l’unica cosa da fare sarebbe stata quella di ascoltare lei e la madre Imma ed arrestare chi la stava minacciando!».

Noemi Durini, si ricorda nella petizione, «aveva soli 16 anni, era piena di vita ed aveva tutta una esistenza ancora da vivere! Invece quel 3 settembre 2017 è stata uccisa dal suo ex fidanzato in modo orribile, dopo essere stata picchiata, accoltellata e sepolta viva. Per Lucio Marzo, reo confesso e detenuto da quattro anni, è stata emessa una condanna con rito abbreviato a 18 anni e 8 mesi, ma lo scorso anno ha già chiesto di poter uscire dal carcere per lavorare!».

«Io non dimentico il suo sorriso beffardo fuori dalla caserma dei carabinieri di specchia, il 13 settembre del 2017, dopo aver confessato l’omicidio» scrive sul suo profilo fb la sorella di Noemi, Benedetta Durini, invocando giustizia.

Tornando alla petizione su change.org: «Per i genitori dell’omicida è stata emessa una condanna in primo grado per le diffamazioni pubbliche, da questi espresse nei riguardi di Noemi anche dopo che il figlio l’aveva già uccisa: quando le era già stata tolta anche solo la possibilità di difendersi da quelle orribili parole».


«C’è però qualcosa che ancora non quadra a mamma Imma», va al punto l’avv. Nacca, «una mamma distrutta dal dolore per la figlia che da anni non c’è più, ed è per questo che all’ultima udienza ha nuovamente chiesto di riprendere le indagini sul “concorso in sottrazione di cadavere” ex art.411 cp, opponendosi alla richiesta di archiviazione».

«Ci sono notizie che  sconvolgono», si legge ancora, «non conosci le persone di cui ti parlano, non hai idea di chi siano, di dove vivano e probabilmente non le incontrerai mai, ma tante di loro, tante loro storie ti lasciano un’emozione che non potrai più dimenticare… una gioia, un dolore, un sorriso, una ferita che in qualche modo resta in te come un segno sulla pelle. E la storia di Noemi ha segnato tutti noi per sempre! Non possiamo far finta di nulla. Non possiamo non sostenere la richiesta di questa madre che rappresenta tutti noi madri e padri, pronti a lottare per i nostri figli, per una giustizia che a volte non è proprio così giusta».

«Non saremo certo noi a valutare l’accaduto, a stabilire se un concorso nella sottrazione del corpo della giovanissima Noemi c’è stato», precisa la presidente dell’associazione Maison Antigone «ma sosteniamo la richiesta affinché non vengano archiviate le indagini: per Imma, per la sorella di Noemi e prima di tutto per Noemi… che avrà 16 anni per sempre!».

«Chiunque voglia aderire», conclude l’avvocato dello Stato Città del Vaticano, «lo scriva sotto il post e condivida la foto con l’ ashtag#nuoveindaginiperNoemi! Noi ci siamo!»

Per firmare la petizione CLICCA QUI 

 

 

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Cronaca

Pulmino di comunità per minori si cappotta: tragedia sfiorata

Auto fuori strada, contro muretto e ribaltata sul rettilineo della provinciale che collega i due Comuni della Grecìa

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Brutto incidente sulla Martano-Soleto nel tardo pomeriggio.





Lungo la provinciale che collega i due Comuni con un lungo rettilineo a due corsie, in senso di marcia opposto, si è registrato uno schianto che ha visto un pulmino finire fuori strada. Il mezzo si è cappottato mentre dal mare tornava a Zollino, finendo contro un muro a margine della carreggiata e rimanendo adagiato sul tettuccio.





Vigili del fuoco e ambulanza sul posto, in soccorso dei coinvolti. Il conducente avrebbe perso il controllo del mezzo: nessun’altra vettura è rimasta coinvolta nel sinistro. A bordo, assieme all’autista, 7 ragazzi. Grande spavento ma, fortunatamente, nessuna grave ferita.




Notizia in aggiornamento.





Foto di Protezione Civile Salento


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