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Leuca, Tre Porte: escursioni in barca o snorkeling?

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Abbiamo accolto in redazione una denuncia, dura, di alcuni turisti alle prese con il traffico delle escursioni in mare nello specchio d’acqua antistante le Grotte delle Tre Porte a Santa Maria di Leuca.

Corredando quanto riferitoci con tanto di video, hanno definito alcuni dei protagonisti della vicenda come una «icona della barbarie, con l’arroganza di chi sfrutta il mare senza il minimo rispetto delle regole».

Il riferimento è alla «distanza dalla costa non rispettata».

Come si evince dal video, ad alcuni turisti che stavano facendo snorkeling viene intimato in malo modo di spostarsi.

Questi rispondono che sono loro, quelli sulle barche, che in realtà non potrebbero stare lì.

In poco tempo si accende il confronto (eufemismo) e partono gli insulti.

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Ovviamente riportare tale denuncia non vuole essere un attacco alla categoria dei professionisti che lavorano nel settore, sempre (quasi a questo punto) rispettosi delle regole, educati e disponibili nei confronti dei turisti che poi, alla fine, sono quelli che danno loro da mangiare.

Semmai, ritornando alla definizione di “icona delle barbarie”, è il monito verso taluni che, stando alla denuncia, sono mancati dei più elementari principi di rispetto e buona educazione.

E, come sottolineato da qualcuno, non lamentiamoci, poi, quando arrivano le stroncature anche sui media nazionali.

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«Quello che succede con le barche a luglio ed agosto», ha rincarato la dose una frequentatrice abituale del posto, «è un esempio di barbarie a cui le istituzioni, la Capitaneria di Porto o chi ne ha il dovere, dovrebbero porre rimedio, il cittadino non deve arrivare a fare lo sceriffo per farsi valere». 

Inutile nascondere la polvere sotto il tappeto: il problema c’è e va affrontato, chiarendo quali sono i limiti per chi è sulla barca e per chi, semplicemente, vuole godersi il mare dall’acqua.

Per inciso la zona teatro del litigio ripreso in video è balneabile mentre, invece, è vietato sostare sulle rocce intorno alle Tre Porte, così come ricorda uno dei due cartelli rimasti (l’altro è stato buttato giù).

Barche e bagnanti non dovrebbero mai essere così vicini per evitare ogni rischio e (ma sarebbe il minimo) anche di litigare.

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