Cronaca
Investito mentre sfoltisce le piante sulla statale
Tragedia sfiorata stamattina sulla rampa tra la tangenziale di Lecce e la statale 16 dove un operaio era al lavoro per conto di Anas
Panico in mattinata sulla rampa tra la tangenziale di Lecce e la statale 16, che congiunge il capoluogo con Maglie.
Un 33enne orginario di Terlizzi è stato travolto da un’auto condotta da un 49enne di Melendugno.
La vittima dell’incidente è un operaio di una ditta impegnata nella pulizia e nello sfoltimento del verde al margine delle carreggiate gestite da Anas. Erano circa le 7 di stamattina quando l’uomo è stato investito dall’auto di passaggio, una Alfa Mito, il cui conducente si è fermato a prestare soccorsi.
Per fortuna il malcapitato non ha riportato conseguenze gravi: è stato ricoverato al Fazzi con ferite di lieve entità. Un nonnulla in confronto a quello che gli sarebbe potuto accadere in una simile circostanza.
Cronaca
Aiuti di Stato alla Sud Est sotto la lente della Corte di Giustizia Ue
Al centro risorse pubbliche, concorrenza e qualità dei collegamenti ferroviari nel Salento e in tutta la regione
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Si riaccende il dibattito sul futuro dei trasporti in Puglia dopo l’ordinanza emessa il 16 aprile 2026 dalla Corte d’Appello di Bari, che ha sospeso il giudizio relativo al piano di ristrutturazione di Ferrovie del Sud Est e ha rimesso diversi quesiti alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea.
Una decisione che riporta al centro dell’attenzione il rapporto tra fondi pubblici, regole europee sugli aiuti di Stato e miglioramento concreto dei servizi ferroviari destinati ai cittadini pugliesi.
IL NODO DEGLI AIUTI DI STATO
Secondo quanto emerge dall’ordinanza, i giudici baresi chiedono chiarimenti sulla compatibilità dell’operazione che ha coinvolto Ferrovie dello Stato Italiane e Ferrovie del Sud Est rispetto alla normativa europea.
Il tema riguarda in particolare le risorse pubbliche stanziate negli anni per sostenere la società ferroviaria. La questione giuridica ruota attorno alla possibilità che tali interventi possano configurare aiuti di Stato da valutare secondo il diritto comunitario.
Un passaggio tecnico, ma dalle conseguenze molto concrete, perché interessa l’uso corretto del denaro pubblico e le regole della concorrenza nel settore del trasporto ferroviario.
TRASPORTI IN PUGLIA: COSA CAMBIA PER CITTADINI E PENDOLARI
Al di là degli aspetti legali, la vicenda interessa direttamente migliaia di utenti che ogni giorno utilizzano treni e collegamenti locali in Puglia.
Pendolari, studenti e lavoratori chiedono da anni servizi più efficienti: corse puntuali, tempi di percorrenza ridotti, stazioni più moderne e maggiore integrazione tra treni e autobus.
Nel Salento il tema è ancora più sentito. I collegamenti ferroviari rappresentano una leva strategica per un territorio che vive di turismo, commercio e mobilità quotidiana tra piccoli Comuni e centri urbani come Lecce, Gallipoli, Otranto e Casarano.
IL PESO DEI TRASPORTI NEL SALENTO
Ogni estate il Salento accoglie migliaia di visitatori provenienti da tutta Italia e dall’estero. Per questo una rete ferroviaria efficiente diventa essenziale anche per il turismo sostenibile.
Migliorare i trasporti significa facilitare l’arrivo nelle località balneari, alleggerire il traffico stradale, ridurre i tempi di spostamento e offrire servizi migliori a residenti e turisti.
Una mobilità moderna può diventare anche uno strumento di crescita economica, valorizzando imprese, attività commerciali e occupazione locale.
LE PAROLE CHIAVE DEL FUTURO
Ferrovie del Sud Est, trasporti Puglia, treni Salento, pendolari Lecce, collegamenti ferroviari Puglia, aiuti di Stato UE, mobilità sostenibile Salento: sono questi i temi che accompagneranno i prossimi mesi.
Perché dietro una sentenza ci sono esigenze quotidiane, territori da collegare e comunità che guardano al futuro con la speranza di viaggiare meglio.
«TRASPORTI PUGLIESI PENALIZZATI, RISORSE PUBBLICHE SENZA BENEFICI CONCRETI»
«Risorse pubbliche ingenti impiegate senza vantaggi concreti per i cittadini pugliesi».
È questa la posizione espressa da Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, dopo l’ordinanza con cui la Corte d’Appello di Bari ha rimesso alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea alcuni quesiti sulla vicenda che riguarda Ferrovie del Sud Est.
Secondo D’Agata, il pronunciamento dei giudici baresi conferma la necessità di fare piena luce sull’utilizzo delle risorse pubbliche e sugli effetti reali prodotti nel sistema dei trasporti regionali.
