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Attualità

Imprenditrice gallipolina ai vertici della Sezione Materiali da Costruzione

Cristina Mercuri, anche affermata blogger e scrittrice: “Sono certa che saprò indirizzare il lavoro di una Sezione così eterogenea, poiché formata da altrettante anime industriali, nella giusta direzione”

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Si chiama Cristina Mercuri, la donna che occuperà i vertici della Sezione Materiali da Costruzione, Legno-Arredo, Chimico-Plastica-Gomma di Confindustria.

L’elezione è avvenuta durante l’assemblea della scorsa settimana, che ha visto il trionfo dell’imprenditrice gallipolina, titolare della “Italcolori”, impresa che si occupa di vernici e idropitture per edilizia.

Cristina Mercuri

La donna peraltro, già vicepresidente del Comitato Piccola Industria di Confindustria Lecce è anche un’affermata blogger e scrittrice.

Sono impegnata su tanti fronti nella mia vita professionale”, afferma la neo presidente Mercuri, “e per questo sono certa che saprò indirizzare il lavoro di una Sezione così eterogenea, poiché formata da altrettante anime industriali, nella giusta direzione. Si tratta di una sfida importante, alla quale tengo molto e che mi trova pronta e, allo stesso tempo, convinta della possibilità di collaborare con i colleghi, per ridare slancio alle nostre iniziative. Le problematiche della chimica-plastica-gomma, dei materiali da costruzione e del legno arredo possono sembrare a un primo sguardo totalmente differenti; il mio obiettivo è quello di valorizzare le diversità e, contestualmente, identificare gli indirizzi comuni che possano rispondere ai bisogni immediati delle imprese. Ringrazio, pertanto, i colleghi imprenditori della fiducia, ed assicuro loro che, insieme ai neo eletti (Lucrezia Vantaggiato di Vf Cave vice presidente della Sezione e Leonardo Savoia, di Savoia Arredamenti, delegato al Consiglio Generale) contribuiremo a dare risposte concrete alle problematiche di tutte le imprese associate”.

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Taurisano: “Giunta al capolinea. Sindaco si dimetta”

All’Assessore all’urbanistica è stata data la delega di vice Sindaco. Sarà forse un premio alle grandi iniziative intraprese?

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Luigino Preite: “Amministrazione giunta al capolinea. Il Sindaco si dimetta

Quanto successo nelle ultime settimane a Taurisano decreta, di fatto, il capolinea di un’azione amministrativa fallimentare che ha avuto numerose sfaccettature embrionali ed una sorta di mistificazione falsa ideologica che da un po’ di tempo offende la dignità politica degli elettori.

Sentir dire oggi, da un gruppo che sinora è stato la stampella della maggioranza, che a Taurisano vi è una profonda crisi politica, fa sorridere. Vi è piuttosto una crisi ideologica ed una lotta enterica tra sostenitori dell’estrema destra, pronti ad ubbidire ma soprattutto a mettersi “sull’attenti” ad ogni capriccio “del capo” fatto sempre passare come necessità per il paese. Ciò non è una nostra deduzione, ma emerge chiaramente dalla lettera dei tre componenti il Gruppo consiliare Taurisano in Movimento che ha messo sotto accusa l’atteggiamento “dittatoriale” del sindaco Stasi ed evidenziato i rapporti incostituzionali del Sindaco il quale, alle loro richieste, rispondeva “Il Sindaco sono io! Decido tutto Io”.

Riteniamo grave la non conclusione dell’iter, giunto quasi a termini dalla passata amministrazione comunale, sul Piano Urbanistico Generale (PUG) e ci chiediamo: in questi quattro anni cosa è stato fatto in merito? Perché l’assessore all’Urbanistica non ha mai prodotto un documento politico sulla questione? Perché non si è mai interessata dei comparti compromessi e non ha mai riunito i partiti di Taurisano per una discussione pacata e seria? La risposta è semplice: non vi erano, come non vi sono, delle capacità politiche ed intellettuali e si è amministrato alla “giornata”.

Ora emerge che all’Assessore all’urbanistica è stata data la delega di vice Sindaco. Sarà forse un premio alle grandi iniziative intraprese? Oppure è un premio all’obbedienza cieca verso tutti i diktat del Sindaco? E cosa dire poi dei confini territoriali tra Taurisano ed Ugento sui quali lo stesso Stasi aveva garantito la risoluzione del problema in un paio di mesi? Ancora oggi non è stata stilata né una proposta, né un protocollo d’intesa. Solo parole prive di ogni senso politico e giuridico.

