Cronaca
“Positivi e…abbandonati: la disorganizzazione dopo due anni di pandemia”
Riceviamo e pubblichiamo la testimonianza di un nostro lettore, Simone Peluso, in merito a quanto accadutogli in questi giorni riguardo al Covid.
Dopo aver manifestato alcuni sintomi (seppur lievi) riconducibili al Covid, lo scorso mercoledì 22 dicembre mia sorella ha deciso di fare un tampone antigenico presso una delle farmacie di Tricase, ricevendo un esito positivo.
Lei si è messa subito in isolamento, mentre io e la mia famiglia (di cui fa parte anche una persona anziana) siamo entrati in quarantena essendo ovviamente dei suoi contatti stretti. Abbiamo contattato il suo medico di base, che ci ha confermato che l’esito del tampone è stato direttamente comunicato alla ASL e che avremmo dovuto ricevere (nel giro di poche ore) una chiamata per effettuare un tampone molecolare.
I giorni sono passati senza ricevere alcuna comunicazione, nonostante avessimo più volte provato a contattare noi telefonicamente senza ricevere risposta (nell’attesa abbiamo però ascoltato della buona musica jazz). Capisco perfettamente la delicatezza della situazione e del momento, l’intasamento delle risorse a disposizione con la crescita repentina dei contagi, ma faccio fatica ad accettare una totale mancanza di comunicazione precisa e (nei limiti) puntuale sulle indicazioni da seguire nell’attesa di un tampone molecolare di conferma come vuole la prassi.
Ovviamente il mio non è l’unico caso, ce ne sono diversi analoghi ascoltando anche le testimonianze di conoscenti che vivono la medesima situazione. Ve ne riporto un altro che, a mio avviso, evidenzia ancor di più una totale incapacità organizzativa a quasi due anni dall’inizio della pandemia.
Il figlio di 9 anni di alcuni conoscenti ha contratto il Covid, scoprendolo dopo un tampone molecolare effettuato presso l’Ospedale di Tricase lo scorso lunedì 20 dicembre. Ad oggi (28 dicembre), anche loro – come noi – non hanno ricevuto alcun avviso da parte della ASL; in più, il loro medico di famiglia aveva comunicato parallelamente la positività del ragazzo e, dopo un sollecito effettuato nelle scorse ore, ha scoperto che la sua mail non era stata mai letta e che non ve n’era traccia negli archivi telematici.
Tutto ciò mi lascia ovviamente senza parole, pur comprendendo – come già specificato nelle righe precedenti – le difficoltà oggettive per tutto il sistema. Non è più accettabile vivere in un Paese in cui, per avere anche solo informazioni minime necessarie o servizi essenziali di cui si ha diritto (in qualsiasi campo del settore pubblico), bisogna affidarsi a speranze spesso vane se non si hanno delle “conoscenze” giuste a cui poter richiedere un supporto senza attendere tempi biblici.
Nel mio caso mi sento quasi di definirmi “fortunato”, non avendo particolari disagi se non quello di dover attendere pazientemente blindato all’interno delle mura domestiche. C’è chi, però, è costretto per esempio a dover sospendere temporaneamente la propria attività professionali avendo delle ricadute importanti sulle entrate mensili, senza sapere se e quando poter riaprire la rispettiva bottega nella piena sicurezza degli stessi clienti. Finora sono convinto che quasi tutti abbiano accettato a prescindere di seguire le regole divulgate quotidianamente su qualunque mezzo stampa, ma è chiaro l’etica del singolo che non possa più bastare se dall’altra parte c’è una mancanza così profonda da dover essere compensata.
Cronaca
59enne perde la vita in un incidente dopo il turno di lavoro
Stando alle ricostruzioni Maggio avrebbe perso il controllo dell’auto, finendo contro un muretto a secco…
Ennesima tragedia sulle strade del Salento.
Nella tarda serata di ieri, mentre rientrava a casa dal lavoro, si è verificato un grave incidente lungo la litoranea che collega Otranto con gli Alimini, nelle vicinanze della Baia dei Turchi.
La vittima è il cuoco Angelo Maggio, 59 anni, di Ortelle che, dopo aver concluso il turno di lavoro in un ristorante di Melendugno, rientrava a casa.
Stando alle ricostruzioni Maggio avrebbe perso il controllo dell’auto, finendo contro un muretto a secco.
I soccorsi del 118, arrivati prontamente, non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.
Dolore e sconcerto ad Ortelle dove Maggio viveva, il cuoco, nonostante fosse schivo e riservato, era molto conosciuto. Nel Salento questa è la prima vittima delle strade del 2026.
Cronaca
Tentato omicidio, arrestati padre e figlio
Lite con la ex, spedizione punitiva da Gallipoli a Nardò
Gli agenti del Commissariato di Nardò sono dovuti intervenire nella zona 167 a seguito di una segnalazione giunta al 112 NUE che avvertiva di una persona raggiunta da colpi di arma da fuoco.
