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Cronaca

Ritrovata Bmw rubata al concessionario

Breve fuga per i ladri, costretti ad abbandonare la berlina nelle campagne

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Avevano portato via il pezzo pregiato della gamma Bmw, l’ammiraglia Serie 7 del valore di circa 120mila euro. Ma la fuga a bordo della berlina, rubata dal concessionario “Emme Auto” nella zona industriale al nord di Lecce, è durata poche ore.


Dopo essersi intrufolati in tre nel salone d’auto, sfondando nella notte tra martedì e mercoledì un cancello laterale scollegato dal sistema d’allarme, i ladri sono scappati indisturbati. Nel pomeriggio di ieri hanno dovuto però desistere abbandonando l’auto nelle campagne di San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi. La Bmw infatti era collegata ad un sistema di antifurto satellitare ed è stata ritrovata in un deposito.

Gli agenti di polizia, coadiuvati dai colleghi della scientifica, lavorano per risalire all’identità dei ladri analizzando anche le immagini delle videocamere a circuito chiuso.


Cronaca

Depressa di Tricase: non c’è campo, ma non è un film

La frazione da sempre isolata dal mondo per una pressoché totale assenza di connessione Internet. La vicenda sbarca a Roma grazie all’intervento del Deputato Forza Italia Andrea Caroppo

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“Il nome non aiuta“, ci scherza su il regista Edoardo Whinspeare che proprio di Depressa  è originario.

Il punto è che nella frazione di Tricase Internet è più o meno un utopia: non c’è campo!

Quello girato da Moccia a Scorrano qualche anno fa era solo un film, qui si tratta di pura realtà con tutte le conseguenze del caso e un’intera comunità letteralmente fuori dal mondo senza considerare i problemi con i prelievi col bancomat e i pagamenti tramite Pos.

La questione si trascina non da settimane, non da mesi, ma da anni, per non dire sempre.

Lo abbiamo più volte scritto su queste colonne ma, evidentemente, le antenne, che pur ci sono e sono tante sul territorio, non tengono in considerazione la piccola Depressa.

Ora il caso è arrivato in parlamento grazie all’interessamento del deputato salentino Andrea Caroppo.

“L’assenza del segnale di telefonia”, rileva Caroppo, “isola un’intera comunità con notevoli disagi per tutti i cittadini di ogni età, come studenti e lavoratori, e per le attività commerciali. È impensabile che nell’era del digitale ci siano centri, anche importanti dal punto di vista turistico, che sono costretti all’isolamento”.

Il capogruppo di Forza Italia della commissione trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei deputati,  dopo aver appurato personalmente che a Depressa non c’è campo, ha provveduto ad un’interrogazione allo stesso organismo di cui fa parte, interessando il Ministero delle Attività produttive, presieduto da Adolfo Urso, perché “ponga rimedio a questa situazione”.

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Cronaca

Nemico di Putin? “Sono incredulo e preoccupato “

Il salentino (risiede in un comune nel Capo di Leuca) dopo essere apparso nella lista nera di Putin rilascia una nota mediante il suo legale: “Non capisco, mai intrattenuti rapporti con la federazione russa“

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Ricordate la vicenda della salentino nella lista nera di Putin?

Avevamo parlato qualche giorno fa riferendovi di come tale Alessandro Orlowsky avesse decriptato una lista del ministero degli esteri russi contenente una serie di nomi, anche italiani, ritenuti nemici dello zar, poi pubblicata su X.

Tra questi 25 anche quello di un salentino di 52 anni.

Ora l’uomo, che risiede in un paese del Capo di Leuca, ci ha fatto pervenire, mediante il suo legale, l’avv. Andrea Piscopiello ,di Tricase, una nota nella quale specifica: “Con riferimento all’articolo pubblicato recentemente dalla vostra testata giornalistica il mio assistito esprime totale incredulità non avendo mai intrattenuto alcun rapporto, personale o professionale, con la federazione russa. Al contempo esprime preoccupazione per quanto riferito nell’articolo”.

“Pertanto”, si legge ancora nella nota, “stiamo provvedendo a segnalare l’accaduto agli opportuni organi istituzionali per ragioni di sicurezza personale e per effettuare le
necessarie verifiche”.

I 25 ITALIANI NELLA BLACK LIST DI PUTIN

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Cronaca

Taurisano, operaio morto al lavoro: condannato Scarlino

Condannato a sette anni per omicidio colposo l’amministratore unico del Salumificio taurisanese Attilio Scarlino.
Quattro anni al fratello Antonio. L’azienda ha già annunciato l’appello

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Omicidio colposo con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro: condannato a sette anni l’amministratore unico del Salumificio Scarlino di Taurisano, Attilio Scarlino, 61 anni. Quattro anni al fratello Antonio di 52 anni.

La vicenda all’esame dei giudici era quella dell’agosto 2013, quando Mario Orlando, operaio 51enne di Taurisano rimase stritolato in un’impastatrice nel salumificio taurisanese.

Assoluzioni e prescrizioni per gli altri imputati.

Deciso anche il risarcimento delle parti civili, cioè la moglie, i due figli e i sei fratelli di Orlando, in separata sede. Per moglie e due figli, inoltre, una provvisionale di 50mila euro ciascuno.

Infine, Attilio Scarlino è stato interdetto in perpetuo dai pubblici uffici, mentre Antonio per cinque anni.

Il comunicato dell’azienda

“La rimozione delle cautele antinfortunistiche, infatti, non avrebbe avuto alcuna incidenza causale sulla produzione dell’evento”, si legge in una nota diffusa dall’azienda.

Già annunciato il ricorso in appello.

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