Che dire ancora del programma amministrativo che non è stato portato a compimento neanche per il 50%?

Restare impassibili a tali atteggiamenti sterili e privi di interessi verso la collettività è impossibile.

Oggi assistiamo all’ultimo tocco di classe: un rimpasto fatto elemosinando la presenza di un consigliere comunale appartenuto alla stessa lista Stasi, il quale per tre anni ha preso le distanze dall’operato del sindaco e della maggioranza schierandosi con l’opposizione, e nel 2018 è salito sul palco al fianco dei consiglieri del PD. Dopo l’elemosina “partitica”, a questo consigliere sembra stiano assegnando, in barba alle leggi dello Stato, una delega assessorile. E qui emerge tutta l’incompetenza politica, ideologica, morale ma soprattutto giuridica del Sindaco.

È giunto il momento di dire basta. A nostro parere, con questa nuova azione, l’amministrazione comunale di Taurisano è politicamente decaduta. Il Sindaco prenda quindi atto che la sua fase politica è conclusa, rassegni le dimissioni e non offenda oltre l’onestà intellettuale degli elettori. Rimanere ancora significherebbe procurare altri danni alle sorti del nostro paese.

Luigino Preite (Articolo Uno)

 

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Attualità

Tricase, Dell’Abate: “Fango su di me per distogliere l’attenzione dal loro fallimento politico”

Dura presa di posizione del consigliere comunale di opposizione in merito alla sua presunta “incompatibilità” per una causa civile pendente. Le sue precisazioni

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In merito alla sua presunta incompatibilità con il ruolo di consigliere per una causa civile pendente nei confronti del Comune, Fernando Dell’Abate ha diffuso una nota con le sue precisazioni che pubblichiamo di seguito.

Con nota n.6303 protocollata il 2 maggio 2017 (quindi ancor prima dell’ufficializzazione della mia candidatura a sindaco avvenuta il 12 maggio), ho comunicato agli uffici comunali la mia posizione rispetto alla causa riportata in sentenza, mediante cessione del credito pro soluto a terzi intervenuta già in data 28 aprile 2017 presso la Corte d’Appello del Tribunale di Lecce.

Rammento che, in occasione del Consiglio Comunale di insediamento del 24 luglio 2017, all’unanimità veniva votata la convalida degli eletti a consiglieri comunali, e quindi anche del sottoscritto, escludendo la presenza di cause di incompatibilità proprio per le ragioni su richiamate.

Fa specie che l’argomento venga strumentalmente ripreso dagli ambienti della maggioranza proprio in questo momento così delicato per la comunità, nonostante la sentenza sia stata pubblicata il 21 gennaio 2020.

Evidentemente la frantumata maggioranza di Chiuri non ha altri argomenti se non quello di insinuare fantomatiche criticità normative, gettando fango sul sottoscritto al fine di distogliere l’attenzione dal fallimento politico e amministrativo della sua amministrazione.

Prova ne è la P.E.C. del 28 maggio 2020 con cui il Presidente della Commissione Lavori Pubblici e Urbanistica Consigliere Luigi Giannini, rinviava a data da destinarsi i lavori rilevanti per la comunità, ledendo di fatto il diritto non solo mio ma di tutti i componenti della stessa. Di questo riferirò e lui risponderà nelle sedi competenti insieme al suo suggeritore.

Qualora ce ne fosse ancora bisogno, avrò modo di fornire i chiarimenti che mi vorranno chiedere i colleghi consiglieri nella imminente riunione dei capigruppo, di fronte a eventuali contestazioni nelle forme e termini di legge, e non sulle pagine dei giornali.

Al Sindaco e a quel che resta della maggioranza il mio invito a riflettere invece sul danno arrecato alla comunità, causato dalla loro incapacità di gestire una crisi non solo sanitaria, ma anche sociale ed economica che ha messo a nudo tutta la loro incompetenza ammantata di arroganza.

Per la mancanza di rispetto alle persone, alle istituzioni e a tutta la comunità, questa amministrazione non merita di guidare la nostra città e per questo motivo ci batteremo per mandarla a casa il prima possibile”.