Giunti sul luogo, gli agenti della Polizia di Stato, dopo aver ascoltato diversi testimoni hanno appreso di una lite tra un uomo di 41 anni, accompagnato dal figlio di 15, nei confronti della ex moglie, innescata da dinamiche legate alla gestione familiare e giunta al culmine con il gesto estremo dell’uomo.
La vittima, che era in compagnia di una coppia del posto, è stata difesa dall’uomo che si frapponeva tra lei e il suo ex-marito, che ha esploso diversi colpi d’arma da fuoco nella sua direzione e dopo si è dato alla fuga insieme al figlio minore a bordo di una moto di grossa cilindrata.
Grazie al sistema di tracciamento delle posizioni dei telefoni cellulari in uso ai responsabili, che indicava una zona di Gallipoli nei pressi di corso Roma, sono stati allertati i poliziotti del Commissariato di Gallipoli e gli agenti della Squadra Mobile e le ricerche sono state estese da Nardò a Gallipoli.
Qui sono stati trovati padre e figlio presso la loro abitazione in atteggiamento poco collaborativo.
Gli agenti hanno dato vita a  una perquisizione domiciliare che ha consentito il rinvenimento del casco indossato dal ragazzo e degli indumenti indossati da entrambi durante il delitto che erano stati occultati sul terrazzo insieme alla pistola utilizzata, una Beretta calibro 7,65 con un totale di 73 cartucce con matricola abrasa.
Le ricerche sono state estese anche nelle strade vicine all’abitazione alla ricerca della moto utilizzata per il reato che é stata rinvenuta in un parcheggio poco distante.
Tutto il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro e i due responsabili del reato accompagnati presso il Commissariato di Nardò per la conclusione degli atti e sottoposti a fermo di indiziato di delitto, per tentato omicidio aggravato in concorso, porto di arma clandestina e detenzione illegale di munizioni.
Notiziati i PM di turno presso le Procure ordinaria e per i minorenni, padre e figlio, entrambi di Copertino e domiciliati a Gallipoli, sono stati accompagnati rispettivamente presso la casa circondariale di Lecce e l’Istituto Penale Minorile.
Cronaca
51enne ubriaco picchia moglie e figlia e poi si scaglia contro i carabinieri
Alla vista dei Carabinieri, l’uomo non solo non si è calmato, ma ha ulteriormente alzato il livello di violenza, inveendo contro i militari e tentando di colpire nuovamente i familiari…
Dopo il grave episodio verificatosi a Nardò, dove un uomo armato si è presentato sotto casa dell’ex coniuge, ha esploso un colpo di arma da fuoco ed ha ferito un vicino di casa intervenuto verosimilmente per sedare la lite, l’attenzione sul tema della violenza domestica e delle condotte aggressive in ambito familiare resta altissima.
Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri di Gallipoli, congiuntamente ai colleghi della locale Stazione, sono intervenuti presso un’abitazione del centro cittadino di Gallipoli a seguito di una segnalazione per violenza in ambito familiare.
Giunti sul posto, i militari si sono immediatamente trovati di fronte una situazione altamente critica.
Un 51enne gallipolino, in evidente stato di alterazione psicofisica presumibilmente connessa all’abuso di sostanze alcoliche, stava aggredendo verbalmente e fisicamente la moglie, 49enne, e successivamente anche la figlia minore intervenuta nel tentativo di difendere la madre.
Alla vista dei Carabinieri, l’uomo non solo non si è calmato, ma ha ulteriormente alzato il livello di violenza, inveendo contro i militari e tentando di colpire nuovamente i familiari.
Nel corso delle concitate fasi di contenimento ha cercato di aggredire la moglie e gli operanti brandendo una bottiglia di vetro, prontamente sottratta grazie al sangue freddo e alla professionalità dei Carabinieri.
Poco dopo ha colpito al volto un militare con un casco da moto, prima di essere definitivamente immobilizzato in sicurezza.
Il carabiniere ferito è stato accompagnato presso l’ospedale “Sacro Cuore” di Gallipoli, dove è stato visitato e dimesso con prognosi di tre giorni. Illese la moglie e la figlia, messe in sicurezza tranquillizzate dai militari dell’Arma.
Grazie alla successiva attività investigativa e all’ascolto delle vittime, è stato possibile ricostruire un quadro di presunti maltrattamenti continuativi nel tempo, caratterizzati da minacce e reiterate aggressioni fisiche.
L’uomo è stato quindi tratto in arresto in flagranza di reato, dovrà rispondere delle ipotesi investigative di maltrattamenti in famiglia, violenza e resistenza a Pubblico Ufficiale e condotto presso la Casa Circondariale “Borgo San Nicola” di Lecce, come disposto dal Pubblico Ministero di turno della Procura della Repubblica di Lecce che conduce le indagini.
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