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Copertino

Rientrano dal Brasile: padre, madre e figlio positivi al Covid

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Mentre i bollettini quotidiani del Covid-19 in Puglia contano sempre meno morti e più guariti, un campanello d’allarme si riaccende sugli spostamenti internazionali.

In serata una famiglia di Copertino è risultata positiva al Covid. Padre, madre e figlio, di ritorno dal Brasile dove si erano recati per motivi familiari, sottoposti al tampone di rito al rientro in Italia, hanno dato esito positivo.

In attesa di altri riscontri, l’Asl rassicura: la situazione sarebbe sotto controllo. Le condizioni dei 3 non sarebbero gravi. Sono ricoverati presso il nosocomio di Copertino.

Copertino

Si ribalta col trattore: soccorso sulla Galatina-Copertino

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Grande spavento in serata sulla strada tra Copertino e Galatina.

Nel buio appena calato di questa calda notte, un uomo di e ribaltato sulla SP18 con il suo trattore, all’ingresso della zona industriale copertinese.

Pochi minuti alle 21 quando è partita, da alcuni passanti, la chiamata al 118.

Ambulanza e carabinieri sono accorsi sul luogo del sinistro. Non ancora chiare le ragioni per cui l’uomo ha perso il controllo del mezzo agricolo.

La strada interessata dal sinistro è rimasta, in quel tratto, chiusa al traffico per una abbondante mezz’ora. Il malcapitato soccorso dal 118 non sarebbe in gravi condizioni.

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Carpignano

Covid in provincia: 9 positivi in 7 paesi

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Salgono i casi di positività al Covid in provincia.

I risultati dei test effettuati ieri restituiscono un quadro non confortante.

Ai già noti casi del cardiologo di Carpignano; della famiglia rientrata dal Brasile a Copertino e dell’uomo tornato dall’Albania e residente a Lecce si aggiungono: una donna positiva a Specchia. Due parenti del medico (un uomo e una donna di Serrano) risultato positivo a Carpignano. Un uomo a Poggiardo ed uno Santa Cesarea. Ed infine una donna a Otranto.

Poggiardo: “Chiudiamo in via precauzionale”

A Poggiardo un ufficio di Consulenza del Lavoro ha deciso di chiudere in via precauzionale in quanto a risultare positiva è una persona vicina ad un collaboratore dello studio. Erroneamente in un primo momento avevamo riportato che ad essere positivo fosse un diretto collaboratore dell’ufficio. Resta il fatto che, in queste ore, è stata diffusa una comunicazione dallo stesso studio nella quale viene annunciata la decisione di chiudere temporaneamente e preventivamente l’attività al pubblico e passare alla modalità di smartworking.

A Scorrano positivo in ospedale

Un uomo di Bagnolo è poi risultato positivo in ospedale a Scorrano dopo il trasporto avvenuto in ambulanza ieri dal comune di provenienza. Leggi qui la notizia ed il comunicato della sindaca di Bagnolo che ammonisce la sua cittadinanza.

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Copertino

La denuncia: “Mia madre contrasse Covid in ospedale e morì”

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Mentre i reparti si svuotano, gli ospedali devono fare i conti con gli strascichi della pandemia.

La gestione di alcuni nosocomi delle incandescenti settimane di emergenza viene in queste ore studiata attentamente dagli inquirenti.

È il caso di Copertino, già finita sul banco degli imputati dei “processi” mediatici televisivi qualche mese fa ed ora sotto la lente della Procura.

La figlia di una vittima

Nello scorso mese di marzo fu proprio l’ospedale di Copertino quello che, in provincia, fece parlare più di tutti di sé per l’esplosione di un focolaio al suo interno.

Tra i pazienti ricoverati vi era una donna di 83 anni di Porto Cesareo, Giovanna Persano, la cui figlia ha sporto denuncia in seguito alla morte.

La signora Persano infatti morì assieme ad altri 13 pazienti dopo il ricovero in ospedale. Ricovero avvenuto non per covid ma per altre patologie.

Nel caso specifico, la figlia dell’83enne denuncia il fatto che sua madre sarebbe stata ricoverato nel reparto di Medicina nella stanza di fronte a quella di una paziente con evidenti sintomi riconducibili al Covid. Poi, sarebbe risultata positiva al coronavirus che l’avrebbe stroncata dopo il trasferimento all’ospedale di Galatina.

Seppur tutta da verificare, l’associazione fatta dalla figlia della vittima tra i fatti susseguitisi punta il dito contro la gestione di quei giorni di emergenza all’interno del “San Giuseppe” di Copertino.

Gli eventi riportati nella denuncia sarebbero infatti successivi al famigerato tampone positivo del medico anestesista dell’ospedale. Nonché grossomodo corrispondenti ai giorni in cui in molti si interrogavano sulla gestione dell’ospedale: si parlava di assenza del personale, mancato isolamento dei reparti alle visite dei parenti e, soprattutto, del perdurare dei nuovi ricoveri anche dopo la notizia della positività interna al nosocomio stesso.

Partendo dalla denuncia sporta dalla figlia della vittima, la Procura proverà a far luce ricomponendo i pezzi delle frenetiche giornate di inizio lockdown in quel di Copertino. Per ricostruire le circostanze nelle quali è deceduta non solo l’83enne ma, assieme a lei, altri 12 pazienti.

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