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Attualità

Novoli ti porta alle terme

Il Comune ufficializza il ritorno del servizio navetta per 12 giorni, tempo di un ciclo di cure

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Il Comune di Novoli ufficializza: garantito anche per l’anno 2015 il servizio di trasporto da Novoli a Santa Cesarea Terme e ritorno, che permetterà ai cittadini di raggiungere la struttura termale adriatica, dal 5 al 17 ottobre prossimo.


L’amministrazione Comunale, infatti, nell’ambito delle iniziative mirate alla promozione della salute e del benessere della persona, parteciperà alle spese di trasporto assumendosi parte del costo totale e stabilendo che la quota contribuiva a carico dei partecipanti venga fissata in base al reddito ISEE del Nucleo Familiare. Il servizio sarà attivato per un ciclo completo di cure termali (12 giorni) più una giornata da destinare alle visite mediche dei beneficiari (già programmata per venerdì 02 ottobre) e sarà avviato solo se si raggiungerà una quota minima di 40 richiedenti.


Al fine di agevolare le esigenze di tutti i cittadini interessati, altresì, il servizio verrà svolto con due partenze giornaliere (una in mattinata, l’altra nel primo pomeriggio), con la possibilità di diverse fermate con relativi punti di raccolta sia per il viaggio di andata che di ritorno.

“Questa modifica del servizio – conferma l’Assessore alle Politiche Sociali e Welfare, Daniela De Pascalispermetterà una migliore organizzazione del servizio di trasporto e garantirà una maggiore risposta, perché accoglierà richieste ed esigenze dei fruitori delle cure convenzionate. Gli interessati dovranno munirsi di impegnativa del medico di medicina generale, da esibire al momento della visita medica, e dovranno presentare la documentazione completa, accompagnata dal versamento della quota contributiva per le spese di trasporto, da effettuare sul conto corrente delle Tesoreria Comunale, entro e non oltre il 28 agosto 2015”.


ll modulo di domanda e l’avviso saranno disponibili presso l’Ufficio Servizi Sociali di via Pendino o scaricabili dal sito www.comune.novoli.le.it.


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Conferenza nuovo Dpcm: “Una sola dose di vaccino a chi ha avuto il Covid”

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Si è tenuta la conferenza stampa del Governo sul nuovo Dpcm. Ecco le principali dichiarazioni.





“Nel decreto sostegno abbiamo previsto risorse per 200 milioni di euro” per supporto alle famiglie sul tema dei congedi parentali”. Lo dice il ministro per gli Affari Regionali Maria Stella Gelmini in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Non parlerei di chiusura delle scuole: l’intendimento è tenerle aperte, tutti le vogliamo aprire. C’è la volontà di giocare la partita dalla parte della scuola, ma è chiaro che c’è un problema legato alle varianti che non si acuisce nei bambini ma crea una problematica nel contagio. Laddove strettamente necessario per le varianti si impone la sospensione dell’attività in presenza” precisa la ministra Gelmini. “La scuola è una funzione essenziale del Paese, faremo di tutto per garantirne il funzionamento. La scuola a distanza è un’estrema ratio” precisa Speranza.




Per quanto riguarda i soggetti che sono stati già infettati in passato da Sars-Covid 2 domani verrà diffusa una circolare del dipartimento generale della prevenzione” del ministero della Salute, “per la quale c’è stato un parere sia dell’Aifa sia del Css, in cui per i soggetti già infettati ci sarà una sola dose di vaccino in quanto l’infezione svolge di fatto un ruolo di “priming”. Questo con la sola eccezione dei soggetti immunodepressi”. Lo dice il presidente del Css Franco Locatelli in conferenza stampa a Palazzo Chigi.





Il “Dpcm è stato firmato dal presidente del Consiglio pochi minuti fa ed è in vigore dal 6 di marzo al 6 di aprile”. Lo dice il ministro della Salute Roberto Speranza in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Il principio guida del nuovo dpcm, adottato dopo confronto ampio con Parlamento e Regioni, è la tutela della salute come questione fondamentale e faro, linea guida essenziale. Per ricostruire il Paese, per lo sviluppo del Paese, bisogna vincere la pandemia.


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Attualità

Terme di Santa Cesarea, sindacati chiedono tavolo a Regione e Comune

Grande partecipazione al sit-in di protesta organizzato da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil di Lecce che si è svolto questa mattina davanti al municipio.  “Incontro subito per discutere il futuro di 115 lavoratori. Siamo stanchi di essere ignorati”

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Si è svolto questa mattina un sit-in di protesta dei lavoratori delle Terme di Santa Cesarea, davanti alla sede del Comune, per rivendicare certezze sul futuro lavorativo e sulle prospettive di ripartenza della stagione 2021.

I lavoratori sono ancora in attesa del pagamento della 14esima, parte della 13esima e della retribuzione di gennaio 2021.

Schierate al loro fianco le organizzazioni sindacali Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil di Lecce.

«Qui c’è in gioco il futuro di 115 lavoratori e delle loro famiglie e la loro situazione non può continuare ad essere ignorata, soprattutto alla luce della pandemia che sta aggravando la crisi economica e mettendo in ginocchio il settore», dicono Mirko Moscaggiuri (Filcams), Carmela Tarantini (Fisascat) e Antonio Palermo (Uiltucs).


«Abbiamo chiesto al sindaco risposte immediate sulla ripresa delle attività e l’apertura di un tavolo istituzionale», spiegano, «per affrontare in maniera decisa i problemi esistenti, al fine di garantire stabilità nel medio e lungo termine ai lavoratori e alle lavoratrici. Riguardo ai pagamenti degli stipendi arretrati», fanno sapere, «venerdì scorso il sindaco ha incontrato il Capo di Gabinetto e ha comunicato che la Asl dovrebbe erogare nei prossimi giorni una anticipazione sulle somme dovute per le cure erogate in convezione con il Sistema Sanitario per l’anno 2020».

Nell’esprimere soddisfazione per la grande adesione dei lavoratori che ha caratterizzato la manifestazione odierna, i rappresentanti di Filcams, Fisascat e Uiltucs annunciano che saranno programmate altre iniziative di carattere sindacale per tutelare il lavoro e la dignità di tutti i lavoratori coinvolti.

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Nuovi positivi: oltre mille in Puglia, oltre 100 in Salento

Tasso di positività al 10,95%. Aaltri 40 decessi con Covid in Puglia, uno in provincia di Lecce

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Dopo aver incassato l’RT al ribasso (0,95 contro 1,2 della settimana precedente) a conferma di una fase in cui i numeri del contagio in tutta la Puglia sono stati tutto sommato contenuti, il bollettino regionale odierno ci racconta di altri 1.021 casi positivi su 9.322 test registrati con un tasso di positività pari al 10,95%.

Riguardo alla sola provincia di Lecce sono invece 105 i nuovi tamponi positivi.

Ancora tristemente corposo il bilancio delle vittime: altri 40 decessi con Covid in Puglia, uno in provincia di Lecce.

Il riepilogo

Dall’inizio dell’emergenza sono stati effettuati 1.571.274 test.

111.599 sono i pazienti guariti.

33.111 sono i casi attualmente positivi.

Il totale dei casi positivi Covid in Puglia è di 148.702, di cui 12.629 nella Provincia di Lecce.

Aggiornamento sui vaccini

Alla Puglia sono state consegnate 388.225 dosi di cui ne sono state somministrate 269.135 pari 69,3%.

Il bollettino regionale del 2 marzo 2021

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