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Cronaca

Cade in magazzino e batte la testa: gravissimo operaio

L’incidente questa mattina in un deposito per ritiro merci ubicato sulla San Cesario-Lecce: in prognosi riservata un 61enne di nazionalità straniera

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Ancora un  incidente sul lavoro in Salento. Questa mattina un operaio di 61 anni di nazionalità straniera è caduto, urtando la testa, in un magazzino per ritiro merci ubicato a San Cesario, lungo la provinciale che porta a Lecce.


Ora è ricoverato presso il vicino nosocomio, il “Vito Fazzi”: vi è arrivato in codice rosso e lotta per la vita. L’uomo si trova in Neurochirurgia, la prognosi è riservata.


Gravi le ferite riportate: i medici hanno riscontrato un trauma cranico con ematoma bilaterale, è ricoverato in prognosi riservata nel reparto di neurochirurgia. La dinamica dell’incidente è in fase di ricostruzione.


Sul posto i carabinieri e gli ispettori Spesal.

Appena lo scorso mercoledì un altro incidente sul lavoro in Salento è costato la vita al titolare di una impresa edile di Salve. Il 28 marzo, invece, un operaio 29enne è morto folgorato dopo che, in un cantiere a San Donato di Lecce, il braccio meccanico di un veicolo che stava manovrando ha urtato accidentalmente un cavo dell’alta tensione.


Notizia in aggiornamento.


Cronaca

Grave incidente tra Sogliano e Corigliano

Sulla strada per Corigliano, muore una donna: non era lei a guidare

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Sinistro stradale nella serata di venerdì 14 giugno alla periferia di Sogliano Cavour.

Un violento incidente si è verificato sulla strada provinciale che conduce a Corigliano D’Otranto, in prossimità della sala ricevimenti Fanny.

Più d’uno i mezzi coinvolti in una carambola, con una Fiat Punto ed una Smart a patire i danni maggiori. Ad avere la peggio una donna, passeggera nell’auto condotta dal marito, una Smart: condotta in ospedale, è stata registrata la morte cerebrale.

Sul posto 118 e carabinieri.

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Attualità

Leonardo Donno dopo l’aggressione in parlamento: “Io non mollo”

Il deputato salentino: “Io non mi fermo, il Movimento 5 Stelle non si ferma. Per questo martedì saremo in piazza per dire NO al folle progetto dell’autonomia differenziata e del premierato. Saremo in piazza con le nostre bandiere tricolore per dire NO a chi vuole spaccare la coesione e l’unità nazionale”

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L’onorevole Leonardo Donno, dopo la ormai nota aggressione subita in parlamento, è tornato sul larga mento innanzitutto per ringraziare  tutti “per il sostegno, siete stati tantissimi”.

Poi entra nell’argomento: “Le immagini che sono rimbalzate in questi giorni nelle tv italiane ma anche all’estero valgono più di mille parole. La verità è sotto gli occhi di tutti, come è chiaro che stringere la bandiera del nostro Paese per qualcuno è un oltraggio che lo porta addirittura a indietreggiare”.

Il deputato salentino passa al contrattacco: “Questo è il centrodestra. Questi sono i ‘patrioti’ che a un gesto pacifico hanno risposto con la violenza. E quando al peggio non c’è mai fine spuntano pure le sanzioni dell’Ufficio di presidenza che hanno messo sullo stesso piano l’aggredito e l’aggressore. Siamo alla farsa”.

Nonostante il dolore e la rabbia provati Leonardo Donno non si arrende: “Forse pensano di fermarci, o di prendere in giro gli italiani. La verità è che non ci fanno paura”

Infine l’annuncio: “Io non mi fermo, il Movimento 5 Stelle non si ferma. Per questo martedì saremo in piazza per dire NO al folle progetto dell’autonomia differenziata e del premierato. Saremo in piazza con le nostre bandiere tricolore per dire NO a chi vuole spaccare la coesione e l’unità nazionale”.

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Cronaca

Cumulo di rifiuti abbandonati a Tricase, la segnalazione: “E se…?”

Il messaggio al sindaco di una nostra lettrice: “Inasprire le regole sulla differenziata potrebbe avere effetto contrario”

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Riceviamo e pubblichiamo una segnalazione giunta in Redazione ed accompagnata da una considerazione.

Foto di cumuli di spazzatura da Tricase, in pieno centro abitato, in via Quintino Sella a pochi giorni dall’annunciato inasprimento di regole e controlli in merito alla differenziata ed all’utilizzo degli appositi sacchetti.

La domanda, indirizzata al sindaco dalla nostra lettrice, è: “E se tutto questo spingesse gli incivili ad un aumento dell’abbandono dei rifiuti?”

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