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Tricase: sospetta incompatibilità in Consiglio comunale

Una causa civile pendente con l’Ente ed in contrasto con il Tuel metterebbe in dubbio la compatibilità di Fernando Dell’Abate con il ruolo di consigliere. I 5 Stelle: “Il presidente del consiglio faccia luce”. Martina: “A breve conferenza capigruppo”

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Interpellato in merito alle polemiche seguite al Consiglio comunale saltato il 26 maggio scorso, il sindaco di Tricase Carlo Chiuri, pur non entrando nel merito, aveva parlato di “criticità” e “posizione di un componente dell’Assise portata alla attenzione, mia e del presidente del consiglio Dario Martina, dagli Uffici e da chiarire al più presto”.

Non c’è voluto molto per fare luce sulla vicenda “scoperchiata” da una sentenza della Prima Sezione della Corte di Appello di Lecce (precisamente la sentenza Numero 73/2020, datata 21 gennaio) e che, nelle ultime ore, è diventata argomento di discussione in tutta la città.

La sentenza in oggetto rigetta un ricorso presentato da Fernando Dell’Abate, nelle vesti professionali di ingegnere, e di altri professionisti che già avevano perso la causa in primo grado intentata nel 2009 e relativa alla richiesta nei confronti del Comune del “pagamento dell’indennizzo loro dovuto per l’attività di progettazione e direzione dei lavori relativi alla realizzazione del parcheggio nei pressi del “vecchio cimitero”, e che quantificavano in € 102.078,90 (…) a titolo di competenze per l’attività svolta”.

La sentenza della Corte d’Appello, con una motivazione articolata, ha ritenuto inammissibile il procedimento in primo grado, condannando anche gli appellanti al pagamento in favore del Comune di Tricase delle spese del giudizio di appello, liquidate in complessivi € 6.000,00 oltre accessori di legge e di tariffa nella misura del 15%.

Sul piano politico, però, quello che interessa è la causa civile pendente che potrebbe essere in conflitto con il Testo unico delle leggi per gli Enti Locali, mettendo in forse la compatibilità di Dell’Abate come consigliere comunale e rendendo necessario un serio approfondimento sulla posizione di Dell’Abate nel ruolo istituzionale che ricopre.

Con tutto quello che ne conseguirebbe, non ultimo, la possibilità, paventata, come evidenziato nella nota del MoVimento 5 stelle (leggi sotto), che addirittura gli atti del consiglio comunale degli ultimi tre anni possano essere invalidati.

Così la nota del MoviMento 5 Stelle riguardo “il sospetto d’incompatibilità”:  “Riteniamo che la questione sia fondata e vada approfondita in seno al consiglio comunale. Il M5S Tricase”, si legge nella nota a firma della consigliera Francesca Sodero, “non è nuovo ad azioni forti a difesa dell’autonomia dell’organo consiliare, avendo in passato, anche dall’esterno dell’istituzione comunale, sollevato istanze di rimozione di incompatibilità e conflitti di interesse dei suoi membri. Anche se la questione emerge in un momento di profonda crisi amministrativa, è fondamentale avviare la procedura di accertamento prevista dal Testo Unico degli Enti Locali, non solo per chiarire le possibili ricadute della presunta incompatibilità sull’attività amministrativa degli ultimi tre anni ma anche e soprattutto per garantire, sebbene con ritardo, che sia ripristinato il rispetto della legge e dei principi normativi che difendono la libertà dell’ente dai conflitti di interesse”.

Ci aspettiamo”, aggiunge la Sodero, “che il presidente del consiglio Dario Martina proceda d’ufficio con immediatezza ma non ci sottrarremo come gruppo consiliare a farci promotori dell’iniziativa qualora riscontrassimo un’omissione in tal senso. Va detto che tutto ciò non intacca il nostro giudizio severissimo sullo stallo dell’azione amministrativa, rispetto al quale stiamo riflettendo insieme alla nostra forza politica sulle azioni, anche drastiche, che si rendessero necessarie per il bene di Tricase”.

Mentre il diretto interessato per il momento non rilascia dichiarazioni, il presidente del consiglio comunale Dario Martina ha riferito di non aver “avuto ancora una vera e propria comunicazione ufficiale” e che, comunque, ne dovrà “parlare prima con la Conferenza dei capigruppo che sarà convocata a breve”. Prima di questi passaggi, “per rispetto al consiglio comunale preferisco non commentare”.

Giuseppe Cerfeda

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