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Castrignano del Capo

Buoni pasto a Leuca, il legale dell’indagato: «Ricostruzione dei fatti errata»

L’avv. De Giorgi: «Questo anche alla luce dell’ipotesi di indagine contenuta nell’avviso di conclusione degli stessi atti di indagine sino ad ora compiuti»

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Prosegue l’indagine della Procura nei confronti di un sottocapo di prima classe della Guardia Costiera in servizio presso l’Ufficio Locale Marittimo di Leuca.


Sulla vicenda interviene il legale del 37enne sottoufficiale salvese per «delle dovute precisazioni».


In merito a quanto riportato da noi ieri, l’avv. Sergio de Giorgi ritiene la «ricostruzione fattuale del tutto errata e priva di riscontri oggettivi, anche alla luce dell’ipotesi di indagine contenuta nell’avviso di conclusione degli stessi atti di indagine sino ad ora compiuti».

Il legale poi sostiene che il sottocapo «da me difeso, come acclarato negli atti di indagine sin’ora compiuti, non è mai stato investito di alcun formale incarico per la gestione dei buoni pasto, non ha mai trattenuto buoni pasto destinati al personale in forza presso il comando di appartenenza, non risulta da nessun atto di indagine che abbia falsificato firme di propri colleghi, né sono mai state sporte denunce da parte dei medesimi militari».


Castrignano del Capo

S’accendono le notti leucane: ambulanze e polemiche

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Decolla l’estate a Leuca, aumentano i turisti e prendono vita le notti.

Lo raccontano i primi due weekend di luglio in cui si sono registrati controlli delle forze dell’ordine, con la temporanea sospensione di una attività, ed alcune chiamate al 118 tipiche da movida.

Di sabato in sabato

Nella nottata appena trascorsa si è reso necessario l’intervento di un’autoambulanza nella zona portuale.

Durante la serata una ragazza si è improvvisamente sentita poco bene in un noto locale che si affaccia proprio sul porto.

Condotta in strada da amici, lontana dagli altri presenti, è stata poi raggiunta dal personale sanitario del 118 con una automedica. Non gravi le sue condizioni: si tratterebbe di una crisi respiratoria poi rientrata.

Non l’unico intervento in quel punto: già 7 giorni prima una chiamata al 118 era partita dallo stesso posto. Attimi di concitazione si erano susseguiti, sempre all’esterno dello stesso locale. Due ragazzi, un uomo ed una donna, avrebbero iniziato a discutere animatamente e si sarebbero appartati spostandosi verso la ex colonia Scarciglia, ai piedi della cascata monumentale. Notata la scena (sarebbero volati alcuni spintoni), un terzo li avrebbe raggiunti correndo ed urtando una vettura in transito. Anche qui, nulla di grave dal punto di vista sanitario, ma a margine della discussione si è reso necessario l’intervento del 118.

Era il weekend dell’inizio dei controlli ferrei sulla movida che hanno poi portato, come detto, alla chiusura temporanea di un locale della marina. Situata in un altro punto di Leuca, l’attività che poi è stata chiusa (e nel frattempo ha riaperto) era stata ritenuta, dai controllori, teatro di assembramenti. Data l’inosservanza delle misure anticovid, si era quindi proceduto a imporne un fermo temporaneo delle attività.

Movida sì/Movida no

Fatti normali in una località di mare gettonata come è Santa Maria di Leuca. Non fosse per il contesto in cui tutto, in questo 2020 che fa rima con Covid, viene catalogato. Gli episodi enarrati (ed altri di simile entità) hanno sollevato un polverone di polemiche. Un dibattito acceso tra chi sostiene la necessità di porre un freno alla spensieratezza con cui molti stanno vivendo queste settimane e chi invece ritiene che, al netto del rischio, non si possa che tornare a lavorare intensamente per superare il difficile momento economico.

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Castrignano del Capo

Sbarco a Leuca: migranti rintracciati una volta a terra

Individuati in 29 ma potrebbero essere di più. Curdo-turchi, tranne un marocchino

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Sono arrivati sulle coste italiane nel punto più a sud del Tacco: Santa Maria di Leuca. È qui che un gruppo di migranti è stato rintracciato in serata; non in mare, ma quando era già sulla terraferma.

Spaesato e provato dalla traversata, il gruppo si era già leggermente sfaldato. I carabinieri intervenuti sul posto, infatti, hanno fermato dapprima 8 persone. Poi altri ed altri ancora in momenti separati, fino ad arrivare ad un totale di 29 che non è detto sia il numero reale di coloro che hanno affrontato il viaggio della speranza.

Sbarco in sordina

Degli altri potrebbero infatti aver trovato la via per la più vicina stazione per muovere, come nella maggior parte dei casi accade, verso mete più a nord o, ancor più probabilmente, verso l’estero.

Resta al momento un alone di mistero sulle modalità di sbarco e avvicinamento alla costa. L’imbarcazione a bordo della quale hanno viaggiato (tra loro anche 2 minori accompagnati) potrebbe aver ripreso il largo senza essere notata.

Coloro che sono stati intercettati mentre si lasciavano il mare alle spalle, sono stati poi condotti presso il Centro di prima accoglienza Don Tonino Bello di Otranto. Sarebbero tutti curdo-turchi tranne un marocchino.

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Castrignano del Capo

Accoltellò la fidanzata: appello riduce condanna a 8 anni

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Sconto di pena per Giorgio Vitali, il 31enne che accoltellò la sua ormai ex fidanzata, una 28enne di Tricase, il 2 settembre del 2018.

Dopo la condanna dello scorso febbraio, con rito abbreviato, è arrivata in appello la conferma della sentenza di condanna di colpevolezza. Con essa confermati l’obbligo alla refusione delle spese alle parti civili, interdizione perpetua dai pubblici uffici, interdizione legale per tutta la durata della pena. Rimodulata però la durata della pena stessa: da 10 a 8 anni.

La follia e la chiamata all’amica: “Vieni, è caduta”

Vitali sferrò 15 coltellate all’ex fidanzata e tentò anche di strangolarla mentre i due si trovavano a casa dei nonni di lei, a Morciano di Leuca. Subito dopo chiamò un’amica chiedendole di raggiungerli e dicendole che la sua ragazza era caduta.

La vittima della aggressione, che aveva perso molto sangue, era stata trasportata d’urgenza presso ospedale Cardinale Panico di Tricase dove fu ricoverata in rianimazione in prognosi riservata prima di essere dimessa.

Il giudice in rito abbreviato valutò l’uomo colpevole di tentato omicidio aggravato, così come richiesto dall’accusa. Fu posta altresì a carico dell’imputato una provvisionale (anticipo sull’importo integrale che le spetterà in via definitiva quando avverrà la determinazione complessiva del danno) immediatamente esecutiva di 20mila euro in favore della vittima (legale rappresentante l’avv. Carlo Chiuri) e di 5mila euro in favore di ciascun genitore.

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