“I PUGLIESI ATTENDONO ANCORA SERVIZI ALL’ALTEZZA”
«Da anni sosteniamo che servano regole chiare, trasparenza e pieno rispetto della normativa europea», dichiara Giovanni D’Agata, «quando vengono impiegati fondi pubblici, i cittadini hanno diritto a vedere risultati tangibili: treni più efficienti, collegamenti migliori, puntualità e sicurezza».
Il presidente dello Sportello dei Diritti richiama l’attenzione sulle esigenze quotidiane di pendolari, studenti e lavoratori che utilizzano i collegamenti ferroviari pugliesi.
«In tante aree della regione, e in particolare nel Salento, il tema della mobilità incide direttamente sulla qualità della vita e sulle opportunità di crescita economica».
«NEL SALENTO I TRASPORTI SONO DECISIVI»
Per D’Agata il nodo infrastrutturale riguarda anche il futuro del territorio salentino.
«Il Salento ha una vocazione turistica straordinaria e un tessuto produttivo dinamico. Collegamenti ferroviari moderni e integrati possono favorire turismo, lavoro e sviluppo. Ogni ritardo pesa sulle famiglie, sulle imprese e sui giovani».
Il riferimento è alle tratte che collegano il territorio con Lecce e con i principali centri della regione, spesso considerate strategiche soprattutto nei mesi estivi.
L’ATTESA PER LA DECISIONE EUROPEA
Adesso l’attenzione si sposta sulla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, chiamata a esprimersi sui quesiti sollevati dalla Corte d’Appello di Bari.
“Ci auguriamo una decisione capace di rafforzare legalità e tutela dell’interesse pubblico», conclude Giovanni D’Agata, «i pugliesi meritano trasporti efficienti e investimenti utili alla collettività».
Cronaca
Furto in chiesa a Taurisano: rubati calice d’argento e denaro
Un furto è stato messo a segno ai danni della Chiesa Madre di Taurisano. Il colpo sarebbe avvenuto tra le 17.30 e le 18, quando uno o più malviventi sono riusciti a introdursi nei locali parrocchiali dopo aver forzato la porta della sacrestia.
Una volta all’interno, i ladri hanno rovistato tra cassetti e armadi, portando via un calice in argento del valore di circa 4 mila euro, una brocca e una piccola somma di denaro contante. Dopo il furto si sono dileguati rapidamente.
La scoperta prima della messa
Ad accorgersi di quanto accaduto è stato il parroco, don Gionatan De Marco.
Il sacerdote si era recato in sacrestia per prepararsi alla celebrazione della santa messa quando ha trovato i locali messi a soqquadro.
È stato lui a lanciare immediatamente l’allarme, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.
Sul posto sono intervenuti i militari della stazione dei Carabinieri di Melissano, che hanno raccolto una prima testimonianza del parroco, in attesa della denuncia formale prevista per domani mattina. Presenti anche gli agenti del commissariato di Taurisano.
Decisive le telecamere
Elementi utili per identificare i responsabili potrebbero arrivare dalle immagini delle telecamere comunali presenti in piazza Castello. Una di queste, infatti, riprenderebbe proprio gli ingressi secondari della chiesa e potrebbe aver immortalato movimenti sospetti o la fuga dei malviventi.
L’episodio ha suscitato amarezza e indignazione nella comunità parrocchiale, colpita da un gesto avvenuto in un luogo simbolo della città.
Cronaca
Otranto, conclusa esercitazione della Protezione Civile
Si è conclusa con esito positivo nel primo pomeriggio di oggi l’esercitazione di Protezione Civile denominata “Firevac Complex 2026”, organizzata sul litorale nord di Otranto, in località Alimini. La simulazione ha messo alla prova la macchina dei soccorsi davanti a uno scenario complesso: un vasto incendio boschivo sviluppatosi in prossimità di strutture ricettive e aree balneari.
L’iniziativa, coordinata dalla Prefettura di Lecce, ha coinvolto numerosi enti istituzionali e forze operative con l’obiettivo di verificare tempi di reazione, coordinamento e capacità di risposta in vista della prossima stagione estiva.
Simulato il salvataggio di 40 persone
Secondo lo scenario previsto, il fronte di fuoco, alimentato dal forte vento, avrebbe completamente isolato la zona turistica degli Alimini, rendendo impraticabili le vie di fuga terrestri. Per questo motivo è stata disposta l’evacuazione via mare di 40 persone, tra turisti e personale delle strutture presenti nell’area.
Le persone coinvolte sono state trasferite in sicurezza grazie ai mezzi navali della Guardia Costiera di Otranto e della Sezione Aeronavale della Guardia di Finanza.
La Prefettura, ricevuta la segnalazione dell’emergenza, ha immediatamente attivato il Centro Coordinamento Soccorsi (CCS), organismo provinciale deputato alla gestione delle emergenze. In parallelo, presso il Comune di Otranto è stato istituito il Centro Operativo Comunale (COC) per mantenere il costante raccordo con il territorio e con le squadre operative.
Le operazioni in mare sono state coordinate dalla Sala Operativa della Guardia Costiera di Otranto, che ha gestito le attività di recupero e trasporto degli evacuati fino al punto di primo soccorso allestito nel porto cittadino.
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