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Cronaca

Auto si ribalta con famiglia a bordo: muore padre, bambine sbalzate dall’abitacolo

Grave anche la moglie della vittima. Lo schianto, in serata, poco a nord di Lecce, sulla strada per Brindisi, nei pressi del “Metro”

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Un incidente d’auto tremendo è costato la vita ad un uomo, spirato davanti a sua moglie ed alle sue due figlie.





La sua famiglia era in macchina sulla statale 613 che da Lecce conduce a Brindisi. In serata, attorno alle 19, lo schianto, poco lontano dalla città di Lecce, in direzione nella quale muoveva l’auto, nel territorio di Surbo.









Nelle vicinanze dell’ipermercato Metro, l’uomo avrebbe perso il controllo del mezzo per cause ancora ignote. L’auto si è ribaltata e schiantata. Le due figlie dell’uomo, di 8 e 12 anni, sono state sbalzate fuori dall’abitacolo.




Vigili del fuoco e 118 hanno operato i soccorsi. Grave la moglie, di 46 anni, condotta in ospedale al “Vito Fazzi”. Ferite seriamente anche le bambine. Disperati e vani i tentativi di salvare il conducente, un uomo di 50 anni, di Alezio.





Il sinistro avrebbe visto coinvolte ben 4 macchine: una Mercedes, una Peugeot, una Renault ed una Ford. Lunghissime le code createsi in serata sul posto a causa della necessaria chiusura del tratto di strada al traffico.





Appena ieri, sulla Gallipoli-Leuca, un altro bruttissimo incidente è costato la vita ad una persona: un 60enne di Casarano è morto dopo lo scontro con un tir nei pressi di una curva all’altezza dell’uscita per Racale.





Lorenzo Zito


Cronaca

Marittima, case-vacanza abusive: sigilli e 35 indagati

Sequestrata area di circa 25mila metri quadrati denominata “Marina dell’Aia” in località Acquaviva. Tra gli indagati il dirigente pro tempore dell’Ufficio tecnico comunale di Diso e responsabile del procedimento amministrativo e quello di una funzionaria dello stesso Ufficio tecnico, firmataria di alcuni dei permessi a costruire e tutti i committenti, progettisti ed esecutori dei lavori di realizzazione che si sono avvicendati nei vari anni

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Dopo due anni di indagini carabinieri del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale di Lecce sotto la direzione della pm Maria Vallefuoco scattano i sigilli sull’area di circa 25mila metri quadrati denominata “Marina dell’Aia” in località Acquaviva di Diso, sottoposta a vincolo paesaggistico, dove erano state realizzate 17 case-vacanze.

35 persone risultano indagate a vario titolo per lottizzazione abusiva, vale a dire illecita trasformazione urbanistica ed edilizia di area sottoposta a vincolo paesaggistico.

In base a quanto contestato dalla Procura, inoltre, l’Ufficio Tecnico di Diso avrebbe rilasciato i permessi di costruire senza avere acquisito il parere della Sovrintendenza archeologica, Belle arti e Paesaggio e senza aver sottoposto il progetto a procedura di Valutazione ambientale strategica (Vas).

Tra gli indagati il dirigente pro tempore dell’Ufficio tecnico comunale di Diso e responsabile del procedimento amministrativo e quello di una funzionaria dello stesso Ufficio tecnico, firmataria di alcuni dei permessi a costruire. Provvedimento notificato anche a tutti i committenti, progettisti ed esecutori dei lavori di realizzazione che si sono avvicendati nei vari anni.

Si tratta di imprese con sedi legali nel Salento, operanti nel settore dell’edilizia, nella realizzazione dei muretti a secco e nel settore vivaistico.

Secondo l’accusa l’Ufficio Tecnico avrebbe proceduto al rilascio dei vari permessi a costruire sulla base di un piano particolareggiato “Marina dell’Aia”, inficiato dall’assoluta assenza di atti presupposti e prescritti per legge quali il parere paesaggistico, rilasciato dalla Soprintendenza Archeologica Belle Arti e Paesaggio di Lecce e la Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

Rilevate altre anomalie sostanziali infatti sulla quasi totalità delle opere edilizie, realizzate mediante riporti e sbancamenti non autorizzati o autorizzabili.

