Altro impedimento ai lavori di consolidamento del costone roccioso del Ponte Ciolo.
Ad un mese dall’inizio dei lavori, e ad un mese e mezzo dal parere favorevole del giudice amministrativo, la Procura di Lecce, su mandato dei PM Elsa Valeria Mignone e Antonio Negro, ha disposto il sequestro probatorio del cantiere.
La notifica pervenuta al sindaco di Gagliano, Antonio Buccarello, paventa presunti danni alla parete rocciosa in questione.
Già in precedenza il rischio di danneggiare la zona era stato sostenuto da Legambiente che, temendo l’alterazione del paesaggio, aveva bloccato l’inizio del lavori fino a quando il Tar non aveva, lo scorso dicembre, respinto il suo ricorso e dato il via libera al Comune.
Un mese fa quindi si era iniziato a intervenire sulla zona per quello che l’avv. Pietro Quinto, difensore dell’Amministrazione comunale di Gagliano, aveva definito un “mero ancoraggio dei blocchi pericolanti, compatibile con la tipizzazione della zona”.
Poche ore fa, con il provvedimento eseguito dal Corpo Forestale dello Stato, la vicenda è tornata ad avere risvolti giudiziari che, stavolta, da amministrativi divengono penali. Saranno gli sviluppi dei prossimi giorni a chiarire che ne sarà del progetto da un milione di euro.