I permessi a costruire sarebbero inoltre stati rilasciati in zone ricadenti nel Parco Naturale Regionale denominato “Costa Otranto – S. Maria di Leuca e bosco di Tricase”, dove è stabilito il divieto assoluto di edificazione e di mutamento della destinazione dei terreni.

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Cronaca

L’uomo nero. La scomparsa di Sonia Marra

Il sindaco Anna Laura Remigi: «Racconteremo chi era, attraverso i ricordi e le voci dei suoi famigliari e di chi l’ha conosciuta ricostruiremo le fasi investigative e processuali grazie al libro “L’uomo nero. La scomparsa di Sonia Marra” del giornalista Alvaro Fiorucci, che propone documenti inediti, intercettazioni, verbali degli interrogatori per cercare di restituire la verità a Sonia, alla sua famiglia e alla sua comunità».

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A 16 anni dalla scomparsa di Sonia Marra e dopo una vicenda processuale controversa e incapace di restituire verità e giustizia, sabato 21 maggio alle ore 19,30 presso l’Atrio del Castello Risolo, Specchia dedica alla giovane e indimenticata concittadina una serata per tornare a parlare di Sonia.

«Racconteremo chi era, attraverso i ricordi e le voci dei suoi famigliari e di chi l’ha conosciuta», spiega il sindaco Anna Laura Remigi, «ricostruiremo le fasi investigative e processuali grazie al libro “L’uomo nero. La scomparsa di Sonia Marra” del giornalista Alvaro Fiorucci, che propone documenti inediti, intercettazioni, verbali degli interrogatori per cercare di restituire la verità a Sonia, alla sua famiglia e alla sua comunità».

Le nuove e sconvolgenti intercettazioni emerse dalle carte processuali finora secretate, aprono nuovi scenari e nuovi percorsi di indagine che sarebbe auspicabile si percorressero.
Con questa speranza, l’amministrazione comunale organizza una serata di approfondimento, perché si ritorni a parlare di Sonia, con l’auspicio che si possano riaprire le indagini o che almeno la sua famiglia e la sua comunità possano finalmente conoscere la verità sulla triste vicenda della piccola Sonia.

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Attualità

Diritto all’oblio oncologico: la mozione di Lopalco

Presentata una mozione in Consiglio regionale a firma dell’ex assessore regionale alla sanità, di Tutolo e di Parchitelli

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Promuovere in ogni sede opportuna il dibattito pubblico utile a stimolare l’azione politica sul diritto del cittadino all’oblio oncologico e intraprendere ogni azione possibile presso le opportune sedi istituzionali, in particolare in sede di Conferenza Stato-Regione, per rendere celere e finalizzare l’iter normativo avviato sul tema.

Sono questi gli obiettivi della mozione presentata questa mattina in Consiglio regionale e sottoscritta dai consiglieri regionali Pier Luigi Lopalco (Consigliere regionale Articolo Uno e Capogruppo Gruppo Misto), Antonio Tutolo (Gruppo Misto) e Lucia Parchitelli (Pd).

Pierluigi Lopalco

«Con questa nostra richiesta», spiega Pier Luigi Lopalco, «vogliamo sostenere le tante persone che, pur avendo combattuto contro una malattia difficile come il cancro e averlo sconfitto, si vedono quotidianamente discriminate nell’accesso a un mutuo, a un prestito o a un’assicurazione così come a un posto di lavoro o alle procedure per l’adozione di un figlio. Eppure basterebbe che l’Italia, sulla scia di quanto già intrapreso da altri paesi europei, si dotasse di una legge nazionale sul diritto all’oblio oncologico per garantire a quasi un milione di persone che sono guarite da un tumore di riprendere la propria vita e non dover affrontare un’altra battaglia per vedere garantiti i propri diritti civili, sociali e culturali».

«Ringrazio l’Istituto Luca Coscioni, da tempo in prima fila in questa che è una battaglia di civiltà. Una battaglia che deve essere anche la nostra. Siamo convinti che il Presidente Emiliano e l’Assessore alla Salute, Rocco Palese, non resteranno indifferenti a questa nostra precisa e sacrosanta richiesta» conclude Lopalco.

Per leggere la mozione nella sua versione integrale clicca qui.

 

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